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	<title>Nicolas Bedos &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Promenade de Santé, Timi e Mascino tra eros e psichiatria</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 15:16:31 +0000</pubDate>
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<p>Reduce da una standing ovation nella giornata del debutto al Teatro delle Muse di Ancona, la pièce del regista e drammaturgo francese <b>Nicolas Bedos</b> (La Belle Epoque, nel 2019) è pronta ad approdare sul palcoscenico del <b>Teatro Parenti</b> di Milano con dieci imperdibili date, a partire dal 22 Ottobre. <b>Promenade de Santé</b> è lo spettacolo delle tante prime volte: la prima volta che due amici come <b>Filippo Timi e Lucia Mascino</b> recitano da soli sul palco dopo anni di lavori insieme, la prima volta al Teatro delle Muse per la Mascino e, soprattutto, la prima volta in prosa del regista <b>Giuseppe Piccioni</b>. Piccioni è noto al pubblico per la sua innata sensibilità, qualità che gli è stata molto d’aiuto in Promenade de Santé, dove è stato abile nel trasferire la sua esperienza dietro la macchina da presa.</p>
<p>L’istrionico regista ha riflettuto molto prima di scegliere l’opera per la sua prima esperienza teatrale, valutando punti in comune con la sua personalità, con il suo passato cinematografico e con le condizioni di vita dei giorni d’oggi. La pièce di Bedos si è rivelata la scelta più appropriata in quanto non si tratta di un testo semplice, che lo si legge e già se ne comprende l’intero significato, bensì va <b>analizzato</b>, parola per parola, al fine di ghermire ogni sfaccettatura, dalle più ironiche alle più insidiose.</p>
<h3>La complicità tra Filippo Timi e Lucia Mascino</h3>
<p><b>Filippo Timi e Lucia Mascino</b> sono perfetti per interpretare i protagonisti di questa “Passeggiata di Salute”. La <b>complicità</b> palpabile tra i due attori e la loro continua voglia di rinnovare il mestiere, anche sbagliando se capita, e rischiando alla volta della continua ricerca di un briciolo di verità sulla scena, si è rivelata la chiave di volta per Piccioni, il quale aveva già avuto modo di lavorare cinematograficamente con Timi e Mascino. Il regista tiene molto a questo spettacolo pervaso di vita vera, e si diverte a dire che si sente come un bimbo di fronte ad una tavola imbandita di pasticcini, che porta non solo goduria al palato ma anche alla vista, come una sorta di <b>giostra dei sensi</b>.</p>
<h3>L’amore come malattia, un contagio da cui non può prescindere l’esistenza umana</h3>
<p>Il testo <b>spudorato e coinvolgente</b> descrive due personalità tanto opposte quanto affini dal punto di vista delle problematiche che li accomunano. Un uomo alcolizzato, fedifrago ed erotomane (Filippo Timi) e una bella ballerina che soffre di depressione, ninfomania e allucinazioni (Lucia Mascino) un giorno si ritrovano a parlare su una panchina del parco di una casa di recupero per disturbi mentali e immediatamente tra i due scatta la scintilla. I dialoghi tra i due rendono l’<b>attrazione carnale</b> ancora più esplicita e trasformano il tempo che scorre veloce in un <b>crescendo continuo di emozioni</b>. Il rapporto tra i protagonisti va veloce e si tramuta in un <b>amore sregolato e senza confini</b>. Timi e Mascino sono due personalità fragili, che singolarmente non riuscirebbero a sconfiggere il malessere e gli squilibri mentali che da tempo li affliggono, mentre stando insieme affrontano numerose problematiche. Trovano la quadra perfetta per essere folli soltanto come coppia e così stabilizzarsi, anche perché da se stessi non si guarisce mai del tutto.</p>
<p><b>Leggerezza e profondità</b> sono le parole chiave per far vivere una storia sentimentale attuale ed avvincente sull’amore, che è sempre un po’ legato alla follia. La pièce di Bedos tocca temi forti ma non perde lucidità nel farlo e, grazie alla vena di comicità, rappresenta uno <b>spaccato di quotidianità</b>. La ben curata fusione tra realtà e finzione si nasconde dietro la sola condizione di disturbo mentale. Giuseppe Piccioni ha raggiunto il suo scopo e deve ritenersi soddisfatto di questa sua prima esperienza lontano dalla macchina da presa; ha lavorato con attori che proprio come lui vedono il cuore nella propria ricerca, ed è riuscito nell’intento di discostarsi dal portare in scena le problematiche di contagio di cui si parla giornalmente, mettendo invece in mostra un altro tipo di contagio, quello amoroso, che è sì appassionante, ma non sempre presenta un lieto fine.</p>
<p>Informazioni dettagliate su date, orari e prezzi sono consultabili sul sito del Teatro Parenti: <a href="http://www.teatrofrancoparenti.it">www.teatrofrancoparenti.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>La Belle Époque, uno scintillante viaggio nel tempo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 13:26:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/11/La-Belle-Époque-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La Belle Époque" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/11/La-Belle-Époque-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/11/La-Belle-Époque-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/11/La-Belle-Époque-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/11/La-Belle-Époque-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Mercoledì 6 novembre esce nei cinema il nuovo film del regista francese Nicolas Bedos, La Belle Époque, con un cast ricco di stelle del cinema francese</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/la-belle-epoque-uno-scintillante-viaggio-nel-tempo/">La Belle Époque, uno scintillante viaggio nel tempo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<h3>Nicolas Bedos, un regista di talento</h3>
<p>Dopo il successo di “Monsieur et Madame Adelman” del 2017, Nicolas Bedos si lancia nella realizzazione del suo secondo film, dalle altissime aspettative. Sono numerose le persone che vorrebbero <b>tornare indietro</b> o aver vissuto in un’<b>altra epoca</b>. Grazie al giovane regista francese diventa possibile persino viaggiare nel tempo. È tutt’altro che un film fantastico, La Belle Époque ci fa girare in un mondo realistico. Possiamo affermarlo grazie alla <b>scrittura precisa e ponderata</b> di Nicolas Bedos. Il regista non lascia nulla al caso sia per i dialoghi che per la decorazione, per la luce e il ritmo; il tutto è <b>ben pensato</b>.</p>
<h3>La Belle Époque, nostalgia del tempo passato</h3>
<p><b>Fanny Ardant</b> e <b>Daniel Auteuil</b> interpretano Margot e Victor, un’anziana coppia di intellettuali in conflitto. Ormai sono stanchi della vita quotidiana ed incapaci di convivere con i reciproci modi di essere. Lui è un fumettista disoccupato che rifiuta il presente, mentre lei vuole andare avanti. Nel tentativo di mediare le ormai radicate incomprensioni interviene il figlio. Con l’aiuto del suo amico Antoine, interpretato da <b>Guillaume Canet</b>, offre al padre la possibilità di ricreare un’epoca da lui scelta. Antoine è un imprenditore che grazie a scenografie cinematografiche offre ai suoi clienti l’opportunità di “<b>viaggiare nel tempo</b>”. Il <b>16 maggio 1974</b>. Victor sceglie di rivivere il giorno del primo incontro con Margot, l’amore della sua vita, che avviene nel bar <b>La Belle Époque</b> a Lione.</p>
<h3>L’elogio della nostalgia con un cast d’oro</h3>
<p>Per questa sceneggiatura originale, Nicolas Bedos presenta un cast ricco di <b>stelle del cinema francese</b>. Ognuno interpreta il personaggio perfettamente, rendendo il film <b>divertente</b> e <b>commovente</b>. Fanny Ardant, Doria Tillier, Daniel Auteuil e Guillaume Canet risplendono sullo schermo e trasmettono a meraviglia il messaggio del regista francese. “Il film non promuove il ‘era meglio prima’. Constata la <b>nostalgia</b> di un’epoca e allo stesso tempo se ne diverte”, afferma Nicolas Bedos in una conferenza stampa a Cannes. Questa storia fuori dal comune mostra che tornare temporaneamente nel passato può aiutare a capire meglio il presente ed a <b>combattere l’usura del tempo</b>.</p>
<p>Per chi ha voglia di sognare e lasciarsi trasportare nel tempo, rendez-vous al Cinema dal 6 novembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Léa Voirin </i></b></p>
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