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	<title>Luca Marinelli &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<title>Luca Marinelli &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Nastri d’Argento 2025: storie potenti, attori iconici e grandi ritorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 09:58:00 +0000</pubDate>
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<p>Da diversi anni ormai la serialità italiana vive un momento di rinnovato splendore, spaziando con consapevolezza e libertà tra generi, linguaggi e piattaforme. I Nastri d’Argento Grandi Serie 2025, assegnati ieri sera nella splendida cornice di Villa Pignatelli a Napoli, hanno celebrato il meglio della stagione televisiva e streaming italiana, premiando titoli che hanno saputo lasciare un segno non solo nel cuore del pubblico, ma anche nella coscienza critica del Paese.</p>



<h4><strong>La serie dell’anno: storia, ambizione e una performance magistrale di Luca Marinelli</strong></h4>



<p>A conquistare il titolo di Serie dell’anno è stata “M. Il figlio del secolo”, la produzione Sky diretta da Joe Wright e tratta dal celebre romanzo di Antonio Scurati. Un’opera ambiziosa e disturbante, che affronta con coraggio la nascita del fascismo attraverso lo sguardo affilato di un racconto storico e drammatico. Al centro, l’interpretazione straordinaria di Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini, che non solo convince, ma ipnotizza. Premi anche per la co-protagonista Barbara Chichiarelli e per la sceneggiatura firmata da Stefano Bises e Davide Serino, che ha saputo tenere in equilibrio rigore storico e tensione narrativa.</p>



<h4><strong>La leggerezza vincente: gli 883 conquistano la Commedia</strong></h4>



<p>Cambia totalmente registro “Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883”, che si aggiudica il Nastro d’Argento nella categoria Commedia. La serie, diretta da Sydney Sibilia, ha riportato in auge il mito pop di Max Pezzali e Mauro Repetto con nostalgia e ironia, regalando due giovani rivelazioni: Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli. I due attori hanno ricevuto sia il premio Rivelazioni dell’anno che una targa speciale di Italo “per un successo ad alta velocità”. Un riconoscimento che dimostra quanto anche la leggerezza, se ben scritta e recitata, possa restare impressa.</p>



<h4><strong>Il crime che fa discutere: “Avetrana” vince con coraggio</strong></h4>



<p>Sul fronte del crime, a spuntarla è “Avetrana – Qui non è Hollywood”, una delle serie più discusse dell’anno. Nonostante le polemiche e una diffida da parte del comune omonimo, la serie che racconta il tragico caso di Sarah Scazzi ha convinto la critica grazie alla sua capacità di trattare la cronaca con rispetto e complessità. Un’operazione delicata, ma ben riuscita.</p>



<h4><strong>Il drama dell’anno è firmato da Valeria Golino</strong></h4>



<p>Tra i titoli più intensi dell’anno, “L’arte della gioia” di Valeria Golino ha vinto nella categoria Drama. Liberamente tratto dal romanzo di Goliarda Sapienza, racconta la storia della giovane Modesta, una donna che nella Sicilia del dopoguerra combatte per il diritto a vivere la propria vita secondo i propri desideri. Un racconto potente di emancipazione e autodeterminazione, che ha permesso a Tecla Insolia di conquistare il premio come Miglior attrice protagonista. La serie ha ricevuto anche i riconoscimenti per i non protagonisti Valeria Bruni Tedeschi e Guido Caprino.</p>



<h4><strong>Il miglior film per la TV è un classico rivisitato</strong></h4>



<p>A imporsi nella categoria Film TV è stato “Questi Fantasmi!”, remake della celebre commedia di Eduardo De Filippo, diretto da Alessandro Gassmann. Un omaggio alla tradizione napoletana, con un cast corale che ha saputo coniugare rispetto per il passato e sensibilità moderna: Massimiliano Gallo, Anna Foglietta, Alessio Lapice e Maurizio Casagrande portano in scena uno dei testi più amati del teatro italiano.</p>



<h4><strong>Icone dell’anno: volti che lasciano il segno</strong></h4>



<p>Non poteva mancare un riconoscimento speciale a chi ha saputo incarnare la serialità con forza e carisma. Le Icone dell’anno sono cinque nomi che rappresentano generazioni, stili e sensibilità differenti: Luca Marinelli per “M. Il figlio del secolo”, Kim Rossi Stuart per “Il Gattopardo”, Alba Rohrwacher per “L’amica geniale – Storia della bambina perduta”, Monica Guerritore per “Inganno” e Vittoria Schisano per “La vita che volevi”. Interpreti intensi, capaci di attraversare ruoli e narrazioni lasciando un’impronta riconoscibile e profonda.</p>



<h4><strong>Il valore di una serialità che sa rischiare</strong></h4>



<p>Quella premiata ai Nastri d’Argento Grandi Serie 2025 è una serialità italiana matura, capace di alternare la grande Storia alla musica pop, il dramma esistenziale alla commedia nostalgica, la cronaca al teatro. Le produzioni selezionate dimostrano che la serialità è ormai il cuore pulsante del racconto contemporaneo e che gli attori italiani sanno ancora stupire. In un panorama globale sempre più competitivo, il nostro Paese continua a proporre storie che parlano, emozionano e resistono.</p>
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		<title>Luca Marinelli e il suo M.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 11:57:47 +0000</pubDate>
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<p><strong>Nei panni di Mussolini in una nuova miniserie Sky</strong></p>



<p>&nbsp;M. Il figlio del secolo e il suo autore, Antonio Scurati, non sono sicuramente estranei alle critiche che vengono loro mosse, ed è quindi inevitabile che nel momento in cui questo romanzo – vincitore del premio Strega nel 2019 – diventa una serie tv, anche il suo interprete principale, ossia Luca Marinelli, nei panni di Benito Mussolini, diventi il centro di questa attenzione negativa.</p>



<p>Presentata però in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia il 5 settembre 2024, e uscita su Sky Atlantic il 10 gennaio, la miniserie sta raccogliendo ottime valutazioni e soprattutto Marinelli viene elogiato per il lavoro che ha svolto. La narrazione di M. Il figlio del secolo si concentra sull&#8217;ascesa al potere di Benito Mussolini, a partire dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento del 1919 fino al discorso in Parlamento del 3 gennaio 1925, la data con cui convenzionalmente si considera l’inizio del ventennio fascista. A questo primo libro, sono seguiti altri tre: M. L&#8217;uomo della provvidenza, M. Gli ultimi giorni dell&#8217;Europa e M. L&#8217;ora del destino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Luca-Marinelli-1.jpg" alt="" class="wp-image-130135" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Luca-Marinelli-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Luca-Marinelli-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Luca-Marinelli-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Luca-Marinelli-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La figura di Mussolini e l’antifascismo oggi</strong></p>



<p>Era il 20 aprile 2024 quando l’intervento di Antonio Scurati su Rai3 in occasione dell’Anniversario della liberazione d&#8217;Italia veniva annullato per quelle che all’inizio vennero dichiarate divergenze sul compenso economico (poi rivelatisi veri e propri motivi editoriali). Lo scrittore doveva infatti esporre un monologo in cui ricordava l&#8217;assassinio di Giacomo Matteotti e le stragi nazifasciste delle Fosse Ardeatine, di Sant’Anna di Stazzema e di Marzabotto, e accusava quindi il partito al Governo di non aver mai ripudiato il suo passato neo-fascista. Scurati aveva d’altronde cinque anni prima dedicato la vittoria del premio Strega a chi aveva combattuto contro il fascismo.</p>



<p>A quasi un anno di distanza il testimone viene raccolto dal regista di M. Il figlio del secolo, Joe Wright, gli sceneggiatori Stefano Bises e Davide Serino e dall’attore protagonista, Luca Marinelli. Proprio in questi giorni ha dichiarato quanto sia stato difficile interpretare Benito Mussolini, dato che l’attore si definisce antifascista. Soprattutto all’inizio, infatti, il politico ne esce come un personaggio in grado di attirare la simpatia del pubblico, che a tratti può comprendere le sue scelte. Quello che alla fine, però, risulta è un uomo che per i vizi e il potere ha distrutto un Paese.</p>



<p>Marinelli è, dunque, riuscito a non realizzare una macchietta, buffa e facile da schernire, ma anzi, sottraendo il suo pensiero alla riuscita dell’opera, ha dato prova del suo grande talento.</p>
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		<title>Il grande ritorno di Diabolik e Eva Kant sul grande schermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 12:48:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’attesissimo cinecomic diretto dai Manetti Bros arriva al cinema il 16 dicembre e porta in scena la vera genesi della saga: l’incontro tra Diabolik ed Eva</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/il-grande-ritorno-di-diabolik-e-eva-kant-sul-grande-schermo/">Il grande ritorno di Diabolik e Eva Kant sul grande schermo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p><strong>Il Re del terrore</strong>, l’antieroe per eccellenza del fumetto nero all’italiana, torna sul grande schermo con una nuova trasposizione cinematografica. Il 16 dicembre arriva al cinema <strong><em>Diabolik</em></strong>, film diretto dai <strong>Manetti Bros</strong> e ispirato al celebre fumetto di Angela e Luciana Giussani. Nonostante l’enorme successo del fumetto, il cui esordio risale al 1962, prima di questo film prodotto da Mompracem con Rai Cinema, c’era stato soltanto un precedente nel 1968.</p>



<p>L’arrivo sul grande schermo di un personaggio così importante nel panorama artistico e culturale italiano crea senz’altro enormi aspettative. I registi dovevano riuscire nella doppia impresa di rendere omaggio a un personaggio iconico e conquistarne i fan. Così hanno puntato su due fattori vincenti: la trama, ispirata al terzo numero della prima serie <em>L’arresto di Diabolik</em>, e un cast formidabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-1.jpg" alt="" class="wp-image-84275" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/12/Diabolik-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La trama: l’incontro di Diabolik ed Eva Kant</strong></p>



<p>Diabolik, inteso sia come personaggio che fumetto, raggiunge la sua completezza soltanto quando affiancato da Eva Kant, sua partner e complice. Nei primi due numeri del fumetto delle sorelle Giussani, Eva non compare. Bisogna aspettare il terzo, <em>L’arresto di Diabolik</em>, per la sua entrata in scena. La pellicola dei Manetti Bros si focalizza proprio su questo momento emblematico nella genesi di Diabolik, ovvero il suo <strong>incontro con Eva</strong>, considerato da molti fan il vero inizio della saga.&nbsp;</p>



<p>Il film è ambientato negli anni ‘70 a <strong>Clerville</strong>, lo stato immaginario inventato dalle sorelle Giussani, in particolare nell’omonima capitale. Nonostante sia un’ambientazione fittizia, Clerville ha chiari connotati europei e sembra essere situata nella zona francese della Provenza.</p>



<p>Il film, peraltro, viene girato nelle italianissime città di Trieste, Courmayeur, Milano e Bologna. Tra le strade di Clerville, Diabolik sfreccia con la sua Jaguar E-type, inseguito dalla polizia e dall’<strong>ispettore Ginko</strong>, che riesce sempre a seminare grazie alla sua astuzia e alle sue abilità. Sfuggente e solitario, il ladro misterioso continua senza sosta a pianificare i suoi colpi geniali, finché la sua vita subisce un inaspettato cambio di rotta.</p>



<p>L’attenzione di Diabolik, infatti, viene improvvisamente catturata dalla notizia dell’arrivo in città di una donna ereditiera di un preziosissimo diamante rosa. La donna in questione è <strong>Eva Kant</strong>. L’incontro tra i due avviene proprio durante il tentativo di furto del diamante da parte del ladro. Le cose non saranno più le stesse per Diabolik, né per Eva.&nbsp;</p>



<p>I registi affermano che “per raccontare davvero Diabolik è impossibile non raccontare Eva Kant: sarà coprotagonista del nostro film al 100%, vogliamo raccontare l’incontro tra Diabolik ed Eva, due anarchici in un mondo di assoggettati depressi. Il nostro sarà un film di azione sì, ma anche oscuramente romantico”. Azione, suspense, amore e colpi di scena tengono gli spettatori incollati allo schermo per tutta la durata del film.</p>



<p><strong>Un cast eccellente: Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea</strong></p>



<p>Oltre alla trama ben strutturata, altro punto di forza del film dei Manetti è senza dubbio il cast. Nei panni di Diabolik troviamo <strong>Luca Marinelli</strong>, talentuoso interprete italiano dagli occhi di ghiaccio già apprezzato per i suoi ruoli nei film <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>, <em>Martin Eden </em>e <em>Non essere cattivo</em>. A interpretare Eva Kant è l’affascinante <strong>Miriam Leone</strong>, la quale, ancora una volta, dimostra di essere un’attrice di grande bravura e versatilità.</p>



<p><strong>Valerio Mastandrea</strong> è invece l’ispettore Ginko, lo storico antagonista di Diabolik. Tra gli altri volti troviamo Claudia Gerini, Valeria Scalera, Serena Rossi, Alessandro Roja, Stefano Pesce, Lorenzo Pedrotti, Luca Di Giovanni e Antonino Iuorio. Insomma, gli elementi per un cinecomic indimenticabile ci sono tutti. Ora non resta che andare a gustarne il risultato al cinema, da spettatori.</p>



<p><strong><em>di Debora Lupi</em></strong></p>
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