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	<title>ready to wear &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Parsons MFA SS26: la nuova generazione di designer accende New York con visioni audaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 11:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Untitled-design-46-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Untitled-design-46-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Untitled-design-46-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Untitled-design-46-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Untitled-design-46.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Parsons MFA SS26 reinventa il ready-to-wear, trasformando la passerella in manifesto di creatività globale.</p>
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<p>Il 15 settembre 2025, gli studenti del Master of Fine Arts di Parsons hanno trasformato la passerella della New York Fashion Week in un laboratorio creativo a cielo aperto, portando in scena una collezione che ridefinisce il concetto stesso di ready-to-wear tra sperimentazione, storytelling e nuove identità visive.</p>



<p><strong>Una scuola che diventa palcoscenico</strong></p>



<p>Parsons non è semplicemente un’accademia: è un faro globale che da decenni forma i nomi più influenti della moda internazionale. La MFA SS26 ha dimostrato ancora una volta come la scuola riesca a tradurre il talento degli studenti in un’esperienza che va oltre l’esercizio accademico. La sfilata è stata costruita come un evento vero e proprio, con un’organizzazione professionale e un impatto mediatico degno delle maison più affermate. Il messaggio era chiaro: il confine tra formazione e industria non è mai stato così sottile. Quello che abbiamo visto non è stato un esperimento, ma un debutto che ha reso evidente come Parsons sia oggi una delle fucine creative più rilevanti al mondo.</p>



<p><strong>Sperimentazioni che osano</strong></p>



<p>Ogni look raccontava una storia diversa, eppure insieme componevano un mosaico di linguaggi che parlavano la stessa lingua: quella della ricerca. C’erano abiti che sfidavano la gravità con strutture scultoree, outfit destrutturati che giocavano con asimmetrie e layering, silhouette oversize che sembravano sculture in movimento. Altri studenti hanno scelto di spingersi sul terreno delle trasparenze, alternando leggerezza eterea a dettagli più aggressivi, quasi punk. Anche la palette cromatica era un viaggio: dal bianco ottico e dal nero assoluto si passava a esplosioni improvvise di colori saturi, con accenti metallici e pattern digitali. Era un inno alla libertà espressiva, ma soprattutto una dimostrazione che il ready-to-wear può essere tanto innovativo quanto concettuale.</p>



<p><strong>Il ready-to-wear come manifesto</strong></p>



<p>Il termine ready-to-wear è stato messo in discussione e reinventato. Non più semplicemente abiti pronti per essere venduti in boutique, ma capi pronti a comunicare idee forti, visioni personali, riflessioni sulla società. La passerella di Parsons si è trasformata in una piattaforma politica e culturale: alcuni look parlavano di sostenibilità attraverso l’uso di materiali riciclati, altri riflettevano sull’identità di genere con abiti fluidi che sfuggivano alle categorie tradizionali, altri ancora celebravano la diversità culturale con richiami a estetiche lontane. Ogni studente ha scelto un tema, un’urgenza, un messaggio: la moda non come ornamento, ma come manifesto. In questo senso, Parsons ha offerto un’alternativa potente al concetto di collezione, trasformandolo in un dialogo con il presente.</p>



<p><strong>Il futuro è già qui</strong></p>



<p>La MFA SS26 non è stata solo una sfilata, ma un assaggio concreto di ciò che la moda diventerà nei prossimi anni. New York ha accolto con entusiasmo questa ventata di freschezza, riconoscendo negli studenti di Parsons la stessa forza innovativa che in passato ha dato vita ai grandi nomi della moda contemporanea. Ciò che colpisce non è solo la tecnica, ma l’urgenza di raccontare storie autentiche e rilevanti. Questi giovani designer non si limitano a creare abiti, ma costruiscono mondi, riflessioni, nuove prospettive. È un messaggio dirompente: la creatività non appartiene solo alle maison consolidate, ma a chi ha il coraggio di rischiare e di reinventare le regole. Con Parsons, il futuro della moda non è lontano: ha già calcato la passerella, lasciando il pubblico con la sensazione di aver assistito a un momento che entrerà nella memoria collettiva della NYFW.</p>
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		<title>Marni Fashion Show, da Frankenstein al Gatto del Cheshire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 11:24:43 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/fashion-shows/marni-fashion-show-frankenstein-al-gatto-del-cheshire/">Marni Fashion Show, da Frankenstein al Gatto del Cheshire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p><b>Marni FW 19-20</b>; sul catwalk si assiste al risultato di un lasciapassare di intrecci fiabeschi, suturati da una (volutamente irrispettata) <b>bioetica</b> femminista: a essere femminilizzate sono figure come <b>Frankenstein</b> e lo <b>Stregatto</b>.</p>
<p>Androginia “matchata” ad <b>ermafroditismo</b>, evocato dalla presenza di donne-uomo. O semplicemente vediamo il coronamento del sogno di Frankenstein, nel chiedere a Victor di creare una donna-mostro da poter amare.</p>
<p>“Come puoi dire che ho paura, ho sette vite comunque. Non ero sempre un gatto, usato per essere come te in effetti. Miao!”, (<b>Pussy X di Kas Product</b>). Sul riecheggio di queste parole, uno dopo l’altro gli abiti di <b>ready-to-wear</b>, cipigli alternati a sguardi allucinati, catene e suture di piercing.</p>
<p>In <b>Ventura Lambrate </b>una scena tetra e gotica, horror e fantascientifica, in cui dei mostri si manifestano per volere del proprio artefice, esprimendo la paura diffusa dallo sviluppo tecnologico.</p>
<h3>Moda Marni 2019-2020, la collezione</h3>
<p>La <b>collezione Marni</b> ancora una volta può definirsi architettonicamente complessa; a essere spezzata è la costante dell’oversize, a volte interrotta da outfit in cui viene risaltata la silhouette. Ciò che si denota a primo acchitto in questa avanzata gotic-fantasy è la<b> totale assenza di pantaloni</b>; lo stesso <b>Francesco Risso </b>in uscita finale veste un gonnellone in <b>tartan</b>.</p>
<p>Le <b>geometrie</b> dei capi estricano il concetto del doppio e la difficile distinzione tra allucinazione e realtà, supportate da forme zigzaganti conferite dall’uso della <b>piega</b>. Plissé e drappeggi si coalizzano in un’intesa volta ad una cinetica incontrollata; la fissità è un’esclusiva degli sguardi dei modelli.</p>
<p>Per i tessuti la scelta ricade sul <b>satin</b> che vira dal rosso al rosa, dal bianco al nero. Esso appare nei top e nei bottom, ma anche nei dettagli, come le fodere a contrasto degli ampi trench in <b>pelle croco</b>.</p>
<p>Scolli profondi versus colli alti, <b>fusciacche</b> fluttuanti si attorcigliano alla nuca per ricadere in avanti sul busto, divenendo delle vere e proprie bluse, fissate da reti di catene e amuleti. Il <b>cowhide leather</b> proprio di Marni lo ritroviamo nei cinturoni, nei profili delle giacche e nelle nappe degli ankle boots.</p>
<h3>I colori Marni, espressionismo cromatico</h3>
<p>Il <b>rosso</b> è sicuramente il colore preponderante di questa collezione. La palette nella sua totalità richiama <b>l’Espressionismo tedesco</b>, caratterizzato dalla ricerca del soggettivo nella realtà circostante. Una dedica all’emozione e alla sensualità, in forte contrasto con l’espressione efficace dei volti, capace di stimolare e impressionare l’osservatore. I contrasti e i paradossi fanno parte degli uomini così come dei mostri, creature avvezze alla ribellione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Selena Celio</i></b></p>
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		<title>Marni FW 18, perfetta simbiosi tra Techno primitivismo e Natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 11:25:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Marni" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Una collezione fatta di armoniosi contrasti, quella presentata da Francesco Risso per la sfilata Marni FW 2018. La perfetta simbiosi tra tecnologia e natura</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/marni-fw-18-perfetta-simbiosi-techno-primitivismo-natura/">Marni FW 18, perfetta simbiosi tra Techno primitivismo e Natura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Marni" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/Marni-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Una collezione fatta di <b>armoniosi contrasti</b>, quella presentata da <b>Francesco Risso</b> per la sfilata <b>Marni F/W 2018</b>. L’art director induce gli spettatori, attraverso un seducente percorso ipnotico, adornato da PVC e colori brillanti, a captare la<b> perfetta simbiosi tra tecnologia e natura</b>.</p>
<h3>Techno primitivismo, il sostantivo per spiegare il trionfo dell’ultima collezione Marni</h3>
<p>Francesco Risso, direttore creativo di Marni, definisce la collezione con un sostantivo: <b>techno primitivismo</b>, palesando dunque il primo macro contrasto. Tecnologia e natura, non associabili a pensieri, ma armoniosamente unite nella creazione di qualcosa di raro. La natura, intesa come stato primitivo e brado della materia, raggiunge il suo apice simbolico negli elementi che caratterizzano la location della sfilata.</p>
<p>Asettica, a tratti <b>alienante</b> e colorata di neutro. Tappeti, coperte, frammenti di tessuto, manichini e vecchi pneumatici. Questi gli elementi che ornano la location, che assume la forma di un vecchio garage di accumulatori ossessivi. Lo <b>spreco umano</b>, insito nella nostra natura, diventa la chiave di lettura per riuscire a captare il profondo messaggio che Marni vuole comunicare.Un susseguirsi di suoni incomprensibili di sottofondo, che ricordano versi animaleschi, trasportano gli spettatori in un viaggio catartico e regressivo, con destinazione lo <b>stato primitivo</b>.</p>
<h3>Lusso vs materiale riciclato: “the perfect duo”</h3>
<p>Marni apporta un cambiamento, unendo l’high fashion, raffinato ed elegante, all’uso di <b>tessuti riciclati</b>, che potrebbero e dovrebbero essere considerati belli. I contrasti si fanno presenti anche nella collezione. <b>Cappotti in PVC</b>, nella tonalità Yves Klein, blu, o in verde “tossico”, tagliati a vivo, con fili penzolanti e macro cinte che esaltano la silhouette. Seguono <b>collage di coperte</b>, <b>impermeabili in nylon</b> abbinati a montgomery con cappuccio e <b>strati di tuniche colorate</b> lavorate a maglia, indossate su <b>pantaloni oversize</b>.</p>
<p>Il lusso si imbatte, ancora una volta, nel <b>primitivo</b>. L’exploit è dato dal <b>cappotto in feltro</b>, costituito da tessuti compressi e riciclati che ricordano il materiale isolante utilitario. Si contrappone la <b>macro moneta in ottone</b> che funge da bottone, tornando così a infondere la percezione di haute couture. Un concetto che va ben oltre il tema dell’ecosostenibilità e del riciclo, raggiungendo infatti i massimi vertici di <b>creatività etica</b>.</p>
<h3>Marni Monile bag, la nuova icona della maison</h3>
<p>La collezione diventa culla anche della <b>nuova iconic bag</b> firmata Marni. La <b>Marni Monile</b> bag vanta come elemento caratterizzante la macro moneta in ottone, che funge da chiusura. Ad essa viene attribuita la parvenza di un <b>antico oggetto</b> ritrovato e utilizzato con un nuovo significato. Piccola ma ricercata, soprattutto per la grande attenzione che viene data ai materiali, <b>pelle di coccodrillo, vitello liscio e lucertola</b>. Il lusso e la preziosità diventano protagonisti in questo piccolo gioiellino che ogni donna, con fierezza e “own style”, potrà sfoggiare.</p>
<p>La versione più classica delle tre disponibili è quella a <b>mezza luna</b>. Più contemporanea è quella <b>rettangolare</b>, dotata di una sottilissima catenella in ottone. La più elegante, <b>a trapezio</b>, diventa tale per il contrasto tra la raffinata composizione in lucertola, il manico, e le lunghe frange in cotone. Elementi presenti anche nella collezione ready-to-wear, creando così una coesione tra i dettagli caratterizzanti. La genialità di Marni è onnipresente, ma la sua visione è una soltanto: una tribù di donne che, indossando haute couture, inviano messaggi vitalistici.</p>
<p><b><i>di </i></b><b><i>Eleonora Latagliata</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/marni-fw-18-perfetta-simbiosi-techno-primitivismo-natura/">Marni FW 18, perfetta simbiosi tra Techno primitivismo e Natura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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