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	<title>Harper&#8217;s Bazaar &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Dove sarebbe la moda senza la letteratura?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/12/moda-2.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="moda" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Moda e letteratura, un interessante excursus sul loro legame e sull'importanza che rivestono fin dai tempi antichi l'una per l'altra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/12/moda-2.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="moda" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Fu l’iconica direttrice di <b>Harper’s Bazaar</b> e <b>Vogue America</b>, <b>Diana Vreeland</b> a porre per la prima volta questa domanda. Quanto ne sapremmo di storia della moda se <b>Omero</b> non avesse descritto quel pezzo rettangolare di lana o lino che avvolgeva le donne di Atene. Se <b>Carlo Goldoni</b> non avesse descritto minuziosamente i suoi personaggi e se <b>Giuseppe Parini</b> non avesse descritto lo stile di vita del <i>giovin signore</i> settecentesco. Ed esisterebbe il termine <b>dandy</b> se non fosse stato per l’abbigliamento di <b>Oscar Wilde</b>?</p>
<h3>La moda raccontata</h3>
<p>Sin dalle preistoriche pitture rupestri l’uomo vuole raccontare e raccontarsi. Saranno quelle pelli a diventare parte ed estensione di lui ed importanti testimonianze di ciò che è stato, senza sforzo. Come <b><i>Il Cortegiano</i></b> di <b>Baldassarre Castiglione</b> (XVI secolo), quell’uomo di corte che godeva di una certa <b>sprezzatura </b>nel suo comportamento aggraziato, una preziosa arte nascosta da dover rimanere tale. La stessa che ricorda <b>Giacomo Leopardi</b> nel suo <b><i>Zibaldone</i></b> e <b>Giuseppe Tomasi di Lampedusa</b> ne <b><i>Il Gattopardo</i></b>, dove racconta la Sicilia e gli sprezzanti siciliani. In quest’ultima opera letteraria citata, la descrizione dell’abbigliamento spiegò al meglio il divario tra l’aristocrazia e la borghesia appena nata. E come nei racconti di molti autori, la moda li ha aiutati a trasmettere un messaggio, il loro stesso abbigliamento descrisse al meglio stile e pensiero dei suddetti.</p>
<h3>Gli scrittori influencer</h3>
<p>Su questo argomento ha scritto un libro <b>Terry Newman</b>, dal titolo <b>Legendary Authors and the Clothes They Wore </b>(Harper Design Editore, 2017). Il libro si presenta come una raccolta di abiti e abitudini di famosi scrittori che hanno dettato tendenza negli anni. Svelando persino curiosità fashion su alcuni, come l’acquisto di <b>Gertrude Stein</b> di un cappotto <b>Hermès </b>dopo i guadagni del suo primo best-seller. Consacrando come pioniera della <b>moda transgender</b> la scrittrice Aurore Dupin, aka <b>George Sand</b>, che si firmava e vestiva da uomo per scrivere in libertà. Un’emancipazione celata anche tra le righe del testo che descrive il nuovo taglio di capelli della meno conosciuta <b>Sibilla Aleramo</b>, scrittrice femminista italiana. Contemporanea a <b>Virginia Woolf</b>, icona dello stile <b>geek chic</b>, insieme racchiudono quella <b>tendenza</b> <b>garçonne</b> che ogni stagione gli stilisti ripropongono in nuove chiavi.</p>
<h3>La letteratura di moda ai giorni nostri</h3>
<p>È con l’arrivo del Novecento e della modernità che al vestito occorre un vero e proprio manifesto. Sarà la corrente artistico-letteraria del <b>Futurismo</b> a riconoscere all’abbigliamento il dinamismo necessario per adattarsi ai tempi che cambiano. Fu così che il testo diede voce alla moda e viceversa. <b>Il vestito antineutrale</b> e la <b>Ricostruzione futurista dell’universo</b>, del 1915, scritti da <b>Giacomo Balla</b> e <b>Fortunato Depero</b>, rivelarono le loro sorprendenti intuizioni, utili per i designer di ogni tempo. Sarà poi il cinema a dettare in maniera più estesa le tendenze, ma alle spalle di film iconici ci sono altrettanti romanzi. Come ad esempio <b>On the road</b> di <b>Jack Kerouac</b> (libro del 1951, film del 2012), che incarna lo stile della <b>beat generation</b> americana. E come dimenticare <b>Colazione da Tiffany</b> di <b>Truman Capote</b> (libro del 1958, film del 1961) e l’iconico <b>little black dress</b>.</p>
<p>Oggi tutte le librerie dedicano uno spazio alla Moda, con biografie di grandi stilisti, raccolte fotografiche dei grandi nomi della fotografia o delle passerelle. E se “leggere una collezione di moda può essere come leggere un libro: una miniera d’oro di referenze, influenze, ricerca e creatività”, come afferma Terry Newman, non mi resta che augurarvi buona lettura!</p>
<p><b><i>di Pamela Romano</i></b></p>
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		<title>La borsa Dora è l’ultima creazione di Emilio Pucci</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 10:29:30 +0000</pubDate>
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<p>Pratica, raffinata, elegante ed irresistibile, la <b>borsa Dora </b>è l’ultima creazione di <b>Emilio Pucci</b>. Dora unisce un tocco vintage ad un look giovane e moderno, con un design lineare e delicato, soddisfando l’esigenza di un’eleganza rilassata. La borsa, realizzata in pelle di vitello dal profilo arrotondato, sfoggia un effetto rafia e un gioco di colori a contrasto sul manico e sulla patta, con dettagli presi dalle stampe della collezione Resort 2020: la “Heliconia” e la “Vahine”.</p>
<p><b>Versatile</b> come la donna che la indossa, la borsa Dora si presenta in due misure: piccola, perfetta per le occasioni di tutti i giorni, o mini a tracolla, disponibile anche nella versione da sera in raso impreziosita da ricami. La borsa Dora è disponibile da inizio novembre nelle boutique Emilio Pucci di tutto il mondo e sul sito ufficiale <a href="https://www.emiliopucci.com/">EmilioPucci.com</a> a partire da € 790. Anche questa, come le creazioni precedenti di Emilio Pucci, riconosce e interpreta una femminilità gioiosa che va al di là delle convenzioni e considera la moda sotto una nuova luce.</p>
<h3>Emilio Pucci: tra innovazione, eleganza, audacia e tradizione</h3>
<p>Lo stilista è noto per le sue <b>stampe</b>: vibranti motivi geometrici in una fusione di colori inediti e sofisticati, che gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “principe delle stampe” sulle riviste di moda internazionali.</p>
<p>Prima di dimostrare il suo talento nel mondo della moda, Emilio Pucci fu aviatore, arruolandosi nella Regia Aeronautica nel 1938.  L’incontro con l’industria del fashion avvenne nel 1947, durante un viaggio a Saint Moritz. Lì disegnò per una sua amica un <b>completo da sci</b> rivoluzionario. Fu talmente innovativo che la foto scattata da Toni Frissell, fotografa di Harper’s Bazaar, fece furore e così tanto scalpore da renderlo famoso oltreoceano, fino in America.</p>
<p>Emilio Pucci è dunque innovazione, eleganza, audacia ma allo stesso tempo tradizione. Ed è con questi ingredienti che concepisce Dora, una borsa versatile e adatta a tutte le occasioni. Si potrebbe dire che in un certo senso lo stilista non abbia mai lasciato la sua carriera da aviatore; con questa ultima creazione dimostra che riesce ancora a portarci al “settimo cielo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Lorena Corti</i></b></p>
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		<title>Lucia Emanuela Curzi presta la sua arte a moda e bellezza</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 08:49:28 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/lucia-emanuela-curzi-presta-la-sua-arte-moda-bellezza/">Lucia Emanuela Curzi presta la sua arte a moda e bellezza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Il tratto deciso di china nera che attraversa la pagina in picchi fluidi ed eleganti e si scontra con spruzzi di colore è il segno che riconduce all’istante all&#8217;illustratrice italiana <b>Lucia Emanuela Curzi</b>, che ha certamente trovato un metodo suo per far prendere vita alle illustrazioni di moda. <b>Ispirata dalla cultura contemporanea pop</b>, dalla<b> moda </b>e da numerosi fotografi come Herb Ritts, Irving Penn, Richard Avedon e Sarah Moon, dall’Espressionismo viennese e da numerosi film visionari e fiabe, Lucia Emanuela Curzi è un’illustratrice italiana che vive e lavora tra Londra e Milano. Si è laureata alla Naba di Milano in Film &amp; Design per dedicarsi alla carriera pubblicitaria<i>. </i>Inizia il suo percorso lavorativo nell’editoria di moda a Londra, dove, grazie all’originalità del suo stile, le viene subito assegnato dalla <b>Company High Street Edit Fashion Competition</b>, patrocinato da <b>Hearst Magazine UK</b>, il primo premio<i>. </i>Da quel momento la sua ascesa.</p>
<h3>Advertising campaign per illustri fashion magazines</h3>
<p>Lucia Emanuela Curzi è stata pubblicata in tutto il mondo su riviste e campagne pubblicitarie, ha vinto numerosi premi e vanta una lista di clienti impressionante, che include Kurt Geiger, il V &amp; A Museum, Selfridges, Estée Lauder e molti altri. Finisce sulla copertina di <b>1883 Magazine</b>, che la definisce uno dei nuovi talenti della moda nel Regno Unito. Viene lanciata nella carriera dell’editoria disegnando <b>fashion illustrations </b>per riviste di moda tra le più prestigiose in tutto il mondo, come InStyle Magazine, Harper&#8217;s Bazaar, Vogue e Sunday Times. Per il suo XX anniversario, Harper&#8217;s Bazaar Russia le commissiona 20 pagine illustrate affiancando fashion illustrator e designer celebri a livello internazionale. Lavora per prestigiosi luxury brand, e tra i clienti troviamo marchi come Christian Louboutin, Tiffany &amp; Co., Mac Cosmetics, Selfridges, Covent Garden e la London Fashion Week, promuovendo i prodotti con <b>performances, live events</b>, <b>animation video </b>e <b>advertising attraverso i social</b>.</p>
<h3>Lucia Emanuela Curzi e l’omaggio a Milano</h3>
<p>Definita come “uno dei volti della moda futura”, la Curzi omaggia anche Milano con le sue fashion illustration. Londra è piena di opportunità creative ma molto impegnative. In occasione della <b>Milano Design Week</b>, nella cornice degli eventi per il <b>Fuorisalone </b>2018, la <b>Rinascente </b>in Piazza Duomo a Milano ha ospitato la fashion artist Lucia Emanuela Curzi, che ha realizzato dei ritratti dedicati al mondo Acqua di Parma Blu Mediterraneo. Partecipa inoltre ad un’esposizione collettiva di “Infinite Shoes” con altri fashion illustrator tra le boutique del <b>Fidenza Village</b>. Lucia Emanuela Curzi ha lanciato anche una sua linea di t-shirts, supportata dal bellissimo Sketchbook Blog, chiamate “<b>le tees di Lù</b>”; sono andate a ruba, soprattutto i modelli fiabeschi, ispirati a Prada e a Vivienne Westwood.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Eleonora Pretta</i></b></p>
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