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	<title>LGBTQ+ &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>The Prom: il grande abbraccio di Broadway sul piccolo schermo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 09:51:51 +0000</pubDate>
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<p>Arriva sui piccoli schermi di tutto il mondo <b>The Prom</b>, il nuovo e frizzante film diretto da <b>Ryan Murphy</b>, adattamento cinematografico dell&#8217;<b>omonimo musical </b>del 2016 e distribuito da <b>Netflix</b>. Già creatore di serie tv di grande successo come <b>Glee</b>, <b>Scream Queens</b> e <b>American Horror Story</b>, Murphy porta i colori e le sfumature di <b>Broadway</b> su pellicola, un grande abbraccio alla diversità accompagnato da un cast d’eccezione.</p>
<p>Grandi nomi del cinema come <b>Meryl Streep, Nicole Kidman, James Corden e Kerry Washington</b>, accompagnati da nuovi volti come quello di <b>Jo Ellen Pellman</b> (che nel film interpreta la liceale Emma Nolan), compongono il cast di questa strabiliante commedia musicale.</p>
<p>Con l’aggiunta di due canzoni inedite, “<b>Wear Your Crown</b>&#8221; (cantata da Meryl Streep, Ariana DeBose, Kerry Washington, Jo Ellen Pellman e Nicole Kidman) e “<b>Simply Love</b>” (cantata da James Corden), il film mantiene la colonna sonora originale del musical, già vincitore del Drama Desk Award come Miglior Nuovo Musical nel 2019.</p>
<h3>Star di Broadway in declino, social network e balli scolastici</h3>
<p>The Prom racconta la storia di <b>Dee Dee Allen</b> (Meryl Streep), <b>Barry Glickman</b> (James Corden), due star di Broadway in declino, e di <b>Emma Nolan</b> (Jo Ellen Pellman), una ragazza di una cittadina dell’Indiana che vorrebbe partecipare al ballo scolastico accompagnata dalla sua fidanzata.</p>
<p>Due storie uniche che si incontrano quando Dee Dee e Barry decidono di <b>sostenere pubblicamente Emma </b>per <b>rilanciare la loro immagine pubblica</b>, tramite copertura ed esposizione sui social network. Emma e Alyssa (la sua fidanzata) non possono partecipare al ballo perché, nonostante il sostegno del preside della scuola, l&#8217;associazione dei genitori e degli insegnanti si oppone, dando vita ad un chiaro episodio di<b> omofobia</b>. Insieme ad altre due stelle in declino, gli attori <b>Angie Dickinson</b> (Nicole Kidman) e <b>Trent Olivier</b> (Andrew Rannells), Dee Dee e Barry partono per l’Indiana, dove la loro eccentricità riuscirà ad aiutare Emma, non prima però di aver peggiorato la situazione!</p>
<h3>Al fianco della comunità LGBTQ+, l’importanza della rappresentazione</h3>
<p>“<i>E’ un film incentrato sulla </i><b><i>speranza</i></b><i>. Non sarà pieno di moralismi. L’idea è che possa far sentire parte della comunità anche i ragazzini che si sentono soli o rifiutati. I giovani in paesi come la Russia o l’Ucraina, in cui si può essere uccisi perché si è gay, potranno guardare The Prom e trovarvi la speranza</i>”, queste sono le parole di Ryan Murphy per il quotidiano di intrattenimento statunitense “Variety”, che rendono una bellissima idea del messaggio del film.</p>
<p>L’importanza della <b>rappresentazione delle minoranze </b>&#8211; soprattutto quelle discriminate maggiormente &#8211; nella cultura mediatica è via via sempre più importante; giovani (e non) possono finalmente sentirsi in linea con dei personaggi che possono considerare “loro”, e Murphy sembra averlo capito.</p>
<h3>Una storia vera di discriminazione e di rivincita</h3>
<p><b>Numerosi generi musicali</b> spaziano in questa rappresentazione cinematografica dell’omonimo musical, liberamente tratto da <b>fatti accaduti</b> a Fulton nel 2010. La studentessa Constance McMillan voleva partecipare al ballo di fine anno all’Itawamba Agricultural High School, ma il consiglio scolastico le vietò la partecipazione dato che la ragazza voleva andare al ballo indossando lo smoking e portando la sua ragazza. Quando la McMillen fece pressioni per poter partecipare, la scuola cancellò completamente il ballo. Diverse celebrità &#8211; dopo che le ragazze fecero causa alla scuola, attirando l’attenzione dei media &#8211; sponsorizzarono un <b>ballo alternativo</b> in cui gli studenti omosessuali potessero partecipare senza ripercussioni.</p>
<p>Abbandonatevi ai colori, alle emozioni, e lasciatevi travolgere dalle eccezionali interpretazioni delle star di questo film unico nel suo genere. Leggera ma senza frivolezza, la pellicola dimostra come <b>uniti</b> (e con un pizzico di musica ed esibizioni di tutti i generi) è possibile sconfiggere anche <b>la più grande delle ingiustizie</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Cristina Camporese</i></b></p>
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		<title>Charles Jeffrey organizza Solasta: la moda per il Black Pride</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 08:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Jeffrey-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Charles Jeffrey" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Jeffrey-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Jeffrey-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Jeffrey-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Jeffrey-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lo stilista di LOVERBOY, Charles Jeffrey, emerge dall’isolamento per lottare in collaborazione con l’associazione UK Black Pride</p>
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<h3>Il genio</h3>
<p><b>Charles Jeffrey</b>, semplice ragazzo di Glasgow con la passione per la moda a colori sgargianti. Nel 2007 arriva l’opportunità della Saint Martins, dove studia moda e corona il sogno di vivere in una città che finalmente lo accetta, Londra. È qui che avviene l’incontro con la sua grande fonte d’ispirazione: le <b>drag queen</b>. Ed è proprio da un locale queer che Jeffrey prende il nome del suo progetto LOVERBOY nato nel 2015. A chi gli chiede una definizione del suo brand, lo stilista risponde: «Amorfo. Sempre stato qualcosa che non ha mai aderito ad un determinato codice binario».</p>
<p>Charles Jeffrey entra nel mondo della moda con l’obiettivo di rappresentare tutte quelle personalità stravaganti e spumeggianti che vengono discriminate. Il primo debutto alla London Fashion Week del 2016. Da quel momento lo stilista non ha smesso mai di stupire il suo pubblico. Collezioni ispirate alle corti rinascimentali, a Peter Pan e a Vivienne Westwood. Tutto condito con un tartan rosso e azzurro, che esplicita un legame con la terra natia.  Ottiene la possibilità di lavorare con uno dei suoi miti, John Galliano, il British Fashion Award nel 2017 e la candidatura agli LVMH Prize.</p>
<h3>L’evento</h3>
<p>Il 13 giugno alle ore 19:00, nelle storiche sale del Vogue Fabrics Dalston, famoso locale drag londinese, Charles Jeffrey ha organizzato <b>Solasta</b>. Il nome riprende le origini dello stilista, viene dalla Scozia e significa <b>Splendente</b>. Ma a parte questo piccolo dettaglio patriottico, il resto dello show è completamente dedicato alla <b>comunità nera e queer inglese</b>.</p>
<p>Presentato  dalla drag queen Miss Jason, vestita in tartan e biker di pelle, in puro stile Loverboy. La line up è un susseguirsi di artisti di talento, tutti con un elemento in comune, essersi sentiti almeno una volta dei pesci fuor d’acqua.</p>
<p>Giugno è il <b>pride month</b>, che quest’anno si tinge di nero dopo le rivolte in America contro il razzismo nei confronti dei cittadini di colore. Charles Jeffrey, che non sembra voler rimanere in silenzio davanti allo scenario politico contemporaneo, sostiene la comunità LGBTQ+ dalla nascita del suo brand. In questa occasione, in particolare, lo stilista si fa da parte, lasciando la scena a chi sul razzismo ha veramente qualcosa da dire.</p>
<p>Il performer <b>Malik</b> balla e canta di bianco vestito con la pioggia in sottofondo, mentre la voce di una donna urla «Father, no». Due ex studentesse di Jeffrey presentano le loro collezioni ispirate alla loro terra d’origine.</p>
<p>La Jamaica per Katherine Hudson e i Caraibi per Halina Edwards. Il poeta <b>Kai-Isaiah Jamal</b> recita una sua poesia sul solstizio, sulla primavera come cambiamento, “inevitabile e imprevedibile”. La giovanissima <b>Rachel Chiuriri</b>, accompagnata dalla chitarra, canta d’amore e di inadeguatezza.</p>
<p>Lo show, finalizzato a raccogliere fondi per la comunità LGBTQ+ nera inglese, è stato organizzato in collaborazione con l’associazione UK Black Pride. Alla stessa si può fare una donazione sul sito GoFundMe.</p>
<p>Lo stilista di Loverboy ha dato esempio di comprensione e consapevolezza. Consapevolezza di vivere in un mondo imperfetto che lotta per il diritto all’uguaglianza. Ma è anche un grande esempio di come la moda non debba essere solo sfarzo e opulenza.</p>
<p>Può anche essere un mezzo per mandare un messaggio di aiuto e di speranza. Di Charles Jeffrey dicono: «Parla alla Londra giovane come Alexander McQueen fece a suo tempo». E di lui tutto si può dire, tranne che non usi la sua voce e la sua arte per comunicare con i giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Annastella Versace</i></b></p>
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