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	<title>Piero Lissoni &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Piero Lissoni &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Piero Lissoni: un maestro del design contemporaneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 22:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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<p>Piero Lissoni è una delle figure più influenti del design contemporaneo italiano. Architetto, designer e art director, dal 1986 firma progetti che spaziano dall’architettura al product design, dal branding all’interior, per alcuni dei brand più prestigiosi al mondo – da B&amp;B Italia a Kartell, da Alessi a Cassina, passando per Flos, Living Divani, Lema, Glas Italia, Porro, e molti altri.</p>



<p>Fondatore dello studio Lissoni &amp; Partners, con sedi a Milano e New York, è noto per il suo stile pulito, sofisticato, rigoroso, ma mai freddo. Il suo approccio multidisciplinare e umanista al progetto lo ha portato a ridefinire spazi pubblici e privati, hotel iconici, showroom e residenze, sempre con una cura maniacale per il dettaglio e una visione armonica e senza tempo.</p>



<p>In questa intervista esclusiva ci racconta la sua idea di innovazione, il futuro del design e il ruolo centrale che oggi gioca la sostenibilità nei processi creativi.</p>



<p><strong>La sua firma è riconoscibile in ogni progetto, ma mai ripetitiva. Come riesce a mantenere un equilibrio tra coerenza stilistica e innovazione?</strong></p>



<p>Bisogna essere molto fortunati. Poi bisogna in qualche maniera aiutare questa fortuna, mettendoci la propria responsabilità e cercando di essere coerenti rispetto ai propri valori. </p>



<p><strong>C’è stato un momento nella sua carriera che considera una vera svolta?</strong></p>



<p>In realtà ogni anno è una svolta: la bellezza sta proprio nel non sapere quando sarà questa svolta, e quindi prepararsi al meglio per quello che sarà. </p>



<p><strong>Il design è in continua evoluzione: c’è una tendenza o una direzione che secondo lei definirà il suo futuro?</strong></p>



<p>Noi lavoriamo in un mondo velocissimo, ma allo stesso tempo costruiamo oggetti che devono durare nel tempo. Sulle tendenze, ciò che sta uscendo in maniera molto chiara è che noi produciamo prodotti a lunghissima vita, e dobbiamo essere sempre più responsabili. Poi i colori, i materiali e le forme sono cose differenti, ma la bellezza sta in questo nuovo dialogo tra noi e la responsabilità che abbiamo nei confronti del resto del mondo. </p>



<p><strong>La sostenibilità è ormai imprescindibile: come sta cambiando il suo approccio ai progetti per rispondere a questa sfida?</strong></p>



<p>Sin da quando abbiamo iniziato, ormai più di 35 anni fa, abbiamo sempre pensato che le cose dovessero durare tanto, questo è il trucco vero della responsabilità e della sostenibilità. </p>



<p><strong>Ci può raccontare qual è il concept per la collezione di quest’anno in collaborazione con Living Divani?</strong></p>



<p>Quest&#8217;anno Living Divani si presenta con tantissimi prodotti e tantissime evoluzioni. Abbiamo presentato questa nuova collezione componibile ed eco, insieme a una nuova generazione di poltrone, sedie e piccoli oggetti. Un&#8217;anniversario speciale è quello dei 30 anni di Frog, questo oggetto che abbiamo riproposto con nuove tecnologie, forme e materiali. </p>
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		<title>Unexpected Pucci, il libro che guarda oltre il mondo della moda</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/letteratura/unexpected-pucci-libro-guarda-oltre-mondo-della-moda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 08:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/06/Pucci-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pucci" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/06/Pucci-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/06/Pucci-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/06/Pucci-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/06/Pucci-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il lussureggiante palazzo di famiglia fiorentino ha ospitato la presentazione esclusiva del tanto atteso volume Unexpected Pucci, curato da Laudomia Pucci</p>
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<p>Il lussureggiante palazzo di famiglia fiorentino ha ospitato la presentazione esclusiva del tanto atteso volume <b>Unexpected Pucci</b>, curato da Laudomia Pucci (figlia di Emilio Pucci), all’interno del quale sono presenti dei contributi anche da parte di artisti e designer del calibro di Piero Lissoni, Francesco Vezzoli e Joana Vasconcelos.</p>
<p>La scelta di realizzare un <b>libro </b>è nata dalla volontà di mettere alla luce del sole tutte le sfaccettature del marchio Pucci, coinvolgendo i lettori in tutti i progetti legati non solo alla moda, bensì estesi anche all’ambito del lifestyle di lusso.</p>
<h3>Specchiandosi ci può rendere conto di tante sfumature</h3>
<p>La location scelta si presta molto bene a ricevere e accogliere la mostra di presentazione del libro (visitabile su appuntamento dal 12 al 14 giugno), in quanto i colori tipici della maison Pucci, tra cui il rosa, il giallo e l’azzurro, si combinano con dettagli di design che fanno decisamente la differenza. Come fil rouge che lega e accomuna ogni sala, degli specchi giganti che riflettono gli elementi di design presenti e fanno fluttuare i colori in movimento del soffitto, creando una sintonia eccellente, seppur si tratti di un labirinto creativo.</p>
<h3>fLe partnership frutto di una sana inarrestabilità</h3>
<p>Dalla sua lontana fondazione, la Maison fiorentina ha sempre voluto varcare la soglia degli obiettivi raggiunti, senza accontentarsi mai; partendo dagli iconici <b>foulard </b>caratterizzati dalle mille sfumature, per poi passare a tutti i <b>progetti e le collaborazioni</b> nate nel corso degli anni con brand illustri, celebri designer, e artisti del panorama internazionale.</p>
<p>Si tratta perlopiù di pezzi unici e, come ad esempio per i tappeti, c’è la possibilità di realizzarli a proprio piacimento, grazie al <b><i>Made to Order</i></b>, servizio bespoke offerto da <b>Emilio Pucci Heritage Hub</b>, che attinge dalle preziose stampe presenti nell’archivio della maison. Per Pucci questo è sintomo di vera evoluzione e intraprendenza, in quanto il lancio dei primi esemplari risale al 1970, presso il Museo di arti decorative di Buenos Aires.</p>
<p>Tra le collabs strette dalla fondazione del marchio ad oggi, emergono nomi importanti, tra cui <b>Rosenthal</b>, leader nella produzione di porcellana, che ha contribuito alla realizzazione di servizi da caffè, piatti, e tutto ciò che riguarda gli usi del quotidiano.</p>
<p>Non avendone mai abbastanza, Pucci prosegue conquistando anche <b>Bisazza</b>, con cui reinterpreta i mosaici decorandoli interamente a mano con i suoi motivi e colori iconici, garantendo una decorazione di piscine (e non solo) da mille e una notte; sino ad approcciarsi alle geometrie della famosa <b>sedia Madame</b>, progettata da Philippe Starck e realizzata in collaborazione con <b>Kartell</b> nel 2014.</p>
<p>Siamo di fronte ad un interminabile e affascinante viaggio, messo su carta, tra la moda, l’arte e il design, cari a Firenze tanto quanto ad Emilio Pucci.</p>
<h3>Collaborazioni presenti alla mostra</h3>
<p>Cappellini x Pucci</p>
<p>Thun x Pucci</p>
<p>Bisazza x Pucci</p>
<p>Rosenthal x Pucci</p>
<p>Kartell x Pucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Il Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/museo-del-design-italiano-alla-triennale-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 11:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Design-6.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Design" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>La Design Week si apre con un’importante novità per Milano: la Triennale presenta il Museo del Design Italiano, primo allestimento permanente in Triennale</p>
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<p>La Design Week si apre con un’importante novità per Milano: la <b>Triennale</b> presenta il <b>Museo del Design Italiano</b>, il primo allestimento permanente in Triennale. Lunedì 8 aprile 2019 si tiene la cerimonia di inaugurazione, a cui presenzia il Presidente del Consiglio <b>Giuseppe Conte</b>.</p>
<h3>Lo scopo</h3>
<p>Istituire il più importante centro internazionale dedicato al design italiano. Questa la volontà di  Stefano Boeri, Presidente della Triennale Milano. Il progetto guarda lontano e mira ad arricchire la collezione nel tempo, attraverso <b>politiche d’acquisizione mirate</b> e <b>collaborazioni</b> con archivi, aziende, scuole, università, musei.</p>
<h3>I numeri della partenza</h3>
<p>La collezione ospita già  alcuni tra i pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano. Su una superficie di 1.300 mq sono esposti circa <b>200 oggetti</b> che raccontano una rivoluzione Made in Italy.  Protagonisti i materiali, le tecniche e i canoni estetici che hanno capovolto la nostra società.  Fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali relativi alla storia e al contesto dell’opera saranno esposti. Tutto ciò  per rendere fruibile l’arte del design non solo agli addetti ai lavori.</p>
<h3>Fil rouge: il tempo</h3>
<p>La sequenza delle opere procede seguendo l’ordine cronologico: <b>dal 1946 al 1981</b>. Dal <b>Dopoguerra</b> agli <b>anni Ottanta</b>, passando per il <b>miracolo economico</b>. La curva al piano terra del Palazzo dell’Arte mostra una timeline di eventi storici, politici, sociali e di costume italiani e internazionali. Uno dei periodi di grande influenza per il design e i designer italiani nel mondo. Segnato dall’arrivo sulla scena di importanti collettivi come <b>Memphis</b>, un collettivo italiano di design e architettura fondato da Ettore Sottsass, attivo tra il 1981 e il 1987, che sancì l’inizio di una nuova era nella produzione del design.</p>
<h3>Memoria storica e non solo</h3>
<p>“L’ambizione del Museo del Design Italiano è quella di essere <b>un luogo di ispirazione</b>, secondo il senso più antico della parola museo”, afferma <b>Joseph Grima</b>, direttore artistico. “Molto spesso il veicolo delle ispirazioni più intense e formative non sono gli oggetti inanimati, ma le voci delle persone che li hanno creati e la narrazione di dettagli apparentemente banali. […] Abbiamo quindi deciso di includere nel percorso alcune <b>voci degli autori che hanno creato gli oggetti esposti</b>, cui è stato chiesto di raccontare in maniera semplice e diretta la genesi delle loro creazioni e le condizioni culturali alle quali ogni oggetto rispondeva”. Svariati approfondimenti saranno forniti dalle <b>interviste telefoniche</b> con gli artisti.</p>
<h3>Fasi del progetto</h3>
<p>Il progetto di ampliamento sarà legato al lancio di un <b>concorso di progettazione internazionale</b> che sarà bandito entro maggio 2019 e che prevede:</p>
<ul>
<li>nuovi spazi espositivi</li>
<li>riorganizzazione degli Archivi per un totale di 6.000 mq.</li>
</ul>
<p>Uno specifico comitato dedicato alle acquisizioni si occuperà di arricchire la collezione negli anni.</p>
<p>Questa prima fase del Museo del Design Italiano rappresenta il punto di partenza del disegno che vede protagonista Milano come <b>capitale globale dell</b>’<b>industrial design</b>. Fortemente voluto da Stefano Boeri, in collaborazione con un comitato scientifico che riunisce prestigiosi nomi del design e dell’architettura, tra cui: Paola Antonelli, Mario Bellini, Andrea Branzi, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Claudio Luti, Fabio Novembre, Patricia Urquiola. Presente il sostegno del Mibac e di altri soci della Triennale, e concordato con ADI e Assolombarda, con cui la Triennale sta costituendo un’associazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Lucia Ialuna </i></b></p>
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