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		<title>W Kuala Lampur: uno spettacolo oltreoceano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 09:20:45 +0000</pubDate>
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<p>Ad Ottobre di quest’anno è stata finalmente annunciata l’inaugurazione di un altro degli spettacolari alberghi che appartengono all’iconico brand del gruppo Marriott International Inc.: <b>W Kuala Lumpur</b>, un lussuosissimo hotel situato a pochi passi dalle Petronas Twin Towers in Malesia, nel cuore di una delle megalopoli più all’avanguardia del Continente. La notizia ha richiamato particolarmente l’attenzione perché questa costruzione cerca di rappresentare al meglio quella che è l’identità della città in cui si trova, mettendo in evidenza il <b>contrasto tra la parte storica e quella più moderna</b>.</p>
<p>Di fatto, la Metropoli si contraddistingue per la sua diversità interna, dove possiamo trovare quelle che sono le caratteristiche della società malese, tra cui i colori della tradizione, i suoni orientaleggianti, quelli anche più contemporanei, che s’intrecciano alla modernità ed all’avanguardia che definiscono la Kuala Lumpur degli ultimi anni. Un aspetto sicuramente importante è come il brand abbia deciso di sposare l’idea di una nuova costruzione in grado di amalgamarsi alla città stessa, e per questo motivo viene definita, grazie alla sua architettura, <b>audace e innovativa</b> al fianco della vegetazione lussureggiante del territorio.</p>
<h3>W Kuala Lampur, le vere punte di diamante sono il design e l’architettura</h3>
<p>Ovviamente, per far fronte alle enormi aspettative che questa catena porta avanti ormai da molti anni, non poteva mancare una particolare attenzione per quelli che sono i dettagli di<b> architettura</b> e di <b>design</b> di tutta la struttura. Sin dal momento dell’arrivo nel W Kuala Lampur, gli ospiti vengono circondati da <b>motivi Batik</b> (disegni che riprendono le antiche tecniche di pittura dei tessuti malesiani e che riportano le persone che ne vengono circondati a risvegliare tutti i ricordi più remoti di quella cultura), per poi passare ad essere coinvolti completamente nell’ambiente grazie ad un sistema di illuminazione che caratterizza l’edificio e che guida gli ospiti attraverso faretti al LED che creano l’illusione di trovarsi all’interno di un carillon a vento in bambù o dentro alle tipiche trottole malesi.</p>
<p>La <b>luce</b> diviene un elemento così fondamentale per il coinvolgimento di coloro che alloggiano che, anche nell’elaborazione della scala, i <b>giochi di luce</b> non vengono a mancare e sono ricreati con un fantastico utilizzo degli specchi. Per rendere il tutto più grandioso, il W Kuala Lampur è stato dotato di 150 camere e suites tra cui la WOW SUITE e l’EXTREME WOW SUITE, che ha sconvolto la stampa presentandosi come una camera con una superficie da 520 metri quadri. In tutte le stanze non mancano elementi di architettura che sposino il <b>contrasto tra la tradizione e la modernità</b>, senza però far mancare quelli che sono gli elementi tipici dei W Hotels, come ad esempio il W Bed o gli arredi distintivi del brand.</p>
<h3>W Kuala Lampur, quando non si parla solo di struttura</h3>
<p>Ma perché non accontentarsi solo della struttura? Per un semplice motivo: al W Kuala Lampur non ci si può assolutamente perdere la vasta scelta di bar e ristoranti che si trovano al suo interno. Partendo dallo <b>Yen</b> con specialità di pesce locali; il <b>Flock</b> con le sue idee fresche ed innovative legate alle tradizioni australiane e ai suoi piatti tipici, oltre che green e biologici; fino ad arrivare al <b>Woobar</b> con ottimi cocktail accompagnati da fingers food, o al <b>Wet Deck</b>, perfetto per un drink a bordo piscina.</p>
<p>Ma non può finire assolutamente qui l’offerta del W Kuala Lampur, che continua dando la possibilità alla clientela più alla moda e di tendenza di assaggiare le specialità del ristorante francese <b>Saint Pierre</b> o di bere un drink dopo cena al <b>Wicked</b>, due locali a gestione privata che sono divenuti luoghi tipici della Megalopoli.</p>
<p>Per chi invece non si accontenta di fare esperienza solamente nel campo culinario, il W Kuala Lampur presenta poi diverse possibilità di rilassarsi, grazie alla <b>Spa</b> che mette a disposizione della sua clientela, ma anche di allenarsi in una <b>palestra</b> dove da cornice c’è lo skyline mozzafiato che caratterizza la città di Kuala Lumpur. Inoltre, permette di festeggiare in grande stile nelle sale che mette a disposizione per qualsiasi tipo di evento e di cerimonia che si voglia fare.</p>
<p>Ed ora, non resta che prendere il primo aereo per la Malesia e provare ad intraprendere una magnifica esperienza per perdersi in questo Continente così distante ma, al tempo stesso, incredibilmente affascinante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Luciana Losada</i></b></p>
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		<title>Hotel Aqua Dome: la perla delle Alpi della Ötztal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 08:56:12 +0000</pubDate>
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<p>Nel cuore delle Alpi della <b>Ötztal</b> sorge un piccolo paradiso di pace e benessere e profumato di erbe aromatiche: è l’<b>Hotel Aqua Dome</b>, perla delle terre tirolesi. Situata presso <b>Längenfeld</b>, la struttura si espande su una superficie di circa ventimila metri quadri. La sua imponenza, peraltro, non stona nella bellezza naturale delle alpi austriache. L’architettura dell’Hotel è anzi perfettamente in armonia con la meravigliosa cornice che lo circonda, e ne valorizza il territorio. Il design pulito ed elegante mostra una chiara ispirazione alle tipiche abitazioni alpine: <b>legno e pietra</b> sono i materiali principali utilizzati nella costruzione della struttura. Il vetro delle finestre aggiunge però un tocco di modernità e rende possibile una totale immersione nella natura circostante. <b>Saune e piscine </b>aumentano di valore con un panorama tanto sublime.</p>
<h3>Hotel Aqua Dome. Non solo Alpi</h3>
<p>L’Hotel Aqua Dome conta 12 piscine, tra interne ed esterne, e 12 saune che propongono soluzioni per tutti i gusti. L’acqua delle piscine proviene da una <b>fonte naturale </b>che sorge a 1865 metri in profondità. Questa sorgente curativa raggiunge i 34-36 gradi e regala agli ospiti del Resort un benessere unico. Vi sono vasche idromassaggio panoramiche, vasche termali interne immerse in un’atmosfera di puro relax, e scenografiche piscine esterne. Queste ultime sono sono collegate da una <b>piramide di vetro </b>che di notte si illumina di colori e impreziosisce il paesaggio.</p>
<p>La zona saune è ampia e variegata. Si può scegliere tra gettate di vapore, saune con accompagnamento musicale, effetti di luce o aromi speziati. Per gli amanti delle alte temperature vi è la <b>Sauna Schluchten</b>, arredata in stile alpino moderno, che raggiunge i 90 gradi. Molte anche le docce e le sale relax dove è possibile rigenerare corpo, mente e spirito.</p>
<p>Il fascino dell’Hotel Aqua Dome tocca il suo apice in <b>autunno</b>, quando il paesaggio circostante si colora di arancio e l’atmosfera si fa romantica. Proprio per questa stagione la struttura ha pensato a una <b>formula weekend dedicata alla coppia</b>. Due notti e tre giorni per godere appieno le meraviglie di questo posto incantato. Con l’emozione di condividere un’esperienza indimenticabile con la persona che si ama.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Debora Lupi</i></b></p>
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		<title>Il San Luis, un luxury resort nelle vicinanze di Merano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 10:45:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il nuovo ambizioso progetto della famiglia Meister è un luxury resort sull'altipiano di Avelengo, sopra Merano. Chalet da fiaba e case sospese sugli alberi, e non mancano spa, escursioni e sport</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/11/visore_san_luis2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p style="text-align: justify;">Le bellezze dell’Alto Adige sono di dominio mondiale, questa regione conquista ogni giorno, grazie alle sue bellezze naturali sapientemente conservate e valorizzate dalla popolazione che abita le singole valli. La&nbsp; contemporaneità accompagna le tradizioni secolari per mantenere questi luoghi preservati ma ricchi di quei comfort che ad uno straniero fa piacere trovare. Ne sa qualcosa la famiglia Meister che&nbsp; da quasi cento anni dirige il Meisters Hotel Irma di Merano e che il prossimo 3 Dicembre inaugurerà un nuovo, ambizioso progetto sull’altipiano di Avelengo, sopra Merano, a 1.400 metri di altitudine: un resort alpino di charme, con&nbsp;romantiche case sugli alberi e lussuosi chalet nascosti tra larici e abeti maestosi, per una vacanza da sogno immersi nella natura altoatesina. Il San Luis – Private Retreat Hotel &amp; Lodges, questo il nome della nuova realtà alberghiera, si sviluppa intorno a uno&nbsp;scenografico laghetto naturale: per arrivarci si percorre una strada privata, attraverso un fitto bosco.</p>
<p style="text-align: justify;">A disposizione degli ospiti ci sono&nbsp;26 chalet a uno o due piani&nbsp;(per un totale di 35 camere), vicini al corpo centrale e disposti ai bordi del laghetto: alcuni hanno ampie terrazze affacciate sul lago, altri una vista mozzafiato sulle montagne (perfetti per coppie, famiglie e piccoli gruppi di amici).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli chalet sono dotati di bei caminetti a legna, sauna privata e hotspot.&nbsp;Poco oltre, nascoste nel parco alpino di 40 ettari, si trovano altre 16 casette da fiaba, apparentemente “sospese” sugli alberi&nbsp;(in realtà adagiate su pali di legno, a circa 5-10 metri da terra): per un contatto con la natura davvero unico e una privacy assoluta. Per gli arredi è stato utilizzato molto legno antico e materiali naturali (come il lino e il loden) per un’atmosfera deliziosamente intima e alpine-chic.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo nuovo progetto la famiglia Meister dà nuovamente spazio alla creatività che l’ha sempre contraddistinta: anche nella struttura madre di Merano, il Meisters Hotel Irma, troviamo infatti una romantica suite sull’albero. Con la sua tradizione enogastronomica, il S.Luis ha richiamato Arturo Spicocchi (chef dell’Hotel La Perla di Corvara) per garantire qualità e sperimentazione. Le materie prime sono di produzione locale, biologica cosi come le spezie e le erbe aromatiche, alcune addirittura non più presenti sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il San Luis è stato realizzato con&nbsp;il prezioso legno “Mondholz”, lavorato seguendo i cicli lunari&nbsp;per mantenere le proprietà di resilienza e l’energia positiva. Inoltre nella struttura non sono stati utilizzati metalli, né chiodi o viti in ferro. Le tegole sono in legno di larice, come vuole la tradizione altoatesina. Per il riscaldamento invece è stato messo a punto un sistema che utilizza pellets, cippato e trucioli ricavati dal bosco circostante. Come attività c’è l’imbarazzo della scelta: trattamenti SPA, mountain bike o facili passeggiate ed escursioni panoramiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In inverno non mancheranno le attività dedicate allo sci di discesa e al fondo, racchette da neve, slittino oppure pattinaggio sul laghetto ghiacciato davanti alla propria stanza. E a pochi passi la cittadina di Merano offre molte possibilità di svago (terme, cultura, shopping).</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Di Elena Frattaroli&nbsp;</strong></em></p>
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		<title>Slovenia ricercata</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2013 20:13:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Slovenia03-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Slovenia03-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Slovenia03-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Slovenia03-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Slovenia03.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Con il Bernardin Group Resorts &#038; Hotels si vive di solo relax.</p>
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<p>Al <b>St. Bernardin Adriatic Resort &amp; Convention </b>si<b>&nbsp;</b>trova il più grande complesso di <b>piscine con acqua marina riscaldata</b> della costa slovena, oltre all’hotel più lussuoso del gruppo, il <strong><em>5 stelle Grand Hotel Bernardin.</em></strong></p>
<p>Il <b>Metropol Resort</b> è la scelta giusta per gli amanti delle <b>escursioni</b>. Lubiana, la capitale, e Bled &#8211; la chiesa di San Martino si erge su un isolotto al centro del lago – per restare in territorio nazionale. Indirizzandosi verso l’Italia si scoprono Venezia e la strada del vino del “<em>Collio di Gorizia</em>”. Nella struttura spiccano il <b>Casinò di Portorose</b>, il più antico della Slovenia, e il pulsante cuore della vita notturna, il <b>Night Club Metropol</b>.</p>
<p>Il <b>Resort Bioenergetico Salinera</b> sorge, circondata dal mare, tra bellezze naturali come le Saline di Strugnano e la vicina riserva naturale. Il <b>Parco Energetico</b> accoglie gli ospiti nel cuore del resort per alleviare problemi di genere psicofisico grazie a un percorso strutturato intorno a dodici punti energetici.</p>
<p>Infine, il <b>San Simon Hotel Resort</b> si trova a Isola, dove la storia vive grazie alle rovine dell’antico porto romano Haliaetum e al Duomo del XVI. Il tocco di classe? La pregiata <b>suite presidenziale</b>.</p>
<p>Per tutti i gusti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Fabiana Althea Mazzariello</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cannavacciuolo, l’erede di Gordon Ramsay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 21:51:48 +0000</pubDate>
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<p>È&nbsp;italiano, più precisamente napoletano di Vico Equense, sposato e padre di due bambini; è lo <strong>Chef pluristellato di <em>Villa Crespi</em></strong> e in primavera lo vedremo su <strong><em>Fox Internationals Channels Italy</em></strong>, sul <em>canale 144</em> di <em>Sky</em>, a condurre <strong><em>Cucine da Incubo</em></strong>, proprio come <strong>Gordon Ramsay</strong> in <strong><em>Kitchen Nightmares</em></strong>. Anche se è il suo ‘<em>erede’</em>, in Italia, Antonio, meglio conosciuto come Antonino, non è certo glaciale come il collega scozzese, ma in tutto e per tutto partenopeo. Quindi, solare, carismatico, dalla ‘stazza’ possente e, a prima vista, un pizzico burbero. <em>“Qb”</em> potremmo dire, se burbero fosse l’ingrediente di una ricetta, con un&#8217;evidente sensibilità per il buon gusto.</p>
<p>Impossibile non entrare nella trappola dei doppi sensi, ma stiamo parlando di uno dei nomi dell’alta gastronomia italiana, di un uomo che giovanissimo, a soli 38 anni, è gestore insieme all’incantevole moglie Cinzia, di <strong><em>Villa Crespi</em></strong>, <em>Relais Chateau</em> tra più belli d’Europa, una residenza di fine ‘800 sulle sponde del Lago D’Orta.</p>
<p>E ora Antonio Cannavacciuolo, <em>dalle ‘stelle’ passerà alle ‘stalle’</em>, in cucine di ristoranti sull’orlo del precipizio che hanno bisogno non solo dei consigli esperti di uno chef come lui, ma di una bonifica generale; lo si vedrà infatti all’opera nel tentativo di risollevare le sorti dei ristoranti italiani in difficoltà. Nel frattempo e nonostante i suoi mille impegni, noi di <strong><em>Gilt Magazine</em></strong> siamo riusciti a intervistarlo, complice la moglie Cinzia&#8230;</p>
<p>E vi garantiamo che l&#8217;intervista è avvenuta davvero in via del tutto speciale!</p>
<p><strong>Antonino Cannavacciuolo, veniamo subito al dunque: qual è il suo piatto preferito? E perché?</strong><br />
Pasta e fagioli, innanzitutto perché ho mille ricordi di mia nonna in cucina che con i suoi cocci sul fuoco già di prima mattina cucinava questo piatto, e poi perché mi piace veramente tanto.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha portata al nord&#8230;sul Lago D&#8217;Orta?</strong><br />
Sono approdato al lago per amore (di Cinzia, <em>ndr</em>) e per dar vita a una grande scommessa. Prendere in gestione, da solo, con una buona dose di incoscienza, una struttura come Villa Crespi, senza essere famoso, per esprimere la mia cucina. Oggi posso dire di averla vinta quella scommessa!</p>
<p><strong>Dove ha imparato a cucinare?<br />
</strong>Ho avuto la fortuna di iniziare molto presto. Mio padre insegnava alla scuola alberghiera di Napoli. Già a 14 anni, dopo la terza media, sono riuscito a entrare in alberghi a 5 stelle come il Vesuvio a Sorrento, La Sonrisa, il Quisisana di Capri.</p>
<p><strong>Quando ha capito che sarebbe diventato il suo mestiere?<br />
</strong>La passione per la cucina è cresciuta con me fin dalla mia infanzia, da quando ammiravo le creazioni di mio padre e le tavole imbandite della tradizione campana. Da qui un percorso continuo, esperienze professionali, crescita interiore e sviluppo del gusto per la realizzazione di una cucina che riesca a parlare di me e che permetta di esprimermi.</p>
<p><strong>Alcuni criticano la cucina troppo elaborata, abbinamenti sofisticati dove i gusti a volte si confondono, e riescono ad apprezzarla solo alcuni&#8230;<br />
</strong>Per me non esistono un pensiero o una ricerca precisa, realizzare una nuova ricetta o un nuovo piatto significa permettere alle mie idee di fuoriuscire e prendere forma …</p>
<p><strong>Mozzarella di bufala e pasta di Gragnano, per Cannavacciuolo oltre a essere due ingredienti che identificano alcune delle sue ricette, cosa sono?</strong><br />
Il ricordo dei sapori e dei colori della tradizione campana, della mia infanzia.</p>
<p><strong>La cucina stellata deve rispettare molte regole per essere considerata tale, senza entrare troppo nel tecnico. Dei 5 sensi quale è il più importante per lei?</strong><br />
Penso che il visivo sia il primo e quindi il biglietto da visita.</p>
<p><strong>Stelle, Cappelli, Forchette: il suo ristorante li ha tutti. Che effetto fa essere così giovane e avere tutto ciò? E ora andare anche su Fox a condurre un programma.</strong><br />
Naturalmente mi fa piacere perché vuole dire che ho fatto e sto facendo bene il mio lavoro. Ed è uno stimolo a continuare così.<br />
<strong><br />
Quale chef le ha insegnato di più?</strong><br />
Mio padre, certamente. Più che insegnarmi, mi ha riempito di consigli, che ancora oggi uso con i miei ragazzi. Poi Nazzareno Menghini che mi ha fatto conoscere nuovi influssi, più europei, meno napoletani.</p>
<p><strong>Quale chef, oggi, è un innovatore?</strong><br />
Chef innovatore? Massimo Bottura.</p>
<p><strong>&#8216;La gavetta&#8217; abbiamo detto che ha avuto la fortuna di farla in alcuni dei più quotati ristoranti italiani e francesi. Chi vince tra Italia e Francia? C&#8217;é qualche altro Paese che per sapori e pietanze la ispira?</strong><br />
Durante la mia crescita vince la Francia per l’esperienza che mi ha donato nei miei anni di gavetta, mentre mi ispira molto il Giappone. L’Italia è fonte di ispirazione quotidiana per i prodotti, poi la tradizione e il grande patrimonio delle cucine regionali.</p>
<p><strong>La chiave del successo in cucina, in brigata e nella vita? Sembra che lei l&#8217;abbia trovata, o comunque è sulla buona strada&#8230;La svelerebbe a noi di Gilt Magazine?</strong><br />
Determinazione, costanza e passione sono gli elementi che mi hanno portato a raggiungere quanto fin ora ottenuto.</p>
<p><a href="http://www.hotelvillacrespi.it/">www.hotelvillacrespi.it</a><br />
<strong><em></em></strong></p>
<p>(di <strong><em>Marianna</em><em> Morandi</em></strong>)</p>
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		<title>33° Borsa Internazionale del Turismo &#8211; nuova tendenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 16:57:13 +0000</pubDate>
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<p>La <strong>33° Borsa Internazionale del Turismo</strong>, anche se un po’ sotto tono rispetto a qualche anno fa, ha presentato le sue novità per viaggiatori e addetti ai lavori con due padiglioni aperti <em>dal 14 al 17 febbraio a Milano</em> che raccolgono il meglio dall’Italia e dal mondo. Una fiera che oltre alle <strong>quattro macro aree tematiche dedicate a Gusto, Cultura, Natura e Avventura</strong>, ha presentato <strong>100 Paesi da tutto il mondo</strong> che, con le loro sfolgoranti scenografie, hanno riempito l’ambiente.</p>
<p>Dalla <strong>Malesia</strong> arrivata con un suonatore locale al <strong>Giappone</strong> che, fra un tour operator e un altro, richiamava lo sguardo con un maxi albero di ciliegio, per passare allo scenario presentato dalla <strong>Thailandia</strong>, consacrata meta extraeuropea con il turismo di maggior qualità, <strong>fino alla Mongolia</strong>, con le sue offerte in abiti tipici, all’<strong>Egitto</strong> e alla cabina luxury presentata dalla Emirates con tanto di hostess in divisa.</p>
<p><strong><em>L’ospite d’onore è stato, come da annuncio, la Cina</em></strong>, diventata un vero gigante sia nel flusso incoming che in quello outcoming e, in particolare, per la destinazione Italia. Proprio lei, arrivata con la sua pagoda, e riconfermatasi la tendenza del turismo esperienziale come motore trainante del <strong>viaggiare 2.0.</strong>, ha ospitato gli operatori del settore pronti a presentare la campagna di promozione <em>“Bautiful China”</em> volta a far conoscere zone meno inflazionate come <strong>Guizhou, Sichuan e Guanxi</strong>.<br />
Tra i leader della fiera ci sono stati anche la <strong>Turchia, San Paolo e l’Ungheria</strong>, mentre il <strong><em>premio di grande classico è andato alle Isole greche come Mykonos e Rodi</em></strong>.</p>
<p>Ma il BIT è stata, naturalmente, anche Italia, con l’area dedicata a <strong><em>BIT BuyItaly</em></strong>, per favorire il contatto con la domanda internazionale e le offerte da tutte le regioni con 2000 seller italiani che hanno incontrato 600 top buyer da 50 Paesi. Immersi nell’atmosfera nostrana si è incontrata l’<strong>Umbria</strong>, con uno spazio dedicato all’Umbria Jazz, il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> che, per presentare le sue offerte enogastronomiche, di cultura e folclore regionale, ha organizzato uno spettacolo e uno <em>showcooking con Ringo</em> come guest star, fino ai <strong>resort 5 stelle delle Egadi, del Lago di Como e della Puglia</strong>. Fra golf club e hotel 5 stelle sul mare di Favignana e del sud della Sardegna spazio anche per i golosi che si sono coccolati con un calice di vino, le ricette preparate al momento dai cuochi emiliani e, per il peccato di gola, hanno potuto osservare (e poi mangiare) i Baci Perugina preparati dai maestri cioccolatieri presenti.</p>
<p>Per quanto riguarda le tendenze vacanziere, regge bene il week-end nelle capitali europee, predominano temi d’approfondimento, come gli itinerari archeologici e quelli di tipo spirituale e religioso, oltre alle esperienze green con immersioni nella natura e vacanze avventura, che sono in forte ascesa (sia a livello di proposte sia di richieste) anche nelle regioni italiane.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Oggi i primi bilanci:</strong></span> 84.000 le presenze complessive, 30.400 i visitatori nei due giorni aperti al pubblico. Un centinaio i paesi presenti e oltre duemila gli espositori, Bit 2013 è stata un&#8217;edizione rinnovata, a partire dall&#8217;ascolto dei player del settore. La prossima edizione dal 13 al 16 febbraio del 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Valentina Bozzetti</em></strong>)</p>
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		<title>BIT 2013 &#8211; “Feel the Love a Bermuda”</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:55:21 +0000</pubDate>
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<p><em>Se il vostro desiderio è concedervi un <strong>viaggio d’élite</strong></em><em>, c’è solo un luogo al mondo dove il <strong>rosa delle spiagge</strong></em> <em>s’imporpora ad ogni carezza del blu dell’oceano, dove il verde dei <strong>campi da golf</strong></em> <em>abbraccia le tinte pastello delle case.</em></p>
<p>Nel nuovo scenario del turismo proposto alla prossima edizione di <strong>BIT 2013</strong>, in programma dal 14 al 17 febbraio presso Fiera Milano, <strong>Bermuda</strong> è da fra le mete più esclusive.</p>
<p>A <strong>due ore di volo da New York</strong>, queste isole paradisiache &#8211; immerse nelle limpide acque dell’Oceano Atlantico, lambite dalla calda corrente del golfo e protette dalla barriera corallina &#8211; sono godibili tutto l’anno.</p>
<p><em>“Quest’anno presenteremo ufficialmente per il mercato italiano la nuova brand image della destinazione: Bermuda so much more. Una nuova filosofia che si declina nelle tante modalità di vivere una vacanza a Bermuda – </em>anticipa <strong>Ferdinando Parello</strong> <em>&#8211; </em>representative Bermuda Tourism Italy<em> &#8211; non esclusivamente destinazione balneare, ma capace di offrire tante alternative dalla cultura agli sport. Per questo Bermuda è so much more!”</em></p>
<p>Non perdetevi le cinque migliori spiagge: <strong>Horseshoe Bay Beach, Jobson’s Cove, Tobacco</strong> <strong>BayBeach, Warwick Long Bay, West Whale Bay Beach.</strong></p>
<p>Per gli sportivi body surfing, snorkeling, kayak, windsurf e nuoto con i delfini. In primavera è possibile avvistare il passaggio delle <strong>balene bianche</strong>. Indimenticabile.</p>
<p>Potrete praticare il <strong>golf </strong>al <strong>Mid Ocean Club</strong>, celebre per l’accoglienza riservata a diversi capi di stato e personaggi del <strong>jetset internazionale</strong>. E per rilassarvi la <strong>Willow Stream Spa del Fairmont Southampton</strong> propone una varietà di trattamenti, tra i quali lo specialissimo Golf Performance Treatment.</p>
<p>Le serate si animano di fronte ai barbecue e alle <strong>note del calypso</strong> , proseguendo con un ottimo jazz dal vivo all’ <strong>Hubie’s Bar. </strong></p>
<p>Non si può dire Bermuda senza essere passati ad acquistare dei <strong>veri bermuda doc</strong> al The English Sports Shop (49 Front Street, Hamilton).<br />
<strong>Riferimenti<br />
</strong>Bermuda è presente alla BIT, in programma dal 14 al 17 febbraio presso Fiera Milano, padiglione 2 stand K09/L10. Per il tuo viaggio a Bermuda contatta Destinations Srl<br />
Tel. 02 48205240 E-mail: info@bermudatourism.it<br />
<a href="http://www.gotobermuda.it/" target="_blank" rel="noopener">www.gotobermuda.it</a> . È attiva la promozione FREE NIGHTS IN BERMUDA che prevede fino a due notti gratuite per soggiorni di minimo 7 notti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Simona Arioli</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Courmayeur &#8211; Un benessere a cinque stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 15:44:49 +0000</pubDate>
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Ecco allora qualche suggerimento per un momento di benessere deluxe in una location speciale, fra neve e atmosfera natalizia:&nbsp;<strong>Courmayeur&nbsp;</strong>.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>Grand Hotel Royal e Golf</strong>, ai piedi del monte Bianco, è il luogo ideale dove riposarsi dopo una giornata di shopping o trascorsa sugli sci. In questo posto esclusivo gli habitué della montagna potranno gustare cene gastronomiche nel&nbsp;<strong>ristorante di altissimo livello “Petit Royal”</strong>, godere della vista sulla vallata e rilassarsi nelle ampie camere arredate con mobili antichi.</p>
<p>Ciliegina sulla torta di questo elegante hotel a cinque stelle,è il&nbsp;<strong>Centre Beauté Comfort Zone</strong>&nbsp;per momenti di benessere puro e tranquillità. Speciali trattamenti e mani esperte si occupano di rigenerare l’ospite, che potrà scegliere fra zona wellness, piscina esterna riscaldata e fitness center. Massaggi, trattamenti corpo e viso e tre diversi tipi di rituali fra cui scegliere “Aromasoul”, rigenerante e nutriente arricchito con oli essenziali, “Tranquility aromatic ritual” ber il benessere del viso e del corpo, allevia tensione e stress, donando benessere totale a livello sia fisico che psichico, e in ultimo il rituale tibetano che va a stimolare l’armonia interiore grazie alle sottili vibrazioni delle campane tibetane e leggere manipolazioni. Questo speciale trattamento andrà a generare energia positiva influenzando anche l’intero metabolismo cellulare.</p>
<p>Per chi alla montagna preferisce le colline un suggerimento è quello di visitare il&nbsp;<strong>Resort Albereta</strong>, in&nbsp;<strong>Franciacorta</strong>, a pochi chilometri dal lago d’Iseo, racchiuso in un immenso parco secolare. In questo spazio sofisticato e chic i palati più esigenti troveranno chi li saprà viziare grazie alla&nbsp;<strong>cucina di Gualtiero Marchesi</strong>, chef di fama internazionale, che nel suo ristorante saprà proporvi cibi tradizionali e sperimentazioni particolari.</p>
<p>Caratterizzato da pace e silenzio è&nbsp;<strong>l’Espace Vitalitè Henri Chenot</strong>, all’interno del resort, dedicato al benessere e distribuito su 1400mq con piscina, sauna, bagno turco e vasca Kneipp con percorso caldo-freddo. Molti i programmi dedicati alle diverse esigenze per la cura della persona: detossinazione organica per tutti coloro che soffroo di stress, ansia o depressione o per chi è sovrappeso, programmi per la remise en forme delle neo mamme e programmi pensati su misura.<br />
La spa Henri Chenot ha inoltre pensato anche a tutti coloro che per più di un motivo non hanno il tempo di concedersi un programma di cura della durata di più giorni. Con la&nbsp;<strong>DAY SPA giornaliera</strong>&nbsp;è possibile depurarsi, rigenerarsi e rivitalizzarsi in un unico giorno. Il solo compito dell’ospite sarà quello di scegliere quale dei tre programmi disponibili scegliere: “Day spa classico”, “Day spa viso” e “Day spa deluxe”.</p>
<p>Al&nbsp;<strong>Tombolo Talasso Resort</strong>&nbsp;non c’è benessere senza gusto. Dimenticate diete, restrizioni, rinunce, a Marina di Castagneto Carducci, nel cuore della Toscana, il recupero della forma passa anche da una remise en forme dell’umore. Formule DAY-SPA per regalare una full-immersion di 24 ore in un mare di benessere e gusto, oppure pacchetti di trattamenti secondo programmi completi, intensivi, mirati, da utilizzare in più giorni. Come il DAY-SPA e il TALASSO &amp; ROMANTIK DINNER, che &#8220;donano&#8221; tutti i benefici della talassoterapia in una giornata davvero da sogno, oppure TALASSOINSONNIA, TALASSOEVERGREEN E TALASSODETOX, i programmi TOP del centro benessere, efficaci strategie ‘urto’ da 2 a 5 giorni. Obiettivo: benessere assoluto.</p>
<p>E dal momento che, si diceva, il buonumore passa anche attraverso una buona tavola, come non concedersi una sosta al ristorante Corallo (inserito all&#8217;interno del contesto-benessere), che offre i migliori piatti della cucina tradizionale toscana a chilometro zero interpretati dallo chef Pietro Scarale, anche in versione ‘light-gourmand’, con proposte golose costruite su misura per regimi alimentari specifici come il detox, per recuperare il sonno ‘di qualità’, per ritrovare l’energia.</p>
<p>Montagna o collina? Quale sia la vostra preferenza saranno senz’altro feste indimenticabili e rivitalizzanti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.hotelroyalegolf.com/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">www.hotelroyalegolf.com</span></a><br />
<a href="http://www.albereta.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">www.albereta.it</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Gaia Ginevra Pignataro</em></strong>)</p>
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		<title>Villa Metaphora, palco di destini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 13:15:21 +0000</pubDate>
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<p>Un giovane marinaio nato sull&#8217;isola, un architetto milanese ideatore del resort, la sua manager e amante, un potentissimo banchiere tedesco di spicco con la moglie, uno chef spagnolo insofferente all&#8217;isola e all’assenza di ogni contatto col mondo esterno, un politico dalle mille facce, una saccente giornalista francese in incognito, due anziani e rispettabili coniugi italiani, una star del cinema americano e suo marito, una giovane italo-irlandese alla ricerca delle sue origini e della verità su un padre inesistente, un falegname dall’animo artistico e libertino: è attraverso queste numerose personalità opposte e anche per certi versi complementari che la storia prende forma pagina dopo pagina. E giorno dopo giorno.<br />
La trama è tutt’altro che scontata: un continuo susseguirsi di coincidenze, complicazioni, contrattempi rendono la lettura serrata, coinvolgente, scorrevole. L’autore non smette nemmeno per un momento di offrire il punto di vista di ciascun personaggio, servendosi abilmente non solo dell’uso di diverse lingue, ma anche di diversi stili a seconda del personaggio che racconta la sua prospettiva della storia. Il finale, in tutta la sua apertura, ci lascia liberi di immaginare quali potrebbero essere le sorti di una civiltà così internamente corrotta e distante dagli elementi naturali.</p>
<p>Insomma, anche in questa <strong>diciassettesima opera</strong>, l&#8217;intento dell’autore è evidente: servirsi di questo eccentrico gruppo per cercare di raccontare il mondo con le sue infinite contraddizioni e i suoi esasperanti conflitti. Con <em><strong>“Villa Metaphora”</strong></em>, sicuramente il suo romanzo più ambizioso, ironico, cattivo, avventuroso, polemico, <strong>De Carlo</strong> mette a disposizione tutta la sua esperienza e la sua maturità artistica per descrivere una fetta di mondo con le sue virtù e i suoi difetti peggiori, i suoi vizi, le sue paure, le sue insostenibili contraddizioni, un&#8217;attenta panoramica della società, una riflessione sui valori attuali.</p>
<p>Certo, raccontare il mondo non è mai facile, ma questo non sembra essere un grosso problema per lo scrittore milanese che è sempre pronto a nuove sfide. Profondamente attuale, reale e diretto non si può fare a meno di considerarlo già come l&#8217; ennesimo colpo di genio di una penna che dal suo esordio, avvenuto nel 1981 con il noto <strong><em>“Treno di panna”</em></strong>, regala sempre intense storie di destini pronti a incrociarsi.</p>
<p><em><strong> Villa Metaphora</strong></em><br />
di <strong>Andrea De Carlo</strong><br />
Bompiani &#8211; pp.&nbsp;921</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <em><strong>Simona Di Via</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’Oriente dai mille volti</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 13:41:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LOriente-dai-mille-volti_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LOriente-dai-mille-volti_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LOriente-dai-mille-volti_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LOriente-dai-mille-volti_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LOriente-dai-mille-volti_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Scoprire l’Oriente quest’anno è quasi un obbligo e certamente un viaggio nelle sue terre è dal fascino garantito. Innumerevoli le bellezze naturali, artistiche e cultural-religiose di questi Paesi ancora poco noti al gran turismo. <em><strong>GiltMagazine</strong></em> vi propone un assaggio di queste terre, per un&#8217;esperienza davvero sensazionale.</p>
<p>Iniziamo con una terra, la <strong>Birmania</strong>, <em>diversa da ogni altra che tu possa aver conosciuto</em>. Sono queste le parole usate da <strong>Ruyard Kipling </strong>per descrivere quello stretto Paese tra India, Cina e Thailandia. Terra delle immense risaie, dei monaci, delle pagode e degli stupa (<em>reliquiari</em>, monumenti spirituali immersi nel verde, <em>ndr</em>), qui il tempo sembra essersi fermato per almeno un secolo; i decenni di isolamento politico hanno infatti conservato una cultura e un paesaggio artistico unico al mondo. La città di <strong>Bagan </strong>è una delle zone più ricche di monumenti che l’<em>Unesco</em> ha cercato senza successo di nominare luogo di eredità del mondo. È questo il momento migliore dell’anno per visitare la sua pianura (2.200 edifici buddhisti su un’area di 400 chilometri quadrati), quando la stagione delle piogge si è appena conclusa e si festeggia il ritorno alla vita con la festa di <em>kathina</em>, quando i monaci in ritiro nei tre mesi precedenti, rientrano negli antichi palazzi per vestire le statue del <strong>Buddha </strong><em>(“il primo monaco”, Siddhartha Gautama</em>), compiere riti e recitare i mantra. Bagan è stata la capitale dall&#8217;XI al XVIII e le sue architetture sono così numerose da far pensare che tutte le cattedrali europei del Medioevo siano concentrate qui. I templi bianchi e dorati, gli stupa di color rosso-mattone, i monasteri austeri e le biblioteche venerande raccolgono tutta la gloria della cittadina, conservando ori, argenti e tesori sfuggiti alle razzie passate, eleganti sculture di Buddha in bronzo o in legno di teck, pannelli smaltati narranti le sue vite precedenti e dipinti murali di scene di vita di corte dei sovrani. Uno su tutti, <strong>Anawrahta</strong>. Fu proprio lui, alla fine dell’XI secolo, a commissionare una delle più importanti pagode della zona, <strong>Shwezigon</strong>, non solo rilevante perché ha ispirato la struttura di tutte le successive pagode, con la sua cupola dorata innalzata su tre terrazze, ma perché rappresenta la realizzazione di un progetto più antico, politico: l’affermazione della supremazia del <strong><em>buddhismo Theravada</em></strong> sul <strong><em>culto magico-animalista degli spiriti Nat</em></strong> (gli spiriti guardiani dell’aria, dell’acqua e della terra, dimoranti sul <strong>Monte Popa</strong>, vulcano ormai spento su cui si celebrano però ancora le <strong><em>Nat Pwe</em></strong>, cerimonie di possessione pre-buddhista, <em>ndr</em>), qui raffigurati nell’atto di venerare il Buddha.<br />
Bagan è un incanto in qualunque modo si decida di visitarla: in mongolfiera per una vista dal cielo mozzafiato, o in bicicletta,&nbsp; per destreggiarsi tra gli oltre duemila templi, oppure&nbsp; via mare, su una barca vecchio stile, percorrendo il lungo fiume <strong>Irrawaddy</strong>. Se volete dormire a Bagan, potete scegliere il <strong><em>Bagan Hotel River View</em></strong>, nei pressi dell’<strong>Archeological museum</strong>, della città vecchia. Qui vivrete la vera atmosfera fuori tempo, pasteggiando nel ristorante in giardino con vista sul fiume, accanto a un’antica pagoda, chiedendovi se scegliere cucina birmana o internazionale. Se invece volete fare i lussuosi e dormire nell’hotel più famoso e costoso della Birmania, spostatevi nel cuore del Paese, nella limitrofa <strong>Yangon </strong>(<strong>ex-Rangoon</strong>), dove nel 1901 fu eretto il <strong>The Strand Yangon</strong>, il più ricco di storia e fascino, dal lusso tipico coloniale e dalla cucina di grande classe.</p>
<p>Il <strong>Nepal</strong> è un&#8217;altra splendida meta, la cui linfa vitale è la religione, un sincretismo tra induismo e buddhismo. A <strong>Kathmandu</strong>, la capitale, la fede è visibile in ogni aspetto della vita: emozionante è scoprire i fedeli nepalesi, due volte a settimana, recarsi nella <strong><em>valle di Dakshinkali</em></strong>, al tempio della dea vivente, <strong>Kali</strong>, <em>moglie di Shiva</em>, per offrire a lei doni. Luogo di incontro di induisti e buddhisti è poi lo <strong><em>stupa di Swayambhunath</em></strong>, dove sono dipinti gli occhi onniveggenti di Buddha, sui quattro lati alla base della sua grande guglia, a protezione dei quattro angoli della terra. Attraversando il fiume <strong>Bagmati</strong>, si arriva nella cittadina di <strong>Patan</strong>, un vero museo a cielo aperto, ricchissima di templi, palazzi, pagode, tra cui spiccano il tempio di Krishna e il tempio D’oro, tutte architetture fiabesche. Più medioevale, con i palazzi di mattoni rossi carminio, impreziositi da finestre in legno scolpito e portali dorati, con antichi laboratori di vasai e tessitori, è <strong>Bhaktapur</strong>, dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco. <strong>Durbar</strong> è la sua grande piazza centrale, sede del <strong><em>Palazzo reale</em></strong> e di quello <strong><em>delle 55 finestre</em></strong>.<br />
Visitare questa regione richiede senz&#8217;altro spirito di adattamento, ma nemmeno qui vi chiediamo di rinunciare al lusso. Perché non allietarvi il soggiorno dimorando nel <strong>Dwarika’s Hotel</strong>, dalle cinque stelle reali, costruito sull’antica tradizione di ospitalità nepalese e contenete una delle più notevoli architetture del Paese? L’hotel ospita infatti una grande collezione di manufatti del XIII secolo ed è situato a pochissimi metri dal famoso <strong><em>tempio</em></strong> induista <strong><em>Pashupathinath</em></strong> e dallo <strong><em>stupa buddhista Bouddhanath</em></strong>, alto circa 40 metri e formato da un enorme emisfero poggiato su tre terrazze concentriche a pianta ottagonale, sul cui perimetro i fedeli fanno girare senza interruzione i <em>mulini di preghiera</em>. Qui potrete dormire in suite da mille e una notte e cenare all’aperto in uno dei tre ristoranti che servono i piatti tipici della cucina nepalese multi-culturale, dai sapori continentali e giapponesi, tutti preparati con prodotti a chilometro zero, perché coltivati nella fattoria limitrofa del Dwarika.</p>
<p>Finiamo il viaggio sognante con il <strong>Laos</strong>. Si dice che questo Paese non sia solo una terra di gran bellezza naturalistica, ma anche e soprattutto un luogo dove ritrovare serenità e pace, dove lo stress delle grandi città è lontano e la gente è disponibile e gentile. <strong>Luang Prabang</strong> è già da sola un motivo eccellente per raggiungere questo Stato: è anch’essa una meraviglia naturale tutelata dall’Unesco.<br />
Svegliatevi prima dell’alba, almeno una volta: non potete non assistere alla <strong><em>questa giornaliera </em>dei 250 monaci</strong> che ogni mattino percorrono la città per ricevere le offerte dai fedeli. Girovagando per le vie della cittadina noterete templi antichi, il vecchio <strong>Palazzo reale</strong>, al cui interno trova sede il <strong>Museo nazionale</strong>, costruito nel 1904 per ospitare la ricca collezione di oggetti appartenuti al tesoro della famiglia reale e il <strong><em>Phra Bang</em></strong>, la statua in oro alta 83 centimetri che secondo la tradizione è il simbolo del regno. Non mancate di visitare anche il suggestivo monastero detto <strong><em>Tempio della città d’oro</em></strong>, per i suoi tetti dorati che toccano quasi terra. A corollario, emozioni indimenticabili si possono vivere andando a conoscere i costumi e le usanze delle etnie delle montagne, per esempio nei villaggi delle minoranze <strong>Khmu </strong>e <strong>Hmong. Luang Prabang</strong> è anche nota come il <em>regno di un milione di elefanti</em>, racchiuso fra i fiumi <strong>Mekong </strong>e <strong>Khan</strong>. Da godere è il tramonto dalla collina <strong>Phou Si</strong>. Prima di tornare in Italia non negatevi di soggiornare a <strong>La Résidence Phou Vao</strong>, un hotel di lusso a cinque stelle, situato sulla collina, con una magnifica vista sulle montagne. Al suo interno un pluri-premiato centro termale, in cui lasciarsi coccolare dai trattamenti tradizionali al viso, massaggi corpo e bendaggi. Al calar della sera, vi saranno serviti piatti di grande maestria di cucina internazionale presso il ristorante del resort, fino a offrirvi un fresco cocktail al bar, in chiusura.</p>
<p>Oltre alla maestosa Cina e al potente Giappone, c’è ancora un Oriente tutto da scoprire, che si nasconde nelle città e nei volti delle popolazioni dell’Asia intera&#8230;</p>
<p>(di <strong><em>Ilaria Forastieri </em></strong>e <strong><em>Azzurra Zaglio</em></strong>)</p>
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