<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>musulmano &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/musulmano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Apr 2021 09:30:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>musulmano &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’Alì moderno</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/lali-moderno/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/lali-moderno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 18:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[alì]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[musulmano]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=10842</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Storia di un adolescente in lotta per l’integrazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/lali-moderno/">L’Alì moderno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/LAlì-moderno_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>In un’<strong>Ostia</strong> grigia e uggiosa, l’occhio indagatore della telecamera segue, quasi sbattendoci contro, l’Alì moderno di questo film, <strong>Nader (Nader Sarhan)</strong>. Il ragazzino, musulmano per nascita, ma pienamente occidentale per tutto il resto, trascorre quella che sarà la settimana di ribellione destinata a cambiare per sempre la sua vita.</p>
<p><em> Tutto inizia con uno sgarro</em>: un coprifuoco non rispettato significa infrangere le rigide regole familiari e necessita una punizione per meditare sull’errore, come per esempio dormire fuori dalla porta di casa. Questa è solo la goccia che fa traboccare il vaso, colmo di trasgressioni che Nader compie, sprezzante dello stile di vita che gli viene imposto. Non ci pensa troppo a lungo prima di rubare o accoltellare un coetaneo durante una rissa, né tanto meno di non cedere al ricatto dei genitori lasciando la fidanzata di origini italiane, nonostante la madre gli ripeta più volte: <em>“Loro non sono cattivi, ma noi siamo diversi in tante cose, soprattutto nella religione”. </em>Eppure Nader di tutte queste storie non ne vuole proprio sapere: mangia carne di maiale, indossa lenti a contatto azzurre e quando i genitori lo lasciano fuori casa commenta: <em>“Come fai a lasciare un figlio fuori casa, lo vedi che sono proprio arabi?”.</em></p>
<p>Quella che appare come una guerra contro tutti, si rivela essere anche un lacerante conflitto interiore: Nader è davvero così occidentale come crede? È infastidito quando la sua <strong>“pischella” (Brigitte Apruzzesi)</strong> indossa la minigonna e quasi spara al suo migliore amico, <strong>Stefano (Stefano Rabatti),</strong> colpevole di aver baciato sua sorella. Lei è una donna musulmana non può avere una relazione come lui. Il dubbio si scioglie l’ultimo giorno del racconto, venerdì (non un giorno a caso, è infatti il giorno di preghiera per i musulmani), quando il ragazzo si reca alla moschea, vede la madre in lacrime e scappa di corsa dalla sua ragazza: questa volta le lacrime scendono a lui. Il dramma si è sciolto e la battaglia interiore si chiude con una scena silenziosa e quasi malinconica: la famiglia di Nader, a cena dopo la consueta preghiera, siede intorno a un tavolo preparato inutilmente per quattro. Un posto, il posto del nostro Alì, rimarrà vuoto, per sempre.</p>
<p><strong>Il regista, Claudio Giovannesi</strong>, non può non pensare all’<strong><em>Alì di Pasolini</em></strong>, personaggio simbolo della lotta (sempre inevitabile) per l’integrazione, e vince per la grande aderenza alla realtà, proponendo un film ricco di silenzi necessari (mai una parola di troppo, aggiunta solo per colmare il vuoto) e lasciando ai personaggi i nomi originali degli attori che li interpretano. Un film dalla nuda e cruda realtà, che paradossalmente rappresenta una storia di non accettazione della stessa; e non è un caso che nella scena in cui Nader e Stefano rubano i soldi a una prostituta, decidano di indossare una maschera, quella maschera che Nader deciderà di indossare anche tutti gli altri giorni, insieme alle sue lenti a contatto azzurre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <em><strong>Marina De Faveri</strong></em>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/lali-moderno/">L’Alì moderno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/lali-moderno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
