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	<title>Holly Fulton &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>British Fashion Awards – celebrating leaders of change</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 13:23:55 +0000</pubDate>
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<p>Siamo tutti parte del problema, siamo tutti parte della soluzione. Quello che scegli di fare ogni giorno come cittadino di questo meraviglioso mondo dipende esclusivamente da te. Questa è la premessa con cui vengono presentati i <b>British Fashion Awards 2020</b>. La celebrazione globale che prende vita ogni anno ha da sempre raccolto fondi per la Fondazione BFC, che si concentra sullo sviluppo dell’eccellenza nel settore della moda e sul sostegno ai talenti emergenti. Mai prima d’ora c’è stato più bisogno di questo supporto per garantire che la nostra società tragga vantaggio dall’impatto culturale positivo del fashion design.</p>
<p>I Fashion Awards guardano con gratitudine i designer, i marchi e i creativi che hanno influenzato un cambiamento positivo nel settore della moda di quest’anno. Ma cosa si intende per <b><i>leaving a mark</i></b>? Affrontare un periodo buio con risposte proattive, mostrare leadership e resilienza creativa, resistere ai pregiudizi del settore e lottare per il cambiamento di essi adattando i propri modelli di business alle esigenze della comunità. Sono i fautori di queste azioni strabilianti ad essere stati premiati.</p>
<p>É stato un anno straordinario, differentemente da quello che si può pensare, e lo è stato perché una crepa permette sempre ad uno spiraglio di luce di infiltrarsi per cambiare la prospettiva. E così è stato. Il cortometraggio presentato oggi ha ripercorso tutti i <b>cambiamenti</b> incredibili che sono avvenuti, silenti, nell’industria della moda in questo periodo. Stephanie Phair, presidente della BFC, e Caroline Rush, CEO, hanno presentato lo scenario con parole cariche di emotività. <i>“Questo è stato un anno come nessun altro. La moda è probabilmente cambiata per sempre, perché le aziende e i designer hanno dovuto adattarsi a una nuova realtà. […] Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto che fosse importante riconoscere e difendere coloro che hanno alzato il livello in aree come la diversità, sostenibilità e comunità”. </i><b>Diversità, sostenibilità, comunità</b>. Questi i temi su cui si poggiano i progetti di questa edizione.</p>
<h3>Comunità</h3>
<p><b>Gazette McCreary, Phoebe English, Holly Fulton, Bethany Williams</b> sono le prime ad essere state premiate per aver creato un <b>emergency designer network</b> che ha influenzato le industrie del settore a convertire la propria produzione per realizzare uniformi medici e camici chirurgici. <i>“Volevamo dare una risposta collettiva per dimostrare quanto l’industria della moda può essere creativa”</i>, sorride Phoebe. A distinguersi è stato anche <b>Michael Halpern</b>, che ha voluto esaltare la positività e l’impegno di chi è stato in prima linea in questa battaglia. Come ci è riuscito? Realizzando un progetto fotografico scegliendo come modelle 8 delle tante donne che lavorano nel settore pubblico. Non sono mancati nomi altisonanti come <b>Chanel</b>, che ha usato la sua influenza per dare vita ad un fondo per le organizzazioni a sostegno della giustizia razziale. “<i>Siamo profondamenti convinti che sia la nostra energia creativa e le nostre persone a rendere Chanel una maison unica</i>” commenta Bruno Pavlovsky, presidente di Chanel SAS.</p>
<h3>Diversità</h3>
<p>Il mondo della moda è una delle industrie più vibranti e influenti del mondo. Questa posizione conferisce alte responsabilità: è finito il tempo in cui la si associava ad un universo effimero; le tendenze che vengono lanciate adesso riguardano la necessità di stabilire una società più equa dove tutti hanno le stesse opportunità di emergere. Chi si è distinto in questa tematica sono <b>Lindsay Peoples Wagner</b> e <b>Sandrine Charles</b>. La caporedattrice di Teen-Vogue, insieme alla direttrice PR, ha dato vita al <b>Black Fashion Council</b>, una fondazione per la diversità e l’inclusione nel mondo della moda. Anche <b>Priya Ahluwalia</b>, leader dal pensiero progressista e fiera sostenitrice del movimento <b>Black Lives Matter</b>, ha mostrato un approccio alternativo al modo di concepire il design dimostrando una forte passione per la diversità. Persino <b>Paul Smith</b> si è espresso su di lei <i>“Sei un vero esempio</i>”.</p>
<h3>Sostenibilità</h3>
<p>É stato un anno straordinario anche in tema <b>green</b>. Il fashion pact è stato firmato da più di 60 compagnie al mondo, rappresentanti un totale di 200 brand. L’impegno? Fermare il surriscaldamento globale, ristorare la biodiversità, proteggere gli oceani. I nomi più importanti hanno preso parte in una battaglia che si impegnano a combattere ogni giorno fianco a fianco, seppur declinandosi in sfumature differenti. Abbiamo visto <b>Kenzo</b> scagliarsi con il WWF per la salvaguardia delle tigri, <b>Stella McCartney</b> rilasciare una dichiarazione potente:<i>“during our global moment of pause, I questioned  everything we do”</i>. <b>Miuccia Prada</b> e <b>Raf Simons</b> che conversano immaginandosi il futuro della moda, il pensiero creativo di <b>Riccardo Tisci</b> che si unisce agli ideali di <b>Burberry</b> sulla sostenibilità.</p>
<p>Non sono mancati i singoli con i loro progetti pilota, come <b>Christopher Raeburn</b>, pioniere del riciclaggio dei tessuti in eccesso, e <b>Gabriela Hearst</b>, realizzando la prima sfilata di sempre ad emissione zero. <i>“Non c’è niente di più soddisfacente di usare le nostre capacità creative per uno scopo superiore”.</i> Cosa ci ha insegnato, dunque, questo momento di black-out mondiale? <i>Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. </i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Tronconi</i></b></p>
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		<title>Neo Grunge: meglio Coco o Courtney?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 16:42:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/visore-1-neo-grunge-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Il grunge: dai palchi alle passerelle.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/visore-1-neo-grunge-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Evergreen ormai affermato, il <strong>grunge</strong> approda sulle passerelle per le collezioni <strong>autunno-inverno 2011-2012</strong>.<br />
Vent’anni fa i <strong>Nirvana</strong> segnavano la storia inventando un nuovo stile: il grunge. A ruota seguivano i<strong> Pearl Jam</strong>, i <strong>Soundgarden</strong>, gli<strong> Alilce in Chains</strong>, band che insieme portavano la musica grunge dalle strade di <strong>Seattle</strong> alle radio di tutto il mondo. Ma uno stile così originale e passionale non poteva certo rimanere intrappolato nella nicchia musicale.&nbsp; Maxi felpe e sneakers modello All Star sono presto diventati must have. Giacche o camicie a quadri, t-shirts logore, jeans con lavaggi sabbiati, anfibi e sciarponi avvolgenti oggi dettano moda.<br />
A guidare gli stilisti nella passerella autunno-inverno 2011-2012 niente di meno che la raffinata maison <strong>Chanel</strong>. <strong>Karl Lagerfeld</strong> veste le sue modelle con pantaloni e tailleurs in tweed extralarge dai colori dark, esigendo capelli spettinati o raccolti in semplici code.&nbsp; Seguono <strong>Felder Felder</strong>, <strong>Nanette Lepore</strong> e <strong>Altuzarra</strong>. Sovrapposizioni di capi e tessuti differenti per <strong>Anna Sui </strong>mentre le modelle di <strong>Holly Fulton</strong> si tolgono i tacchi e sfilano con le scarpe in mano ed il faccino imbronciato. Anche <strong>Fendi</strong> opta per i colori della terra su capi oversize.<br />
Non ci resta che seguire l’unico mantra del grunge: <em>&#8220;Come As You Are&#8221;</em>.</p>
<p><strong><em>Marta Falcon</em></strong></p>
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