<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>multilingue &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/multilingue/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Apr 2021 09:15:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>multilingue &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il design culturale di Karim Rashid</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/il-design-culturale-di-karim-rashid/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/il-design-culturale-di-karim-rashid/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 23:28:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Karim Rashid]]></category>
		<category><![CDATA[linea]]></category>
		<category><![CDATA[medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[multilingue]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=10511</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>“La mia patria è il mondo intero. Sogno una mia linea di moda”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/il-design-culturale-di-karim-rashid/">Il design culturale di Karim Rashid</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Il-design-culturale-di-Karim-Rashid_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un uragano che squassa l&#8217;America. Una New York City paralizzata e in balia di Sandy. Allagamenti e traffico in tilt. Vittime e distruzione. Eppure lui, <strong>Karim Rashid</strong>, un designer, un genio, ha un impegno, un appuntamento al quale non si sente di mancare. Un&#8217;intervista con l&#8217;Italia. Con GiltMagazine. Ma internet non va, e si fa tardi&#8230; E così, appena tutto torna a un&#8217;apparente normalità, ecco la sua mail: ci sono le sue scuse per aver tardato, per non aver rispettato l&#8217;impegno preso. La grandezza di un uomo si riconosce anche in questa grande umiltà, in questo profondo rispetto per gli altri. E noi, lasciatecelo dire, siamo davvero orgogliosi di averlo conosciuto. Chapeu, Karim.</p>
<p><strong>Da cosa trae inspirazione per realizzare le sue creazioni?</strong><br />
Fabbriche, tecnologie, materiali, macchine, persone, comportamenti, movimenti artistici, la filosofia e tutte le discipline artistiche. Inoltre, sono i viaggi che mi hanno veramente inspirato. Il miglior modo per vedere e conoscere ogni posto è lavorare e apprendere la cultura locale. In qualsiasi posto io vada assorbo informazioni come una spugna e memorizzo tutto, perché <strong>il mio è un design culturale</strong>. Cerco di osservare e memorizzare il campo, in seguito leggo la letteratura del posto, provo a vedere i film, assaporo, odoro, tasto e ascolto ogni cosa. Ogni luogo è fonte di ispirazione; amo soprattutto trarre idee da posti inusuali, dagli aeroporti ai vicoli, dai taxi di Londra ai bagni di Parigi, dalle palestre di Hong Kong ai cinema&nbsp;di Milano, dal cibo in Qatar alle baracche in Sud Africa. Tutto ciò che è nuovo per i miei sensi, inusuale, mi ispira. La bellezza è in ogni cosa che vedi. Gli spunti si trovano, basta essere in grado di abbracciarli.<br />
<strong><br />
Ha una musa ispiratrice?</strong><br />
No, ma mi piacerebbe averla.</p>
<p><strong>Quanto l&#8217;ha cambiata la notorietà?</strong><br />
Io non penso che ciò mi abbia cambiato. Il successo mi ha dato solo l’opportunità di aver fiducia nel mio istinto e di non preoccuparmi dei piccoli fallimenti.</p>
<p><strong>Il suo lavoro è nelle collezioni permanenti in quattordici musei in tutto il mondo: un successo planetario. Ma quando si è accorto di aver raggiunto tanto successo?</strong><br />
Io non reputo ciò un successo. Per me il successo è dato dai consumatori che usano e amano i miei prodotti, i miei spazi. Credo che sia questo ciò che mi spinge a fare di più, ad affrontare più sfide e a migliorare del tutto il mio lavoro. Non mi reputo ancora del tutto soddisfatto.</p>
<p><strong>Lei è nato al Cairo da padre egiziano e da una madre inglese, è cresciuto in Canada e adesso vive a New York City. Quale tra questi Paesi considera la sua casa?<br />
</strong>Sono nato al Cairo, ma mi ci sono voluti 44 anni per ritornare lì dopo che io e la mia famiglia siamo andati via quando avevo un anno. Sono arrivato lì e ho sentito immediatamente la sua esuberanza e il suo aspetto galante scorrere nelle mie vene. È un posto eccezionalmente esotico, dove le origini della civiltà umana sono onnipresenti. È stato emozionante trovarsi in questa città così caotica ma sento ancora che la mia patria è il mondo intero. Mi sento ansioso quando non viaggio. Ho bisogno di attraversare il mondo e vedere la sua energia multiculturale.</p>
<p><strong>Nelle sue creazioni quanto influiscono le sue origini arabe e quanto la sua formazione occidentale?</strong><br />
Io sono per un quarto irlandese, per un quarto inglese, per un quarto algerino e per un quarto egiziano. Parlo diverse lingue, e ora, nel mio tempo libero, sto provando a imparare il giapponese, ma ahimè non ho tempo libero&#8230; Il mio contributo al design deriva dal lato americano per l’informalità e l’espressività, da quello Europeo per l’essere romantico e poetico. La mia parte mediorientale spicca perché passionale e artistica, mentre il lato britannico si ritrova nel mio essere pragmatico e affarista.</p>
<p><strong>Qual è la performance di cui è più orgoglioso?</strong><br />
Mi fanno spesso questa domanda. Io tendo ad essere molto critico nel mio lavoro, e ad oggi, a distanza di 10/15 anni, inizio ad apprezzarli molto. Dei miei recenti lavori mi reputo molto entusiasta del Nhow Hotel di Berlino.</p>
<p><strong>Quali sono i materiali con cui preferisce lavorare?</strong><br />
Sono conosciuto come il “Principe della plastica”. Uso questo materiale nella maggior parte dei miei progetti perché ha proprietà meravigliose: è malleabile, durevole e abbastanza confortevole. Inoltre, permette di creare oggetti dal design democratico ed economico. Posso creare forme sensuali e organiche che non sono mai esistite nella storia. L’utilizzo della plastica permette ai miei oggetti di essere più accessibili nei negozi. Comunque lavoro con tutti i materiali, dal vetro al legno, alla pietra e alle leghe. Ora mi interesso anche ai polimeri biodegradabili o polimeri ricavati da risorse rinnovabili come per esempio il polietilene, che è ricavato dalla canna da zucchero.</p>
<p><strong>Che progetti ha in corso e per il futuro?</strong><br />
La prima cosa che dovrò fare sarà riaprire il mio ufficio di New York City, danneggiato dopo l’uragano Sandy. Per il futuro ci saranno i miei primi progetti d’architettura, ossia degli appartamenti in NYC e a Toronto, Tel Aviv, Miami e San Pietroburgo. Inoltre, sto lavorando per degli Hotel in Russia, Singapore, Israele, e Germania. Mi sto anche occupando del packaging di cibi, liquori, bevande , del car interior, della creazione di bagagli e di tovaglie, dell’installazione per il salone del mobile di Milano 2013, del lighting design, di mobili e altro ancora. Ho più di 65 progetti in corso e amo ognuno di questi. Per il futuro spero di migliorare nel campo dell’edilizia, di avere una linea di moda e di realizzare tutto ciò che può essere utile all’uomo.</p>
<p><strong>Come si definisce in una parola?</strong><br />
Modellatore Culturale (ok, sono due parole, non sarò mai un bravo editore).<em> Ndr. Ride</em>.</p>
<p>(di<strong><em> Paola</em></strong><em></em><em><strong> Vaira</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/il-design-culturale-di-karim-rashid/">Il design culturale di Karim Rashid</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/il-design-culturale-di-karim-rashid/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
