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	<title>paris fashion week &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>paris fashion week &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Paris Fashion Week Fall/Winter 2026: Parigi accende i riflettori sulla stagione più attesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 23:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
		<category><![CDATA[fall winter 2026]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Set-di-moda-alla-Paris-Fashion-Week-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Set-di-moda-alla-Paris-Fashion-Week-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Set-di-moda-alla-Paris-Fashion-Week-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Set-di-moda-alla-Paris-Fashion-Week-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Set-di-moda-alla-Paris-Fashion-Week-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Paris Fashion Week FW 2026 si apre tra debutti cruciali, addii strategici e nuovi equilibri che stanno ridisegnando il sistema moda.</p>
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<p>Parigi inizia sempre prima delle passerelle. La <strong>Fashion Week Fall/Winter 2026</strong> si apre a inizio marzo, ma la sensazione è che il vero spettacolo sia già cominciato settimane prima, tra nomine, addii e debutti che stanno ridisegnando gli equilibri del sistema moda.</p>



<p>È una stagione di transizione, forse la più interessante degli ultimi anni. Non tanto per quello che vedremo, ma per chi lo sta firmando.</p>



<p><strong>La settimana dei debutti (quelli veri)</strong></p>



<p>Il nome che domina l’attesa è uno solo: <strong>Matthieu Blazy</strong> da Chanel.</p>



<p>Dopo il debutto couture di gennaio e una prima fase già osservatissima, questa è la stagione in cui si capirà davvero la direzione della maison più potente del lusso. Il suo lavoro non è solo creativo, è strategico: Chanel è un impero e Blazy è chiamato a riscriverne il linguaggio senza tradirlo.</p>



<p>Subito dietro, un altro nome pesa moltissimo: <strong>Jonathan Anderson</strong> da Dior, alla sua seconda stagione. È il momento più delicato per qualsiasi designer: confermare una visione o correggerla. E Dior non è un brand che concede tempo.</p>



<p><strong>Addii, ritorni e movimenti sotterranei</strong></p>



<p>Questa Paris Fashion Week è anche segnata da un addio importante: <strong>Pieter Mulier</strong> presenta la sua ultima collezione da Alaïa prima del passaggio a Versace.</p>



<p>Non è solo un cambio di direzione, è un segnale. I grandi gruppi stanno rimescolando le carte e Parigi è il punto di osservazione privilegiato per capire chi salirà davvero di livello nei prossimi anni.</p>



<p>Nel frattempo, ci sono anche assenze che fanno rumore: Valentino resta fuori calendario (Roma), ma soprattutto mancano player come Maison Margiela e Sacai, segno di un sistema che sta diventando più selettivo, meno saturo, forse più strategico.</p>



<p><strong>I ritorni e i nuovi ingressi</strong></p>



<p>Tra le curiosità più interessanti c’è il ritorno di Off-White a Parigi dopo una parentesi newyorkese. Un movimento che dice molto su dove si sta spostando il baricentro creativo.</p>



<p>Accanto ai big, emergono anche nuovi nomi da tenere d’occhio: brand come <strong>Litkovska</strong> o <strong>Situationist</strong> entrano nel calendario portando una sensibilità diversa, più internazionale, meno legata al classicismo parigino.</p>



<p>E poi c’è tutta la scena “parallela” del Palais de Tokyo, dove una nuova generazione di designer — ancora lontana dai riflettori mainstream — sta costruendo linguaggi più radicali e sperimentali.</p>



<p><strong>I big: confermare o rischiare</strong></p>



<p>Se i debutti attirano l’attenzione, i grandi nomi sono chiamati a qualcosa di più difficile: non deludere.</p>



<p>Saint Laurent continua il suo percorso di sottrazione e rigore, Louis Vuitton resta uno dei finali più attesi del calendario, mentre Balenciaga è sempre osservato speciale, tra provocazione e ridefinizione del proprio ruolo.</p>



<p>E poi c’è Miu Miu, che negli ultimi mesi ha dimostrato di saper influenzare il mercato più di molti altri brand “storici”.</p>



<p><strong>Una settimana che parla già prima di iniziare</strong></p>



<p>Questa non è una Fashion Week normale.</p>



<p>È una settimana che racconta un sistema in trasformazione, dove il peso non è più solo nelle collezioni, ma nelle scelte strategiche, nei movimenti dei direttori creativi, nelle assenze e nei ritorni.</p>



<p>Le sfilate devono ancora iniziare, ma una cosa è già chiara: Parigi non sarà tanto il luogo delle tendenze, quanto quello delle <strong>nuove gerarchie</strong>.</p>



<p>La Paris Fashion Week Fall/Winter 2026 si apre così: con più domande che risposte.</p>



<p>Chi definirà davvero questa stagione? I nuovi direttori creativi o le maison storiche?</p>



<p>Come sempre, sarà Parigi a decidere. Ma questa volta, la partita sembra più aperta che mai.</p>
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		<title>Jacquemus porta a Parigi un’eleganza rilassata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 14:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Jacquemus]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/JACQUEMUS--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/JACQUEMUS--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/JACQUEMUS--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/JACQUEMUS--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/JACQUEMUS-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Jacquemus porta a Parigi un menswear elegante e contemporaneo tra minimalismo e dettaglio.</p>
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<p>Ieri, durante la Paris Fashion Week Uomo, Jacquemus presenta la collezione Autunno-Inverno 2026/27 per l’uomo, confermando la sua capacità di combinare minimalismo, senso del dettaglio e un’eleganza spontanea. La passerella si svolge nel cuore della capitale francese e attrae un pubblico internazionale di ospiti e appassionati di moda.&nbsp;</p>



<p><strong>Un ready-to-wear che parla quotidiano</strong></p>



<p>La collezione uomo di Jacquemus interpreta il guardaroba maschile in modo accessibile e raffinato, con silhouette che privilegiano linee pulite e proporzioni equilibrate. Il messaggio stilistico porta avanti la visione personale del direttore creativo Simon Porte Jacquemus: un menswear che non rinuncia a una cifra estetica riconoscibile pur rimanendo funzionale e indossabile.&nbsp;</p>



<p><strong>Palette e materiali di stagione</strong></p>



<p>I capi presentati alternano tonalità neutre e terrose a tocchi cromatici più intensi che spezzano la sobrietà, creando un senso di ritmo nella sequenza dei look. I materiali, dalle lane più rigide alle maglierie morbide, mostrano un equilibrio tra comfort e struttura, mentre i dettagli sartoriali restano discreti ma curati, riflettendo una moda che guarda sia all’estetica che alla praticità.&nbsp;</p>



<p><strong>Il pubblico e il clima della sfilata</strong></p>



<p>L’evento attira una platea eterogenea, tra figure della moda, influencer internazionali e personalità dello spettacolo, confermando l’appeal globale del marchio. Le immagini condivise sui social e dalle agenzie fotografiche mostrano un clima vivace, con ospiti che incarnano lo spirito della collezione attraverso outfit contemporanei e curati nei dettagli.&nbsp;</p>



<p><strong>Jacquemus nel contesto della settimana della moda</strong></p>



<p>La sfilata di Jacquemus si inserisce in un calendario in cui molti brand puntano sul tailoring rivisitato e sull’eleganza quotidiana, riflettendo una stagione in cui il menswear riesce a bilanciare tradizione e innovazione. In questo contesto, Jacquemus si distingue per una visione coerente che pone l’accento sull’equilibrio tra estetica minimalista e dettagli significativi, creando un menswear accessibile ma distintivo.&nbsp;</p>
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		<title>Magliano debutta a Parigi con un menswear poetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 15:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Magliano]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Magliano-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Magliano-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Magliano-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Magliano-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Magliano.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Magliano debutta a Parigi con un menswear intimo che unisce poesia, quotidianità e identità.</p>
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<p>Domenica, durante la Paris Fashion Week Uomo, Magliano porta in passerella la collezione Autunno-Inverno 2026/27 segnando un passaggio cruciale nel percorso del brand. Il debutto parigino conferma la crescita di una visione stilistica che parla di intimità, provincia e quotidianità, traducendo la tradizione italiana in un linguaggio profondamente contemporaneo.</p>



<p><strong>Un debutto che consolida una visione</strong></p>



<p>La sfilata di Parigi rappresenta per Magliano un momento di maturità. Il brand sceglie un contesto internazionale per ribadire la propria identità, senza snaturarla. L’approccio resta narrativo e personale: ogni look sembra raccontare una storia vissuta, fatta di abitudini, gesti e silenzi. La passerella non cerca l’effetto, ma la coerenza, costruendo un racconto che si sviluppa con naturalezza.</p>



<p><strong>L’uomo Magliano in passerella</strong></p>



<p>L’uomo immaginato da Luca Magliano sfila con un’attitudine rilassata e disinvolta. Mani in tasca, postura sciolta, sguardo calmo: il corpo non è costretto, ma accompagna l’abito. Le silhouette sono morbide, spesso destrutturate, e restituiscono un’idea di mascolinità lontana da rigidità e imposizioni. È un menswear che privilegia il comfort emotivo oltre a quello fisico.</p>



<p><strong>Capi quotidiani, riletti con poesia</strong></p>



<p>La collezione lavora su elementi familiari: cappotti, camicie, maglieria, completi sartoriali. Tutto appare riconoscibile, ma mai prevedibile. I volumi sono studiati per sembrare vissuti, i tessuti evocano una dimensione domestica e reale. Magliano continua a trasformare il quotidiano in gesto stilistico, mantenendo una tensione costante tra memoria e presente.</p>



<p><strong>Parigi come nuovo capitolo</strong></p>



<p>La scelta di presentare a Parigi non è solo simbolica, ma strategica. La capitale francese diventa lo spazio ideale per amplificare un messaggio già solido, senza comprometterne l’autenticità. Con questa sfilata, Magliano rafforza il proprio posizionamento nel panorama internazionale del menswear, dimostrando come una visione intima e italiana possa dialogare con il pubblico globale.</p>
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		<title>Hermès chiude un’era con eleganza senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 14:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[hermes]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Hermes--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Hermes--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Hermes--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Hermes--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Hermes-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Hermès celebra l’ultimo menswear di Nichanian con collezione elegante, sobria e senza tempo.</p>
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<p>Venerdì alla Paris Fashion Week Uomo, Hermès presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, evento particolarmente significativo perché segna l’ultima sfilata menswear di Véronique Nichanian dopo 37 anni alla guida del settore maschile del marchio. La presentazione si svolge al Palais Brongniart, davanti a una platea di personalità del mondo della moda, dello spettacolo e della cultura.&nbsp;</p>



<p><strong>Un saluto all’eleganza Hermès</strong></p>



<p>La collezione evocata è un’evoluzione della visione estetica di Hermès: raffinata, costruita su silhouette classiche e materiali lussuosi, ma concepita per durare nel tempo. Nichanian focalizza l’attenzione sul guardaroba quotidiano dell’uomo contemporaneo, con pezzi pensati per essere funzionali, eleganti e senza tempo. Non c’è enfasi su loghi vistosi o mode effimere: l’accento resta sulla qualità e sulla sobrietà, che da sempre caratterizzano l’identità Hermès.&nbsp;</p>



<p><strong>Materiali e dettagli che raccontano esperienza</strong></p>



<p>La palette cromatica della stagione si mantiene sofisticata e pacata, dominata da nero, navy, taupe e kaki, con occasionali tocchi di colore per vivacizzare la messa in scena. I materiali, da seta e cashmere a pelle di vitello, shearling e coccodrillo, sottolineano la maestria artigianale del marchio. I capi includono turtleneck in seta abbinati a pantaloni in pelle, cappotti foderati in shearling e giacche sartoriali che dialogano con tessuti tecnici e strutture classiche.&nbsp;</p>



<p><strong>Archivio e continuità estetica</strong></p>



<p>Nichanian inserisce nel contesto anche alcuni pezzi d’archivio provenienti da collezioni passate, come una jumpsuit in coccodrillo del 1991 o giacche iconiche di decenni precedenti. Questi riferimenti non suonano nostalgici, ma evidenziano come il design Hermès sia stato costruito per durare, e come i capi di ieri possano ancora dialogare con quelli di oggi. È un modo per celebrare continuità e coerenza creativa piuttosto che chiudere con una frattura netta.&nbsp;</p>



<p><strong>Un passaggio di testimone storico</strong></p>



<p>La sfilata assume una valenza storica anche perché annuncia il passaggio di testimone alla Grace Wales Bonner, nominata nel 2025 come nuova direttore creativo del menswear Hermès, la prima donna nera a guidare una grande maison. Il suo debutto è atteso con grande curiosità nel calendario successivo, segnando l’inizio di una nuova era per la maison.&nbsp;</p>
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		<title>Isabel Marant riscopre l’essenziale a Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 15:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Isabel Marant]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Isabel-marant--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Isabel-marant--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Isabel-marant--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Isabel-marant--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Isabel-marant-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Isabel Marant a Parigi racconta un menswear essenziale tra archetipi e modernità misurata.</p>
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<p>Sabato, durante la Paris Fashion Week Uomo, Isabel Marant presenta la sua collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, firmata da Kim Bekker. Lo show sviluppa un menswear che recupera le radici dell’eleganza quotidiana, rielaborandole attraverso archetipi classici e un’estetica che guarda ai codici degli anni ’90 con modernità.&nbsp;</p>



<p><strong>Un percorso verso l’essenziale</strong></p>



<p>La collezione si costruisce attorno a una visione di semplicità smisurata, in cui ogni capo nasce da una riflessione sugli archetipi del guardaroba maschile. Bekker lavora su forme ancestrali come la t-shirt bianca perfetta, i denim calibrati e la chore jacket, pezzi simbolici capaci di incarnare una “normalità elevata”. Le silhouette risultano immediate e funzionali, lontane da costruzioni ingombranti e più vicine a un realismo sartoriale quotidiano.&nbsp;</p>



<p><strong>Palette desertica e materiali familiari</strong></p>



<p>La palette cromatica della passerella privilegia tonalità sabbiose e calde, richiamando i deserti di “On The Road” e dando un senso di coerenza visiva all’intera linea. I tessuti, dal denim al cotone robusto, con inserti di pelle nei dettagli, evocano una materia che dialoga con l’ambiente e l’esperienza quotidiana dell’uomo. I volumi risultano misurati, con pantaloni e giacche studiati per adattarsi senza costrizione.&nbsp;</p>



<p><strong>Un equilibrio tra informale e sartoriale</strong></p>



<p>La proposta di Marant sfuma i confini tra formalità e casual, offrendo un guardaroba che può adattarsi a molte occasioni senza perdere identità. Le costruzioni sartoriali sono presenti ma non invadenti, mentre l’uso di tagli classici vive accanto a dettagli più rilassati e spontanei. Questo dialogo sottile tra ordine e disinvoltura restituisce una visione di menswear che è contemporanea ma senza forzature stilistiche.&nbsp;</p>



<p><strong>Una visione coerente per l’uomo contemporaneo</strong></p>



<p>Con questo show, Isabel Marant conferma la propria capacità di reinterpretare l’abito maschile in chiave autentica, ponendo l’accento sull’idea di vestire piuttosto che di esibire. La collezione si pone come una riflessione su ciò che conta davvero nel vestire quotidiano: funzionalità, coerenza e un’estetica che non prescinde dalla vita reale.&nbsp;</p>
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		<title>Ungaro torna in passerella a Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 15:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ungaro presenta a Parigi un menswear elegante che unisce sartoria, comfort e visione contemporanea.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ungaro.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Sabato, durante la Paris Fashion Week Uomo, Ungaro presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, riaffermando la propria presenza nel calendario maschile parigino. La sfilata segna un momento di consolidamento per il brand, che porta in scena un menswear elegante e strutturato, capace di dialogare con il presente senza perdere il legame con il proprio heritage.</p>



<p><strong>Un ritorno che guarda alla contemporaneità</strong></p>



<p>La proposta di Ungaro si muove lungo una linea di equilibrio tra tradizione e modernità. Il linguaggio sartoriale resta centrale, ma viene alleggerito e adattato a una visione più fluida e urbana. La collezione riflette il desiderio di costruire un guardaroba maschile versatile, pensato per accompagnare l’uomo contemporaneo nei diversi momenti della quotidianità, senza rinunciare a una forte identità stilistica.</p>



<p><strong>Silhouette morbide e costruzioni precise</strong></p>



<p>In passerella sfilano completi dal taglio deciso ma non rigido, capispalla importanti e giacche strutturate che dialogano con pantaloni più morbidi. Le proporzioni giocano su contrasti controllati, creando un equilibrio tra rigore e comfort. I volumi sono studiati per dare carattere al corpo senza costringerlo, mentre l’attenzione ai dettagli costruttivi rivela una cura sartoriale che resta uno dei tratti distintivi della maison.</p>



<p><strong>Colore e materia come strumenti narrativi</strong></p>



<p>La palette cromatica alterna toni neutri e urbani ad accenti più intensi, utilizzati per dare profondità e ritmo alla collezione. I materiali contribuiscono a costruire un’immagine di eleganza funzionale, pensata per un contesto cittadino e internazionale. Tessuti strutturati convivono con superfici più morbide, suggerendo un menswear che non rinuncia alla raffinatezza ma si apre a una dimensione più dinamica.</p>



<p><strong>Ungaro nel panorama del menswear parigino</strong></p>



<p>Con questa sfilata, Ungaro rafforza il proprio posizionamento all’interno della Paris Fashion Week Uomo, proponendo una visione coerente e riconoscibile. In una stagione caratterizzata da sperimentazioni e ritorni all’essenziale, il brand sceglie la strada della solidità stilistica, riaffermando il valore della sartoria come linguaggio attuale. Una collezione che non cerca l’eccesso, ma punta sulla continuità e sull’eleganza come forma di espressione contemporanea.</p>
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		<title>Comme des Garçons Homme Plus esplora il vuoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 15:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Comme des Garçons Homme Plus]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Comme des Garçons Homme Plus usa il vuoto per ridefinire sartoria, corpo e concetto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Comme-des-Garcons-Homme-Plus-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Sabato, durante la Paris Fashion Week Uomo, Comme des Garçons Homme Plus presenta la collezione Autunno-Inverno 2026/27 firmata da Rei Kawakubo. Lo show si impone come uno dei momenti più radicali della settimana, portando in passerella una riflessione concettuale sul vuoto, sulla trasformazione e sulla ciclicità della creazione.</p>



<p><strong>“Black Hole” come punto di partenza concettuale</strong></p>



<p>La collezione si sviluppa attorno al tema Black Hole, metafora cosmica che diventa strumento narrativo. Il buco nero rappresenta uno spazio di distruzione e rinascita, un luogo in cui le forme si dissolvono per ricomporsi. Kawakubo utilizza questo concetto per smontare la sartoria tradizionale e riassemblarla in nuove strutture, dove l’assenza diventa parte integrante del design. Il vuoto non è negazione, ma possibilità.</p>



<p><strong>La giacca come architettura instabile</strong></p>



<p>Il cuore della collezione è la decostruzione del completo maschile. Giacche aperte sulla schiena, tagli asimmetrici, cuciture esposte e proporzioni alterate trasformano il tailoring in un esercizio architettonico. I capi sembrano sospesi tra costruzione e collasso, rivelando l’interno e mettendo in discussione l’idea stessa di protezione. La sartoria non viene distrutta, ma portata a un livello di astrazione estrema.</p>



<p><strong>Corpo, teatralità e materia</strong></p>



<p>Il corpo diventa supporto narrativo. I modelli sfilano con posture rigide, parrucche e maschere che accentuano la dimensione performativa dello show. Tessuti pesanti convivono con materiali leggeri come il pizzo, creando contrasti visivi e tattili. Il nero domina la prima parte della sfilata, mentre il finale introduce il bianco, suggerendo un passaggio simbolico dall’oscurità alla luce, dalla compressione alla liberazione.</p>



<p><strong>Un manifesto contro l’omologazione</strong></p>



<p>Con questa collezione, Comme des Garçons Homme Plus ribadisce il proprio ruolo di avanguardia assoluta nel menswear. In un panorama sempre più orientato alla vestibilità e alla rassicurazione, Kawakubo sceglie la strada della rottura, proponendo la moda come strumento critico e concettuale. Lo show non cerca consenso immediato, ma impone una riflessione sul senso stesso dell’abito e della forma.</p>
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		<title>Rick Owens, forza e parodia nella moda contemporanea</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/fashion/rick-owens-forza-e-parodia-nella-moda-contemporanea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 16:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[Rick Owens]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Rick Owens a Parigi fonde potere, ironia e artigianalità in una visione audace.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Rick-owens.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Venerdì alla Paris Fashion Week Uomo, Rick Owens presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, intitolata Tower e mostrata al Palais de Tokyo. Lo show porta in scena il linguaggio radicale e provocatorio che da sempre contraddistingue il designer: un’estetica di contrasti che fonde armature di ispirazione militare, silhouette oscure e dettagli artigianali, trasformando la passerella in una dichiarazione estetica e concettuale.&nbsp;</p>



<p><strong>Un’architettura di forza e ironia</strong></p>



<p>La collezione si muove tra protezioni e provocazioni: asciutte linee che richiamano l’uniforme militare si confrontano con elementi volutamente esagerati, come stivali da polizia iper-gonfi e dettagli che sembrano parodie di autorità. Questo gioco di contrasti non è gratuito, ma una riflessione ironica sull’idea stessa di potere e controllo nelle società contemporanee, presentato con una visione poetico-brutale tipica di Owens.&nbsp;</p>



<p><strong>Materiali, volumi e contrasti</strong></p>



<p>I materiali giocano un ruolo fondamentale nel narrare questa tensione: kevlar, pelli lucide e cuoi strutturati convivono con lane spesse e tessuti artigianali provenienti da collaborazioni con atelier specializzati. Alcuni capi modulari si aprono o si scompongono, rivelando lunghe vesti interne o giacche componibili, mentre texture diverse danno corpo a contrasti forti e visivi. Ogni pezzo diventa così un elemento narrativo, sospeso tra brutalismo industriale e sofisticazione artigianale.&nbsp;</p>



<p><strong>Collaborazione e artigianalità</strong></p>



<p>A Emilian tre dimensioni dell’estetica Owens vengono messe in evidenza dalle collaborazioni con creativi esterni: giacche flight di shearling net, maglieria realizzata a mano e maschere macramé frutto di ore di lavoro. Questo approccio comunitario e cooperativo riflette la volontà del designer di aprire il proprio processo creativo a nuove energie, integrandole nella visione centrale della collezione.&nbsp;</p>



<p><strong>Contesto e posizione nella moda contemporanea</strong></p>



<p>La sfilata conferma Rick Owens come una delle voci più distintive e influenti nell’attuale scena del menswear. In un periodo in cui molte collezioni si orientano verso funzioni pratiche o formalismi tradizionali, Owens continua a proporre un’estetica che non teme la contraddizione, l’ironia o la critica sociale, trasformando ogni abito in una dichiarazione e ogni passo in passerella in un gesto estetico e simbolico.&nbsp;</p>
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		<title>Yohji Yamamoto trasforma la passerella in un ring</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 16:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[Yohij yamamoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Yohji Yamamoto trasforma la passerella in un ring poetico tra moda e tensione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Yohji-Yamamoto.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Venerdì, durante la Paris Fashion Week Uomo, Yohji Yamamoto presenta la sua collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, confermando il ruolo iconico di Yohji Yamamoto Pour Homme nella moda contemporanea. Lo show si distingue per un linguaggio visivo intenso e teatrale che trasforma la passerella in un’arena metaforica di lotta tra tensione e grazia.&nbsp;</p>



<p><strong>Un ring più che una passerella</strong></p>



<p>Nel cuore della sfilata spiccano due double-end speed ball da boxe, collocate come elementi centrali dello spazio scenico. I modelli interagiscono con questi oggetti nel corso della presentazione, toccandoli, sfiorandoli o addirittura colpendoli, trasformando la passerella in un “ring terapeutico”. Questo uso simbolico richiama la tensione tra resistenza fisica e grazia sartoriale: la moda come luogo di confronto, riflessione e rito.&nbsp;</p>



<p><strong>Silhouette ampie e layering poetico</strong></p>



<p>La collezione resta fedele alla cifra stilistica di Yamamoto: silhouette soverchiate e stratificate, tagli irregolari, patchwork complessi e sovrapposizioni ponderate che esaltano la bellezza dei tessuti “vissuti”. I capi giocano con volumi oversize e texture profonde, creando un ritmo visivo che unisce poesia e forza. L’uso di tonalità scure e materiali ricchi costruisce un guardaroba che parla di introspezione e ritmo, non di moda effimera.&nbsp;</p>



<p><strong>L’equilibrio tra resistenza e fluidità</strong></p>



<p>In questa collezione, la tensione tra forza e leggerezza è centrale. L’estetica del pugilato, con la sua dinamica fisica e mentale, diventa un paradigma per il linguaggio sartoriale di Yamamoto: resistenza all’intemperie, movimento controllato e fluidità poetica. I tessuti dialogano con il corpo in modo dinamico, suggerendo che vestire non è solo coprire, ma muoversi con consapevolezza attraverso lo spazio e il tempo.&nbsp;</p>



<p><strong>Un messaggio di bellezza imperfetta</strong></p>



<p>Con questa sfilata alla Paris Fashion Week Uomo, Yohji Yamamoto conferma ancora una volta la sua visione radicale: la moda come percorso, non come imposizione estetica. La collezione invita ad abbracciare la bellezza imperfetta, l’azione come espressione e l’abito come ponte tra corpo e pensiero. Non si tratta di seguire tendenze, ma di esplorare il modo in cui la forma, l’energia e la resistenza si intrecciano nei gesti quotidiani.&nbsp;</p>
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		<title>Dries Van Noten reinterpreta il menswear a Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Dries Van Noten]]></category>
		<category><![CDATA[paris fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Dries-Van-Noten--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Dries-Van-Noten--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Dries-Van-Noten--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Dries-Van-Noten--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Dries-Van-Noten-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dries Van Noten reinterpreta l’uomo contemporaneo con una visione sartoriale matura e consapevole.</p>
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<p>Venerdì alla Paris Fashion Week Uomo, Dries Van Noten presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, un racconto di stile che unisce spirito accademico, memoria e spirito contemporaneo. Sotto la direzione creativa di Julian Klausner, la maison rinnova il proprio menswear esplorando nuove forme e proporzioni, mantenendo forte il proprio DNA sartoriale e intellettuale.&nbsp;</p>



<p><strong>Una collezione che parla di crescita</strong></p>



<p>La proposta di Dries Van Noten si concentra sull’idea di un uomo in transizione, di una figura che si evolve passo dopo passo. Ogni capo sembra raccontare un momento di crescita personale e stilistica: dai capispalla alle maglierie, l’attenzione è rivolta a proporzioni che evocano movimento e trasformazione. La narrativa immaginata da Klausner riflette una fase di scoperta e di esplorazione, quasi come un viaggio verso l’autonomia e l’identità.&nbsp;</p>



<p><strong>Stampe, colori e stratificazioni</strong></p>



<p>La palette cromatica gioca con toni terrosi, tonalità calde alternate a neutrali più profondi e occasionali esplosioni di colore che interrompono il ritmo senza stravolgerlo. Le stampe e le texture ricordano l’estetica classica rivisitata; stratificazioni di tessuti diversi e mix di pattern creano un equilibrio tra rigore e sperimentazione. L’uso accurato di maglieria, dettagli geometrici e lavorazioni testurizzate contribuisce a una visione che resta elegante ma piena di personalità.&nbsp;</p>



<p><strong>Tailoring e proporzioni reinterpretate</strong></p>



<p>La collezione dimostra una grande padronanza del tailoring, ma lo fa con un approccio fresco. I capi strutturali come cappotti e giacche vengono accostati a pantaloni più fluidi e accessori pensati per rompere gli schemi tradizionali dell’abito classico. I volumi giocano con la percezione: alcune silhouette risultano ampie e avvolgenti, altre più nette e precise, creando un dialogo tra tradizione sartoriale e un’estetica contemporanea libera da dogmi.&nbsp;</p>



<p><strong>Un messaggio di eleganza consapevole</strong></p>



<p>Con questa collezione, Dries Van Noten conferma la propria capacità di interpretare il menswear come un linguaggio culturale oltre che estetico. Il messaggio non è solo stilistico, ma riflette la consapevolezza di un marchio che intreccia memoria, artigianato e visione contemporanea. L’uomo che emerge dalla passerella è riflessivo, curioso e profondamente connesso alla sua identità, in equilibrio tra passato e futuro.</p>
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