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	<title>Raiuno &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Festival di Sanremo 2019: al via la 69esima edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 13:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Festival-di-Sanremo-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Festival di Sanremo" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Festival-di-Sanremo-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Festival-di-Sanremo-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Festival-di-Sanremo-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/Festival-di-Sanremo-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il Festival di Sanremo giunge quest'anno alla sua 69esima edizione e va in scena dal 5 al 9 Febbraio. Scopriamo insieme tutte le curiosità!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/musica/festival-sanremo-2019-al-via-alla-69esima-edizione/">Festival di Sanremo 2019: al via la 69esima edizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Come ogni febbraio che si rispetti, dal 5 al 9 andrà in scena il Festival di Sanremo, la kermesse canora più attesa dell’anno per gran parte degli italiani. Ormai da decenni, non si fa in tempo ad arrivare all’autunno, che già iniziano le prime indiscrezioni, accompagnate sempre da numerose polemiche riguardanti sia i conduttori che gli stessi artisti partecipanti. Quest’anno ha fatto da apripista <b>Claudio Baglioni</b>, direttore artistico, verso il quale è stata mossa l’accusa di un “conflitto di interessi” con delle clausole Rai che vietano al direttore di scegliere concorrenti simpatizzanti. Nel suo caso la scelta è ricaduta su diversi artisti facenti parte della stessa agenzia.</p>
<p>Claudio Baglioni sarà affiancato in questa avventura da <b>Virginia Raffaele</b> e <b>Claudio Bisio</b>, due attori comici di rilievo nel panorama italiano, e non nuovi sul palco dell’Ariston. Durante le cinque serate del Festival di Sanremo saliranno sul palco dei <b>super ospiti</b>; il più atteso è il rocker<b> Luciano Ligabue</b>, che presenterà il suo prossimo album “Start”. Tra gli altri, <b>Pippo Baudo</b> (già visto nelle vesti di conduttore di Sanremo Giovani insieme a Fabio Rovazzi), <b>Andrea Bocelli</b> (che canterà con suo figlio), la regina del pop italiano <b>Alessandra Amoroso</b>, e ancora, <b>Elisa</b>, <b>Giorgia</b> e il gran ritorno di <b>Pierfrancesco Favino</b>.</p>
<h3>Festival di Sanremo 2019, tra novità e punti stabili</h3>
<p>“Anno nuovo vita nuova”, si usa dire; ma in questo caso trattasi di “anno nuovo scenografia nuova”. Sotto la precisa richiesta di Baglioni nel volere un palco armonioso, tornerà ad occuparsi (per la seconda volta) della scenografia <b>Francesca Montinaro</b>, la prima donna a rivestire questo ruolo al Festival di Sanremo. Al fine di accontentare la richiesta, la Montinaro ha pensato più che ad una scenografia, ad una coreografia “ondeggiante”, intesa come cornice magica, illudendo gli spettatori di essere in uno spazio molto più ampio della realtà.</p>
<p>Principalmente, sono due i punti stabili del palco che ospiterà il Festival della Canzone Italiana: la famigerata scalinata e l’orchestra. La prima è stata immaginata da Francesca Montinaro con una dissolvenza, ovviamente a tempo di musica; per la seconda, invece, è stato inventato un golfo mistico nella pancia dell’Ariston. Non a caso, per l’edizione 2019 del Festival di Sanremo si è utilizzata la metafora: “come un trampolino che sbuca dalle nuvole”, con l’intendere il trampolino la realizzazione dei sogni degli artisti in gara.</p>
<h3>Curiosità sulla kermesse</h3>
<p>Ognuna delle 24 canzoni in gara verrà accompagnata da una performance che aiuterà anche a comprenderne il significato. Il Festival di Sanremo ha come tema <b>l’amore</b>, in tutte le sue forme e sfumature; tanto che è stata la parola più usata nei testi (ben 64 volte), seguita da “cuore” e “tempo”. Tutte e tre sono collegate tra loro. Tra le novità troviamo un uso del <b>dialetto napoletano</b> in quasi tutta la canzone di Nino D’Angelo e Livio Cori (Un’altra luce), a dimostrazione di quanto amore ci possa essere nei confronti della propria terra madre. Stando a quanto riferito dai giornali il testo più breve è quello di Achille Lauro (Rolls Royce), mentre il primato dei più dispendiosi di parole va a Daniele Silvestri e Rancore.</p>
<p>Durante la conferenza stampa è uscito un ulteriore spoiler sulla puntata più attesa del Festival di Sanremo, ossia la quarta, quella dedicata ai duetti e considerata da sempre come un jolly da giocarsi molto bene per due motivi. Uno per l’artista, che può contare sulla partecipazione di un ospite da lui scelto per avere man forte sul palcoscenico, l’altro per la kermesse, che deve dimostrarsi in grado di non far chiudere gli occhi ai numerosissimi spettatori dopo già tre sere di canzoni! Nel corso della puntata saliranno inoltre sul palco ballerini, comici, attori e ritorni degli anni ‘80 e ‘90.</p>
<h3>Non solo il Festival di Sanremo…anche gli spot fanno la loro parte</h3>
<p>Per attirare più spettatori possibili, quest’anno sono stati realizzati ben <b>tre spot</b> con le strabilianti coreografie di <b>Giuliano Peparini</b>, il cui fil rouge è una sottile ironia. La location scelta è l’interno del Teatro dell’Opera di Roma, dove si alternano esilaranti scene che vedono protagonisti Baglioni (nei panni di un benzinaio, un agente della polizia municipale, un postino e un prete), Claudio Bisio, Virginia Raffaele, <b>Anna Foglietta</b>, <b>Melissa Greta Marchetto</b> e <b>Rocco Papaleo</b> (questi ultimi tre condurranno il DopoFestival). Tra una scivolata dalla temuta scala ad un incendio del vestito, si arriva all’ultimo spot, che vede un Baglioni che fornisce indicazioni per raggiungere il Teatro dell’Ariston.</p>
<h3>Dove si può vedere il Festival di Sanremo?</h3>
<p>Numerose sono le possibilità di vedere la gara canora. Oltre al canale <b>Raiuno</b>, registrandosi o accedendo, se già iscritti, al <b>sito RaiPlay</b>, si può assistere allo streaming gratis sia della radio (<b>RaiPlayRadio</b>) che della puntata. Coloro che saranno in viaggio ma non vorranno perdersi neanche un minuto potranno sintonizzarsi sulla radio ufficiale del Festival di Sanremo, <b>RadioRai</b>.</p>
<p>Molti critici hanno già speso parole in merito agli artisti e alle canzoni in gara, talvolta positive talvolta polemiche. Per esprimerci senza pregiudizi sia sulle canzoni che sugli outfit scelti dai big, e per poter dare un giudizio personale corretto, non ci resta che sintonizzarci il 5 Febbraio su Raiuno e seguire l’atteso show.</p>
<p>Di seguito l’elenco completo dei 24 artisti in gara al Festival di Sanremo 2019:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><b>Federica Carta e Shade con <i>Senza farlo apposta</i></b></li>
</ul>
<ul>
<li>Patty Pravo e Briga con <i>Un po’ come la vita</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Negrita con <i>I ragazzi stanno bene</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Daniele Silvestri con <i>Argento vivo</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Ex Otago con <i>Solo una canzone</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Achille Lauro con <i>Rolls Royce</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Arisa con <i>Mi sento bene</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Francesco Renga con <i>Aspetto che torni</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Boomdabash con <i>Per un milione</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Enrico Nigiotti con <i>Nonno Hollywood</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Nino D’Angelo e Livio Cori con <i>Un’altra luce</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Paola Turci con <i>L’ultimo Ostacolo</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Simone Cristicchi con <i>Abbi cura di me</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Zen Circus con <i>L’amore è una dittatura</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Anna Tatangelo con <i>Le nostre anime di notte</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Loredana Bertè con <i>Cosa ti aspetti da me</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Irama con <i>La ragazza con il cuore di latta</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Ultimo con <i>I tuoi particolari</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Nek con <i>Mi farò trovare pronto</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Motta con <i>Dov’è l’Italia</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Il Volo con <i>Musica che resta</i></li>
</ul>
<ul>
<li>Ghemon con <i>Rose Viola</i></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Dajana Roncione, fare l’attrice insegna una “ribellione pacata”</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/dajana-roncione-lattrice-insegna-ribellione-pacata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 21:51:24 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/dajana-roncione-lattrice-insegna-ribellione-pacata/">Dajana Roncione, fare l’attrice insegna una “ribellione pacata”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p><b>Cara Dajana, com’è avvenuto il suo avvicinarsi alla recitazione?</b></p>
<p>È stata una combinazione di circostanze. Sin da piccola sono sempre stata particolarmente empatica, attratta dalle persone, e mi sono sempre posta molte domande. Diciamo che, ad un certo punto, mi sono concessa il permesso di esprimere i miei sentimenti. Con la scusa di indossare una maschera ho iniziato a recitare mentre frequentavo il liceo. Da quella prima recita ho capito che sarebbe diventato il mio mestiere. Lo studio di un personaggio da interpretare ti consente di adottare un punto di vista differente dal tuo, di sperimentare altre versioni di te stesso e di uscire dagli stereotipi comuni: questo mi affascina molto.</p>
<p><b>Siamo abituati a vederla recitare in film che potremmo definire affreschi corali sulla memoria collettiva italiana. A che punto si sente della sua carriera?</b></p>
<p>Sono fiera di poter dire di non sentirmi mai arrivata. L’arte, come la recitazione, è vita continua; arrivare segnerebbe forse la morte dell&#8217;arte, no? Io gioco all’opposto, per me il mio mestiere è una scoperta continua. Sono convinta che ciò che conti davvero sia vivere il percorso e &#8211; aggiungerei &#8211; come lo si vive, ancor più che il risultato finale.</p>
<p><b>Veniamo al biopic “Io sono Mia”. La vita e la carriera di Mia Martini e della sorella Loredana Bertè si sono mosse tra gli estremi, saltando le vie di mezzo, i compromessi, la mediocrità. Lei si definirebbe più pacata o ribelle?</b></p>
<p>Il mio mestiere insegna una “ribellione pacata”. Sono convinta che un’artista, di qualsiasi categoria si tratti, debba lottare strenuamente per mantenere la propria integrità, saper mediare per non vendersi e mantenere fede a questa scelta.</p>
<p><b>C’è un lato di Mia Martini poco discusso e conosciuto, ma che forse è il più importante per indagare la sua personalità complessa e frastagliata. Ovvero il suo femminismo, la consapevolezza che aveva di ciò che comportava essere donna nella società italiana di allora. Lei si sente una combattente altrettanto decisa?</b></p>
<p>In Mia Martini questo lato traspare chiaramente attraverso la lotta a cui è stata costretta e dalle scelte che ha fatto come artista. Credo che tutte le donne, per il fatto stesso di essere donne, debbano lottare, poi sta a noi scegliere come. Il mio modello femminile di riferimento è Tina Modotti, nota fotografa, attivista e attrice italiana. Lei fece una scelta ad un certo punto della sua vita: lasciare tutto e cambiare vita per diventare attivista politica e portare un contributo concreto al suo (e nostro) Paese. Non so se sarei in grado di compiere il suo stesso gesto, ma ogni giorno nel mio piccolo cerco di assumermi le mie responsabilità, cosciente del fatto che ogni scelta che compio ha un peso. Al momento credo che per operare una rivoluzione sia necessario cominciare prima di tutto dal nostro interno.</p>
<p><b>Loredana Bertè indossò un pancione finto ben prima di Lady Gaga, e Madonna le rubò un giubbotto di Moschino che poi usò per una campagna pubblicitaria. Questi sono solo un paio di aneddoti che mostrano Loredana Bertè come fonte di ispirazione e anticipatrice di tendenze, nonché icona di femminilità e seduzione degli anni ‘70. Che cosa la attira di Loredana, il suo personaggio nel biopic?</b></p>
<p>L’idea di interpretarla mi è piaciuta fin da subito, anche se non nego di essermi sentita intimidita da questa figura, di cui già il nome lancia una provocazione difficile da esprimere a parole. Loredana è una donna anticonvenzionale, che è riuscita ad esprimere la sua femminilità in maniera estrema ma mai volgare, attraverso una protesta autentica. Mi sono divertita ad immergermi nella sua energia prorompente e provocante; ho lavorato sulla sua fisicità, sul suo essere provocatrice, sul suo non essere legata a stereotipi e sulla sua inesauribile capacità di reinventarsi. Questo biopic ci mostra una Loredana inedita: non la rockstar a cui siamo abituati, ma una giovane donna in erba che sostiene la sorella, la quale lotta per affermarsi come donna e come cantante in un periodo storico e in un mondo artistico che non le ha certo reso facile il cammino.</p>
<p><b>Ha lavorato anche in teatro al fianco di Michele Placido. Cosa la affascina di più del cinema, e cosa invece del teatro?</b></p>
<p>Sono due mondi diversi, non saprei dire cosa mi consente di esprimermi meglio. Il teatro dà l’opportunità di vivere un personaggio dall’inizio alla fine: l’attore si fonde col suo personaggio e non ci sono interruzioni, solo un unico flusso continuo del personaggio. Il teatro consegna ogni giorno, a chi ne fa parte, le chiavi d’accesso alle verità, insegna ad ascoltare e rivivere il medesimo momento in maniera di volta in volta differente. La magia del teatro sta nella sua ritualità: fare teatro dà l’impressione di stare compiendo un rito. Nel cinema, invece, si lavora sul piccolo, si scende nel dettaglio; conta il momento, il respiro. Spero di continuare a fare entrambi, perché per me è importante riuscire a far parte di entrambi e parlare entrambi i linguaggi.</p>
<p>Un ringraziamento speciale a Dajana Roncione per la sua gentilezza e disponibilità.</p>
<p><b>Credits cover</b></p>
<p>ph:  Roberta Krasnig</p>
<p>abiti: Cedric Charlier</p>
<p>occhiali: Persol</p>
<p>gioielli: Iosselliani</p>
<p>scarpe: Salvatore Ferragamo</p>
<p>hair: Alessandra Rocchi per Simone Belli</p>
<p>make up: Giulia Luciani per Simone Belli</p>
<p>styling: Sara Castelli Gattinara / Factory4</p>
<p>location: Sheket Roma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sara Baschirotto</i></b></p>
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