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	<title>The Minu &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Activewear ecosostenibile: l’allenamento diventa green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2022 10:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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<p>Fra le tendenze moda della primavera 2022 ce n’è una che spicca per le sue numerose virtù. Stiamo parlando dell’<strong>activewear ecosostenibile</strong>, ovvero l’abbigliamento comodo e performante ottenuto con pratiche e materiali che nuocciono il meno possibile all’ambiente. Ad uscire alla ribalta in questi mesi sono infatti i marchi, sia internazionali che Made in Italy, che non solo ci invitano ad avere una vita più attiva, ma anche a fare sport indossando indumenti il più <em>green </em>possibile, fra cotone organico, capi vegani e taglie inclusive.</p>



<p><strong>Activewear ecosostenibile: una tendenza che aiuta il pianeta</strong></p>



<p>Da quando numerose celebrities d’oltreoceano – dalle sorelle Kardashian a Camila Cabello, da Rihanna a Gigi e Bella Hadid – hanno sdoganato l’abitudine di uscire in pubblico indossando leggings compressivi e completi da yoga, la moda dell’activewear ha iniziato ad incantare il mondo intero. Il suo segreto? Unire la comodità estrema all’allure sportivo, le linee semplici ai materiali ad elevate prestazioni.</p>



<p>E proprio dai materiali è partita la rivoluzione che ha portato diversi marchi a voler ricercare la sostenibilità dei propri indumenti. Le aziende produttrici di abbigliamento sportivo hanno visto nei <strong>tessuti organici e riciclati</strong> uno spiraglio per rendere meno inquinante il proprio settore, e da lì si sono evolute per migliorare l’intero processo produttivo, dall’approvvigionamento alla lavorazione delle materie prime, dalla distribuzione dei capi al loro smaltimento. Il tutto senza dimenticare lo stile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-2.jpg" alt="" class="wp-image-90446" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Marchi internazionali di activewear ecosostenibile</strong></p>



<p>Capi essenziali, grande varietà di colorazioni, design senza tempo. E, ovviamente, grande attenzione all’ambiente. Sono questi gli ingredienti vincenti di numerosi marchi di abbigliamento sportivo ecosostenibile internazionali che hanno fatto breccia nel mercato italiano.</p>



<p>Ad unire tutte queste caratteristiche ci pensa ad esempio <strong>Oceans Apart</strong>, marchio tedesco specializzato in leggings e reggiseni per lo sport. I suoi capi arrivano ad essere disponibili in <strong>oltre 25 colori</strong>, e si adattano alla perfezione alle linee del corpo grazie al design senza cuciture. Tutti gli indumenti sono realizzati con materiali <strong>vegani</strong>: fuori dunque tessuti come lana, seta e pelle, e largo a <strong>poliestere e poliammidi riciclati</strong> che assorbono l’umidità, <strong>cotone idrofilo biologico</strong> coltivato senza pesticidi e <strong>modal</strong> prodotto da materie prime rinnovabili. La massima espressione dei capi Oceans Apart è la linea <strong>Seamless</strong>, prodotta con macchine automatizzate per maglieria circolare che riducono significativamente gli scarti di produzione.</p>



<p>Vasta scelta di colori, collezioni adatte per ogni stagione e tessuti all’avanguardia sono anche i tratti distintivi di <strong>Pangaia</strong>. Questo brand britannico dispone infatti di un vero e proprio arsenale di materiali esclusivi, tutti volti alla salvaguardia di risorse preziose come l’acqua e alla rinnovabilità del prodotto finito: dalle fibre <strong>PLNTFIBER™</strong> e <strong>FRUTFIBER™</strong> derivate dalla ridestinazione di scarti organici di <strong>bamboo</strong>,<strong> foglie di banano e ananas</strong> ai trattamenti a base di <strong>olio di menta piperita</strong>, dal <strong>cotone organico</strong> ai tessuti <strong>C-FIBER™</strong> ricavati da <strong>pasta di eucalipto e alghe marine</strong>. La linea <strong>Pangaia 365</strong> declina tutte queste e molte altre innovazioni in tute e t-shirt pensate per essere portate tutto l’anno, i cui colori sono ispirati, <em>ça va sans dire</em>, alle creazioni di Madre Natura.</p>



<p>Il tema del riciclo e del riuso è particolarmente caro pure a <strong>Girlfriend Collective</strong>, la cui peculiarità è quella di trasformare <strong>reti da pesca e bottiglie di plastica</strong> usate in capi di abbigliamento sportivo. Oltre ad essere eco-friendly, gli indumenti del marchio americano sono anche inclusivi e orientati alla <strong><em>body positivity</em></strong>: le loro taglie vanno infatti <strong>dalla XXS alla 6XL</strong>. Il capo imperdibile? I <strong>leggings</strong> Girlfriend Collective, super morbidi e dalla resistenza a prova di squat.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-1.jpg" alt="" class="wp-image-90445" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/04/Activewear-ecosostenibile-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Sostenibilità Made in Italy</strong></p>



<p>Come si confà al mercato nostrano, alla base dei marchi sostenibili di activewear Made in Italy ci sono non solo la ricerca accurata dei materiali e l’attenzione ai processi di produzione non inquinanti, ma anche il focus sulla manifattura d’eccellenza e sullo stile immediatamente riconoscibile.</p>



<p>Prodotta al 100% in Italia, la linea di abbigliamento tecnico <strong>Be.Gin </strong>si fregia dell’aggettivo “etica” non solo per l’utilizzo di tessuti a biodegradabilità elevata e derivanti da fibre rigenerate, ma anche per le condizioni di lavoro e di salute garantite dalle aziende manifatturiere che la compongono. Gli atleti professionisti possono trarre il meglio dalla collezione <strong>Be.Performance</strong>, realizzata in tessuto <strong>Greenperforming 2.0 </strong>ad asciugatura rapida e ad alta traspirabilità, compresso al punto tale che una t-shirt non arriva a pesare più di 70 grammi.</p>



<p>La passione per uno stile di vita <em>healthy </em>trasuda poi dai capi di <strong>The Minu</strong>, fondato dalla giovane imprenditrice <strong>Alessandra Albertini</strong>. A catturare subito l’occhio sono le <strong>fantasie armoniose e colorate</strong> di leggings, top e addirittura <em>scrunchies</em>, vistosi lacci per capelli perfetti per tenere a bada una chioma folta mentre ci si cimenta su una nuova asana. Il tessuto d’elezione degli indumenti The Minu è <strong>l’Econyl</strong>, un nylon totalmente riciclato ottenuto dal recupero di reti da pesca abbandonate nelle discariche o disperse negli oceani.</p>



<p>A metà fra l’activewear e il loungewear si posiziona infine <strong>Licia Florio</strong>, che realizza capi dichiaratamente dedicati al “soft sport”. Largo dunque a sessioni di ginnastica dolce, yoga del respiro e meditazione in compagnia di indumenti realizzati in <strong>poliestere e nylon riciclati</strong>, sempre spediti in confezioni di cotone anch’esse riciclate e riutilizzabili. La nuova linea <strong>CIAOMONDO </strong>diventa una vera e propria uniforme per chi vuole dichiarare il proprio amore per il comfort e la vita slow, e si compone di felpe, t-shirt e accessori in cotone 100% organico che recano scritte in font vagamente indie e a tema sport.</p>
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		<title>The Minu: l’abbigliamento sportivo amico dell&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 12:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green World]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il brand fondato da Alessandra Albertini è nuovo e votato al mix di comfort, femminilità ed ecosostenibilità!</p>
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<p><strong>The Minu</strong> è un brand nato dalla tenacia e dal desiderio di una giovane italiana,<strong> Alessandra Albertini</strong>. Un marchio pensato da una donna per le donne, perché si sentano sempre belle e a loro agio mentre si allenano, grazie al mix di comodità e moda. Ma non solo.</p>



<p>The Minu è anche pensato per non pesare sull&#8217;ambiente, grazie all&#8217;impiego di una fibra totalmente riciclata e riciclabile. La strada è decisamente tracciata e vede sempre più aziende del settore coinvolte in quello che, auspichiamo tutti, sia un cambiamento reale e irreversibile: quello verso una maggior attenzione alla <strong>sostenibilità</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-1.jpg" alt="" class="wp-image-77353" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/The-Minu-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La fondatrice</strong></p>



<p>A fondare The Minu nel giugno del 2019 è la giovane imprenditrice italiana Alessandra Albertini. Esperta di marketing e analisi di mercato, Alessandra lavora in australia per un brand sportivo, dove impara i “trucchi del mestiere” e cosa chiedono i consumatori al loro abbigliamento. Alla passione per il mondo dello <strong>sport</strong>, Alessandra accompagna l&#8217;amore per lo <strong>yoga</strong>, che la porta dall&#8217;Australia all&#8217;India.</p>



<p>Lì, nel subcontinente che ha dato i natali a questa pratica, segue e completa un corso intensivo per diventare insegnante certificata. Dall&#8217;Australia all&#8217;India per tornare in Italia, la giovane imprenditrice torna nel suo Paese d&#8217;origine con un ricco bagaglio di conoscenze. Conoscenze che, unite a una buona dose di coraggio e visione imprenditoriale, la portano a fondare The Minu.</p>



<p><strong>The Minu e la sua filosofia</strong></p>



<p>The Minu nasce con l&#8217;obiettivo di coniugare un gusto spiccatamente fashion con la massima praticità in fase di allenamento. Come tutte le insegnanti e allieve di yoga, Alessandra Albertini sa bene che <strong>sentirsi a proprio agio con ciò che si indossa</strong> è la prima regola per un allenamento ben riuscito.</p>



<p>Inoltre, le trame e le fantasie scelte per top, pants, bra e scrunchie li rendono <strong>perfetti anche per la vita di tutti i giorni</strong>. Si va dalle vivaci fantasie di Lush, Tiny e Flo al monocromatico di Cherry e Kaki, per chi preferisce uno stile più sobrio e minimalista.</p>



<p><strong>I materiali</strong></p>



<p>Il punto di forza di The Minu è l&#8217;<strong>Econyl</strong>, la fibra con cui sono realizzati tutti i capi del brand. Questo innovativo materiale è a base di <strong>nylon riciclato e rigenerato</strong>, così da riportarlo alla sua originale purezza prima di poterlo trattare. Da dove arriva il nylon alla base di Econyl?</p>



<p>Da ovunque. Dalle reti da pesca abbandonate e gettate via in giro per il mondo, ad esempio, ma anche dai rifiuti in nylon che, purtroppo, popolano mari e oceani. Adeguatamente trattato, l&#8217;Econyl garantisce le stesse performance del nylon originale, senza i suoi costi di produzione in termini economici e ambientali. Inoltre, può essere riciclato ancora, ancora e ancora. Come non apprezzare un simile materiale?</p>



<p>Allenarsi nella natura, aiutandola, sarà ancora più soddisfacente!</p>



<p><strong><em>di Martina Porzio</em></strong></p>
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