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	<title>pavarotti &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Tutte le espressioni di Luciano Pavarotti by Ron Howard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 14:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pavarotti" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Niente di convenzionale nel Pavarotti di Ron Howard, presentato in anteprima alla quattordicesima edizione del Festival del cinema di Roma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pavarotti" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/10/Pavarotti-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Niente di convenzionale nel<b> Pavarotti </b>di Ron Howard, presentato in anteprima alla quattordicesima edizione del <b>Festival del Cinema di Roma</b>. Il docufilm si svolge in 114 minuti dove il regista, premio Oscar (2002) e vincitore dell’Academy Awards, riesce a fare ordine in tale bazar di ispirazioni e interviste che è la vita di Luciano Pavarotti, uomo nobile e straordinario. Il regista ha come obiettivo quello della <b>connessione emotiva </b>con lo spettatore. Si destreggia, con alti e bassi, in un susseguirsi di filmati, registrazioni e file audio che rivelano due espressioni parallele di Luciano Pavarotti, anche se fortemente legate e inscindibili: l’espressione accogliente e fragile di un uomo che cede alla sua anima, e concessosi di sbagliare come marito e come padre, non ammette però, a quella più severa antagonista e magnificente espressione, l’errore vocale. Comunica con la voce e per grande umiltà decide di non riascoltarla mai.</p>
<p>Il documentario disegna il sorprendente ritratto di un uomo, dove gli inizi enunciano un discorso nel linguaggio risonante e retorico dell’opera, con aspetti a tratti recitati e artefatti per dichiarare solo alla fine che tutto l’artefatto e il truccato si mischia insieme al reale e all’autentico. Il cast è formato da numeri primi come <b>Ron Howard</b> (Regista, Produttore), Michael Rosenberg (Produttore), Jeanne Elfant Festa (Produttrice), Mark Monroe (Sceneggiatore, Produttore esecutivo), Paul Crowder A.C.E. (Montatore, Produttore esecutivo), Mark McCune (Produttore di supervisione), David Blackman (Produttore esecutivo), Dickon Stainer (Produttore esecutivo), Guy East (Produttore esecutivo), Nicholas Ferrall (Produttore esecutivo), Cassidy Hartmann (Co-Produttrice esecutiva, Consulente alla sceneggiatura), Chris Jenkins (Missaggio del suono ri-registrato).</p>
<p>Insieme riescono nell’ardua definizione dei contorni di un uomo articolato e complesso. Vengono scucite le continue dualità e dicotomie tra il pubblico e il privato, snocciolate le forti contraddizioni e le fragilità, emergono <b>gli aspetti più intimi</b> di un uomo che celebra qualsivoglia aspetto della vita. Appare come un esigente stacanovista, impegnato nel continuo lavoro volto alla perfezione, dedito ad un estenuante processo di miglioramento che lascia spazio al coraggio di cedere, ammette l’errore e fa sì che anche la bellezza possa cedere al fascino del difetto: ne è esempio una domanda posta al tenore, “Can you be so sure you’ll hit the note?”, e “No, that’s the beauty of my job”, Pavarotti risponde. Confermandosi come professionista e uomo<b> in grado di trovare bellezza nell’imperfezione</b>, riabilitando così una certa estetica del difetto e riportando all’attenzione l’importante probabilità di fallimento.</p>
<h3>Le scelte tecniche</h3>
<p>Nel momento in cui Howard approccia la vita dell’uomo e del tenore, resta colpito da quanto essa sia intrisa di drammaticità. La nascita di Pavarotti avviene durante la guerra, ha quel suo incontro ravvicinato con la morte, un padre tenore che da subito lo avvicina all’espressione vocale e tutte quelle donne che sembrano regalargli la giusta sensibilità comunicativa. “Più ne sapevo, più arrivavo a vedere Pavarotti come qualcuno che ha saputo dimostrare di poter vivere la vita con passione e con totale dedizione verso ciò che si ama”, dice Howard. “Inizialmente ero completamente assorbito dalla portata del suo viaggio, questa carriera straordinaria, sempre ai massimi livelli, il successo su tutti fronti. Ma osservando la sua vita più da vicino, ho visto anche che ha dovuto sostenere l’impatto causato dai tanti rischi artistici presi.  Non mi aspettavo quel risvolto drammatico, che me l’ha fatto sentire estremamente umano”.</p>
<p><b>Tecnicamente</b> la produzione decide di sezionare il racconto in tre atti, per queste ragioni. L’intero progetto si muove nel racconto della voce, dell’uomo e del filantropo, con l’ambizione di spiegare come convivesse con il prezzo personale di essere diventato una celebrità. Della <b>voce</b>, dalla portata strabiliante, si raccontano le abilità tecniche ma anche le poche pretese di un uomo che canta per i pochi, che considera sé stesso un contadino, un personaggio che è il risultato delle esperienze vissute. Sul finire, il racconto della tecnica finisce per combaciare inevitabilmente con l’umanità e con le parole di Dickon Stainer, suggerendo “una voce che non scende a compromessi”. Dell’<b>uomo</b> vengono descritti tutti gli aspetti, lo raccontano la prima moglie Adua Veroni, le tre figlie e la seconda moglie Nicoletta Mantovani, insieme poi a colleghi e conoscenti. Riaffiorano tanto i sorrisi quanto le lacrime di Pavarotti, che aveva un’inesauribile fiducia nelle persone, desideroso e tormentato tanto quanto grato ed appagato.</p>
<p>Dei suoi aspetti <b>filantropici</b>, sembra impossibile riassumere tutto, troppe le iniziative di beneficenza, musicali e non, che lo hanno visto impegnato nell’aiuto dei meno fortunati, e nello specifico di bambini che vivono realtà dure, difficilmente processabili dall’infanzia. Il forte legame con Bono, la grande complicità con Lady Diana e i <b>Pavarotti &amp; Friends</b>, concerti benefici spesso improvvisati all’ultimo momento. Viene raccontata la sua ossessione per il filantropico, di come verso la fine non facesse che pensare a ciò che avrebbe potuto fare per bambini e malati.</p>
<h3>I coraggiosi ponti emotivi di Ron Howard</h3>
<p>Ron Howard conferma la sua grande sensibilità riassuntiva, si sofferma sui particolari espressivi, non rimuove le imperfette espressioni del sopracciglio, il trucco colato, la maschera da pagliaccio che Pavarotti dice di indossare anche “con la morte nel cuore”, non taglia e anzi accentua la grandezza delle fragilità nella spontaneità di un sorriso. Non solo ambisce all’emotivo, riesce a smuoverlo con il lavoro sulla cronologia, la scelta dei fotogrammi, di colonne sonore e accompagnamenti come la lirica della <b>Turandot</b> di Puccini, <b>Nessun Dorma,</b> ritornello emotivo ricorrente. Le immagini riescono nel raccontare le imperfezioni dell’eccellenza, attraverso un processo che Howard descrive come “coraggioso, con il fine di costruire un ponte, con l’unico fine di creare collegamenti emotivi”.</p>
<p>Niente è convenzionale nella successione di fotogrammi, nei dialoghi a testimonianza di un uomo dalla grande libertà creativa, sfuggito al processo di cannibalismo estetico dell’omologazione senza sottrarsi però al raggiungimento delle masse: il più grande ponte emotivo mai costruito nell’Opera Lirica. Il racconto di un Luciano Pavarotti del quale si vedono tutta la linea dei sorrisi, delle lacrime, a tratti interrotta dalle forti linee della sua espressività, fuori dai paradigmi ed estraneo a qualsiasi precetto musicale, estetico, quanto più umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Camilla Stella</i></b></p>
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		<title>Nebe festeggia i 10 anni di attività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 07:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Nebe-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Nebe" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Nebe-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Nebe-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Nebe-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/10/Nebe-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nebe, azienda leader del b2b nel settore dell’hotellerie, viaggi, eventi di alta gamma a livello internazionale, festeggia 10 anni di attività</p>
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<p><b>Nebe</b>, azienda leader del b2b nel settore dell’<a href="https://www.nebe-web.it/it/">hotellerie</a>, viaggi, eventi di alta gamma a livello internazionale, festeggia 10 anni di attività. Per l’occasione, il 14 Settembre scorso, l’azienda ha scelto di celebrare il suo decimo anniversario in un’esclusiva location: <b>il Museo Enzo Ferrari di Modena</b>. L’evento di gala organizzato da Nebe e riservato a soli 100 selezionati invitati si è svolto tra le iconiche e lussuosissime automobili del Cavallino Rampante, raccontando e presentando la storia dell’azienda.</p>
<h3>L’azienda e la sua filosofia</h3>
<p>Fondata da Elisabetta Neri e Fulvio Bettini, Nebe è un’attività in forte ascesa, si basa su una filosofia secondo la quale “<b>non può esistere business di qualità senza relazioni di qualità</b>”. Principio chiave che porta la società a organizzare, scegliendo con cura e prestigio, eventi e occasioni d’incontro, in grado di creare una rete di contatti capaci di generare reali opportunità di business. Gli <b>eventi-club</b>, fiore all’occhiello di Nebe, hanno essenzialmente queste caratteristiche:</p>
<p>&#8211;  si svolgono solo a numero chiuso</p>
<p>&#8211;  sono high-touch</p>
<p>&#8211; presentano un format del tutto innovativo.</p>
<p>Tra i partner riconosciuti dell’azienda, troviamo: Principe di Savoia Dorchester Collection, Baglioni Hotels, Fours Season Italy, Bulgari Milano, Puglia Promozione, Toscana Promozione, Ticino Turismo, Villa Erba, Four Season Italy; quasi 2000 top buyer di tutto il mondo dall’America al Medio Oriente, e la conoscenza di molti attori chiave del settore. Inoltre troviamo registi di manifestazioni di successo come <b>Mediterranean Luxury</b>, <b>Travelux</b>,<b> Meet the Best e Historia</b>.</p>
<p>Elisabetta e Fulvio scelgono Modena, non solo per festeggiare la loro decennale attività, ma per promuovere il nuovo ed esclusivo programma esperenziale “<b>Discover Ferrari e Pavarotti Land</b>”. Terra dei due grandi miti, quali Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti, il tour Discover permetterà ai partecipanti di scoprire un gran numero di eccellenze del modenese: <b>Ferrari </b>coi suoi musei, il Museo di <b>Casa</b> <b>Pavarotti</b>, aziende eccellenti del settore alimentare con <b>Aceto Balsamico Tradizionale</b>, <b>Lambrusco</b>, il <b>Museo della Salumeria MuSa</b> e luoghi magici a Modena e Maranello.</p>
<p>Ad accompagnare gli ospiti in questo “giro esperienziale” firmato Nebe saranno un autista e una guida a loro riservata, che proporrà un percorso personalizzato in base alle esigenze di ciascun visitatore tra le varie attrazioni disponibili.</p>
<p><b><i>di Paola Vaira</i></b></p>
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		<title>“La fabbrica del lino”, vestire naturale</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/la-fabbrica-del-lino-vestire-naturale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 18:15:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>A Parigi il Made in Italy si colora di “green”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/La-fabbrica-del-lino-vestire-naturale_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&#8220;<strong>La fabbrica del lino”&nbsp;</strong>è una delle dodici nuove proposte&nbsp;tra i produttori italiani&nbsp;di lingerie che saranno protagoniste alla corte dell&#8217;Expo di Parigi, dedicato alle nuove tendenze nella corsetteria e biancheria da notte, all’universo degli interni in homeweare, loungewear e al&nbsp;prêt à porter per la casa. Una vetrina prestigiosa, di lusso ed eleganza il “Salon International de la Lingerie”, in cui il made in Italy rappresenterà ogni parte della nostra Penisola.&nbsp;Dal Nord Ovest, con i marchi&nbsp;<strong>Ghiero</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Alpina&nbsp;</strong>(Cuneo), alla Lombardia (regione maggiormente rappresentata per la sua lunga tradizione in campo tessile)&nbsp;con le aziende <strong>Aruba, </strong>&nbsp;<strong>Bylabel</strong>, <strong>Amarcod</strong>, <strong>Fraly</strong>, <strong>Marianna Marchesini</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Timonier</strong>,&nbsp;dalla Puglia con il brand&nbsp;<strong>QBO underwear,&nbsp;</strong>a Napoli con i marchi&nbsp;<strong>Vogue Italy</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Oro Sei Home Collection</strong>.</p>
<p>In ultimo, ma non certo per importanza, l&#8217;emiliana&nbsp;<strong>“La Fabbrica del lino”</strong>&nbsp;che, attraverso Pavarotti Stefania (responsabile della comunicazione aziendale), racconta a Giltmagazine le aspettative per l&#8217;avventura internazionale e le scelte che l&#8217;hanno portata a&nbsp;mettersi in mostra.</p>
<p>La filosofia aziendale è “vestire e abitare naturale”. L&#8217;azienda artigiana&nbsp;&#8211; nata nel 1975 da un’intuizione dei coniugi Bergianti e consolidata negli anni dalla figlia Monica&nbsp;&#8211; è fondata sul totale rispetto dell&#8217;ecosistema e sulla qualità del Made in Italy: le materie prime (lino, cotone e seta, 100% naturali e anallergiche) sono sapientemente lavorate fino alla creazione di capi d&#8217;abbigliamento e prodotti per la casa attraverso una linea estremamente pratica &#8221;che non si stira&#8221;, in una vasta gamma di colori e taglie. Ogni prodotto è lavorato fino ad ottenere pizzi e decorazioni originali e preziose che rendono unico e particolare ogni capo.</p>
<p><strong>Cosa vuol dire entrare a far parte per la prima volta di un evento di fama internazionale?</strong><br />
La partecipazione al “Salon International de la Lingerie” rappresenta per noi una sfida importante e soprattutto uno stimolo coinvolgente per verificare se l&#8217;artigianalità italiana sarà apprezzata nel mondo.</p>
<p><strong>Con la quale spirito vi presentate al Salone di Parigi?<br />
</strong>Ci rechiamo a Parigi con una forte voglia di metterci in gioco, assecondati dalla nostra creatività e facendo della nostra maestria squisitamente artigianale il nostro punto di forza.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Cosa si spera di raccogliere da questa esperienza?<br />
</strong>Tramite l&#8217;adesione al SIL speriamo di raccogliere informazioni sul territorio francese nonché di apprendere al meglio il modus operandi estero, per potervi collaborare in futuro instaurando ottimi rapporti.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Il confronto con i grandi marchi spaventa o galvanizza?<br />
</strong>“Intorno a te”, come recita uno dei nostri payoff, è la strategia adottata dalla nostra azienda, che è particolarmente orientata alla persona e si identifica nel cliente. Ciò non ci pone a confronto con i grandi marchi.</p>
<p><strong>Una considerazione sul made in Italy in un momento di grande crisi.<br />
</strong>Dal 1975 realizziamo in modo artigianale lavorazioni tessili curando ogni singola produzione all&#8217;interno del nostro laboratorio, producendo prodotti &#8221;su misura&#8221; e personalizzando i must della nostra produzione. E&#8217; evidente che noi crediamo nelle nostre origini, valorizzando e identificandoci da sempre nel Made in Italy.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Come si può conciliare la qualità del prodotto&nbsp;<em>Made in Italy</em></strong>&nbsp;<strong>nel clima di&nbsp;<em>austerity</em></strong>&nbsp;<strong>in cui viviamo?<br />
</strong>La qualità 100%&nbsp;<em>Made in Italy</em>, sommata all&#8217;esperienza e alla cura artigianali con le quali lavoriamo ogni nostro prodotto, implicano conseguentemente un costo elevato, pertanto ciò che noi offriamo è di un certo livello ed appartiene ad un target di cliente ben specifico.</p>
<p><strong>Intimo maschile e femminile: quali sono le nuove tendenze per il 2013?<br />
</strong>Già da alcuni anni stiamo cavalcando l&#8217;onda del 100% naturale ed ecocompatibile, valorizzando la donna attraverso linee morbide, ma di grande femminilità. Per entrambe le collezioni, uomo e donna, vestibilità e sensazione di comfort, rappresentano il must di ogni outfit.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Ultima domanda: quanto è importante essere coraggiosi e saper rischiare?</strong><br />
Siamo sul mercato da parecchi anni e l&#8217;esperienza ci ha insegnato ad affrontare problematiche di diverso tipo. Sapersi reinventare ogni volta con creatività e versatilità, aggiungendo un &#8221;pizzico&#8221; di rischio sono tutti ingredienti necessari per la conquista di un target sempre più ampio e internazionale. Siamo la testimonianza concreta che essere coraggiosi e credere nei propri valori spesso premia.</p>
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<p>(di <em><strong>Rosa Gioffrè</strong></em>)</p>
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