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	<title>tv &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Un’ Estate con Samsung</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 08:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Le ultimissime novità firmate Samsung</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/06/visore_samsung.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><strong>Galaxy S6 e Galaxy S6 edge</strong><strong>: </strong>i due dispositivi, presentati per la prima volta durante il Mobile World Congress di Barcellona, ridefiniscono completamente l’esperienza mobile che tocca il suo apice grazie a una forma essenziale dal design senza precedenti e a una tecnologia futuristica ma semplice da usare. Per la prima volta i dispositivi Samsung sono impreziositi dalla potenza del <strong>metallo</strong> e dalla lucentezza del <strong>vetro</strong> che li rendono delle moderne opere d’arte dallo spettro di colori vibranti. Il Galaxy S6 e il Galaxy S6 edge sono completamente riprogettati nelle performance tecnologiche e nell’interfaccia utente per un’esperienza d’uso potenziata ai massimi livelli.<strong> Prestazioni più elevate e minore consumo energetico.</strong></p>
<p>Fotocamera frontale<strong> 5 MP</strong> e una posteriore da <strong>16 MP</strong> ad alta sensibilità, luminosa e veloce, dotata di obiettivo F1.9 e sensori ad alta risoluzione che permettono di scattare foto di una qualità superiore, anche in presenza di poca luce.</p>
<p>Ricarica della batteria <em>veloce quasi il doppio rispetto al passato</em> per un’autonomia fino a <strong>2 ore </strong>di riproduzione video HD <strong>dopo soli 10 minuti di ricarica</strong>. Grazie alla tecnologia di <strong>ricarica wireless</strong> i due dispositivi sono compatibili con i due standard più diffusi nel settore delle ricariche wireless, funzionando con qualsiasi caricabatteria senza fili disponibile sul mercato.</p>
<p>Samsung Galaxy S6 e Galaxy S6 edge sono disponibili in Italia nei colori <strong>Bianco Perla, Nero Zaffiro, Oro Platino</strong> per entrambi i dispositivi, <strong>Blu Topazio</strong>, solo per Galaxy S6 e <strong>Verde Smeraldo</strong>, solo per Galaxy S6 edge.</p>
<p><strong>Samsung NX500: </strong><em>ultima nata della famiglia NX, pensata per foto perfette e video in 4K in ogni situazione. </em>Stesso cuore tecnologico della NX1 in un formato pratico e compatto, consente di scattare fotografie nitide dalla qualità di immagine senza precedenti, in qualsiasi condizione e a prescindere dal soggetto ritratto: la risoluzione da <strong>28 Megapixel</strong>, realizza uno scatto perfetto anche con scarsa luminosità. La fotocamera supporta la <strong>registrazione di</strong> <strong>video in 4K e Ultra HD</strong>. Per ritrarre in modo perfetto e nitido anche i soggetti in movimento, la NX500 vanta una modalità di scatto continuo da 9 fotogrammi al secondo, potenziata dalla funzione <strong>Samsung Auto Shot</strong> (SAS) che utilizza il sistema <em>motion detection</em> per individuare con precisione il momento ideale per scattare. Grazie al suo design ergonomico, la NX500 può essere tenuta comodamente nel palmo della mano mentre il display orientabile <strong>Super AMOLED touch screen</strong> garantisce visione nitida e scatti a prova di selfie. Inoltre, la NX500 offre una perfetta connettività wireless tramite <strong>Wi-Fi</strong>, <strong>Bluetooth</strong> o <strong>NFC</strong> per trasferire rapidamente sia immagini che video di grandi dimensioni ad altri dispositivi come smartphone e tablet.</p>
<p>Stesso collegamento per i nuovi<strong> Samsung SUHD TV</strong>: ultima generazione TV, protagonista del 2015, apre una nuova era della qualità dell’immagine, introducendo una nuova tecnologia proprietaria che rivoluziona il mondo TV: un connubio di immagine e design senza precedenti grazie ai<strong> nano-cristalli</strong> che offrono una qualità d&#8217;immagine super definita, un contrasto di colori spettacolare e una luminosità sorprendente e alle linee curve e minimal che abbracciano lo spettatore, facendogli vivere emozioni sensazionali.</p>
<p>Samsung riserva la lettera identificativa “<em>S”</em> per i suoi prodotti premium e prodotti flagship e rappresenta un significativo passo in avanti in termini di tecnologia. Il top della nuova gamma Samsung<strong> SUHD TV JS9500</strong> è caratterizzato da un design curvo, in grado di donare maggiore profondità allo schermo, mentre la cornice è così elegante e sofisticata da renderlo un pezzo d’arte contemporanea.</p>
<p><strong><em>Samsung Electronic</em></strong><strong><em>s</em></strong></p>
<p><em>Samsung Electronics delinea il futuro attraverso idee e tecnologie rivoluzionarie, trasformando il mondo dei TV, smartphone, tecnologie indossabili, tablet, fotocamere, elettrodomestici, stampanti, apparecchiature medicali, sistemi di rete e semiconduttori. Alla guida dell’Internet delle Cose, grazie alle iniziative in ambito Digital Health e Smart Home, Samsung conta 307.000 dipendenti in 84 Paesi. Per saperne di più, visitare </em><a href="http://www.samsung.com"><em>www.samsung.com</em></a><em> e il blog ufficiale global.samsungtomorrow.com </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>di Elena Frattaroli</strong></em></p>
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		<title>Sony 4k , un nuovo rapporto tra tv e consumatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 13:49:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/05/visore_sony4k-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/05/visore_sony4k-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/05/visore_sony4k-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/05/visore_sony4k-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/05/visore_sony4k.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>sony 4k</p>
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<p>La fluidità delle immagini, è un altro punto sul quale Sony ha scelto di concentrarsi, per mettere in risalto non solo la qualità della singola ripresa ma soprattutto l’armonia che lega un’immagine all’altra.<br />
E’ inoltre da sottolineare la scelta dell’azienda di unire alle funzioni di un televisore quelle di un computer creando l’ ”<strong>Android Tv</strong>”, permettendo così al consumatore di esplorare un mondo di film, musica, ricerche, app e molto altro.<br />
Non si tratta però esclusivamente di alta risoluzione di immagine ma anche di alta risoluzione di audio: con la serie <strong>X93/94c</strong> sarà possibile cogliere le infinite sfumature di suono coinvolgendo lo spettatore in un esperienza senza precedenti.</p>
<p>Tutte queste meravigliose funzioni saranno inoltre incorniciate da un design unico, ultrasottile, che nel punto di minor spessore misurerà solamente 4,9 millimetri.<br />
Alla presentazione del nuovo prodotto, il 21 maggio ’15, è stato possibile scoprire&nbsp;interessanti dettagli da <strong>Stephane Labrousse</strong>, Country Head italiano di Sony, che ha riassunto in poche parole quelle che sono le caratteristiche più importanti di questo unico, incredibile prodotto : “<em>In questo senso, i nuovi TV di Sony rappresentano una svolta importante nell’innovazione tecnologica, poiché uniscono il meglio dell’immagine del 4K con un design funzionale e raffinato e una maggiore facilità di utilizzo, per un’esperienza di intrattenimento semplice e realmente appagante.” &nbsp;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>di Arianna M. B. Libio</strong> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pellizzari e Momo parlano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 14:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="231" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-768x231.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-768x231.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-1024x307.jpg 1024w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-1320x396.jpg 1320w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web.jpg 1389w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>RADIO, TELEVISIONE, WEB...E POI?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="231" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-768x231.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-768x231.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-1024x307.jpg 1024w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web-1320x396.jpg 1320w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_radio_tv_web.jpg 1389w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>Radio, TV, web, digitale e poi?&#8230;&nbsp;</em><i><strong>Andrea Pellizzari, aka Mr. Brown</strong>, ci accompagna nel mutevole mondo della comunicazione</i></p>
<p>Sguardo basso, passo deciso, rallenta leggermente per salutare con un cenno della mano e un timido sorriso, per poi riprendere la marcia. Si accomoda silenziosamente su di una sedia, dietro ad un tavolo. Questo è lui: <b>Andrea Pellizzari</b>, noto ai più per aver impersonato l&#8217;equivoco Mr. Brown, professore intenzionato ad insegnare l&#8217;inglese agli italiani nel programma televisivo <i>Le Iene</i>.</p>
<p>“<b>Camaleonti mediatici</b>”, questo è il titolo dell&#8217;intervento del conduttore, presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova. Tema inteso come <b>concetto di movimento attraverso i media</b>. Un&#8217;analisi dei <b>cambiamenti della comunicazione radiofonica e televisiva</b> nel tempo, <b>tramite il percorso professionale</b> di questo interessante ospite. Il tutto moderato da <strong>Marco Momo Bernar</strong>: dj e fonico, si occupa di musica dalla metà degli anni &#8217;90, a trecentosessanta gradi. Scrive, interviene in programmi radiofonici, webzine e riviste specializzate. Volto noto nel padovano e limitrofi per i suoi dj-set in importanti locali e manifestazioni.</p>
<p>La carriera di Andrea Pellizzari <b>iniziò come dj radiofonico</b>,<b> </b>nel 1982, presso una radio locale di Udine: Radio Canale 49. Scoprì la passione per la radio molto giovane, a nove anni, ascoltando quelli che erano i primi programmi radio di musica a richiesta. Come lui stesso testimonia : «&#8230;io alla sera non guardavo la televisione, ascoltavo la radio. Andavo a letto alle otto e mezza, nove, dopo cena, per ascoltare i programmi della sera&#8230;». Il suo interesse per questo mezzo di comunicazione era talmente smisurato che, all&#8217;età di quindici anni, decise di cercare dove effettivamente “si faceva” la radio.</p>
<p>Fu l&#8217;inizio del suo percorso.<b></b></p>
<p><b>Andrea Pellizzari</b>: «Al tempo le radio erano strutture molto piccole, una sorta di piccole aziende artigianali il cui proprietario gestiva quasi tutto. Da queste piccole aziende io <b>ho vissuto il passaggio da radio artigianale a</b> quelle che sono, invece, le aziende di adesso: le <b>radio Nazionali</b>, che ormai hanno perso l&#8217;identità di quella che era la radio privata. Sono diventate delle vere e proprie strutture aziendali acquisite da grossi gruppi come L&#8217;Espresso, Mondadori,&#8230; <b>Quando sono subentrati i grossi gruppi</b> è cambiato un po&#8217; tutto il mondo della radiofonia, <b>è stata persa</b> la parte principale, l&#8217;elemento vitale della radio: <b>la spontaneità</b>. Una volta era il dj o il tecnico che sceglieva la musica da mettere in onda. Da quando sono intervenute le grandi aziende, si è frapposto il <b>marketing</b>, introducendo meccanismi che hanno cambiato completamente il modo di fare radio: <b>è cambiato il linguaggio</b>, è cambiata la tipologia del prodotto che viene messo in onda. Oggi si parla di <b>Radio di Flusso</b>, ossia radio <b>composte da programmi tutti uguali</b>: le canzoni che ruotano sono grandi successi e sono predisposte tramite una playlist programmata da un computer. Secondo precisi parametri, il computer decide che canzone deve andare in onda e in che orario. Precedentemente vengono eseguite delle <b>ricerche di mercato</b>,<b> per cercare di accontentare il pubblico dando un prodotto</b> che, ovviamente, è <b>sempre meno personalizzato</b>. È molto professionale, ma ben lontano da quella che era la passione che ha generato le radio private. Dagli anni Duemila, gli <b>Editori Puri</b> rimasti in Italia sono solo tre, e con editori puri intendo coloro che hanno in mano e sono proprietari della loro radio. Parlo di RDS, RTL e Radio Italia».<b></b></p>
<p>Momo: <i><strong>«Con una maggiore standardizzazione della musica, la singolare intenzione dello speaker o dj diventa più importante. A parte il ruolo di intrattenitore che affronta specifici argomenti selezionati in base alla fascia oraria.»</strong><br />
</i><b>A.P.</b>: «Il prodotto radiofonico attuale è un prodotto marketing di flusso, quindi un prodotto che se fosse condotto da me, da te o da qualcun altro, non avrebbe molta differenza, in quanto la durata della conduzione all&#8217;interno di quello che è il flusso di musica e notizie è molto breve. In questo contesto la personalità del dj più forte è, meglio è, ma sono pochi i dj che riescono veramente a caratterizzarsi. La cosa importante della radio odierna è il mantenimento di un equilibrio tra ciò che è la parte parlata e la musica, creando una standardizzazione anche da parte dell&#8217;ascoltatore. C&#8217;è da dire, però, che stanno cambiando le cose: ad oggi il mezzo radiofonico, rispetto anche solo a cinque anni fa, è limitato ad un momento in cui si sta facendo una cosa ben precisa, come, per esempio, guidare la propria autovettura. Viene utilizzato all&#8217;interno di un periodo ben determinato. Di per sé non sta cambiando la radio, sta cambiando il modo di usufruire di un mezzo vecchissimo, che non ha saputo ancora trovare una strada nuova per rendere disponibili i contenuti. Il prodotto radiofonico sta perdendo terreno perché sembra non avere un appeal nei confronti di un pubblico molto giovane, che vive con il web. La radio, ancora, non è riuscita ad entrare nel mondo web con un certo tipo di linguaggio per riuscire a catturare l&#8217;attenzione dei giovani. Rispetto ai nostri tempi, che scoprivamo le canzoni attraverso la radio, i ragazzi d&#8217;oggi conoscono la musica tramite i social network. Avendo a disposizione tutta la musica del mondo, perché andare ad ascoltare la radio, che mi propone la peggiore musica che c&#8217;è sul mercato?»</p>
<p>M.: <i><strong>«Questo ruolo di voce fuori campo dello speaker, la voce della radio che accompagna nella quotidianità, è una caratteristica che hai tentato di portare nella carriera teatrale, dove hai quasi sempre recitato come voce narrante. C&#8217;è qualche legame con l&#8217;amore per la radio?»</strong><br />
</i><b>A.P.: </b>«La cosa bella di tutti i mezzi di comunicazione che ho utilizzato nella mia vita è quando ho la possibilità di raccontare delle storie e suscitare emozioni. È una trasmissione di sensazioni che viaggiano attraverso quello che potrebbe essere un palco, uno schermo, un microfono. Quello che si sta perdendo è proprio questo, nella radio di oggi: emozionare l&#8217;ascoltatore. Nella radio come in molte trasmissioni televisive, in quanto anche la televisione è diventata molto piatta. Per esempio, quando è stata trasmessa la prima edizione del Grande Fratello, è stato proposto un prodotto nuovo, con delle dinamiche mai viste, al tempo, per cui si è dimostrato un programma interessante e divertente. Poi tutto è cambiato: si è entrati nell&#8217;abitudine, è subentrata la standardizzazione che è ciò che succede abitualmente con tutti i media. Il mondo della radio, quindi, ha subito una trasformazione che si è rivelata un&#8217;involuzione, avrebbe dovuto trasformarsi in qualcosa di molto importante dal punto di vista dei contenuti e della qualità. È aumentata la professionalità, ma il contenuto è venuto a mancare. Stanno cambiando anche i programmi televisivi perché il pubblico non segue più la televisione con la stessa attenzione con cui la seguiva prima.</p>
<p>Le prime candid camera che ho girato in assoluto, interpretando Mr. Brown, risalgono al 2002. Durante la prima registrazione in assoluto tremavo come una foglia perché non sapevo cosa mi sarebbe potuto succedere. Prima di fare queste candid camera ero l&#8217;uomo più timido del mondo. Solo il pensiero di lasciare parcheggiata la macchina in doppia fila, dando di conseguenza fastidio a qualcuno, mi faceva stare male. Dopo cinque anni di candid camera, sono diventato una bestia, per cui posso testimoniare che la televisione cambia le persone.»<b></b></p>
<p>M.:<strong><i>«In tutti questi cambiamenti, tu sei nato dalla radio, che è il metodo di comunicazione più diffuso e più vecchio, dopo la stampa, ma sei approdato alla televisione tramite la parabola».<br />
</i></strong><b>A.P.</b>: «Sono un po&#8217; testimone e ho fatto parte di molte nascite. Quando è arrivato per la prima volta il satellite in Italia, nessuno lo sa, ma il primo programma in diretta del satellite l&#8217;ho fatto io con Fabio Volo: il programma si chiamava <i>Svegliati.</i> Da palinsesto doveva andare in onda alle sette del mattino, a livello pratico andava in onda alle nove. Perché? Alle sette in redazione non c&#8217;era nessuno, alle otto arrivavano i tecnici, caffè, accendi la parabola, insomma, si iniziava alle nove. In realtà io iniziavo alle nove, Fabio Volo alle nove e dieci, perché arrivava sempre in ritardo, ogni giorno con una scusa diversa. Era una sorta di reality perché avevamo una camera fissa sulla cucina, in cui facevamo colazione e le nostre cose. Questo era il programma. Tale conduzione ci ha portato grande fortuna, perché era il primo programma in diretta del satellite e ci guardava Fiorello. Fiorello si divertiva a tal punto che fece i nostri nomi al direttore di allora di Italia Uno (Giorgio Gori, ndr). <i>Le Iene</i> erano già andate in onda il primo anno, era il 1997, ma il programma non aveva avuto grande successo, era stato inizialmente concepito come programma pomeridiano. Giorgio Gori, credendo fermamente in tale concept, decise di apportare alcune modifiche. Al tempo, quando un direttore credeva in un progetto, lo portava avanti fin quando riusciva a farlo funzionare. Diversamente da adesso che, se dopo la messa in onda il programma non funziona, viene eliminato, senza alcun ulteriore tentativo. La modifica decisa da Gori, per cercare di far funzionare questo programma satirico, fu la modifica nella conduzione, e i nomi scelti per tale new edition furono i nostri: Fabio Volo e Andrea Pellizzari. Al tempo io e Fabio conducevamo un programma in diretta da Rimini, e l&#8217;unico modo per comunicare con noi, a differenza di adesso che ci sono le email, gli sms, twitter, facebook, erano il fax o la segreteria telefonica. Mediaset, dunque, ha tentato di mettersi in contatto con noi lasciando giornalmente, per una settimana, messaggi nella segreteria telefonica del programma. Da Rimini io e Fabio Volo ci siamo diretti a Milano per sostenere il famoso provino. Quella è stata la prima volta in cui abbiamo varcato la soglia degli studi di Mediaset. Di li ad un mese abbiamo iniziato la conduzione de <i>Le Iene</i>.»</p>
<p>M.: <strong><i>«Tutto questo, dunque, è arrivato in televisione, la televisione in cui tu hai contribuito e collaborato anche con persone piuttosto distanti dal tuo tipico modo di condurre.»<br />
</i></strong><b>A.P.</b>: «La televisione funziona così: ti dicono che farai una “figata”, ti dicono che hanno pensato esclusivamente a te, perché proprio tu sei la persona giusta per fare questo programma e questo programma sarà fantastico. Tu ci credi, vai alle prime riunioni e ti raccontano delle cose bellissime. Piano, piano scopri che le cose non sono proprio così, l&#8217;intero piano cambia. Gran parte dei progetti che vedete realizzati in televisione, non sono com&#8217;erano inizialmente sulla carta. Ciò perché quando vengono confermati, passano sotto l&#8217;osservazione di talmente tante teste e punti di vista, che il tutto viene stravolto. C&#8217;è da sottolineare che molti ragionano tramite una sorta di censura preventiva, sostenendo che alcune cose non vanno fatte perché “non vanno bene”. In Italia prevale proprio questo concetto, applicato ai programmi televisivi, alla pubblicità, alla radiofonia, quasi una mancanza di coraggio nel voler osare, nel proporre cose nuove. La paura è: “se poi non funziona?”. Ci sono, ovviamente, alcuni aspetti che è giusto discutere ed aggiustare, come è successo per la prima versione de <i>Le Iene</i>, ma poi, tramite quel programma, abbiamo modificato quella che è stata la storia della televisione, a livello di linguaggio. Avevamo moltissima libertà e questo era un aspetto che prima di allora non c&#8217;era. Introducendo, quindi, qualcosa di nuovo, nessuno poteva dire se andava bene o non avrebbe funzionato, perché prima di allora nessuno l&#8217;aveva fatto. Ad oggi nessuno può avere tale libertà, perché è stato proposto quasi tutto e si può prevedere una reazione da parte del pubblico. Più in dettaglio, quello che è veramente cambiato è il modo di affrontare tutti i progetti. I progetti non vengono più pensati grazie alla passione che c&#8217;era inizialmente, l&#8217;approccio non ha più l&#8217;entusiasmo che si viveva un tempo, ora vi è sempre un “freno a mano tirato”. All&#8217;interno di queste aziende di comunicazione non si può più fare, proporre, modificare perché secondo noi è giusto così. Ad oggi è tutto un calcolo dall&#8217;alto. Al vertice c&#8217;è qualcuno che decide se quella proposta è giusta o sbagliata. In realtà chi decide se è giusto o sbagliato siete voi, col telecomando. A priori, quindi, il problema dei progetti che nascono ora in Italia è che non c&#8217;è un riferimento più alto, rispetto al nostro, sul modo di fare televisione. Si tenta di guardare agli Stati Uniti, ma sono talmente lontani nel modo di vedere le cose ed hanno un modo talmente diverso di fare televisione, rispetto a noi, che è difficile fare un confronto. Se paragoniamo una fiction italiana ad una fiction americana, è palese che vi sia un abisso, qualitativamente, dal punto di vista produttivo, dal punto di vista delle idee e per il tipo di meccanismo. Ciò accade perché in Italia abbiamo la tendenza ad abbassarci, ad appiattirci, proprio come sta succedendo con la radio. Gli unici picchi di genialità, che risultano poi essere i programmi storici e di maggior successo, si riferiscono a coloro che hanno avuto la forza, il coraggio e la possibilità di contrapporsi all&#8217;attuale mentalità. Hanno avuto il coraggio di fare la loro battaglia. La mancanza di volontà nel lottare è ciò che secondo me manca in tutte le odierne strutture. C&#8217;è sempre meno la possibilità di lottare perché ci mettono nella condizione di non poterlo fare, siamo tutti ricattabili perché l&#8217;idea è che il posto di lavoro è importante, se lo si perde non si va da nessuna parte, non ci sono alternative. Questo ricatto morale ed economico ci impedisce di avere la forza di cambiare le cose. A scapito di tutto ciò, però, la forza che vedo mancare nella televisione e nella radiofonia, la vedo in Internet. Sul web c&#8217;è molta vivacità, il problema, però, è grande, perché ad oggi, in questo immenso mare, ognuno può mettere ciò che vuole: contenuti di alto livello, contenuti di bassissimo livello, contenuti finti,&#8230; pertanto viene difficile selezionare i prodotti. Io ad oggi non ho ancora la capacità, nonostante i vari motori di ricerca, di trovare qualcosa che mi piace, se non dopo una lunga ed estenuante ricerca tra molti contenuti di bassissimo livello.</p>
<p>Viviamo in un&#8217;anomalia, e l&#8217;anomalia italiana è legata ad una televisione che dovrebbe essere per i cittadini, ma in realtà non accontenta i cittadini, accontenta la politica, perché quello è il vertice che manovra. Si tratta di un mezzo che viene utilizzato ad uso e consumo della politica per quella che è la gestione del proprio business. Il pubblico, però, si sta staccando dalla televisione. Io stesso accendo la televisione solo per guardare qualche film, o cercare programmi che mi interessa guardare per la mia professione. Ma è diventato un momento che preferisco, quasi, non vivere. Io vivo con Internet, perché mi nutro di ciò che arriva dalla rete ed è diventato anche quello che è il nuovo mercato. Un problema, a cui si sta tentando di ovviare, è che ancora non tutti hanno la possibilità di accedere alla rete con facilità. Ciò che manca è una rete che permetta a tutti una connessione veloce, per usufruire dei contenuti&#8230;»<b></b></p>
<p>M.: <strong><i>«&#8230;e una vera alfabetizzazione nell&#8217;uso per smettere con la passività e prendere il coraggio.»</i></strong><b></b></p>
<p><b>&nbsp;</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Giovanna Giacomin</i></b></p>
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		<title>Cannavacciuolo, l’erede di Gordon Ramsay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 21:51:48 +0000</pubDate>
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<p>È&nbsp;italiano, più precisamente napoletano di Vico Equense, sposato e padre di due bambini; è lo <strong>Chef pluristellato di <em>Villa Crespi</em></strong> e in primavera lo vedremo su <strong><em>Fox Internationals Channels Italy</em></strong>, sul <em>canale 144</em> di <em>Sky</em>, a condurre <strong><em>Cucine da Incubo</em></strong>, proprio come <strong>Gordon Ramsay</strong> in <strong><em>Kitchen Nightmares</em></strong>. Anche se è il suo ‘<em>erede’</em>, in Italia, Antonio, meglio conosciuto come Antonino, non è certo glaciale come il collega scozzese, ma in tutto e per tutto partenopeo. Quindi, solare, carismatico, dalla ‘stazza’ possente e, a prima vista, un pizzico burbero. <em>“Qb”</em> potremmo dire, se burbero fosse l’ingrediente di una ricetta, con un&#8217;evidente sensibilità per il buon gusto.</p>
<p>Impossibile non entrare nella trappola dei doppi sensi, ma stiamo parlando di uno dei nomi dell’alta gastronomia italiana, di un uomo che giovanissimo, a soli 38 anni, è gestore insieme all’incantevole moglie Cinzia, di <strong><em>Villa Crespi</em></strong>, <em>Relais Chateau</em> tra più belli d’Europa, una residenza di fine ‘800 sulle sponde del Lago D’Orta.</p>
<p>E ora Antonio Cannavacciuolo, <em>dalle ‘stelle’ passerà alle ‘stalle’</em>, in cucine di ristoranti sull’orlo del precipizio che hanno bisogno non solo dei consigli esperti di uno chef come lui, ma di una bonifica generale; lo si vedrà infatti all’opera nel tentativo di risollevare le sorti dei ristoranti italiani in difficoltà. Nel frattempo e nonostante i suoi mille impegni, noi di <strong><em>Gilt Magazine</em></strong> siamo riusciti a intervistarlo, complice la moglie Cinzia&#8230;</p>
<p>E vi garantiamo che l&#8217;intervista è avvenuta davvero in via del tutto speciale!</p>
<p><strong>Antonino Cannavacciuolo, veniamo subito al dunque: qual è il suo piatto preferito? E perché?</strong><br />
Pasta e fagioli, innanzitutto perché ho mille ricordi di mia nonna in cucina che con i suoi cocci sul fuoco già di prima mattina cucinava questo piatto, e poi perché mi piace veramente tanto.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha portata al nord&#8230;sul Lago D&#8217;Orta?</strong><br />
Sono approdato al lago per amore (di Cinzia, <em>ndr</em>) e per dar vita a una grande scommessa. Prendere in gestione, da solo, con una buona dose di incoscienza, una struttura come Villa Crespi, senza essere famoso, per esprimere la mia cucina. Oggi posso dire di averla vinta quella scommessa!</p>
<p><strong>Dove ha imparato a cucinare?<br />
</strong>Ho avuto la fortuna di iniziare molto presto. Mio padre insegnava alla scuola alberghiera di Napoli. Già a 14 anni, dopo la terza media, sono riuscito a entrare in alberghi a 5 stelle come il Vesuvio a Sorrento, La Sonrisa, il Quisisana di Capri.</p>
<p><strong>Quando ha capito che sarebbe diventato il suo mestiere?<br />
</strong>La passione per la cucina è cresciuta con me fin dalla mia infanzia, da quando ammiravo le creazioni di mio padre e le tavole imbandite della tradizione campana. Da qui un percorso continuo, esperienze professionali, crescita interiore e sviluppo del gusto per la realizzazione di una cucina che riesca a parlare di me e che permetta di esprimermi.</p>
<p><strong>Alcuni criticano la cucina troppo elaborata, abbinamenti sofisticati dove i gusti a volte si confondono, e riescono ad apprezzarla solo alcuni&#8230;<br />
</strong>Per me non esistono un pensiero o una ricerca precisa, realizzare una nuova ricetta o un nuovo piatto significa permettere alle mie idee di fuoriuscire e prendere forma …</p>
<p><strong>Mozzarella di bufala e pasta di Gragnano, per Cannavacciuolo oltre a essere due ingredienti che identificano alcune delle sue ricette, cosa sono?</strong><br />
Il ricordo dei sapori e dei colori della tradizione campana, della mia infanzia.</p>
<p><strong>La cucina stellata deve rispettare molte regole per essere considerata tale, senza entrare troppo nel tecnico. Dei 5 sensi quale è il più importante per lei?</strong><br />
Penso che il visivo sia il primo e quindi il biglietto da visita.</p>
<p><strong>Stelle, Cappelli, Forchette: il suo ristorante li ha tutti. Che effetto fa essere così giovane e avere tutto ciò? E ora andare anche su Fox a condurre un programma.</strong><br />
Naturalmente mi fa piacere perché vuole dire che ho fatto e sto facendo bene il mio lavoro. Ed è uno stimolo a continuare così.<br />
<strong><br />
Quale chef le ha insegnato di più?</strong><br />
Mio padre, certamente. Più che insegnarmi, mi ha riempito di consigli, che ancora oggi uso con i miei ragazzi. Poi Nazzareno Menghini che mi ha fatto conoscere nuovi influssi, più europei, meno napoletani.</p>
<p><strong>Quale chef, oggi, è un innovatore?</strong><br />
Chef innovatore? Massimo Bottura.</p>
<p><strong>&#8216;La gavetta&#8217; abbiamo detto che ha avuto la fortuna di farla in alcuni dei più quotati ristoranti italiani e francesi. Chi vince tra Italia e Francia? C&#8217;é qualche altro Paese che per sapori e pietanze la ispira?</strong><br />
Durante la mia crescita vince la Francia per l’esperienza che mi ha donato nei miei anni di gavetta, mentre mi ispira molto il Giappone. L’Italia è fonte di ispirazione quotidiana per i prodotti, poi la tradizione e il grande patrimonio delle cucine regionali.</p>
<p><strong>La chiave del successo in cucina, in brigata e nella vita? Sembra che lei l&#8217;abbia trovata, o comunque è sulla buona strada&#8230;La svelerebbe a noi di Gilt Magazine?</strong><br />
Determinazione, costanza e passione sono gli elementi che mi hanno portato a raggiungere quanto fin ora ottenuto.</p>
<p><a href="http://www.hotelvillacrespi.it/">www.hotelvillacrespi.it</a><br />
<strong><em></em></strong></p>
<p>(di <strong><em>Marianna</em><em> Morandi</em></strong>)</p>
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		<title>Whitney Port &#8211; “Amo Valentino e la cura del dettaglio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:47:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-768x273.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-768x273.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-300x106.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-480x170.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0.jpeg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Whitney Port crea il fashion style femminile di Los Angeles.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-768x273.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-768x273.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-300x106.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0-480x170.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/E06864CF-F432-4D18-AD0A-D4CF023737B0.jpeg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Nessuna città è meglio di <strong>Los Angeles</strong> per iniziare un carriera nella moda e in tv, e soprattutto non esiste posto migliore della grande America per vedere realizzati i propri sogni! È stato così anche per <strong>Whitney Port </strong>che , dopo due reality shows su MTV e diverse esperienze lavorative da WWD e People’s Revolution, ha finalmente realizzato il suo desiderio più grande: lanciare la sua linea <strong>Whitney Eve</strong> e sfilare con una collezione tutta sua alla Fashion Week di New York.</p>
<p><em>Da dove nasce la sua passione per la moda?</em><br />
Direi da dietro le quinte; mio padre gestisce un’azienda di abbigliamento e tessuti, così sono praticamente cresciuta nel mondo della moda e nel fashion business. Ma non bisogna fraintendere: all’inizio sono stata una stagista anche io e nella mia vita non c’era molto di glamour!</p>
<p><em>Chi è il suo stilista preferito?</em><br />
Sicuramente <strong>Valentino</strong> ! Amo la sua attenzione per i dettagli, e la passione che mi trasmette è incredibile</p>
<p><em>La sua esperienza in Tv è stata utile per la sua carriera da stilista?</em><br />
Sicuramente essere stata protagonista di due show mi ha aiutato a far conoscere la collezione, mi è servito soprattutto per dimostrare che sono davvero all’altezza di quello che faccio.<br />
Nel mio futuro però vedo solo la moda. Ovviamente se mi venisse proposto un altro reality nel mondo del fashion prenderei l’idea in considerazione, ma non sono in cerca di questo tipo di proposte perché voglio che la gente mi conosca come stilista e non come attrice.</p>
<p><em>Qual è il suo stile?</em><br />
Lo stile della mia linea, <strong>Whitney Eve</strong> , è un mix della moda delle due grandi città americane, Los Angeles e New York. Lo definirei “ <em>streety</em> ” perché è lo stile di tutti i giorni, della giovane donna in carriera, che vuole apparire, ma con classe, senza esagerare mai. Direi che la definizione perfetta è <em>contemporary woman daily.</em></p>
<p><em>Per esempio, analizziamo come si è vestita per venire all&#8217;intervista con gli studenti dell’University of California Los Angeles (UCLA). Come descrive il suo abbigliamento per un impegno informale come questo?</em><br />
D i solito indosso tacchi alti, perché slanciano la figura e sono molto eleganti di giorno e in ambiente lavorativo. Essendo bionda ho scelto una giacca azzurro cenere della nuova collezione Whitney Eve e il tocco è il taglio a V sulla schiena. Completano il look t-shirt bianca morbida con stampa e stretch jeans.</p>
<p><em>Da dove nasce la sua ispirazione per ogni collezione e cosa vuole trasmettere al pubblico?</em><br />
Non ho una fonte d’ispirazione precisa, se non il mio istinto. Ogni stagione è diversa e mi faccio coinvolgere e ispirare dalle mie esperienze quotidiane. Continuo a imparare e cerco sempre di fare qualcosa di diverso dalla collezione precedente, creando abiti che le giovani donne possano davvero indossare in ogni occasione. È mia responsabilità di stilista disegnare cose che io per prima vorrei mettere, ma cerco anche un equilibrio tra i miei gusti più eccentrici e quello che i grandi guru della moda dettano e insegnano.<br />
Sicuramente lo spirito d’osservazione è una qualità importante per un designer.</p>
<p><em>Un personaggio famoso che vorrebbe vedere indossare un suo abito?</em><br />
Il mio sogno è Michelle Obama! In generale devo dire che incontrare donne che vestono la mia linea è sicuramente il complimento più grande.</p>
<p><em>Progetti per il futuro, magari una linea uomo o di lingerie?</em><br />
Per ora voglio far crescere e affermare Whitney Eve, non sto pensando a una linea di lingerie, ma le cose cambiano talmente in fretta che non si può mai dire cosa succederà in futuro. Mi concentrerò comunque sulla moda donna.</p>
<p>Sito ufficiale di Whitney Port <a href="http://whitneyport.celebuzz.com/whitney-eve" target="_blank" rel="noopener">http://whitneyport.celebuzz.com/whitney-eve</a><br />
Collezione Whitney Eve <a href="http://www.whitneyeve.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.whitneyeve.com/</a></p>
<p>(di<em> </em><strong><em>Giulia Cestaro</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chiara Maci &#8211; “Sono un cioccolatino al caramello salato”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 15:41:41 +0000</pubDate>
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<p>Lei è <strong>Chiara Maci</strong>, blogger di cucina, scrittrice e giudice della trasmissione televisiva “Cuochi e Fiamme”, in onda su La7. Esempio di come una passione possa diventare un lavoro, la giovane blogger si racconta a Giltmagazine.</p>
<p><strong>Chiara, lei ha deciso di seguire la tua passione, lasciando un lavoro “sicuro” …Che consiglio si sente di dare ai giovani d’oggi?</strong><br />
Quello che cerco di insegnare nei miei corsi “Be a blogger” e nei miei incontri con i ragazzi è l&#8217;impegno, la costanza, la credibilità, ma soprattutto l&#8217;Etica personale e lavorativa. Quello che le persone devono capire è che nulla capita a caso, ma che impegnandosi davvero e credendoci fortemente, tutto può succedere. Bisogna avere pazienza e non mollare mai.</p>
<p><strong>Lei è una ragazza decisamente energetica e positiva, come il tema di “Gilt” di questo mese. E lei quanto si sente powerful?</strong><br />
Lavorativamente tantissimo. Emotivamente..un po&#8217; meno!</p>
<p><strong>Cosa cerca di trasmettere a chi la segue?</strong><br />
Positività, appunto. Carica, energia, voglia di farcela e forza nel credere ai propri sogni e propri obiettivi. Io ci provo sempre, costantemente, e voglio riuscirci.</p>
<p><strong>Lei fa parte della giuria di “Cuochi e Fiamme” insieme a Riccardo Rossi e Fiammetta Fadda. Chi è più powerful?</strong><br />
Sono powerful entrambi, in modo diverso. Fiammetta è il mito di tantissimi appassionati di cucina ed esperti. Riccardo è l&#8217;idolo di tutti coloro che guardano “Cuochi e Fiamme” per farsi una sana risata, senza troppi motivi culinari.</p>
<p><strong>A proposito di personaggi dalla forza dirompente, </strong>c<strong>ome sarebbe per lei cucinare con chef come Gordon Ramsey, Carlo Cracco e Joe Bastianich?</strong><br />
Beh, fatemi provare e vi dico! (ride ndr.) Scherzi a parte, sarebbe un grandissimo onore. Ho da imparare tanto e sarebbe un sogno farlo con chef di grande esperienza.</p>
<p><strong>Quanto l’ha cambiata andare in televisione?</strong><br />
Purtroppo poco, pochissimo. Dico purtroppo perché molti si aspettavano diventassi più personaggio.<br />
Ma io sono così, come mi si vede, con le mie fragilità e la mia grande forza lavorativa. E resto tale anche in televisione.</p>
<p><strong>La cucina è il suo “regno”. È legata a qualche sapore, odore, ingrediente particolare, che le ricorda magari la sua infanzia?</strong><br />
La mozzarella di bufala. Ormai è risaputo! Da brava cilentana nata nel paese delle mozzarelle, non potrei avere ricordo migliore …</p>
<p><strong>Qual è il suo ingrediente magico, del quale non riesci proprio a fare a meno?</strong><br />
Il basilico! Lo adoro follemente&#8230;</p>
<p><strong>Per rendere un piatto più accattivante, più appetibile, quali spezie e colori preferisce usare?</strong><br />
Amo i colori e quindi le erbe aromatiche fresche, magari abbinate a mix di spezie dai colori caldi e dai sentori e profumi intensi come la curcuma, il curry, la paprika.</p>
<p><strong>Dicevamo che il tema che GiltMagazine propone per questo nuovo numero è il colorato, il frizzante, il multivitaminico, in contrasto con il freddo e il grigiore dell&#8217;inverno&#8230; Ci consiglierebbe qualche ricetta powerful?</strong><br />
Appena ho sentito la parola “colorato” mi è venuto in mente il mio buonissimo gelato alla pesca e melone. Un colore meraviglioso che contrasto con l’aggiunta di semi di zucca verdi. Non è proprio di stagione però&#8230; Allora scelgo la crema di zucca. Gli ingredienti necessari sono: 1 fetta di zucca Mantovana (cappello del prete), 1 patata, 1 bicchiere di latte, 2 bicchieri di acqua, 10 nocciole di Giffoni, 1 fetta di caciocavallo podolico, trito di sedano, carote, cipolla, olio evo&#8230;<br />
Tagliate la zucca privata di buccia e semi e lavatela. In una pentola preparate il soffritto di sedano, carote, cipolla con olio evo e successivamente unite la zucca. Aggiungete la patata a dadini, il latte e l&#8217;acqua. Coprite e fate cuocere fino a farli sfaldare. Mixate tutto con il minipimer. Aggiungete il caciocavallo e servite con una spolverata di nocciole tritate e un&#8217;ottimo olio evo&#8230; Per ogni ulteriore dettaglio potete visitare il mio blog: <a href="http://www.sorelleinpentola.com/2012/10/crema-di-zucca-con-caciocavallo.html" target="_blank" rel="noopener">http://www.sorelleinpentola.com/2012/10/crema-di-zucca-con-caciocavallo.html</a></p>
<p><strong>Lei è l&#8217;esempio di come si cucina con stile. Che idea ha della moda?</strong><br />
La adoro, ma vorrei capirne di più. Mi piace leggere i blog di moda e provare strani abbinamenti, ma non sempre ci riesco! Sono più brava a fare torte, diciamo così!</p>
<p><strong>Cos’è per lei l’eleganza?</strong><br />
Saper star bene con se stessi, qualunque cosa si indossi!</p>
<p><strong>Si sente un po’ fashion icon?</strong><br />
Direi più food icon! (ride ndr.)<br />
<strong><br />
A proposito di abbinamenti, q</strong> <strong>uanto conta il “come si presenta” un piatto a tavola?</strong><br />
Non è così fondamentale, ma ovviamente importante. Dipende sempre dove mi trovo. Nella trattoria di paese contano altre cose. In un ristorante di alto livello diventa fondamentale.</p>
<p><strong>Un piatto ideale e veloce per il pranzo di Natale?</strong><br />
Consiglio di variare con i legumi, giocare con le verdure e creare cose innovative ma con ingredienti classici. Ad esempio gli involtini di pollo ripieni con il ripieno dei tortellini! Li trovate sul mio blog!</p>
<p><strong>Si dice che gli uomini vadano presi per la gola? Cosa ama preparare per il suo lui?</strong><br />
Qualcosa di assolutamente tradizionale come uno spaghettone al dente con verdure saltate e calamaretti spillo, ad esempio. Preferisco osare dopo i primi appuntamenti&#8230;</p>
<p><strong>Il suo lui come dev’essere? Frizzante o Pacato?</strong><br />
Frizzante, ma non troppo. Pacato, ma non troppo. Sono difficilissima, lo so&#8230;</p>
<p><strong>Un blog, un libro, una trasmissione tv…che progetti ha per il futuro?<br />
</strong>Tantissimi, a partire da un nuovo libro e nuove cose di cui non posso parlare. Mi hanno detto che parlo troppo e per scaramanzia non dico più niente!</p>
<p><strong>Ultimissima domanda, a bruciapelo: se fosse un piatto sarebbe?<br />
</strong>Spaghettoni al pesto, zucchine e gamberi rossi. Ma anche una parmigiana, o un cioccolatino ripieno di caramello salato&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Paola Vaira</em></strong>)</p>
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		<title>Samsung 3D e non solo: ecco la SmartTV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 21:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/07/visore1_samsung-3D-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/07/visore1_samsung-3D-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/07/visore1_samsung-3D-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/07/visore1_samsung-3D-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/07/visore1_samsung-3D-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Alta tecnologia e stiloso design caratterizzano anche le TV di casa Samsung</p>
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<p>La prima cosa che balza all&#8217;occhio è il <strong>design</strong>: la cornice è ridotta al minimo per aumentare l&#8217;area visiva, la nuova base arrotondata&nbsp;dona un nuovo stile e il suo design&nbsp;lo rende un perfetto oggetto di&nbsp;arredamento.<br />
Il modello <strong>UE55ES8000</strong> è un 55&#8243;, per 123 cm in larghezza, 76 cm in altezza, per uno spessore dello schermo molto &#8220;slim&#8221;, solo 3,08 cm. Di forte impatto anche la base metallica e la protuberanza in alto, ossia&nbsp;la webcam integrata, vera grande novità di quest&#8217;anno che garantisce il riconoscimento facciale-gestuale e rende il telecomando non essenziale.<br />
Sul retro 3 ingressi&nbsp;usb 2.0, l&#8217;<strong>Evolution Kit</strong> per l&#8217;aggiornamento hardware, un&#8217;uscita audio digitale, 3 ingressi Hdmi, un Rgb per adattatori scart, un jack per le cuffie, ingressi per il satellite e quello per il cavo LAN.&nbsp;Le nuove Tv&nbsp;Samsung sono modelli dotati di tecnologia <strong>Micro Dimming</strong> per immagini dalla luminosità bilanciata in ogni punto dello schermo.</p>
<p>Ma la chicca è l&#8217;interfaccia. Facile da attivare, piacevole da vedere, mostra subito grandi novità:&nbsp;tre <strong>aggregatori di contenuti</strong> per riunire le opzioni&nbsp;d&#8217;intrattenimento,&nbsp;&#8220;Kids&#8221; per i bambini,&nbsp;&#8220;Fitness&#8221; per la forma fisica home-made e&nbsp;&#8220;Family Story&#8221;,&nbsp;piccolo social network&nbsp;del nucleo familiare&nbsp;per&nbsp;condividere contenuti solo con i propri cari, anche a distanza. Ma non sono esclusi gli altri social network grazie alle numerose app, alla navigazione su web&nbsp;e all&#8217;icona&nbsp;Skype per comunicare con tutti in poltrona!<br />
A corredo due telecomandi, uno touch e uno normale, gli occhiali 3D e l&#8217;IR blaster per comandare altri dispositivi tecnologici presenti in casa.</p>
<p>Le numerose funzionalità, il risparmio di tempo e fatica&nbsp;e il suo design di alto livello, forse, giustificano i&nbsp;<strong>2129 €</strong> del listino prezzi.</p>
<p>Informazioni<br />
<a href="http://www.samsung.it">www.samsung.it</a></p>
<p>(di <em><strong>Luca Schirripa</strong></em>)</p>
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