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	<title>OP·PO vincitrice concorso &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>OP·PO: la seduta vincitrice di “Sitting Muses, una seduta per i musei”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 11:01:02 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/op-po-la-seduta-vincitrice-di-sitting-muses-una-seduta-per-musei/">OP·PO: la seduta vincitrice di “Sitting Muses, una seduta per i musei”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Lo scorso maggio, l’<b>Associazione MuseoCity</b> ha lanciato il <b>concorso “Sitting Muses, una seduta per i musei”</b>, vinto da un gruppo di studenti del <b>POLI.design</b>. Con la loro seduta leggera, maneggevole ed eco-sostenibile hanno saputo attirare l’attenzione dei membri giudicanti tra oltre trenta progetti presentati.</p>
<h3>I protagonisti del concorso</h3>
<p>Il concorso è stato reso possibile grazie al sostegno di <b>Intesa Sanpaolo</b> e con il patrocinio di <b>ADI</b>, Associazione per il Disegno Industriale. Ad essere chiamati in causa sono stati invece <b>oltre cento studenti </b>del triennio appartenenti ad importanti scuole italiane di Design. Una grande opportunità, pertanto, messa a disposizione in un periodo alquanto complicato anche e soprattutto per il mondo dell’arte e della progettazione. Un gruppo di giovani studenti del POLI.design ha dimostrato tuttavia l’impronta e l’importanza del genio della creatività anche in periodi difficili e poveri di stimoli. <b>Maria Avgerinou</b>, <b>Wenny Hudarso</b>, <b>Xin Dean</b> e <b>Waleska Galdamez </b>hanno progettato la seduta vincente, affiancati da altri quattro progetti finalisti, anch’essi premiati. Tra questi, due provenienti dalla Domus Academy: <b>Seatcroll</b>, di Chengyuan Ma e <b>Ori Chair</b> di Karthik Nandimandalam. <b>Cavalletto</b> è invece firmato Davide Biancucci, della Scuola del Design del Politecnico di Milano, e <b>Basket Chair</b> nasce dalla creatività di Giuseppe Rocca di NABA.</p>
<p>Si è infatti trattato di una prova di creatività e innovazione non indifferente, giudicata da una commissione di professori, designer ed esperti del settore. Tra loro <b>Fulvio Irace</b>, Storico e Docente al Politecnico di Milano;<b>Silvana Annicchiarico</b>, Design Curator; <b>Gianni Arduini</b>, Designer e Professore. E ancora <b>Michele De Lucchi</b>, Architetto; <b>Peter Hefti</b>, Design Management Consultant e <b>Alessandra Quarto</b>, Vice Direttore Pinacoteca di Brera. Al gruppo vincitore è spettato un <b>premio di 2.500 euro</b> e la <b>realizzazione della seduta</b> progettata in venti esemplari da parte dell’azienda <b>TECNO</b>. Un numero limitato di sedute, quindi, che entro <b>marzo 2021</b> occuperanno un posto speciale. In occasione della <b>tre giorni Milano MuseoCity</b>, le sale di <b>Gallerie d&#8217;Italia</b> in Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, ospiteranno le OP·PO.</p>
<h3>Versatilità e sostenibilità produttiva</h3>
<p>“Sitting Muses, una seduta per i musei” è stato un concorso pensato per chi ama visitare musei e gallerie d’arte senza rinunciare alla <b>comodità</b>. Le lunghe pause di riflessione e ammirazione davanti a creazioni e installazioni artistiche, possono infatti risultare un incomodo effetto collaterale. A rendere piacevole anche una permanenza prolungata nei luoghi di cultura, ci hanno pertanto pensato gli oltre trenta progetti presentati dai partecipanti. In particolare, la seduta vincitrice OP·PO è <b>leggera</b> e <b>facilmente trasportabile</b>, così da potersi accomodare in diversi punti di osservazione e meditazione delle mostre presentate.</p>
<p>Grazie al suo <b>design minimale</b> ed <b>elegante</b>, questa seduta si presta con stile alla fusione con l’ambiente circostante senza rubare l’attenzione alle opere protagoniste. Fine, <b>stilizzata </b>ed<b> essenziale</b>, sicuramente un ottimo modo per uscire dal museo senza stanchezza o mal di schiena. Composta da due tubolari di acciaio e due prismi che fungono da seduta e schienale, la OP·PO oltre che facile da spostare è <b>agevolmente impilabile</b>.</p>
<p>Ma oltre che funzionale è anche <b>amica dell’ambiente</b>. Il materiale principale di cui è costituita è infatti il <b>sughero</b>, <b>biodegradabile</b> e facile da manipolare, lavorato con <b>tecniche basilari ed eco-sostenibili</b>. Una <b>sostenibilità produttiva</b> e <b>riciclabilità</b> dei componenti base disassemblati, che insieme a classe e funzionalità rendono OP·PO il sogno degli amanti dell’arte in mostra. Pertanto, se siete indecisi tra una domenica di lettura sul divano o una visita culturale, con la OP·PO la scusa del comodo relax è ormai archiviata. L’arte è un piacere per gli occhi e per l’anima, e questa seduta rende piacevole anche andare ad ammirarla!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Greta Masè</i></b></p>
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