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	<title>Francesco Meli &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>La Tosca Alla Scala inaugura la stagione d’Opera 2019/2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:34:17 +0000</pubDate>
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<p>“Cittadino! L&#8217;arte non è arte, se non canta la passione dei popoli!”. Recita così Angelino, uno dei personaggi de <b>La Tosca di Giacomo Puccini</b>, che quest’anno inaugura la Stagione d’Opera 2019/2020 del <b>Teatro alla Scala </b>di Milano. La Tosca è diretta dal Maestro <b>Riccardo Chailly</b> con un allestimento affidato a <b>Davide Livermore</b>, che ha già collaborato con Chailly per Don Pasquale di Donizetti e Attila di Verdi per l’inaugurazione della scorsa Stagione. Protagonisti in palcoscenico <b>Anna Netrebko, Francesco Meli </b>e <b>Luca Salsi</b>.</p>
<p>La Tosca è un punto nodale del progetto pucciniano: iniziato con Turandot con il finale di Luciano Berio, il progetto è proseguito con La fanciulla del West, con l’orchestrazione originale di Puccini, Madama Butterfly nella prima versione (7 dicembre 2016) e Manon Lescaut nella prima versione. Dopo le inaugurazioni con Giovanna d’Arco, Madama Butterfly, Andrea Chénier e Attila, La Tosca conferma l’impegno del Maestro Chailly a <b>riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza</b>. Questo progetto culturale va prendendo forma nel corso degli anni: accanto a Puccini si colloca l’approfondimento degli anni di svolta del percorso teatrale verdiano (Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth), del Belcanto (La gazza ladra di Rossini e Don Pasquale di Donizetti) e del Verismo (Andrea Chénier), sempre con un’attenzione particolare alle opere presentate alla Scala per la prima volta.</p>
<h3>Riccardo Chailly</h3>
<p>Il suo debutto alla Scala risale al 1978 con “I Masnadieri” di Verdi: nei suoi <b>40 anni di attività scaligera</b> ha diretto opere di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini, Giordano, Offenbach, Stravinskij  e Bartók. Con Aida ha inaugurato la Stagione 2006/2007, con Giovanna d’Arco 2015/2016, con Madama Butterfly 2016/2017, con Andrea Chénier la Stagione 2017/2018 e con Attila la Stagione 2018/2019. Prosegue nel maggio 2015 con Turandot, evento inaugurale di Expo. Il Maestro Chailly nel 2019 ha nuovamente guidato la Filarmonica in tournée: in questi anni l’Orchestra è tornata regolarmente nelle principali sedi concertistiche europee, tra cui il Festival di Lucerna, i Proms, il Festival di Edimburgo, la Philharmonie di Berlino e quella di Amburgo.</p>
<h3>Lo spettacolo</h3>
<p>La collaborazione tra il regista Chailly e il direttore Livermore era iniziata proprio su Puccini, con una produzione de La bohème a Valencia nel 2012. Nella Stagione 2019/2020 Livermore firmerà anche La Gioconda di Ponchielli. La <b>scenografia </b>de La Tosca, illuminata da Antonio Castro, si avvale dei video di D-wok, agenzia guidata da Paolo Gep Cucco. I <b>costumi</b> sono firmati da <b>Gianluca Falaschi</b>, già apprezzatissimo alla Scala per i fantasiosi e spettacolari figurini per Don Pasquale e Attila e nel 2012, vincitore del premio Abbiati per Ciro in Babilonia al Festival Rossini di Pesaro.</p>
<h3>I protagonisti</h3>
<p>Sul palco abbiamo <b>Anna Netrebko, Francesco Meli </b>e <b>Luca Salsi</b>. <b>Anna Netrebko</b> è ormai di casa: alla Scala debutta nel 1998 con un concerto della Filarmonica diretto da Gergiev. Torna come Donna Anna in Don Giovanni il 7 dicembre 2011, come Mimì ne La Bohème diretta da Rustioni nel 2012, Giovanna d’Arco nel 2015 diretta da Chailly, e come Violetta ne La traviata diretta da Santi nel 2017. Universalmente riconosciuta come il soprano di riferimento dei nostri anni, ha interpretato un vastissimo repertorio in tutti i teatri del mondo con i direttori e i registi più prestigiosi.</p>
<p><b>Francesco Meli</b> è al terzo 7 dicembre (secondo con Riccardo Chailly): come Cassio nella ripresa dell’Otello diretto da Muti e come Arbace nell’Idomeneo inaugurale della Stagione 2005/2006. La parte di Cavaradossi è il suo primo Puccini alla Scala, dove ha già interpretato sei parti verdiane. Secondo 7 dicembre invece per <b>Luca Salsi</b> dopo Andrea Chénier con Chailly nel 2017. Baritono tra i più affermati a livello internazionale, tornerà come Renato in Un ballo in maschera e Barnaba ne La Gioconda.</p>
<h3>La Prima su Rai Uno, sui media europei e nei cinema</h3>
<p>Il 7 dicembre 2016 la trasmissione di Madama Butterfly in diretta su Rai Uno ha battuto tutti i record di ascolti per l’opera lirica con una media di 2.600.000 spettatori, 13.48 % di share. La decisione della Rai di <b>trasmettere la prima in diretta</b> è confermata anche per il 2019. Come ogni anno la Rai curerà anche le dirette presso il Carcere di San Vittore, in diversi teatri italiani e nei cinema di tutto il mondo. <b> </b></p>
<h3>Gli incontri</h3>
<p>Il 7 dicembre 2019 La Tosca, che ha inaugurato la Stagione 2019/2020, è stata dedicata a Paolo Grassi, il “poeta dell’organizzazione” che ha fatto della formazione di un pubblico il perno della sua idea. Il Teatro alla Scala presenta insieme a diverse associazioni e istituzioni un fitto calendario:  6 dicembre ore 18:00, Cinema Teatro Delfino, Piazza P. Carnelli &#8211; “Tosca, melodramma estremo”, Incontro con Filippo Del Corno e Riccardo Chailly, e <b>12 dicembre ore 18:00, Conservatorio di Milano, sala Puccini, via Conservatorio 12 </b>&#8211; Il Direttore Musicale discute l’opera inaugurale della Stagione con gli studenti dei corsi di Direzione d’orchestra del Conservatorio, che dovranno “cimentarsi” con lo stesso capolavoro pucciniano.</p>
<h3>La Tosca in Giappone</h3>
<p>La nuova produzione de La Tosca sarà al centro della grande tournée che nel settembre 2020 riporterà i complessi in Giappone, a <b>Tokyo</b>, dopo quattro anni. Si tratta del decimo progetto di una serie di tournée che ha preso il via nel 1981. Sono previste <b>8 rappresentazioni d’opera</b> (4 di Tosca con Saioa Hernández e 4 de La traviata nell’allestimento storico di Liliana Cavani) e <b>4 concerti sinfonico-corali</b>. Sono previste anche 6 recite de Il barbiere di Siviglia per i bambini. La tournée in Giappone è organizzata in occasione delle Olimpiadi a Tokyo del 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Lorena Corti</i></b></p>
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		<title>La Traviata di Verdi in scena alla Scala di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 22:31:26 +0000</pubDate>
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<p>Era il 1853 quando al Teatro La Fenice venne proposta l’opera <b>La Traviata di Giuseppe Verdi</b>, anche se probabilmente a causa della scarsa bravura degli interpreti fu tutt’altro che un successo.  Oggi è possibile godere del fascino di quest’opera dall’11 Gennaio al 17 Marzo 2019 al Teatro alla Scala di Milano, tempio della lirica, sotto la direzione del magnifico <b>Myung-Whun Chung</b> nelle nove rappresentazioni tra gennaio e febbraio, mentre nelle altre tre di marzo assisteremo al debutto di <b>Marco Armiliato</b>.</p>
<p>Il <b>cast </b>dei principali interpreti e personaggi prevede nei mesi di gennaio e febbraio <b>Marina Rebeka</b>, nel complesso ruolo di Violetta Valéry, i tenori <b>Francesco Meli</b> e <b>Benjamin Bernheim</b> ad alternarsi come Alfredo Germont, e il baritono noto alla Scala, <b>Leo Nucci</b>, interpreterà Giorgio Germont; nelle date di marzo vedremo, invece, <b>Sonya Yoncheva</b> (Violetta), Francesco Meli (Alfredo), <b>Placido Domingo</b> (Giorgio Germont).</p>
<h3>Myung-Whun Chung e Marco Armiliato, i verdiani del Ventunesimo Secolo</h3>
<p>Il noto direttore d’orchestra e pianista sudcoreano <b>Myung-Whun Chung</b> non è la prima volta che porta la sua maestria alla Scala, anche se con non pochi cambi di rotta. Stando a quanto riportato da magazine musicali, aveva annunciato il suo addio al medesimo Teatro in quanto non ancora ricevuto chances per la direzione musicale, il cui posto era ancora vacante dopo le dimissioni di Riccardo Muti.</p>
<p>Non da meno <b>Marco Armiliato</b>, classe 1967, è tutt’ora uno dei principali direttori d’orchestra italiani apprezzati in tutto il mondo. Entrambi si portano dietro un bagaglio di esperienza di noto rilievo, e con l’opulenta regia di Liliana Cavani e le scene di Dante Ferretti riusciranno senza dubbio a portare sul palcoscenico uno spettacolo dal fascino inqualificabile.</p>
<p>Tra le numerose opere di Giuseppe Verdi, La Traviata (appartenente all’eminente Trilogia Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata) è quella che creò più scalpore, rappresentando un’<b>emancipazione della donna</b> e della società che la circondava. Quando compose quest’opera, Verdi prese ispirazione da <b>La Dame aux camélias</b> di Alexandre Dumas figlio, della quale fu rimasto folgorato. Lo colpì soprattutto la storia d’amore di questa bella cortigiana parigina e l’aitante Armando Duval. Verdi fu talmente entusiasta che impiegò pochi giorni a comporla, ma tanti che furono sufficienti a renderla unica.</p>
<h3>La Traviata (Libretto di Francesco Maria Piave; Regia di Liliana Cavani)</h3>
<p>La Traviata, <b>melodramma</b> composto in tre atti, ci mostra l’<b>evoluzione interiore</b> della protagonista Violetta Valéry, interpretata da Marina Rebeka (nelle rappresentazioni dirette da Myung-Whun Chung) e da Sonya Yoncheva (in quelle di Armiliato), due delle più conosciute in questo ruolo. La cosa ardua è la scelta dell’interprete di questo personaggio, in quanto deve far emergere le due anime di Violetta, la frivolezza e la profondità interiore.</p>
<p>Questa donna era una prostituta <b>abituata a vivere nel lusso</b>. Quando però si scoprì affetta da una grave malattia, per cercare di dimenticare, invita degli amici a cena, ed è proprio il famoso brindisi “Libiam né i Lieti Calici” che le consente di iniziare una nuova vita con Alfredo Germont. I due amanti decidono di trasferirsi al di fuori dello sfarzo e dei lussi, <b>rifugiandosi in campagna</b> nella casa di Violetta, dove quest’ultima si trova costretta a vendere i suoi beni per mantenere lei e Alfredo.</p>
<p>All’inizio tutto sembrava comunque florido, sino a quando il padre del ragazzo, Giorgio Germont, certo che lei si stesse approfittando dei soldi della loro famiglia, <b>costringe la giovane a lasciarlo</b> (pur avendo compreso i sentimenti reciproci dei due e l’innocenza di Violetta) mettendole in testa che tra loro non avrebbe mai funzionato a causa delle differenze sociali, e perché il suo passato era talmente scandaloso da mettere in crisi la celebrazione del matrimonio della sorella di Alfredo.</p>
<p>La protagonista non può fare altro che autoconvincersi di tali parole e, con una semplice lettera ed un invito ad un ricevimento a Parigi, per Alfredo torna alla sua vecchia vita. Dal momento in cui il giovane avrebbe fatto qualunque cosa pur di riaverla, decide di recarsi all’evento e, vedendola con colui che era il suo protettore, arriva anche a compiere il gesto inconsulto di gettarle addosso delle banconote, esclamando a tutti che fosse stata pagata per essere lì.</p>
<p>Questa mossa, non approvata nemmeno da suo padre, causa uno svenimento dell’amata. In seguito a quest’ultimo accadimento, Violetta si rende conto che la sua fine sta arrivando, ma per fortuna crollerà nel profondo solo dopo aver ascoltato, ed accettato, il perdono e la <b>dichiarazione di amore eterno</b> da Alfredo.</p>
<h3>Amore e Morte: i due cardini de La Traviata</h3>
<p>È sulla base di due cardini fondamentali, <b>amore e morte</b> per la vita di ciascun individuo, che Verdi costruisce una storia tanto nuova quanto legata al passato. Nella prima fase di Violetta troviamo l’esempio di <b>donna eroica</b>; dai lussi di una prostituta non esita a cambiare vita, inizialmente preservando l’amore che prova verso l’altro con tutta se stessa, sino poi a rinunciarvi per non creare scompigli in famiglia e ulteriori sofferenze.</p>
<p>In un crescendo di turbinii di emozioni si arriva alla fase conclusiva dell’evoluzione: il <b>diventare un angelo</b>. Tutte le fasi, grazie soprattutto alla lodevole interpretazione di Marina Rebeka e Sonya Yoncheva, lasciano spazio all’alternarsi di<b> tre voci diverse</b>: nel I atto agile e dotata di virtuosismo belcantistico, nel II intensa e drammatica, nel III sofferente.</p>
<p>L’opera trasporta lo spettatore in un universo parallelo dove si può commuovere, riflettere e sospirare, con la consapevolezza che è stata comunque una storia d’amore degna di nome. Per informazioni su date, orari e ticket, è possibile consultare il Link: <a href="http://www.teatroallascala.org">www.teatroallascala.org</a> o contattare il numero: 02 72003744</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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