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	<title>Michele Bravi nuovo singolo &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Michele Bravi nuovo singolo &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Michele Bravi torna con &#8220;Cronaca di un tempo incerto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 09:06:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Autore, cantante, vincitore di X Factor. Michele Bravi fa il suo ritorno in scena presentando il nuovo brano dal disco La Geografia del Buio</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/michele-bravi-torna-con-cronaca-di-un-tempo-incerto/">Michele Bravi torna con &#8220;Cronaca di un tempo incerto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Era il&nbsp; 2013 quando il giovane <strong>Michele Bravi</strong> vinse la settima edizione del talent X Factor. E da allora di strada ne ha fatta, e anche molta. Con oltre un milione di seguaci sul social network più popolare, Instagram, 3 album realizzati in studio, 14 singoli, 2 EP e numerose apparizioni in programmi televisivi, è fresco di presentazione del suo ultimo inedito, <strong>Cronaca di un tempo incerto</strong>,  che conclude l’extended version dell’ultimo album “ La Geografia del buio”.</p>



<p>“Il fatto di vedervi qui presenti oggi é indescrivibile”. Il 21 Ottobre 2021, in occasione della conferenza stampa dedicata al suo nuovo progetto,<strong> </strong>Michele si racconta e, dopo una breve introduzione, si cimenta in un’anteprima del brano, interpretata con notevole commozione.&nbsp;</p>



<p><strong>Michele, complimenti per il progetto artistico presentato, che è stato molto toccante e profondo. “Cronaca di un tempo incerto” conclude il cerchio di questo viaggio nel buio che coinvolge molte anime d’oggi. Vuol essere solo una constatazione o una riflessione per uscire dall’incertezza, come hai affermato anche tu?&nbsp;</strong></p>



<p>Innanzitutto, vi ringrazio per questo spazio che mi state dedicando. Mi sento lusingato. Questo è un percorso musicale che è partito con “La Geografia del buio”, un disco di dieci canzoni che rifletteva come smettere di cercare la luce, convivere col buio e iniziare ad abitarlo. “<strong>Cronaca di un tempo incerto</strong>” è una riflessione ancora più ampia del concetto di trauma. Ciò che stiamo vivendo e abbiamo vissuto negli ultimi due anni altro non è che un trauma collettivo. La nostra comunità ha subìto una pausa, un’interruzione improvvisa senza segnali che potessero prevederla. Questo, appunto, altro non è che un trauma; significa accettare il peso dell’incertezza. Dunque, credo molto nel raccontare la cronaca di un tempo incerto e come quell’incertezza debba essere assorbita dall’essere umano per iniziare a costruire qualcosa.&nbsp;</p>



<p><strong>Hai sceneggiato questo cortometraggio entrando in punta di piedi in un’altra forma artistica completamente nuova per te; quella cinematografica. Il cinema è una passione che potrebbe diventare un tuo nuovo campo di battaglia o solo un esperimento spot?&nbsp;</strong></p>



<p>In realtà, oggi speravo di poter iniziare ad anticipare alcuni progetti molto interessanti, alcuni conclusi, altri che sto girando. Purtroppo però non posso ancora dire nulla. Quello che posso anticipare è che in questo momento mi ritengo molto fortunato perché ho la possibilità di conoscere il mondo cinematografico in chiave attoriale, affiancandomi a dei nomi estremamente importanti. Sto imparando dall’esperienza di grandi attori e importanti registi con i quali lavoro e che mi danno ogni giorno molta fiducia. Sono estremamente curioso di vedere la risposta del pubblico e come questi progetti nel tempo possano prendere forma. Quindi, assolutamente sì, sono appassionato anche di cinema.&nbsp;</p>



<p><strong>Hai mai pensato di stare anche dietro la videocamera nel ruolo di regista?&nbsp;</strong></p>



<p>La regia è un ambito che mi interessa molto e ancora maggiormente mi attrae l’ambito della scrittura. Inoltre, il regista deve avere una grande capacità organizzativa e di controllo della sua équipe. Al contrario, io sono una persona molto disordinata e disattenta, quindi non so se come regista potrei effettivamente funzionare. Ciò non toglie che la regia sia un ambito che mi affascina molto. Mi interessa in generale comprendere la geometria del cinema. Mai dire mai; fino a due anni fa ti avrei risposto che come attore mai mi sarei cimentato e invece ora ho cambiato idea. Allo stesso modo per quanto riguarda la regia; dovrei migliorare sull’aspetto organizzativo, ma non escludo nessuna possibilità!&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi.jpg" alt="" class="wp-image-83306" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Michele-Bravi-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Lo scenario musicale possiamo finalmente dire che stia ripartendo dopo due anni di interruzione causata dalla pandemia. Come hai vissuto questo periodo?&nbsp;</strong></p>



<p>In veste di professionista l’ho passato molto male. Ho assistito al fatto che le istituzioni non abbiano riconosciuto il mio diritto e la mia dignità di lavorare. Quando si parla di me in qualità di artista, si parla allo stesso tempo anche di molti professionisti che vivono insieme a me la loro professionalità. Se io non posso lavorare, anche tante altre persone e famiglie rimangono bloccate. Vedere quanto le istituzioni non abbiamo riconosciuto né la mia dignità né quella di tutti i professionisti dello spettacolo che stanno dietro le quinte, è stato motivo di grande sofferenza. Soprattutto perché non è stato concesso un supporto economico dignitoso. É come se non ci fosse stato riconosciuto il diritto a lavorare e guadagnarsi la vita con il proprio talento. Dunque, spero che questo segnale di ripartenza funga da monito per poter iniziare a guardare al mondo della cultura con un’ottica differente.&nbsp;</p>



<p><strong>Hai collaborato con molti artisti negli anni, tra cui Sophie and the Giants, reduce dal grande successo “Falene”. Come scegli i tuoi compagni di viaggio?&nbsp;</strong></p>



<p>Con Sophie inizialmente c’è stato un avvicinamento per una grande stima professionale che provavo nei suoi confronti. Dopo esserci scoperti così simili umanamente, è nata la canzone. Ogni volta che ho collaborato con qualcuno è stato un modo per suggellare un legame umano che si era creato precedentemente. Mi piace mantenere questa tradizione viva, perché mi ha sempre dato modo di incontrare bellissime persone.&nbsp;</p>



<p><strong>A chiusura di questo percorso ti prenderai una pausa o sei già operativo su nuovi progetti? Se sì, che cosa bolle in pentola?</strong></p>



<p>Mi piace tantissimo lavorare, io e la mia équipe siamo stati fermi per moltissimo tempo, anche per ragioni che non dipendevano da noi, quindi in questo momento voglio esserci più che mai. Attualmente sto concludendo dei progetti cinematografici e continuo a scrivere. Vi sono un insieme di cose che procedono passo per passo. Per ora, ci tenevo a terminare questo progetto, ma a breve si apriranno anche altri capitoli e altre storie.&nbsp;</p>



<p>Un ringraziamento speciale a Michele Bravi che con la sua disponibilità ci ha reso possibile comprendere a pieno il suo progetto e i pensieri di un artista.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Angelica Pria</em></strong></p>
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		<title>La Musica scalda il freddo di Novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 09:01:33 +0000</pubDate>
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<p><strong>Novembre</strong> dà inizio a una stagione controversa, l’inverno. C’è chi non aspetta altro per godersi la bellezza di serate passate sul divano, con una tazza di tè bollente tra le mani e in sottofondo una delle ultime novità offerte da Netflix; e chi, invece, intollerante al freddo e nostalgico delle temperature primaverili e il divertimento estivo, desidera soltanto che passi il prima possibile per poter tornare a vivere a pieno la socialità e le serate fuori casa.</p>



<p>C’è qualcosa però che mette d’accordo tutti gli animi, che unisce e che spesso diventa la perfetta alleata di momenti che la nostra mente difficilmente sarà in grado di cancellare: la <strong>Musica</strong>. Filo conduttore del nuovo numero di <strong>Gilt</strong>, è rappresentata in copertina dal volto di <strong>Michele Bravi</strong>. Cantante e autore classe 1994, vinse la settima edizione del talent X Factor nel 2013, e da quel momento la sua carriera iniziò a decollare. Oggi Michele, che vanta 3 album realizzati in studio, 14 singoli, 3 EP e 1 milione di seguaci su Instagram, torna sulla scena musicale presentando il suo ultimo singolo, “<strong>Cronaca di un tempo incerto</strong>”, che conclude l’extended version dell’album “La Geografia del Buio”. Nella sezione <strong>Interviews</strong> si racconta ripercorrendo il suo percorso musicale e anticipandoci qualche news in merito ai suoi ultimi progetti, che includono anche il mondo cinematografico.</p>



<p>A omaggiare la musica ci pensa anche la rubrica <strong>Celebrity</strong>, dedicata al mondo dello spettacolo e dei volti noti più chiacchierati e discussi. Questo mese i riflettori sono puntati su un’artista che non ha mai smesso di far parlare di sé: <strong>Britney Spears</strong>. La sua vita e la sua carriera sono state segnate da un’intensa rete di vicende, successi e traguardi, così come di tragedie e momenti bui. Per saperne di più, non perdete l’articolo realizzato ad hoc che analizza a 360 gradi il suo personaggio.</p>



<p>Infine, la sfera promotrice del green e del rispetto dell’ambiente, <strong>Greenworld</strong>, andrà a svelare i retroscena del nuovo tour dei <strong>Coldplay</strong>, band inglese capitanata dal frontman Chris Martin. La notizia principale? Sarà all’insegna dell’ecosostenibilità e ridurrà le emissioni del 50% rispetto al precedente del 2016/17. Nel 2019 infatti, proprio il leader del gruppo affermava che i Coldplay avrebbero preso una pausa dai tour fino a quando non si sarebbe trovata una soluzione valida per rendere le performance dal vivo ambientalmente sostenibili. Dopo tre anni sembra proprio che la band londinese ce l’abbia ufficialmente fatta!</p>



<p>Lasciatevi dunque guidare dal potere ipnotico della musica, perché come ci ricorda il critico letterario, poeta e saggista britannico Samuel Johnson: “<em>La musica è l’unico piacere sensuale senza vizi</em>”.</p>



<p><strong><em>Clara Bacchetta</em></strong></p>
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		<title>Michele Bravi, la storia di come ha imparato a convivere con il dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 08:48:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="michele bravi" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Michele Bravi esordisce con il suo nuovo album dopo 4 anni dal disco d’oro “Anime di carta”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="michele bravi" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/01/michele-bravi-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Michele Bravi torna con “La geografia del buio”, la storia di come ha imparato a convivere con il dolore</h3>
<p>29 gennaio 2021, <b>Michele Bravi</b> esordisce con il suo nuovo album dopo 4 anni dal disco d’oro “Anime di carta”. Questo ritorno non porta con sé appena l’uscita di un nuovo album, ma la forza di condividere un nuovo progetto musicale profondamente diverso da tutta la produzione precedente. Michele descrive “La geografia del buio” come un piccolo miracolo nato dalla solitudine più grande mai provata, da una riflessione sul dolore che è pronto a condividere.</p>
<p><b>Raccontaci di come è nato il disco</b></p>
<p>Due anni fa, quando la mia voce aveva ricominciato a parlare e a vedere cosa succedeva fuori dai miei occhi, incontro Andrea Bagliani, per me uno dei più grandi scrittori mai esistiti. Andrea ha rivoluzionato tutto per me quando mi ha detto: <i>“Michele, la musica non salva da niente. Però, aiuta a disegnare il labirinto”.</i> Dunque, questo disco per me è un processo, una storia che dice come si convive con il buio. Un concept album che attraversa il buio e combatte la falsa credenza che il dolore bisogna nasconderlo in uno scatolone. Il dolore non va nascosto, ma va mostrato in mezzo alla stanza. Il dolore è un fatto. Il buio è un fatto, una casa senza luce. Ma comunque una casa. Io in quella casa ho imparato a viverci. E con queste 10 canzoni che parlano della geografia del buio, parlo di dolore; ma è il disco d’amore più grande che abbia mai scritto. Voglio che sia una forza propulsiva per far affrontare agli altri il dolore.</p>
<p><b>Perché lo definisci un concept album?</b></p>
<p>L’obiettivo del disco era essere narrativo. Il suono doveva essere di un piano particolare e imperfetto, doveva avere una storia. È stato difficile trovare pianoforti verticali, ma alla fine ne abbiamo scelto uno di inizio ‘900. Andrea Manzoni, il mio pianista, ha cancellato tutto quello che sapeva per entrare in funzione di quei brani e del piano. Per quanto riguarda la mia voce, l’approccio alla registrazione è stato malinconicamente casalingo: tutto è stato registrato e arrangiato nel salotto di casa di Francesco Katoo Catitti. Se si ascolta bene, si avvertono il suono del clacson, del frigorifero, delle voci in sottofondo. Il silenzio non è mai completo, è sempre riempito. Ho avuto il coraggio di inserire momenti vuoti, che ognuno può riempire con la sua storia. Il disco è stato un lavoro di scultura: prendere un blocco di suono e sottrarre. Riempire il silenzio con la storia di tutte le persone coinvolte nel processo di lavorazione.</p>
<p><b>Quali sono le canzoni più significative dell’album?</b></p>
<p>Nel primo capitolo, con <i>“La vita è breve dei coriandoli”</i> ho voluto raccontare un inno alla felicità e come nelle piccole immagini si nascondano grandi significati. In <i>“storia del mio corpo”</i> racconto l’unico luogo dove non potevo evitare di sentire la mia storia: il mio corpo. Con la terapia ho dato una casa a quel dolore, e questo mi ha offerto la possibilità di realizzare le parole di Andrea, dando un disegno a quel labirinto che avevo percorso. C’è un brano, l’ultimo che chiude <i>“7 passi di distanza”</i>, che ho scritto dopo aver ascoltato un vocale,  in un momento in cui la mia voce non riusciva a parlare. È una canzone fatta esclusivamente dal piano e dal mio respiro. Ho deciso di suonare perché il momento era così inesatto che solo io potevo realizzarlo, Andrea sarebbe stato troppo preciso. Il titolo di questa canzone è ispirato ad una frase di Gabriel García Marquez nel romanzo “L’amore ai tempi del colera”: <i>“ Non erano più a 7 passi di distanza. Erano in due giorni diversi”. </i>Ecco, vorrei che questa canzone mi aiutasse a ritrovarmi a soli pochi passi di distanza dalla persona per la quale l’ho scritta.</p>
<p><b>Quanto è stata terapeutica la scrittura per uscire dal buio?</b></p>
<p>Il dolore è una malattia che bisogna affrontare con cinismo. Non è stata la musica a salvarmi. La musica è servita a decifrare il mio dolore.</p>
<p><b>Come vivi la pandemia?</b></p>
<p>Stiamo tutti vivendo un momento complesso. C’è un problema enorme, ed è il nostro modo di vivere il mondo. Questo album voglio che sia un faro per orientarsi e capire che il male va affrontato. Nella prima traccia dico ciò che è scritto in un bigliettino che ho trovato e conservato: <i>“Non parlare mai del futuro, perché è una cosa pericolosa”.</i> Concentriamoci dunque tutti sul presente, cercando di trarre il meglio da quello che ci può riservare.</p>
<p><b>Quali sono due canzoni del repertorio italiano che esprimono il concetto di dolore e amore?</b></p>
<p><i>“C’è tempo”</i> di Ivano Fossati è una delle canzoni d’amore più belle mai scritte. Mi distrugge ogni volta che la ascolto. Parla della pazienza di affrontare un discorso, dell’abilità di aspettare, è un invito a correre. “La costruzione di un amore”, sempre di Fossati, parla della dirompenza di una storia d’amore che <i>“spezza le vene delle mani”</i>. Parla di come l’amore stravolga la vita.</p>
<p>Un grazie speciale a Michele Bravi, augurandogli il meglio per tutti i suoi progetti futuri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Tronconi</i></b></p>
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