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	<title>Louis Vuitton FW 2025-26 &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Louis Vuitton e l’arte del viaggio: quando la moda parte dalla stazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 22:32:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/fashion-shows/louis-vuitton-e-larte-del-viaggio-quando-la-moda-parte-dalla-stazione/">Louis Vuitton e l’arte del viaggio: quando la moda parte dalla stazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Sapevamo che Nicolas Ghesquière amava sorprendere, ma questa volta ha davvero superato se stesso. Per la collezione Louis Vuitton Autunno/Inverno 2025, il direttore artistico ha trasformato la passerella in un vero e proprio snodo ferroviario, dove moda e viaggio si intrecciano in un racconto fatto di partenze, ritorni e incontri sfiorati. E quale luogo migliore della Gare du Nord di Parigi per mettere in scena questa visione?</p>



<p>Non la stazione vera e propria, ovviamente. La sfilata ha preso vita in un angolo nascosto e suggestivo, L’Étoile du Nord, un luogo che sembra sospeso nel tempo, perfetto per evocare l’atmosfera nostalgica di una sala d’attesa prima di un viaggio verso l’ignoto.</p>



<p><strong>Un biglietto di sola andata per il passato e il futuro</strong></p>



<p>Le stazioni sono un teatro di emozioni. Abbracci strappalacrime, baci rubati, fughe improvvisate e ritorni tanto attesi: è questo il mood che Ghesquière ha voluto catturare. E per farlo, si è ispirato al cinema, a quei capolavori che hanno reso le stazioni il palcoscenico perfetto per storie indimenticabili. Da <em>Casablanca</em> a <em>Assassinio sull’Orient Express</em>, da <em>2046</em> di Wong Kar-wai a <em>Snowpiercer</em>, il viaggio in treno è sempre stato sinonimo di cambiamento e nuove avventure.</p>



<p>Ma, naturalmente, nessuno conosce il legame tra moda e viaggio meglio di Louis Vuitton. La maison francese è nata proprio da questa necessità: rendere il viaggiare elegante, pratico e lussuoso. Era il 1854 quando il giovane Louis aprì il suo atelier a Parigi e iniziò a rivoluzionare il mondo dei bagagli, creando bauli resistenti e leggeri, perfetti per l’epoca d’oro delle ferrovie. E oggi, nel 2025, il viaggio torna a essere il fulcro della visione di Ghesquière.</p>



<p><strong>Abiti in movimento, tra nostalgia e modernità</strong></p>



<p>Una collezione che sembra uscita da un album di ricordi, con silhouette che mescolano il fascino retrò dei viaggiatori d’altri tempi e la funzionalità del presente. Trench strutturati, cappotti avvolgenti, completi fluidi e borse dal design morbido e leggero: ogni capo racconta una storia, ogni look è un istante sospeso tra partenza e arrivo.</p>



<p>E parlando di borse, impossibile non menzionare la nuova “Express”, un modello che reinterpreta la leggendaria Keepall con colori delicati e una silhouette più fluida. Un omaggio ai primi bauli Vuitton, ma con un tocco ultramoderno.</p>



<p><strong>Kraftwerk, il ritmo del viaggio</strong></p>



<p>Ma Ghesquière non si è fermato qui. Per completare questa narrazione ha deciso di collaborare con i<strong> </strong>Kraftwerk, leggendari pionieri della musica elettronica. La loro estetica futurista e il loro album <em>Trans-Europe Express</em> sono stati un’influenza chiave per la collezione. La copertina dell’album è diventata un motivo grafico per abiti e accessori, mentre il loro sound minimalista ha scandito il ritmo della sfilata, trasformandola in un viaggio multisensoriale.</p>



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