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	<title>Paris Haute Couture AI 2020-21 &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Paris Haute Couture AI 2020-21 &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>L’alta moda di Chanel AI 20-21: un mix di grinta e raffinatezza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 08:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Chanel-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Chanel" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Chanel-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Chanel-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Chanel-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Chanel-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lusso, opulenza e sfarzo romantico. La nuova collezione di Alta Moda firmata Chanel è ispirata dalla nobile autorità delle eroine nei dipinti del XIX secolo</p>
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<p>La creatività del fotografo <b>Mikael Jansson</b> si mescola all’originalità del direttore creativo della maison <b>Chanel</b>, <b>Virginie Viard</b>, dando vita a una sofisticata collezione <b>Haute Couture Autunno/Inverno 2020-2021</b>.</p>
<h3>Moderne principesse punk</h3>
<p>La nuova collezione di alta moda firmata Chanel è stata presentata con un esclusivo video il 7 luglio, sul canale ufficiale<b> Fédération de la Haute Couture et de la Mode</b>, ovvero la Camera della Moda francese, e pubblicato su tutti i canali social della maison. Il video di presentazione è stato interamente curato dall’artista e fotografo di moda Mikael Jansson, che ha lavorato con il direttore creativo Virginie Viard. I due, insieme, hanno creato un’opera ricca ed originale, mettendo in scena una collezione eccentrica e dedicata alle “<b>moderne principesse punk</b>”, e che vede come protagoniste le modelle Adut Akech Bior e Rianne Van Rompaey.</p>
<p>“Stavo pensando a una principessa punk che esce da <i>La Palace</i> all’alba, con un abito in taffetà con una pettinatura appariscente, piume e molti gioielli. Questa collezione è più ispirata a Karl Lagerfeld che a Gabrielle Chanel. Karl sarebbe andata a <i>Le Palace</i> avrebbe accompagnato queste donne molto <b>sofisticate </b>e molto vestite, che erano anche molto eccentriche”. È così che Virginie Viard descrive la sua collezione Haute Couture. La Viard ricorda, infatti, Karl Lagerfeld mentre si recava alle feste con la sua musa di un tempo, la principessa Diane de Beauvau-Craon.</p>
<h3>Una collezione creativa e sofisticata</h3>
<p><b>Lusso, opulenza e sfarzo romantico</b>. La nuova collezione di Alta Moda Chanel è ispirata dalla nobile autorità delle <b>eroine</b> nei dipinti del XIX secolo. Gli abiti ricordano quelli delle nobildonne rappresentate nei dipinti, con gonne a corolla e maniche estremamente ampie. Un punto di partenza che ha alla base un desiderio di sfarzo e raffinatezza: si tratta <b>trenta scatti</b> che mettono in evidenza i dettagli dei capi impreziositi da gioielli. I gioielli, infatti, arricchiscono gli abiti, e la Viard li ha utilizzati come elementi di ricamo su una giacca di tweed bianca e nera.</p>
<p>Al contrario, la precedente collezione di alta moda Primavera/Estate 2020 era influenzata dal rigore dell&#8217;Abbazia di Aubazine, dove la piccola Gabrielle Chanel è cresciuta. Questa volta invece, i trenta look della collezione sono contrassegnati dall’opulenza e dal <b>desiderio di vero lusso</b>. La stilista afferma: “Mi piace lavorare in questo modo, andando nella direzione opposta rispetto all&#8217;ultima volta. Puntavo alla complessità&#8221;.</p>
<h3>La reinvenzione dell’alta moda del tweed</h3>
<p>L’iconico materiale tradizionale e molto caro alla maison ancora una volta riesce a rinnovarsi e a trasformarsi in modo più moderno. Per questa collezione il <b>tweed</b> è diventato protagonista attraverso lunghe e complicate lavorazioni. È stato trasformato in un abito da sera elegante e arricchito da paillettes, strass, pietre e perline. Tuttavia, è presente anche nella sua versione più classica per ricordare il celebre <b>tailleur di Coco Chanel</b>.</p>
<p>Inoltre, i blazer stretti in vita e svasati nella parte inferiore si ispirano al passato e sono perfetti abbinati ad un paio di pantaloni. Sono inoltre presenti una serie di abiti corti, in cui sono inserite delle applicazioni dai toni molto accesi, che mettono in evidenza il lato più fresco e leggero della collezione. Mentre il tweed, realizzato nei colori del nero e grigio antracite, è illuminato da pennellate di rosa e argento che conferiscono un aspetto <b>punk, ma romantico</b>. Il direttore sostiene infatti che “l’Haute Couture è romantica per la sua stessa essenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Aureliana Santinato</i></b></p>
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		<title>Christian Dior presenta la sua Haute Couture AI 2020-21</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 09:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Dior-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Dior" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Dior-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Dior-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Dior-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Dior-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Christian Dior presenta una collezione che parla di savoir faire attraverso un cortometraggio che porta la firma del talentuoso Matteo Garrone</p>
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<p>6 luglio 2020. Niente si ferma, tutto ricomincia. Questa è la premessa della collezione Haute Couture di <b>Christian Dior</b>. Quest’anno, però, le creazioni nate sotto la maestria creativa di Maria Grazia Chiuri non hanno potuto sfilare sulle passerelle di Parigi, ma sono state racchiuse e raccontate attraverso un cortometraggio. La direttrice artistica della Maison francese ha svelato come il dramma della pandemia abbia fatto nascere in lei l’esigenza di fuggire dalla realtà per cullarsi in una dimensione altra, fiabesca, sognante. Ed è proprio questa nuova dimensione psicologica, oseremmo dire forzata, che ha dato l’impulso creativo per dare forma a una <b>nuova rappresentazione artistica della Haute Couture</b>.</p>
<h3>Un cortometraggio firmato Matteo Garrone</h3>
<p>Il regista disegnato è <b>Matteo Garrone</b>, reso noto dal suo background nel mondo dell’arte, che ha tuttora delle influenze sulla sua <i>forma-mentis</i> da artista-artigiano, creatore di fiabe e condottiero nel mondo dei sogni. Il suo immaginario si lega alla storia di Dior, prima maison nel 1933 a fare una mostra di artisti surrealisti. <i>“Lui lavora sui film come io lavoro con l’haute couture”</i>, ha affermato in un’intervista Maria Grazia Chiuri, enfatizzando l’estrema passione che condivide con l’artista nella <b>cura minuziosa dei dettagli</b>, elemento che li lega al mondo dell’artigianato.</p>
<p>Il regista interpreta alla perfezione una collezione che parla di savoir faire. Il film è una fiaba che rimanda alla mitologia Greca. <b>Astratto, visionario, pittorico</b>: tre aggettivi con cui Matteo Garrone descrive il suo cortometraggio, dove la vera protagonista è l’intera collezione haute couture. Sono proprio gli abiti che intraprendono il loro viaggio nel mondo del sogno, trasportati all’interno di un baule con la facciata della sede storica Dior in Avenue Montaigne e presentati a figure mitologiche e fantastiche. Tutto rimanda all’eco del <i>Théâtre de la Mode, </i>periodo in cui i couturier francesi collaboravano con celebri artisti nella creazione di modelli di abiti in miniatura da esporre in mostre itineranti.</p>
<h3>Elemento chiave, il baule</h3>
<p><b>Il baule</b>, dunque, è un elemento chiave: promuove, fa scoprire, simboleggia l’identità del marchio. Maria Grazia Chiuri conferisce estrema dignità ai manichini di 40 centimetri, che rifiuta di chiamare “bambole”, svelando come ad essi sia stata riservata una cura maniacale perché riprodotti con le stesse identiche caratteristiche degli abiti della collezione. Le <b>miniature</b> sono di fatto una collezione, realizzate in scala con un approccio estremamente architettonico. Quando parla della collezione, la Chiuri cita Lee Miller, Dora Maar, Leonora Carrington, Jacqueline Lamba e Dorothea Tanning, che con le loro fotografie surrealiste l’hanno ispirata ad immaginare un modo diverso di presentare le creazioni.</p>
<p>L’eleganza, la sobrietà, i colori dei paesaggi scelti nel film fanno da cornice all’attitudine della collezione Haute Couture, che esalta il<b> plissettato</b>, le <b>forme guizzanti</b> e i <b>colori pieni e lucenti</b>. La sorpresa ultima? L’inserimento per la prima volta di un <b>abito da sposa</b>, simbolo estremo di maestria manifatturiera. Con questa collezione Maria Grazia Chiuri ha dimostrato come l’animo creativo non necessiti del contesto per emergere, ma sia anzi in grado di svincolarsi dai dettami delle consuetudini mutando sempre in una forma nuova e differente dalla precedente, senza mai perdere la sua essenza e genialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Tronconi</i></b></p>
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