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	<title>marketing &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>DESIGNBYGEMINI: il nuovo volto Millenial del Design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 08:46:41 +0000</pubDate>
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<p><b>Com&#8217;è nato DesignByGemini? Da cosa avete preso ispirazione?</b></p>
<p>È nato quattro anni fa come blog personale, che serviva ad unirci in un momento nel quale eravamo distanti. Abbiamo fatto esperienze all&#8217;estero, una a Sao Paulo e una a New York, e questo ci ha permesso di rimanere in contatto e di condividere le nostre esperienze. Abbiamo preso ispirazione dalle nostre passioni, che poi è la nostra professione: Design e Architettura.</p>
<p><b>Come descrivereste DesignByGemini?</b></p>
<p>È un format che ci consente di creare delle installazioni di design Instagram oriented. Abbiamo unito il nostro lavoro con il mondo della comunicazione.</p>
<p><b>Com&#8217;è nato il vostro concept? </b></p>
<p>Volevamo creare un ambiente suggestivo che ci permettesse di inglobare tutte le nostre passioni e che ci consentisse di prendere spunto da diversi ambiti. Le nuove tendenze della moda ci servono molto per scegliere i colori: rosa, rosso e fluo.</p>
<p><b>Su che tipo di comunicazione avete puntato? Cosa volete trasmettere attraverso i vostri progetti?</b></p>
<p>Puntiamo molto sul Visual Merchandising, quindi cerchiamo di riprodurre ambienti che permettano di creare una vera e propria esperienza a 360 gradi.</p>
<p><b>Avete fondato DesignByGemini nel 2015. Come si è modificato nel tempo?</b></p>
<p>In realtà è sempre in continua evoluzione. Tutti quello che abbiamo creato è nato sempre in modo molto spontaneo, questo ci ha permesso di non avere troppi limiti. Il nostro turning point è stato due anni fa grazie a SuperStudio. Ci piace lasciarci contaminare da più mondi. Il design si presta tanto a questo tipo di contaminazione, quindi cerchiamo di sfruttare questa caratteristica per aprirci a nuovi modi di creare e di comunicare. In sostanza cerchiamo di sdrammatizzare e di rendere fruibile il nostro mondo accademico.</p>
<p><b>Avete un approccio innovativo moderno ed internazionale, a cosa lo applicate?</b></p>
<p>Cerchiamo di portare un po&#8217; quello che ci piace da un punto di vista architettonico e di design nel nostro lavoro. Abbiamo la fortuna di aver studiato all&#8217;estero in due grandi città che da questo punto di vista sono il massimo. La nostra meta preferita a cui sempre ci ispiriamo è Miami. Infatti la nostra tendenza di creare ambienti freschi e colorati deriva principalmente da questo.</p>
<p><b>Durante la Milano Design Week di quest&#8217;anno sarete presenti con una social room a tema rainbow in collaborazione con Atelier Emé. Com&#8217;è nata questa partnership?</b></p>
<p>È nato tutto l&#8217;anno scorso durante una cena organizzata da loro, a cui ci hanno invitate. Abbiamo avuto modo di raccontare quello che facevamo e da quel momento hanno deciso di legarsi a noi.</p>
<p><b>Con quali altri brand vorreste collaborare? Qual è il vostro sogno?</b></p>
<p>Diciamo che il nostro obiettivo è quello di poter realizzare delle capsule con diversi brand. Ci piacerebbe creare un concept che possa essere uno strumento di marketing.</p>
<p><b>Come gestite il team? Quali sono i vostri ruoli?</b></p>
<p>Abbiamo una PR che gestisce il nostro brand awareness, poiché con il tempo siamo diventate anche il volto di alcuni brand. Noi gestiamo la parte più pratica. Siamo fortunate perché abbiamo sempre una stessa visione, siamo sempre d&#8217;accordo sul concept dei nostri progetti. Giulia su occupa molto di più dei progetti in sé, io (Elena) invece mi occupo molto di più della comunicazione.</p>
<p><b>Progetti per il futuro?</b></p>
<p>Non possiamo ancora rivelare nulla, poiché sono trattative che non si sono ancora concluse. Però possiamo dire che presto apriremo un nostro studio, che sarà aperto a tutto. Abbiamo pensato di creare un ambiente che possa essere un punto di incontro non solo lavorativo, ma anche sociale.</p>
<p>Un ringraziamento speciale a Giulia ed Elena Sella, fondatrici di DesignbyGemini, per la disponibilità e gentilezza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Amanda Lucia Fagiasi</i></b></p>
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		<title>White Street Market raddoppia, al via la seconda edizione</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/white-street-market-raddoppia-al-via-la-seconda-edizione/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 08:05:40 +0000</pubDate>
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<p>Stando a quanto annunciato da M. Seventy, da gennaio 2019 l’edizione di White Man &amp; Woman si è evoluta in <b>White Street Market</b>: unico appuntamento italiano di B&amp;C &#8211; Business &amp; Consumer con target selezionato, che vede i buyer mescolarsi al pubblico finale.</p>
<p>Dopo l’enorme successo della prima edizione, che ha visto la presenza di circa 9 mila visitatori e oltre 200 mila impression sui canali social, la seconda edizione di <b>White Street Market</b> porterà una ventata di novità alla Settimana della Moda Uomo milanese.</p>
<p><b>Dal 12 al 14 gennaio 2019</b> la fiera dello streetwear &amp; sportswear sarà ospitata nello spazio <b>SuperstudioPiù | Tortona 27</b>, e tantissime saranno le novità sia nel format che nei contenuti, con un ricco calendario di appuntamenti: mostre di arte e moda, talk, workshop, eventi charity e performance musicali, ma anche collezioni limited edition in vendita e progetti culturali che coinvolgeranno la città di Milano.</p>
<h3>Un appuntamento unico a Milano, dove business, intrattenimento, musica, confronto, cultura trovano una speciale dimensione</h3>
<p>“Per i brand fashion, streetwear e sportswear, potersi raccontare ed esprimere grazie a un contenitore come White Street Market diventa un’opportunità unica”, afferma <b>Camilla Lodi</b>, Project Manager del format, e prosegue: “dialogando contemporaneamente con consumer e insider della moda, come buyers e press, i brand possono costruire contenuti che abbracciano l’arte, la musica, lo sport e il lifestyle, raccontandosi e presentando le loro collezioni con una modalità che si differenzia da quella di altre piattaforme”.</p>
<p>White Street Market sarà per la prima volta <b>aperto al consumer</b>, oltre che ai buyer. Rappresenta un vero e proprio punto di incontro <b>B2C</b>, dove<b> business e consumer per la prima volta interagiscono e si mescolano</b>, andando alla scoperta di nuove tendenze e dei principali player della cultura street internazionale.</p>
<p>White Street Market è un concept nuovo sviluppato da WHITE in collaborazione con due partner autorevoli del settore (Probeat Agency e Nss Factory), nato dall’esigenza di portare la moda ad un pubblico di giovani appassionati e attenti al fashion, senza trascurare però i professionisti, proiettandola così in una dimensione dove convivono <b>cultura, intrattenimento, opportunità di business e comunicazione</b>. Rappresenta quindi un evento del tutto inclusivo, che si apre per dialogare con il pubblico.</p>
<p><b>White Street Market</b>, <b>CNMI</b> (Camera Nazionale della Moda Italiana) e <b>Confartigianato Imprese</b>, con l’intento di dare nuovo slancio a Milano Moda Uomo e di valorizzare il ruolo di Milano sulla scena internazionale, hanno infatti unito le forze per dar vita ad un progetto unico e innovativo capace di catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori, del consumatore finale e della fashion crowd che anima la città.</p>
<p>Oltre alle attività che si terranno al SuperstudioPiù, anche gli spazi del <b>Base|EXAnsaldo</b> vivacizzeranno un polo già fortemente attrattivo, e saranno pronti ad ospitare le sfilate in calendario, uno showcase delle principali showroom milanesi, nonché il party di inaugurazione della Fashion Week Uomo, previsto per venerdì 11 gennaio 2019.</p>
<h3>Focus sulla sostenibilità</h3>
<p>Tra le tematiche guida di questa seconda edizione di White Street Market troviamo <b>Re:make</b> <b>Re:use Re:do</b> a supporto della vocazione di WSM di una moda sostenibile. Dunque il tema dell’<b>eco-sostenibilità</b> si amplifica e viene affrontato attraverso numerose iniziative di spessore culturale che coinvolgono brand di moda, beauty e design come <b>O-way, Wrad Living e Vanta</b>.</p>
<p>La sostenibilità resta al centro, mentre parallelamente si sviluppa anche una riflessione sulle <b>Fashion Icons</b>, icone senza tempo che rinascono in forme nuove ispirando i marchi.</p>
<p>Circa 60 brand tra cui <b>New Balance, Timberland, Dickies, Iuter, Pony, Kappa e fashion label quali Daily Paper, Nana-Nana, Last Heirs, Lyph, bob sdrunk, UFU, VFTS</b> saranno presentati negli spazi di SuperstudioPiù | Tortona 27, continuando così ad offrire nuove realtà espositive con un inedito <b>mix di aziende consolidate e brand di ricerca</b> per dare vita ad una proposta qualitativa altissima. Sarà possibile acquistare limited e special edition riservate al pubblico di WSM.</p>
<p>Particolare attenzione verrà infine riservata ad uno degli sport più in voga del momento, lo <b>skateboarding</b>, con un <b>half indoor pipe</b> che ospiterà numerose esibizioni live, accompagnato dalla mostra <b>“tavole d’artista” The Skateroom</b> e dal lancio del nuovo libro <b>Primitive Skateboarding Belgium 1978</b>, che ricostruirà la storia di questo sport e l’impatto sulla cultura in Belgio negli anni Settanta.</p>
<p>L’appuntamento è per il 12 gennaio, ci vediamo li!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Francesca R Pugliese</i></b></p>
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		<title>Frank Gallucci: #proudtobeitalian</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 08:04:21 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/frank-gallucci-proudtobeitalian/">Frank Gallucci: #proudtobeitalian</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p><b>Ciao Frank! Iniziamo con una domanda un po’ di rito: come sei arrivato ad aprire il tuo blog? Quale è stata la scintilla che ti ha portato in questa direzione? </b></p>
<p>Cinque anni fa iniziò questa avventura. Non nascondo di aver avuto inizialmente qualche perplessità, ma sin da subito ho cercato di attuare una strategia a lungo termine, non sono un gran fan delle scorciatoie. Dopo la laurea ho viaggiato per un periodo in Australia, e proprio lì cominciai a notare queste figure che si stagliavano all’orizzonte. Tornato in Italia, mentre cercavo qualche stage a Milano, mi dedicavo ad un’attenta analisi di mercato del settore, e soprattutto studiavo notte e giorno per capire quali fossero gli strumenti di marketing necessari per iniziare questo lungo percorso.</p>
<p>Molti sono stati i momenti di sconforto e più volte ho pensato di fermarmi, ma la perseveranza ha avuto successo. La scintilla? Probabilmente la mia eterna curiosità nel voler migliorare il mio stile ogni giorno con il grandissimo desiderio di esportare un elemento indimenticabile: l’italianità. Si tratta di quel fattore genetico che appartiene a noi e che conferisce al nostro lifestyle morbidezza, unicità ed eleganza.</p>
<p><b>Ti saresti mai immaginato di raggiungere nel giro di pochi anni questo risultato? </b></p>
<p>Era davvero difficile prevederlo: i fattori per la riuscita sono molteplici e tutti diversi. La vera differenza tra noi della vecchia guardia e tutti coloro che si sono avventati in un secondo momento risiede proprio nel fatto che non avevamo un manuale d’istruzioni: siamo stati noi a percepire e a stabilire le regole. Sembra semplice, ma provate ad immaginare per un attimo di gravitare in un sistema lavorativo dove non c’è nessun responsabile e il vademecum è tutto da costruire. Noi ci abbiamo creduto e ci siamo creati un lavoro da zero, con tutti i crismi del caso.</p>
<p><b>Gli influencer maschili sono sempre in minoranza rispetto alle influencer femminili. Come spieghi questo fenomeno, e pensi che in futuro potrà cambiare? </b></p>
<p>Il fatto che siamo in minoranza rispecchia perfettamente l’andamento del mercato: l’universo femminile rimane e rimarrà sempre e comunque il vero traino, perché la donna per antonomasia spende molto più dell’uomo. Si è visto però un avanzamento considerevole della percentuale maschile interessata allo stile: oggi l’uomo è molto più attento alle dinamiche di lifestyle a 360 gradi. Non perché vi sia differenza con quelli di 60 anni fa, ma semplicemente perché con la globalizzazione e l’avvento del digitale  è molto più semplice essere aggiornati e quindi invogliati a comprare.</p>
<p><b>Come vivi personalmente il concetto di tempo? Possiamo dire oggi che avere tempo per se stessi è un lusso che poche persone possono concedersi?</b></p>
<p>Sono pienamente d’accordo. Oggi il tempo ci inghiottisce in un vortice e non ci lascia spazio, a volte penso che sia paradossale. Sono convinto che molto dipenda dalla tipologia di lavoro di ognuno di noi: se si ha un lavoro subordinato, è l’azienda che scandisce il tuo tempo, mentre se si ha un lavoro da libero professionista si ha la possibilità di decidere come utilizzarlo in autonomia. Il fatto di essere sempre connessi e che ogni giorno nascano nuove app che risolvono ogni genere di impedimento non è altro che un’illusione di risparmiare tempo se non si calibra bene il loro utilizzo. Se si vuole avere più tempo per se stessi è importante rinunciare a qualcosa, e a volte non è così negativo.</p>
<p><b>Quali consigli ti sentiresti di dare ai nostri lettori per controllare il tempo con stile?</b></p>
<p>Oggi come non mai disponiamo di moltissimi strumenti per gestire e scandire il tempo a nostro vantaggio. Le app a cui mi riferivo prima, se usate nel modo appropriato, possono divenire molto utili nel rapporto con il tempo. Controllare il tempo è divenuta un’arte, ma la cosa più importante è saper ritagliare del “buon tempo” per noi: tempo di qualità per nutrire la nostra mente attraverso le passioni che ci tengono vivi. Delle volte è necessario staccare la spina! Lo stile che mettiamo ogni giorno nei nostri comportamenti, nell’abbigliamento e nel lavoro, dobbiamo ritrovarlo nella riscoperta del tempo.</p>
<p><b>Quali sono i tuoi progetti per il 2019? </b></p>
<p>Ho diversi sogni nel cassetto, e di conseguenza cerco di costruire dei progetti che siano funzionali ad essi. Sta prendendo sempre più piede la mia attività da consulente di strategia digital o di prodotto per alcune aziende: un’attività silenziosa, dietro le quinte, che mi soddisfa moltissimo. Tutto questo è possibile grazie al background che ho doviziosamente costruito negli anni, ossia aver concretizzato una vera e propria strategia di personal branding senza che nessuno me lo abbia insegnato sui banchi universitari.</p>
<p>La Redazione ringrazia Frank Gallucci per la gentilezza e gli augura un grande in bocca al lupo per tutti i suoi progetti futuri!</p>
<p><b><i>di Sara Olmo</i></b></p>
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		<title>Navigante per passione e…per business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2012 21:30:31 +0000</pubDate>
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<p>Conosciamolo e scopriamo di più del suo business che riesce a tenere testa alla crisi.</p>
<p><strong>Parliamo di te. Chi è Luca Magni e, soprattutto, cosa fa?<br />
</strong>Luca è un toscano che dagli 8 ai 18 anni ha vissuto in Toscana, a Punta Ala. Luogo che mi ha lasciato l’amore per il mare. Premessa d’obbligo per quanto è accaduto successivamente. Una grande passione per la vela, seguita dall’incontro con un altro amante del mare che è diventato ben presto un caro amico&#8230;e il gioco è stato fatto.</p>
<p><strong>E cosa è accaduto?<br />
</strong>Nel 2008, dopo aver sognato di fare della vela un mestiere&nbsp;con altri due soci,&nbsp;Ho iniziato un business concreto nel mondo dei charter attraverso un vero e proprio portale che, attualmente, conta nel suo database 950 barche a vela, dai 12 a 24 metri, con le quali io e i miei soci giriamo il mondo.</p>
<p><strong>Un riferimento ricorrente&nbsp;territoriale ce l’avete, al di là del mondo intero?<br />
</strong>Sicuramente il Mediterraneo con la Croazia, la Grecia e la Francia. A questi paesi si aggiunge la grandissima competenza, maturata con anni di navigazione da uno dei nostri partner, nei mari del Sud America, portando questo valore aggiunto anche nel nostro business.</p>
<p><strong>Quali sono le tipologie di charter o noleggio che offrite?<br />
</strong>Sono tre, essenzialmente: la barca in “solitaria”, la barca con lo skipper e la barca con skipper ed equipaggio. La scelta è quella di offrire un servizio altamente personalizzato in base al cliente, per cui ogni singolo charter avrà lo skipper ritenuto più adatto a quel determinato ospite e l’itinerario sarà valutato insieme per avere sempre ciò che si desidera.</p>
<p><strong>Qual è il target medio dei vostri clienti?<br />
</strong>Molto vario. Si va&nbsp;25 anni fino ai 60, circa. Suddivisi tra italiani, americani, australiani e inglesi.</p>
<p><strong>E come fanno a conoscervi? O meglio, come vi fate conoscere dai potenziali clienti?<br />
</strong>Prima di tutto attraverso il sito che è <a href="http://www.salingtheweb.net/">www.salingtheweb.net</a> e poi tramite reti personali di contatti che ho coltivato nel tempo, essendo legato ormai da molti anni al mondo alberghiero.</p>
<p><strong>La vostra attività è partita a maggio dello scorso anno in un momento non proprio dei migliori. Come è andato questo start up?<br />
</strong>Sì, ci siamo lanciati nel pieno della crisi, ma nonostante questo devo ammettere che la nostra performance dopo poco più di un anno è davvero positiva. Lo scorso anno abbiamo chiuso con circa 900 persone in barca e quest’anno siamo già oltre.</p>
<p><strong>Parlando di prezzi, sono&nbsp;inconcedibili, di estremo lusso queste vacanze o sono accessibili?<br />
</strong>La barca a vela non è poi così costosa. Se si sceglie un periodo che non sia proprio&nbsp;quello delle settimane centrali di agosto, per una barca da 6 persone si possono spendere circa 2400 euro. Insomma 400 euro a testa per avere il tuo “albergo-barca” che si sposta con te, l’hostess che cucina e vedere posti unici visibili solo dal mare, beneficiando della completa quiete.</p>
<p><strong>E’ un tipo di vacanza per navigatori esperti o anche un neofita ci si può avventurare?<br />
</strong>Assolutamente per tutti. Abbiamo moltissimi clienti alle prime armi e raramente, ri-approdati sulla terra ferma, dicono di non voler&nbsp;più fare vacanze in barca.</p>
<p><strong>Parliamo di un altro tuo impegno con Baglioni Hotels. Come si incontrano le due attività?<br />
</strong>In realtà&nbsp;sono totalmente separate anche se, da poco, abbiamo lanciato un progetto-programma&nbsp;molto bello che si chiama <em><strong>Land&amp;Sea: </strong></em>è un tour sulla terraferma&nbsp;che si unisce&nbsp;a uno in barca. Attualmente sono previsti tre distinti piani: Tour&amp;Sail, Stop&amp;Sail e Love&amp;Sail. A seconda delle preferenze del cliente ci si può sostare di più in barca o di più via terra, ospitati a tariffe agevolate negli hotel della catena Baglioni.</p>
<p><strong>C’è qualcos’altro che bolle in pentola, anzi…in mare?<br />
</strong>Sì! Per ora è solo un sito vetrina e si tratta di <em><strong>www.yachtingpassion.com</strong></em>. Stiamo però sviluppando tutto&nbsp;un concept, dove&nbsp;poter noleggiare barche di gran lusso a vela tra i 18 e i 23 metri e di estremo lusso a vela e a motore dai 30 ai 90 metri. In questa avventura, nostro partner, è Moncada di Paternò che ha molta esperienza in questo settore.</p>
<p><strong>Il tuo impegno attuale nel Gruppo Baglioni, quindi, qual è?<br />
</strong>Sono stato vice presidente del Gruppo per molti anni, anche se da sempre sono responsabile marketing e vendite, fino a giungere al 2009 quando sono diventato sono responsabile del brand e della comunicazione.</p>
<p><strong>E, infine, il tuo blog </strong><a href="http://www.italiantalks.com/"><strong>www.italiantalks.com</strong></a><strong>!<br />
</strong>Sì, un’idea nata dall’analisi della rete e dalle richieste dei nostri clienti ai concierge, dalla quale ci siamo accorti che non esisteva in rete uno spazio che raggruppasse in maniera ben scritta, ordinata e utile, informazioni e racconti su ciò per cui il Made in Italy è apprezzato nel mondo intero.</p>
<p><strong>Quindi, una rivista online?<br />
</strong>Esatto, abbiamo deciso di diventare editori di questo blog che parla di bellezza italiana, seguito da una redazione autonoma e indipendente, composta da un redattore capo e 4 giornaliste e blogger, ciascuna con specializzazioni differenti.</p>
<p><strong>Per concludere, ci sarà anche una sorta di diario di viaggio?<br />
</strong>Esattamente, è presente una sezione <em>People</em> che raccoglierà i racconti su angoli di Italia visti e vissuti da personaggi famosi e/o da alcuni contributors importanti del blog.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Crediti foto: <strong>Mauro Mamone</strong></em> <em>&#8211; Luca Magni indossante la cerata</em> &#8211;</p>
<p>(di <strong><em>Daniela Schicchi</em></strong>)</p>
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