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	<title>Louis Vuitton &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Louis Vuitton &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Louis Vuitton Mythica: il mito prezioso della donna contemporanea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jewels]]></category>
		<category><![CDATA[alta gioielleria]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="447" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica-768x447.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica-768x447.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica-300x175.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica-1024x596.jpg 1024w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica-480x279.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/mythica.jpg 1040w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Louis Vuitton presenta Mythica, una collezione di Alta Gioielleria che trasforma il gioiello in un racconto epico dedicato alla forza e all’identità femminile contemporanea.</p>
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<p>Nel 2026, Louis Vuitton inaugura un nuovo straordinario capitolo della sua Alta Gioielleria con <em>Mythica</em>, una collezione che supera il concetto tradizionale di gioiello per trasformarsi in un vero racconto epico contemporaneo. Un viaggio simbolico e visionario dedicato alla donna Louis Vuitton, immaginata come eroina moderna, libera di attraversare prove, cambiamenti e conquiste fino a raggiungere la piena consapevolezza di sé.</p>



<p>Articolata in 11 temi e 110 creazioni uniche, Mythica esplora il potere del mito attraverso pietre eccezionali, diamanti taglio LV Monogram e un savoir-faire che conferma ancora una volta la capacità della Maison di spingere l’Alta Gioielleria verso territori sempre più artistici, narrativi e sperimentali.</p>



<p><strong>Un viaggio epico tra simboli, mistero e trasformazione</strong></p>



<p>Ogni capitolo della collezione rappresenta una tappa fondamentale del viaggio dell’eroina. Si parte da <em>Conquest</em>, dove il motivo della freccia diventa simbolo di direzione, volontà e conquista personale. Rubini intensi, onice e diamanti costruiscono gioielli potenti e grafici che sembrano proiettati verso il futuro.</p>



<p>Con <em>Totem</em> il linguaggio si fa più spirituale e protettivo: il motivo a chevron, reinterpretazione della celebre V di Vuitton, si trasforma in un emblema di energia e forza femminile. Oro bianco e giallo dialogano in volumi scultorei che evocano antichi talismani contemporanei.</p>



<p>La collezione prosegue poi con <em>Fortitude</em>, dedicata al coraggio e alla resilienza, dove protagonisti assoluti sono rarissimi zirconi blu provenienti dalla Cambogia, pietre quasi mai utilizzate nell’universo dell’Alta Gioielleria. Un omaggio alla nobiltà d’animo e alla capacità di affrontare il proprio destino.</p>



<p><strong>L’arte del gioiello incontra l’innovazione</strong></p>



<p>Uno degli aspetti più affascinanti di Louis Vuitton Mythica è la continua ricerca tecnica e creativa. In <em>Enigma</em> e <em>Spell</em> il mistero prende forma attraverso acquamarine, topazi a occhio di gatto e diamanti fluorescenti che si illuminano sotto la luce UV, una novità assoluta nel panorama dell’alta gioielleria contemporanea.</p>



<p>La Maison introduce così un’idea di lusso sempre più esperienziale e immersiva, dove il gioiello cambia, si trasforma e rivela dettagli nascosti a seconda della luce e dello sguardo di chi lo osserva. È un lusso che non punta soltanto all’estetica, ma anche all’emozione e alla scoperta.</p>



<p>Straordinario anche il lavoro sui volumi e sulla leggerezza. In <em>Whisper</em>, ad esempio, collane eteree in oro bianco e diamanti sembrano galleggiare sul corpo come nuvole luminose, mentre <em>Mesmerism</em> conquista con un incredibile smeraldo colombiano da 17,18 carati sospeso in una costruzione di diamanti che richiama la delicatezza del pizzo couture.</p>



<p><strong>La celebrazione della donna Louis Vuitton</strong></p>



<p>Più che una collezione di Alta Gioielleria, Mythica è una dichiarazione di identità femminile. Ogni tema racconta una qualità dell’eroina contemporanea: intuizione, forza, trasformazione, mistero, rinascita e vittoria. Una donna che non aspetta di essere raccontata da qualcun altro, ma che costruisce autonomamente il proprio mito.</p>



<p>Il viaggio culmina infatti in <em>Triumph</em> e <em>Victory</em>, forse i capitoli più spettacolari dell’intera collezione. La fenice scolpita nell’oro diventa simbolo di rinascita, mentre una straordinaria corona d’alloro composta da diamanti colorati celebra il trionfo finale dell’eroina.</p>



<p>Con Mythica, Louis Vuitton conferma la propria capacità di trasformare l’Alta Gioielleria in un linguaggio culturale contemporaneo, dove arte, moda, artigianato e storytelling convivono in perfetto equilibrio. Una collezione che non parla soltanto di lusso, ma di visione, carattere e libertà.</p>
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		<title>Louis Vuitton conquista Milano: il lusso diventa scenografia totale alla Design Week 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Design Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/louisvuitton2-768x461.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/louisvuitton2-768x461.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/louisvuitton2-300x180.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/louisvuitton2-480x288.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/louisvuitton2.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Louis Vuitton trasforma Palazzo Serbelloni in un’esperienza immersiva durante la Design Week 2026, ridefinendo il lusso come narrazione culturale</p>
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<p>Alla Milan Design Week 2026, il lusso non si limita più a esistere: occupa spazio, costruisce mondi, detta linguaggi. E tra i protagonisti più attesi, Louis Vuitton conferma una strategia ormai chiara: non vendere oggetti, ma creare universi. A Milano, il brand trasforma Palazzo Serbelloni in un racconto immersivo che attraversa storia, design e visione contemporanea.</p>



<p><strong>Un palazzo, una visione</strong></p>



<p>7</p>



<p>Nel cuore della città, Louis Vuitton sceglie una delle location più iconiche per mettere in scena la propria presenza. Non una semplice esposizione, ma un percorso narrativo: stanze che diventano capitoli, oggetti che si trasformano in simboli.</p>



<p>L’installazione ruota attorno a un dialogo tra passato e futuro, con un tributo al designer Art Déco Pierre Legrain, figura chiave per l’estetica della Maison.</p>



<p>Arredi, tessili e oggetti decorativi reinterpretano i suoi codici grafici, trasformando rilegature, pattern e geometrie in elementi tridimensionali. Il risultato è un ambiente in cui il design diventa linguaggio e memoria.</p>



<p><strong>Objets Nomades: quando il design diventa storytelling</strong></p>



<p>Al centro della scena tornano gli <strong>Objets Nomades</strong>, progetto che Louis Vuitton porta avanti da anni e che, anche nel 2026, rappresenta il ponte tra artigianato e innovazione.</p>



<p>Nuove collezioni dialogano con pezzi iconici, mentre i trunk storici — simbolo dell’arte del viaggio — vengono inseriti in una narrazione più ampia, quasi cinematografica.</p>



<p>Non si tratta solo di design, ma di costruzione di immaginario: ogni oggetto è pensato per evocare uno stile di vita, non semplicemente per arredare uno spazio.</p>



<p><strong>La moda invade il design (e viceversa)</strong></p>



<p>La presenza di Louis Vuitton si inserisce in un fenomeno sempre più evidente: la Design Week è diventata territorio strategico per i brand di moda. Non più solo passerelle, ma ambienti immersivi pensati per un pubblico globale e ad alto potere d’acquisto.</p>



<p>Oltre 30 maison partecipano attivamente, trasformando Milano in una piattaforma culturale dove il confine tra fashion e interior design si dissolve.</p>



<p>In questo scenario, Louis Vuitton gioca una partita precisa: non inseguire il design, ma ridefinirlo attraverso il proprio DNA.</p>



<p><strong>Dal prodotto all’esperienza: la nuova strategia del lusso</strong></p>



<p>La vera chiave della presenza di Louis Vuitton non è l’oggetto, ma l’esperienza. Le stanze del palazzo diventano scenografie, il visitatore è parte attiva del racconto, il prodotto quasi scompare per lasciare spazio alla narrazione.</p>



<p>È una trasformazione profonda: il lusso non si compra, si vive.</p>



<p>E se da un lato questo approccio amplifica il valore percepito, dall’altro solleva anche una domanda: dove finisce il design e dove inizia il marketing?</p>



<p>Alla Milan Design Week 2026, Louis Vuitton non presenta semplicemente una collezione, ma afferma una posizione.</p>



<p>Il lusso oggi è un sistema culturale complesso, fatto di spazi, esperienze e simboli. E Milano diventa il palcoscenico perfetto per raccontarlo.</p>



<p>Ma in un contesto sempre più affollato di installazioni spettacolari, la vera sfida resta una sola: riuscire ancora a sorprendere.</p>
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		<title>Louis Vuitton Fall/Winter 2026: “Super Nature”, quando la natura diventa futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 01:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
		<category><![CDATA[fall winter 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La collezione Louis Vuitton Fall/Winter 2026 “Super Nature” di Nicolas Ghesquière fonde natura, tecnologia e artigianato in una visione contemporanea della moda e del viaggio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B99168DA-09E5-424C-AA0D-836CC97F67FA.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Per la collezione Donna Autunno/Inverno 2026, Louis Vuitton affida ancora una volta a Nicolas Ghesquière il compito di immaginare il futuro della moda. Il risultato è <em>Super Nature</em>, una collezione che guarda alla natura non come semplice fonte di ispirazione, ma come vera architettura del vestire contemporaneo. Tra paesaggi, tecnologia e artigianalità, la maison costruisce un racconto che trasforma l’abbigliamento in un ecosistema creativo: capi pensati per vivere, muoversi e dialogare con il mondo che ci circonda.</p>



<p><strong>Natura, ma amplificata</strong></p>



<p>Ghesquière parte da un’idea chiara: la natura è la più grande stilista di sempre. Montagne, foreste e pianure diventano così una grammatica visiva che si traduce in volumi, linee e silhouette.</p>



<p>Gli abiti sembrano reagire al vento, alla pioggia, al clima. Le forme si muovono come elementi naturali e i capi assumono una dimensione quasi istintiva. È una moda che guarda al passato ma non rimane intrappolata nella nostalgia: il naturale viene reinterpretato nel contesto di un mondo sempre più digitale.</p>



<p><strong>Materiali che sembrano vivi</strong></p>



<p>Uno degli aspetti più affascinanti della collezione è la ricerca sui materiali. Tessuti e superfici assumono una dimensione quasi organica grazie a lavorazioni sperimentali che combinano tecnologia e artigianato.</p>



<p>Pelli che ricordano la texture del legno, bottoni simili a minerali, dettagli che evocano corna di cervo: ogni elemento sembra provenire da un paesaggio immaginario. Non si tratta di imitare la natura, ma di trasformarla in qualcosa di nuovo, quasi futuristico.</p>



<p><strong>Il viaggio resta il cuore della maison</strong></p>



<p>Se c’è un tema che non abbandona mai Louis Vuitton è quello del viaggio. La collezione lo racconta attraverso accessori pensati per muoversi nel mondo con libertà.</p>



<p>La storica Noé Bag ritorna alle proporzioni e ai colori originali del 1932, mentre nuove borse evocano uno spirito nomade e contemporaneo. Anche i gioielli raccontano questa storia: chiodi dei bauli e simboli dell’archivio diventano dettagli preziosi che collegano passato e presente.</p>



<p><strong>Un paesaggio futuristico nel cuore di Parigi</strong></p>



<p>La sfilata prende vita nella Cour Carrée del Museo del Louvre, trasformata per l’occasione in un paesaggio quasi fantascientifico. La scenografia immagina una natura reinterpretata attraverso uno sguardo contemporaneo, creando un ambiente sospeso tra realtà e immaginazione.</p>



<p>Qui la moda diventa racconto visivo: un viaggio tra natura e tecnologia, tra memoria e futuro, dove ogni look sembra suggerire una nuova possibilità di vivere il mondo.</p>



<p>Immagini: WOMEN&#8217;S FALL WINTER 2026 SHOW COLLECTION <strong>©</strong> Louis Vuitton &#8211; All rights reserved</p>
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		<title>Louis Vuitton immagina un futuro senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 14:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Drophouse]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Louis Vuitton immagina un menswear senza tempo dove funzione, innovazione e lusso convivono.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/louis-vuitton-immagina-un-futuro-senza-tempo/">Louis Vuitton immagina un futuro senza tempo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Louis-Vuitton-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Con la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026, Louis Vuitton presenta una visione che guarda al futuro partendo dalla funzione. Sotto la direzione creativa di Pharrell Williams, il menswear diventa espressione di durata, ingegno e utilità, allontanandosi dall’idea di abito come semplice ornamento per trasformarsi in strumento di vita quotidiana.</p>



<p><strong>Timeless, oltre l’estetica</strong></p>



<p>Il concetto di Timeless guida l’intera collezione. Ogni capo è progettato per resistere al tempo, non solo dal punto di vista stilistico ma anche funzionale. L’abbigliamento viene pensato come qualcosa che protegge, respira e si adatta, rispondendo ai bisogni reali dell’uomo contemporaneo. La sfilata mette in scena una comunità globale che condivide valori di discernimento, qualità e gusto, traducendo il lusso in utilità concreta.</p>



<p><strong>La DROPHOUSE come spazio narrativo</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68.jpg" alt="" class="wp-image-141622" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Al centro della presentazione compare la DROPHOUSE, una struttura prefabbricata in legno progettata da Pharrell Williams in collaborazione con lo studio di architettura Not A Hotel. Posizionata nel Jardin d’Acclimatation, la casa diventa simbolo di un vivere senza confini, spazio duraturo in cui abitare il futuro. L’ambiente si trasforma in scenografia concettuale, rafforzata da arredi HOMEWORK disegnati appositamente per lo show.</p>



<p><strong>Innovazione tessile e sartoriale</strong></p>



<p>Il cuore della collezione è la ricerca sui Timeless Textiles. Tessuti tecnici e sartoriali vengono reinterpretati attraverso effetti riflettenti, materiali termo-adattivi e superfici in alluminio che seguono il movimento del corpo. Il tailoring classico si evolve in una nuova figura, il Future Dandy, dove volumi disinvolti e underlayer trasparenti ridefiniscono l’eleganza maschile in chiave retro-futuristica.</p>



<p><strong>Illusione, accessori e sensorialità</strong></p>



<p>Il trompe-l’œil diventa strumento creativo: camicie che sembrano in flanella ma sono in seta, maglieria che imita la spugna, denim che riflette la luce. Le borse e gli accessori esplorano nuove materie come il LV Silk-Nylon e il Monogram Vintage Vernis, mentre gioielli e oggetti richiamano un immaginario rétro-futurista. L’esperienza è completata da una colonna sonora curata da Pharrell Williams e da una fragranza sviluppata da Jacques Cavallier Belletrud, che avvolge lo spazio in una dimensione sensoriale totale.</p>
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		<title>LVMH Watch Week: nove Maison, nove visioni del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jewels]]></category>
		<category><![CDATA[Bvlgari]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Roth]]></category>
		<category><![CDATA[Gérald Genta]]></category>
		<category><![CDATA[Hublot]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
		<category><![CDATA[LVMH]]></category>
		<category><![CDATA[LVMH Watch Week]]></category>
		<category><![CDATA[orologeria di lusso]]></category>
		<category><![CDATA[TAG Heuer]]></category>
		<category><![CDATA[Tiffany & Co.]]></category>
		<category><![CDATA[Zenith]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La LVMH Watch Week a Milano ha riunito nove Maison per interpretare il tempo tra tradizione, design e innovazione, trasformando l’orologeria in un manifesto culturale contemporaneo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-54-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Milano non misura il tempo: lo interpreta. Lo piega al design, alla cultura, alla visione. Dal 20 al 22 gennaio, la città simbolo della creatività italiana ha accolto l’ultima edizione di <strong>LVMH Watch Week</strong>, confermandone il ruolo centrale nel panorama internazionale dell’alta orologeria.</p>



<p>Nove Maison del Gruppo LVMH si sono riunite per raccontare il tempo attraverso linguaggi diversi ma complementari: dalla grande tradizione meccanica alla gioielleria d’autore, dallo sport alla scultura cinetica. Un dialogo continuo tra passato e futuro, tra savoir-faire e sperimentazione, che ha trasformato Milano in una vera capitale del tempo contemporaneo.</p>



<p><strong>Bvlgari</strong></p>



<p><strong>Roma eterna, precisione svizzera</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-67-1.jpg" alt="" class="wp-image-141662" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-67-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-67-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-67-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-67-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Bvlgari ha riaffermato la propria identità unica nel panorama del lusso: quella di una Maison capace di fondere l’eredità romana con l’eccellenza dell’orologeria svizzera. Protagoniste della Watch Week sono state le collezioni <strong>Monete</strong> e <strong>Tubogas</strong>, autentiche icone che continuano a evolversi senza perdere il loro potere evocativo.</p>



<p>Le Monete trasformano frammenti di storia in segnatempo preziosi, dove il passato diventa materia viva. I Tubogas, con la loro costruzione fluida e sensuale, raccontano invece un’idea di tempo continuo, senza interruzioni. In entrambi i casi, la gioielleria incontra una competenza meccanica sempre più sofisticata, confermando Bvlgari come uno dei pochi brand capaci di muoversi con naturalezza tra due mondi.</p>



<p><strong>Tiffany &amp; Co.</strong></p>



<p><strong>Il tempo come gioiello</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-1.jpg" alt="" class="wp-image-141663" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-68-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Tiffany &amp; Co. ha continuato ad ampliare il proprio universo orologiero portando a Milano una visione elegante e profondamente poetica del tempo. Le creazioni presentate fondono <strong>alta gioielleria e maestria orologiera</strong>, dando vita a segnatempo che superano la funzione per diventare espressioni di stile e raffinatezza.</p>



<p>Diamanti, proporzioni armoniche e dettagli cromatici iconici si intrecciano a movimenti di alta qualità, in una sintesi che rende il tempo un’esperienza intima, luminosa, sofisticata. Per Tiffany, l’orologio non è mai solo uno strumento: è un gesto, una dichiarazione di eleganza senza tempo.</p>



<p><strong>Hublot</strong></p>



<p><strong>Performance, sport, istinto</strong></p>



<p>Con Hublot, il tempo entra nel territorio dell’azione. La Maison ha presentato a Milano una serie di segnatempo fortemente legati allo <strong>sport</strong>, elemento centrale del suo DNA. Emblema di questa visione è l’orologio dedicato a <strong>Novak Djokovic</strong>, progettato per rispondere alle esigenze estreme di uno dei più grandi atleti del nostro tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-76-1.jpg" alt="" class="wp-image-141677" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-76-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-76-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-76-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-76-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Accanto a questa creazione, Hublot ha svelato modelli pensati per il <strong>mercato asiatico</strong>, come quelli ispirati al <strong>cavallo</strong>, simbolo di forza, successo ed energia nella cultura orientale. Segnatempo che uniscono simbolismo culturale, ricerca sui materiali e architetture di cassa all’avanguardia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-77-1.jpg" alt="" class="wp-image-141678" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-77-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-77-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-77-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-77-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Hublot continua così a spingere i confini dell’orologeria, trasformando il tempo in un’esperienza fisica, potente, contemporanea.</p>



<p><strong>TAG Heuer</strong></p>



<p><strong>La velocità come eredità</strong></p>



<p>TAG Heuer ha scelto di raccontare il proprio presente partendo dalla propria storia, una storia che affonda le radici nel <strong>1860</strong> e attraversa oltre un secolo di innovazione cronometrica legata allo sport e ai motori.</p>



<p>Alla Watch Week, la collezione <strong>Carrera</strong> è stata protagonista assoluta:</p>



<ul><li>Il <strong>TAG Heuer Carrera Glassbox Chronograph 41 mm</strong>, disponibile dal 19 gennaio, reinterpreta i codici storici con un vetro bombato che amplifica profondità e leggibilità.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-70.jpg" alt="" class="wp-image-141665" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-70.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-70-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-70-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-70-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<ul><li>Il <strong>Carrera Split Seconds Chronograph</strong> rappresenta l’apice della precisione tecnica, pensato per chi vive il tempo come competizione pura.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-71.jpg" alt="" class="wp-image-141667" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-71.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-71-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-71-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-71-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<ul><li>Il <strong>Carrera Seafarer Chronograph</strong> introduce una dimensione nautica, evocando esplorazione, avventura e libertà.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-69-1.jpg" alt="" class="wp-image-141666" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-69-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-69-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-69-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-69-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>TAG Heuer dimostra ancora una volta come il passato non sia un limite, ma una spinta costante verso il futuro.</p>



<p><strong>Zenith</strong></p>



<p><strong>Alta frequenza, identità pura</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-141668" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-1024x576.jpg 1024w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-300x169.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-768x432.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-1536x864.jpg 1536w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-2048x1152.jpg 2048w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-480x270.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/2-STILL-1-1_DEFY-LVMH-WW_16x9-1320x743.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Zenith ha celebrato la propria eredità pionieristica presentando nuove interpretazioni della collezione <strong>DEFY</strong>, manifesto di una visione tecnica radicale e coerente.</p>



<ul><li><strong>DEFY Revival A3643</strong> recupera l’audacia degli anni ’70 con un design fedele e vibrante.</li><li><strong>DEFY Skyline Skeleton</strong> mette in scena la meccanica a vista, trasformando il movimento in architettura estetica.</li><li><strong>DEFY Skyline Chronograph</strong> unisce sportività, precisione e stile contemporaneo.</li></ul>



<p>Il leggendario spirito dell’<strong>El Primero</strong> continua a vivere in creazioni che guardano al futuro senza rinnegare la propria anima.</p>



<p><strong>Daniel Roth</strong></p>



<p><strong>L’essenza dell’alta orologeria</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-72-1.jpg" alt="" class="wp-image-141670" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-72-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-72-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-72-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-72-1-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Daniel Roth ha proseguito il suo raffinato rilancio con l’<strong>Extra Plat Rose Gold Skeleton</strong>, un segnatempo che esalta l’architettura meccanica attraverso una purezza quasi ascetica. Ogni componente è visibile, leggibile, essenziale. Un omaggio all’alta orologeria indipendente, dove il tempo si mostra senza artifici.</p>



<p><strong>Gérald Genta</strong></p>



<p><strong>Scultura del tempo</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-74.jpg" alt="" class="wp-image-141671" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-74.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-74-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-74-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-74-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Con le nuove creazioni solo tempo della collezione <strong>Geneva</strong>, Gérald Genta ha incarnato <em>L’Esprit de Genève</em> in forme scultoree ed eleganza sofisticata. Orologi che non seguono le mode, ma le anticipano, trasformando il design in linguaggio culturale.</p>



<p><strong>Louis Vuitton &amp; L’Epée 1839</strong></p>



<p><strong>Quando il tempo diventa arte</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-75.jpg" alt="" class="wp-image-141672" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-75.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-75-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-75-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-75-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Louis Vuitton ha stupito con creazioni realizzate a <strong>La Fabrique du Temps</strong>, tra cui la celebre <strong>camionnette</strong>, un oggetto d’arte orologiero che celebra il viaggio come metafora del tempo. Un dialogo affascinante tra arti applicate e ingegneria meccanica.</p>



<p>Con <strong>L’Epée 1839</strong>, il tempo esce dal polso per diventare scultura cinetica. Creazioni che fondono movimento, architettura e artigianalità artistica di altissimo livello, ridefinendo i confini stessi dell’orologeria.</p>



<p><strong>Oltre l’evento</strong></p>



<p><strong>Un manifesto dell’orologeria contemporanea</strong></p>



<p>Con questa edizione, <strong>LVMH Watch Week</strong> ha dimostrato di essere molto più di una semplice presentazione di novità. È un manifesto culturale, un laboratorio di idee, un luogo in cui il tempo viene continuamente reinventato.</p>



<p>Milano è stata la cornice ideale per raccontare un’orologeria che non si limita a misurare i secondi, ma li trasforma in visione, emozione, desiderio.<br>Un’espressione autentica della missione del Gruppo LVMH:<br><strong>The Art of Crafting Dreams</strong>.</p>
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		<title>Louis Vuitton svela il nuovo extrait, Fantasmagory</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 08:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beauty e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmagory]]></category>
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		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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		<category><![CDATA[Louis Vuitton nuovo profumo]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Arriva la linea di profumi Louis Vuitton “Les Extraits” con una nuova e affascinante creazione: Fantasmagory</p>
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<p>Dal 2021 Louis Vuitton realizza la collezione Les Extrait; oggi, quattro anni dopo, presenta una nuova fragranza che si unisce alla linea,&nbsp; nata dall’incontro delle menti creative di Jacques Cavallier Belletrud e Frank Gehry. Guidato dalla sua visione moderna, il maître parfumeur della Maison, Jacques Cavallier Belletrud, reinterpreta i grandi temi della profumeria nelle loro espressioni più profonde. Un profumo che esplora la dualità della vaniglia, tra la dolcezza e la purezza aromatica. Il risultato è una fragranza che unisce raffinatezza e potenza, ed è perfetta per chi desidera lasciare un’impronta sofisticata e unica.</p>



<p><strong>La nascita di una collaborazione</strong></p>



<p>Una collaborazione, quella tra Jacques Cavallier Belletrud e Frank Gehry, ricca di complicità creativa e sostenuta da valori e aspirazioni condivisi: la bellezza selvaggia della natura e il senso di libertà di spirito che emana, unito alla voglia spinta di voler rompere con la tradizione. Guidati da un reciproco fascino per la decostruzione, l’esperienza combinata di questa coppia virtuosa eleva gli Extraits a opere d’arte.</p>



<p>Jacques Cavallier Belletrud, maestro delle materie prime, approfondisce il cuore stesso della fragranza, spingendone i confini, svelandone l’essenza e accendendo emozioni pure.</p>



<p>Frank Gehry si avventura in un nuovo territorio della sua odissea scultorea: il flacone. Alla base del suo lavoro c’è l’impulso di intrecciare sculture e leggerezza, un gioco deliberato di opposti. L’architetto visionario ha quindi rimodellato le curve del flacone, ammorbidito i suoi bordi, catturato la sua luminosità e creato un tappo che ricorda un fiore immaginario mosso dal vento. Come tocco finale, il tappo si trasforma in petali argentati: l’essenza della fragranza che si dissipa.</p>



<p>Ciò che caratterizza la collezione è la volontà di sfidare le convenzioni, “creando rivoluzioni, non divisioni”. Imbevuta di una sensazione di estrema fluidità, questa eccezionale concentrazione di fragranza offre una riscrittura profonda, radicale e significativa dei codici dell’Extrait. Un risultato olfattivo di cui solo Louis Vuitton detiene il segreto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-4.jpg" alt="" class="wp-image-141034" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-4.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-4-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-4-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-4-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La fragranza del nuovo “extrait”</strong></p>



<p>Le note di anice nebbioso e le delicate sfumature floreali e di cuoio sono liberate dall’uso della vaniglia tahitensis della Papua Nuova Guinea. Apprezzata per la sua radiosità, sprigiona una qualità setosa che accarezza la pelle con leggerezza. La polpa dell’intero baccello di vaniglia viene congelata criogenicamente prima dell’estrazione con CO2, ottenendo una purezza aromatica assoluta. La sensazione finale è simile a quella di poter spalmare l’essenza naturale di un baccello di vaniglia direttamente sulla pelle nuda.&nbsp;</p>



<p>A questa sinfonia olfattiva si aggiunge poi la mandorla Italiana, che evoca la cremosità dell’amaretto in una nebbia di dolcezza in polvere creando, insieme alla vaniglia, una sinfonia simbolica. La freschezza è invece data dallo zenzero, che conferisce all’insieme un noto contrasto, con note agrumate accumulate in una spezia che brucia lentamente aggiungendo un vibrato alla composizione.</p>
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		<title>Louis Vuitton e “Le Voyage des Lumières”: la luce come linguaggio del viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[jonas lindstroem]]></category>
		<category><![CDATA[Le Voyage des Lumières]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Una campagna che attraversa paesaggi, emozioni e memoria collettiva</p>
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<p>Ci sono viaggi che si affidano a una percezione più che a una direzione. <em>Le Voyage des Lumières</em> prende forma da questa intuizione, usando la luce come elemento narrativo capace di guidare lo sguardo attraverso luoghi e stati d’animo. Louis Vuitton costruisce un immaginario che dialoga con il tempo delle festività senza dichiararlo, affidandosi a immagini che parlano di passaggi, attese e ritorni.</p>



<p>Diretta e fotografata da Jonas Lindstroem, la campagna si sviluppa come una sequenza fluida, in cui il viaggio diventa esperienza emotiva prima ancora che movimento fisico.</p>



<p><strong>Il viaggio comincia dalle origini&nbsp;</strong></p>



<p>Ad Asnières, sede del primo atelier della Maison, il gesto della partenza assume un valore simbolico. Un oggetto che si apre, una luce che prende forma: il racconto si radica nella memoria artigianale di Louis Vuitton, presente come fondamento naturale, mai come dichiarazione esplicita.<br>Da qui, lo sguardo si solleva. La città appare dall’alto come spazio emotivo, carico di possibilità, dove passato e presente convivono senza forzature.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-2.jpg" alt="" class="wp-image-140945" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Scenari che parlano di condivisione</strong></p>



<p>La narrazione si espande verso paesaggi invernali attraversati da una luce mutevole. Attorno a un fuoco, un gruppo di giovani condivide il tempo; altrove, una coppia trova intimità nel silenzio di un lago ghiacciato.<br>Il viaggio prende forma nei gesti, nella prossimità, nei momenti sospesi in cui il tempo rallenta. La luce accompagna queste scene con discrezione, creando continuità tra corpi, ambiente e atmosfera.</p>



<p><strong>Parigi, il ritorno come rivelazione</strong></p>



<p>Il racconto torna in città come punto di convergenza. Parigi accoglie e ricompone le traiettorie visive in una visione collettiva, quasi rituale. Le luci che attraversano il cielo introducono una dimensione contemplativa, che trova il suo centro in un gesto semplice: uno sguardo condiviso, uno stupore silenzioso. È qui che il viaggio ritrova la sua essenza più autentica.</p>



<p><strong>Oggetti che accompagnano il percorso</strong></p>



<p>Le creazioni Louis Vuitton attraversano <em>Le Voyage des Lumières</em> con naturalezza. Borse e accessori accompagnano il movimento, diventando estensioni coerenti del viaggio stesso. Profumi e gioielli contribuiscono a una costruzione sensoriale fatta di stratificazioni leggere, dove precisione e poesia convivono. Oggetti pensati per durare, per essere vissuti, per accompagnare.</p>



<p><strong>Un racconto in sospeso</strong></p>



<p><em>Le Voyage des Lumières</em> si configura come un’esperienza da attraversare con lentezza. Louis Vuitton riafferma la propria visione del viaggio come spazio mentale, luogo in cui immagini, emozioni e memoria si intrecciano.<br>Quando le luci si dissolvono, resta una sensazione sottile e persistente. Un invito a continuare il percorso, anche restando fermi.</p>
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		<title>Louis Vuitton presenta la nuova Alma Trunk Millefleurs: icona di arte, eleganza e savoir-fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 14:33:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Louis-Vuitton.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il modello: l’estetica La borsa trova come fonte di ispirazione l’arte decorativa francese, traducendo questo&#160; patrimonio in un’estetica floreale lavorata minuziosamente, che illumina e reinterpreta l’iconico Monogram con un’eleganza preziosa e ricercata. Ogni dettaglio racconta la cura artigianale della Maison: dalla pelle morbida alle applicazioni che animano come un giardino fiorito. L’Alma Trunk firmata Louis Vuitton conquista per la sua raffinatezza Grazie alle catene dorate, luminose e sinuose, dona una versatilità moderna. L’armonia tra tradizione, savoir-faire e spirito contemporaneo dà vita a un accessorio che diventa dichiarazione di stile e creatività. &#160;Alma nasce quando nel 1934 Gaston Vuitton crea la</p>
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<p><strong>Il modello: l’estetica</strong></p>



<p>La borsa trova come fonte di ispirazione l’arte decorativa francese, traducendo questo&nbsp; patrimonio in un’estetica floreale lavorata minuziosamente, che illumina e reinterpreta l’iconico Monogram con un’eleganza preziosa e ricercata.</p>



<p>Ogni dettaglio racconta la cura artigianale della Maison: dalla pelle morbida alle applicazioni che animano come un giardino fiorito. L’Alma Trunk firmata Louis Vuitton conquista per la sua raffinatezza Grazie alle catene dorate, luminose e sinuose, dona una versatilità moderna. L’armonia tra tradizione, savoir-faire e spirito contemporaneo dà vita a un accessorio che diventa dichiarazione di stile e creatività.</p>



<p>&nbsp;Alma nasce quando nel 1934 Gaston Vuitton crea la Squire bag, un modello di tela cotone ecrù destinato a rivoluzionare il concetto di borsa da città per la sua struttura morbida e funzionale. Nel 1955 la borsa entra nell’essere mito: ridisegnata e ribattezzata &#8220;Champs-Elysées&#8221;, assumendo un profilo più sofisticato, diventa una compagna inseparabile per donne dell’epoca.</p>



<p>Nel 1992 nasce la prima Alma moderna in tela Monogram. La borsa si appropria così del nome della celebre Place de L’Alma a Parigi, un luogo ricco di fascino e simbolo di eleganza della capitale francese. Da allora il modello Alma continua a evolversi rinnovando la sua allure e senza perdere quella straordinaria identità che la rende una delle creazioni più iconiche della Maison.</p>
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		<title>La nuova collezione Le Damier di Louis Vuitton</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 12:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jewels]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un design che irradia una nuova energia di creatività annunciando il successivo capitolo di svolta per questa nuova collezione unisex</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/jewels/la-nuova-collezione-le-damier-di-louis-vuitton/">La nuova collezione Le Damier di Louis Vuitton</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>La collezione Le Damier di Louis Vuitton è stata lanciata nel 2024 con un design sensuale e dinamico; per il 2025, la collezione ora accoglie una nuova finitura in oro rosa omaggiando una gamma completa di nuovi gioielli: anelli, un bracciale, un ciondolo, una collana e degli orecchini. Tutti i diamanti dei gioielli sono notevolmente incastonati a mano in quadrati leggermente obliqui, accentuati con impostazioni di quattrograne, una caratteristica geometrica distintiva.</p>



<p>La costruzione dei braccialetti e delle collane è realizzata con la stessa precisione e ingegneria di un braccialetto per orologi. Ogni collegamento è manuale e assemblato, e lascia uno spazio voluto tra ogni collegamento per creare un anello più fluido e adatto, un vero risultato tecnico. Dal design moderno, questa collezione iconica continua ad espandere la sua creatività pulsante di una nuova freschezza, audacia e ricca di nuova energia, di ispirazione per uomo e donna: la collezione è infatti unisex.</p>



<p><strong>La collana</strong></p>



<p>Tre nuove e audaci collane si uniscono al repertorio, presentandosi in diverse larghezze e finiture per una maggiore versatilità. Lucidate e assemblate a mano, le collane risultano fluide e tattili, rimarcando quella sensualità caratterizzata da Le Damier de Louis Vuitton. Due collane, una in oro rosa larga 3.5 mm, si unisce a una collana in oro giallo 5mm, insieme splendidamente articolate e leggere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-1.jpg" alt="" class="wp-image-140020" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Louis-Vuitton-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Gli anelli</strong></p>



<p>Due anelli di larghezze diverse si abbracciano. Con finitura in oro rosa, i pezzi si mescolano e si abbinano meravigliosamente al giallo esistente.</p>



<p><strong>I braccialetti</strong></p>



<p>Due braccialetti amplificano ulteriormente la collezione. Le novità includono un bracciale slim in oro rosa e un braccialetto più grande in versione oro e bianco che, insieme, si uniscono.</p>



<p><strong>Il ciondolo</strong></p>



<p>Il ciondolo, il più sobrio della raccolta, è tempestato di diamanti, e ora arriva in oro rosa e bianco con un design fine e delicato, affiancando il modello in colore giallo già presente.&nbsp;</p>



<p><strong>Gli orecchini</strong></p>



<p>Infine, anche la Maison si è ampliata con gli orecchini, creando una taglia più piccola. Un modello a cerchio singolo, disponibile in tutte e tre le finiture dorate. Un design perfetto che accompagna l’esistente collezione di orecchini più grandi.</p>
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		<title>From Louis to Vuitton: il lusso che racconta se stesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 09:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[From Louis to Vuitton]]></category>
		<category><![CDATA[From Louis to Vuitton libro]]></category>
		<category><![CDATA[From Louis to Vuitton volume]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un viaggio tra storia, savoir-faire e desiderio</p>
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<p>Tra archivi e visioni, <em>From Louis to Vuitton</em> racconta l’anima più autentica della maison francese. Un volume che unisce memoria, estetica e artigianato in un racconto sensoriale dove il lusso non è solo stile, ma cultura, gesto e materia.</p>



<p><strong>L’arte di trasformare il viaggio in stile</strong></p>



<p>C’è un momento in cui il lusso smette di essere possesso e diventa racconto. È ciò che accade in <em>From Louis to Vuitton</em>, il nuovo volume che celebra l’eredità e la visione della maison francese più iconica al mondo. Firmato da Olivier Saillard, storico della moda e curatore dallo sguardo poetico, il libro ripercorre l’evoluzione di Louis Vuitton – dal sogno di un giovane artigiano parigino all’universo globale che oggi definisce il concetto stesso di eleganza contemporanea.</p>



<p><strong>Dalle mani di Louis alla modernità di un mito</strong></p>



<p>Le pagine si aprono come i celebri bauli del marchio, svelando segreti, materiali e intuizioni che hanno reso Vuitton sinonimo di viaggio e raffinatezza. Dalle prime creazioni realizzate ad Asnières nel XIX secolo ai codici moderni che animano le passerelle di oggi, ogni dettaglio è un omaggio alla continuità di un savoir-faire inimitabile. Non solo oggetti, ma simboli di un modo di vivere – dove la leggerezza incontra la perfezione e il tempo si misura in cuciture.</p>



<p><strong>Il fascino di un’eredità che evolve</strong></p>



<p><em>From Louis to Vuitton</em> è un racconto che trascende l’archivio e si trasforma in un manifesto di stile senza tempo. Saillard intreccia artigianalità e innovazione, memoria e visione, dando vita a un percorso che riflette l’essenza della maison: saper rinnovare senza mai rinunciare alle proprie origini. Tra fotografie d’archivio, bozzetti e citazioni di stile, il volume invita a esplorare la sottile alchimia tra passato e futuro, tra il gesto artigiano e l’idea di bellezza assoluta che da sempre definisce il marchio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton.jpg" alt="" class="wp-image-139806" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/From-Louis-to-Vuitton-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Un oggetto di desiderio</strong></p>



<p>Sfogliare queste pagine è come attraversare una passerella di tempo e materia. La carta, la grafica e la cura editoriale dialogano in perfetto equilibrio, evocando il mondo Vuitton fatto di precisione, emozione e misura. Ogni dettaglio riflette la visione della maison: essenzialità, eleganza e permanenza. Un tributo alla memoria del viaggio e al potere silenzioso delle mani che creano.</p>



<p><strong>L’essenza del viaggio secondo Vuitton</strong></p>



<p>Con <em>From Louis to Vuitton</em>, il brand celebra la propria storia e l’idea stessa di lusso come eredità culturale. Il volume, come un baule Vuitton, racchiude mondi: quelli di chi ha sognato di partire, di chi ha imparato a costruire e di chi cerca nella cura e nell’eccellenza una forma di libertà. In queste pagine, il viaggio diventa ricerca di senso e perfezione, ricordandoci che la destinazione più affascinante è la bellezza stessa. Un libro che diventa il passaporto ideale per chi crede che l’eleganza non sia una moda, ma un modo di vivere.</p>



<p><strong>Il lusso da sfogliare</strong></p>



<p>Con la custodia <em>Damier</em> e la copertina gialla che richiama la tradizionale cucitura a punto sellaio, <em>From Louis to Vuitton</em> si presenta come un oggetto da collezione. Disponibile da novembre 2025 nei negozi Louis Vuitton di tutto il mondo, sul sito della maison e nelle librerie Assouline selezionate, il volume è l’accessorio perfetto per chi ama circondarsi di bellezza e creatività. Per gli appassionati più esigenti, un esclusivo baule in edizione limitata accompagna il libro, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva e sensoriale. Così, pagina dopo pagina, Vuitton trasforma ogni gesto in un piccolo rito di stile e meraviglia.</p>
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