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	<title>Freaks Out trama &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Freaks Out di Gabriele Mainetti sbarca a Venezia 78</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 15:01:25 +0000</pubDate>
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<p>Ci sono voluti ben sei anni per concludere e distribuire <strong>Freaks Out</strong>, secondo film del regista e produttore romano <strong>Gabriele Mainetti</strong>. La lavorazione è stata molto lunga e travagliata, ci sono volute molte più settimane del previsto per girare l’intero film e un budget più consistente di quello fissato in partenza.</p>



<p>Mainetti ha raccontato in conferenza stampa che dopo <strong>Lo chiamavano Jeeg Robot </strong>e l’incredibile successo ottenuto, insieme con <strong>Nicola Guaglianone</strong>, sceneggiatore e amico, si è chiesto “E adesso che famo?”. Racconta che li divertiva l’idea di accostare al freak un elemento fortemente conflittuale, ovvero il Nazismo.</p>



<p>Freaks Out racconta infatti la storia di quattro circensi dai poteri soprannaturali e delle loro avventure picaresche in una Roma scossa dai bombardamenti del 1943. Il film è un vero e proprio kolossal, come non se ne vedono spesso in Italia.&nbsp;</p>



<p><strong>La trama</strong></p>



<p>Matilde, Cencio, Mario e Fulvio, interpretati rispettivamente da <strong>Aurora Giovinazzo</strong>, <strong>Pietro Castellitto</strong>, <strong>Giancarlo Martini</strong> e <strong>Claudio Santamaria</strong>, sono quattro freak, come dice il titolo, guidati da Israel, <strong>Giorgio Tirabassi</strong>, direttore del circo Mezza Piotta di cui sono i protagonisti. Fuori imperversa la guerra e con essa l’occupazione nazista. Quando Isreal sparisce, i quattro decidono di partire alla sua ricerca dando vita a scene da Armata Brancaleone.</p>



<p>Il circo Mezza Piotta non è il solo circo in città, c’è anche il Zircus Berlin gestito dai Nazisti, in particolare da Franz, anch’esso freak, interpretato dall’attore tedesco Franz Rogowski. Franz è alla ossessiva ricerca di altri come lui, mosso dalle visioni generate dall’assunzione di etere cui si dedica ossessivamente dopo gli spettacoli. I destini di Matilde, Cencio, Mario e Fulvio sono dunque legati al destino del giovane freak tedesco. Ci sono i buoni e i cattivi, i ruoli però continuano a invertirsi, poiché la guerra, come si dice nel film, “non ha vincitori, solo sconfitti”.</p>



<p><strong>Perché andare a vederlo</strong></p>



<p><em>Freaks out</em> significa impazzire, ma sottintende anche il momento in cui i quattro protagonisti si ritrovano fuori dal circo, fuori dal mondo infantile che li protegge. Il titolo, dice il regista, è anche un omaggio a <strong>Freaks</strong> di <strong>Tod Browning</strong>, considerato uno dei più grandi film del genere macabro sul mondo circense. I personaggi che Mainetti costruisce sono quasi da commedia all’italiana, ci sono momenti divertenti alternati a momenti drammatici e scene di battaglie. È un film complesso, che ha diviso il pubblico in sala tra gli entusiasti e gli scettici. Sicuramente, come è stato detto durante la conferenza stampa, è un film spartiacque di cui, in ogni caso, abbiamo bisogno oggi nel panorama del cinema italiano.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Ludovica Ungari</em></strong></p>
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