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	<title>giudici masterchef &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Giorgio Locatelli, glamour inglese e gusto italianissimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 16:47:27 +0000</pubDate>
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<p><b>Ha appena concluso la sua prima esperienza a Masterchef Italia, è stato semplice inserirsi in un contesto che esiste ormai da sette anni? Cosa lo ha sorpreso di più di questa esperienza?</b></p>
<p>In realtà ero molto preoccupato e all&#8217;inizio ero parecchio titubante. Dovevo sostituire una donna, la chef Antonia Klugmann, e lo spazio per le donne al giorno d&#8217;oggi è importantissimo. Continuavo a chiedere: “Ma siete sicuri?”. Ho ragionato insieme al mio team e ci siamo decisi. Avevo un po&#8217; paura, ma ho trovato un gruppo super affiatato e mi sono trovato bene. Mi ha sorpreso molto la qualità e l&#8217;impatto che Masterchef ha sulle persone. Le ammiro molto e mi hanno fatto tanta tenerezza, anche se da giudice si deve mantenere una certa distanza, ho visto la crescita personale di ogni concorrente e lo fanno lì, davanti a tutti. Devo ammettere che il livello di responsabilità che si sente è altissimo, tu sei seduto davanti a loro e devi fare un po&#8217; il “Cesare” della situazione con il famoso pollice verso. Mi sono sentito piuttosto<i> awkward.</i></p>
<p><b>Per quanto riguarda i concorrenti, che livello si aspettava di trovare? Gli è capitato di assaggiare un piatto che l&#8217;ha colpita? Gli è servito a prendere qualche spunto? </b></p>
<p>Il livello è sicuramente buono. Io sono un grande fan della semplicità di Valeria, il suo piatto con il contrasto tra cocco e cozze mi è rimasto impresso. Un altro piatto che mi ha sorpreso è stato quello di Gloria, la sua bisque con la riduzione al cioccolato è stata fantastica. Loro sono fortunati, è semplice sperimentare e mettersi in gioco con una dispensa come quella che abbiamo a Masterchef. I nostri partner sono bravi e ci procurano tantissimi prodotti di qualità. Ovviamente è sempre un rischio, ogni esperimento può risultare geniale o scadente.</p>
<p><b>Molti lo hanno paragonato allo chef Carlo Cracco, vi hanno associato spesso per l&#8217;eleganza e l&#8217;aspetto estetico. Com&#8217;è stato confrontarsi con l&#8217;attenzione del grande pubblico? E dover soprattutto cominciare a gestire i commenti sui social? </b></p>
<p>Ogni tanto qualcuno mi riconosce e mi ferma in aeroporto, ma non capita molto spesso. Sono abituato ad aver a che fare con le persone: ho fatto qualche esperienza in Inghilterra e quotidianamente nel mio ristorante mi confronto con i clienti e lo staff, che sono un bel po&#8217; di persone. I commenti non mi spaventano, sono una persona matura e formata, quindi all&#8217;opinione degli idioti non ci faccio più caso. Anche quelli giornalistici ormai mi toccano poco, soprattutto quando non sanno di cosa stanno parlando e non capiscono l&#8217;essenza di un piatto. Sono consapevole del fatto che ci siano locali e ristoranti che sopravvivono grazie ai commenti su TripAdvisor, ognuno ha il suo modo di stare a galla. Io credo fortemente che se ti piace un posto ci torni, quindi è utile fino ad un certo punto. La cucina è fatta di gusti personali, dunque è tutto molto soggettivo.</p>
<p><b>Come ha citato prima, lei ha fatto altre esperienze televisive all&#8217;estero. Infatti in Inghilterra ha partecipato a </b><b>The Big Family Cooking Showdown per la BBC. </b><b>Quali difficoltà ha trovato nell&#8217;adattarsi al loro palato?</b></p>
<p>La difficoltà non è tanto il sapore, ma la forma. Il nostro menù è uguale a mezzogiorno e alla sera, se serviamo il pesce non si può vedere la lisca dentro, ed è italianissimo. La nostra cucina è principalmente piemontese, lombarda, e poi ho aggiunto molte cose della cucina mediterranea, in particolare siciliana. Cerco di avere un&#8217;identità ben definita, noi siamo un ristorante italiano. Da noi si dice che “devi avere il passaporto per entrare”.</p>
<p><b>La sua carriera è iniziata a 19 anni e ha spesso raccontato che non è stato per niente semplice, soprattutto a Parigi. Cosa l&#8217;ha spinta a trovare la forza di non mollare? </b></p>
<p>Sicuramente la voglia di cambiare le maniere in cucina. Non voglio che la gente si dispiaccia troppo per quello che ho vissuto, perché altrimenti non sarei la persona che sono adesso. Sono grato delle brutte esperienze che ho avuto e forse dovrei ringraziare chi mi ha trattato male.</p>
<p><b>Dai suoi profili social e dal sito stesso del suo ristorante londinese “Locanda Locatelli” noto che dà grande spazio ai suoi collaboratori. Che approccio ha in cucina? Cos&#8217;è cambiato nel tempo?</b></p>
<p>I giovani che arrivano al ristorante sono incredibili, sono un sorso di gassosa. Una botta di vita incredibile che mi aiuta a far rimanere alto l&#8217;entusiasmo. Inoltre sono molto preparati, sono persone di qualità. Diciamolo, la maggior parte dei grandi in cucina sono tutti italiani. Nei ristoranti a tre stelle di Parigi, New York, Hong Kong e Singapore ci sono sous-chef italiani.</p>
<p><b>Dalle sue ricette e dal suoi menù si capisce che è molto legato alla tradizione, pur essendo creativo. Quando e dove trova maggior ispirazione per i suoi piatti? Esiste un luogo che l&#8217;ha affascinata e che ha contaminato il suo gusto?</b></p>
<p>Posso dire che la cucina siciliana mi è rimasta nel cuore, infatti l&#8217;ho portata con me in alla <i>Locanda</i>. Il bello della cucina è che non è una cosa definita, puoi sempre provare qualcosa di nuovo, però l&#8217;importante è che si faccia perché si è ispirati, non perché si deve seguire una moda o un trend. Inoltre i clienti sanno dove andare a mangiare qualcosa di specifico, se ho voglia di pesce fresco andrò a mangiarlo al ristorante giapponese e quindi è inutile inserire una vasta quantità di proposte se so che esiste una concorrenza sensata. Non sono neanche tanto d&#8217;accordo con le cucine <i>fusion, </i>penso sia <i>confusion</i>. Ogni tanto qualcuno arriva al ristorante e dice: “ma perché non aggiungiamo il lemongrass a questo piatto?”, senza sapere cosa sia esattamente. Prima di aggiungere un determinato ingrediente si devono educare le persone su cosa sia il prodotto, a conoscere le sue proprietà e il suo gusto.</p>
<p><b>Nella sua lunga carriera qual è stato il momento più bello? Il cliente più inaspettato?</b></p>
<p>Uno dei momenti più belli è stato sicuramente nel 2016 quando sono stato nominato Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il mio lavoro sulla valorizzazione della gastronomia italiana nel mondo. C&#8217;era ancora mio papà e venne alla celebrazione. Il cliente più inaspettato, invece, è stato un signore che ha suonato il campanello della nostra cucina verso le 22.30 perché stava morendo di fame. In realtà sono molto contento se tutti vengono al ristorante, normalmente cerco di non classificare i clienti, non mi interessa il loro profilo. Per me sono tutti sullo stesso livello. Ho conosciuto tante persone famose, ma pagano tutte lo stesso conto.</p>
<p><b>Da personaggio pubblico e da chef cosa cerca di trasmettere? Qual è la cosa più importante per lei?</b></p>
<p>Sicuramente l&#8217;empatia, capacità che si è persa molto negli ultimi anni. Abbiamo sempre qualcosa di nuovo da odiare o da disprezzare: un tempo erano bianchi e neri, nord e sud tra, poco avremo qualcosa contro quelli con i capelli viola. Bisogna imparare ad accettare le persone per quello che sono, e credo che il cibo aiuti molto a superare moltissime barriere. Ho in mente un progetto ad impatto sociale in Italia a proposito di questo.</p>
<p><b>Quindi immagino che non abbia preso bene la Brexit.</b></p>
<p>Assolutamente no. Quella mattina mi sono svegliato e mi sono sentito tradito. Io sono arrivato in Inghilterra e il giorno dopo ho cominciato a lavorare al Savoy, quindi non sono costato nulla al mio paese di adozione. Sono argomenti complessi e complicati ma, come dicevo prima, sono per l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione.</p>
<p>Un ringraziamento speciale a Giorgio Locatelli per la gentilezza, la coinvolgente simpatia e la grande disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Amanda Lucia Fagiasi</i></b></p>
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		<title>Maggio, a tutto Food!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 16:35:03 +0000</pubDate>
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<p>E <strong>Gilt Magazine</strong> in questo nuovo numero vuole proprio andare a celebrare il <strong>Food</strong>, partendo come sempre dal volto in copertina: l’amatissimo e talentoso chef <strong>Giorgio Locatelli</strong>, che si è raccontato nella sezione Interviews. 55 anni, di Corgeno di Vergiate e londinese d’adozione, è il titolare della Locanda Locatelli a Londra, ristorante che vanta una Stella Michelin. Quest’anno ha esordito come giudice &#8211; riscuotendo enorme successo &#8211; nell’ottava stagione del cooking show Masterchef Italia, affiancando gli ormai noti Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo. Una splendida rivelazione.</p>
<p>E se Maggio fa rima con Food, tanti sono gli eventi in programma che sposano il tema. La sfera del Lifestyle è carica di eventi e news da scoprire. In prima linea, la nuova edizione di <strong>Seeds &amp; Chips</strong>, il summit sulla food innovation che si svolge dal 6 al 9 maggio presso Fiera Milano, Rho: quattro giorni di conferenze e incontri con più di 200 speaker internazionali. L’ospite più atteso? L’attore e produttore cinematografico statunitense Alec Baldwin.</p>
<p>E ancora, <strong>I Piatti di Leonardo &#8211; Milano Food City</strong>. Manifestazione che vede protagonisti i piatti ispirati a Leonardo da Vinci e alla tavola rinascimentale. Un’occasione per celebrare l&#8217;anniversario dei 500 anni dalla sua morte. Torna dunque nella capitale meneghina l’appuntamento con Milano Food City, fino al 9 maggio: il più grande evento dedicato alla cultura alimentare che si tiene in concomitanza con TuttoFood, il salone internazionale dell’agroalimentare in programma dal 6 al 9 maggio nei padiglioni di Fiera Milano.</p>
<p>Non da meno però, l’intrepida adrenalina che solo il <strong>Met Gala</strong> è in grado di provocare. Noto al pubblico anche come Met Ball, è l’evento più fashion dell’anno a cui prendono parte circa 600 persone per raccogliere fondi in favore del Costume Institute. Andrà in scena lunedì 6 maggio alle 19:00 (ora locale), al Metropolitan Museum di New York, sulla Fifth Avenue. Inutile dire che tantissime sono le celebrità chiamate a raccolta. Attori, modelle e stilisti. La lista degli invitati però è top secret. Un solo nome certo, quello della padrona di casa, Anna Wintour, a capo dell’organizzazione dal 1995.</p>
<p>Cavalcando l’onda delle anticipazioni, impossibile non menzionare la <strong>Biennale Arte 2019</strong>. La 58. Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata May You Live In Interesting Times, si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019 (pre-apertura 8, 9, 10 maggio) ed è curata da Ralph Rugoff, attuale direttore della Hayward Gallery di Londra. Così come è importante segnalare.</p>
<p>La lista degli eventi non è ancora finita. Perché da martedì 14 a sabato 25 maggio, la splendida città di <strong>Cannes</strong> ospiterà per due settimane, presso il Palais des Festivals et des Congrès, il celeberrimo <strong>Festival</strong>. Per onorare degnamente la 72esima edizione della kermesse e della Palma d’oro, sono attesi film di grande bellezza e ospiti da red carpet.</p>
<p>Infine, fa il suo ritorno venerdì 17 maggio l’ottava edizione di <strong>Piano City Milano</strong>, con oltre 450 concerti gratuiti in tutta la città: una dichiarazione d’amore per la musica risuonerà tra le vie della capitale meneghina, incantando e conquistando i suoi partecipanti dal tramonto all’alba. Mentre, da venerdì 17 a domenica 19 maggio, si svolge sempre a Milano l&#8217;edizione 2019 della mostra mercato Orticola, presso i giardini Pubblici Indro Montanelli, i cui proventi sono destinati al verde cittadino. Si conferma come l’appuntamento a carattere nazionale per conoscere il meglio della ricerca florovivaistica, nonché l’evento più floral chic dell’anno.</p>
<p>L’ottimo cibo, la moda, il cinema, l’arte, la musica (e tanto altro) saranno nostri compagni di viaggio nel corso del nuovo mese. E certo non mancherà anche il divertimento. Perchè, come amava ricordare Julia Carolyn McWilliams, cuoca, scrittrice e personaggio televisivo statunitense, “<em>Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi errori, non avere paura, ma soprattutto divertiti</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Clara Bacchetta</strong></em></p>
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