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	<title>posata biodegradabile &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>A tu per tu con Matteo Ragni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 09:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[design e arte]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Ragni]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/05/ragni-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>I mille volti di un artista eclettico: intervista con Matteo Ragni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/05/ragni-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p style="text-align: left;"><strong>Artista</strong> poliedrico e <strong>designer</strong> innovativo, <strong>Matteo Ragni </strong>è entrato nel panorama mondiale del design, grazie alle collaborazioni con grandi nomi, tra cui <strong>Piquadro</strong>, <strong>Bialetti</strong>, <strong>Guzzini</strong>, <strong>Poltrona Frau</strong>, <strong>Danese</strong>, <strong>Gavazza</strong> e molti altri.<br />
Laureato al Politecnico di Milano in Architettura, ha vinto nel 2001 il Compasso d’Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con ‘<strong>Moscardino</strong>’, posata multiuso biodegradabile, ora nella Collezione Permanente al MOMA di New York.&nbsp;All’attività di designer affianca quella di docente presso diverse università italiane ed internazionali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Matteo, come è nato il primo progetto? Da un’esigenza o da un’idea creativa?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Si dice che il bisogno aguzzi l&#8217;ingegno&#8230;e, in effetti, il mio primo prodotto, un leggio pieghevole, è nato per mio uso e consumo quando, 22enne studente di architettura, passavo parecchio tempo &#8220;chino&#8221; sui libri. Un leggio non è proprio quello che si può definire un oggetto indispensabile, ma è nato da una spinta creativa per risolvere un problema, cosa che dovrebbe essere l&#8217;essenza del <em>design</em>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Per te cos&#8217;è il design: ironia, gioco o emozione o ispirazione? </strong></p>
<p style="text-align: left;">Direi tutte e quattro&#8230;.e aggiungerei ragione e buon senso.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Qual è il confine tra design e arte?</strong></p>
<p style="text-align: left;">E’ un confine molto vago e mutevole, come può essere quello tracciato sul mare&#8230;piuttosto osmotico&#8230;.l&#8217;acqua delle correnti ci può portare da una parte e dall&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>In che direzione sta andando il design: c’è un progetto che ti ha particolarmente colpito ultimamente?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Dovrebbe andare dove vanno i bisogni delle persone&#8230;.spesso anticipandoli&#8230;..a volte però penso che il design debba stare fermo per farci muovere tutti verso oggetti più onesti.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Qual è per te il miglior oggetto di design degli ultimi 25 anni?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Senza dubbio l&#8217; I-pad!</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Come riesci a lavorare per diversi marchi, dalla Campari a Poltrona Frau, mantenendo sempre il tuo modo di lavorare e rispettando al tempo stesso l’anima dell’azienda?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Cercando di lavorare per il bene dei miei clienti prima che per appagare il mio ego.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Hai avuto varie esperienze d’insegnamento. Come ti rapporti con i tuoi allievi?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Gli allievi sono dei piccoli maestri, mi insegnano a capire dove stiamo andando e per chi e come possiamo progettare un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La città come <em>trade union</em> tra convivenza e sopravvivenza urbana: come vivi il rapporto con essa?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Sono nato e vissuto a Milano&#8230;non riesco per ora a immaginarmi in un altro luogo, nonostante i pensieri bucolici di una vita campestre con moglie e figli&#8230;.per ora solo nei periodi di vacanza.<br />
In una città tutto è più compresso e la vita corre più intensamente&#8230;o forse questo è ciò che ci hanno insegnato per farci sopportare il pm10?</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Stai già lavorando a qualcosa per L&#8217;EXPO 2015?</strong></p>
<p style="text-align: left;">No, non nello specifico, ma in realtà la mia vita professionale è un continuo lavorare per il futuro.<br />
Da un anno per Camparisoda stiamo lavorando ad un progetto che si realizzerà nel 2160&#8230;.diciamo che da questo punto di vista il 2015 è già ieri .</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Terminerei l’intervista con un “propositi o progetti per il futuro”?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Mangiare meno carne, fare più sport, stare di più con la mia famiglia&#8230;.progettare una barca a vela e una casa su ruote!</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Stefania Ugliono</em></strong></p>
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