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	<title>francesco maria piave &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<title>francesco maria piave &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>La Traviata di Verdi in scena alla Scala di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 22:31:26 +0000</pubDate>
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<p>Era il 1853 quando al Teatro La Fenice venne proposta l’opera <b>La Traviata di Giuseppe Verdi</b>, anche se probabilmente a causa della scarsa bravura degli interpreti fu tutt’altro che un successo.  Oggi è possibile godere del fascino di quest’opera dall’11 Gennaio al 17 Marzo 2019 al Teatro alla Scala di Milano, tempio della lirica, sotto la direzione del magnifico <b>Myung-Whun Chung</b> nelle nove rappresentazioni tra gennaio e febbraio, mentre nelle altre tre di marzo assisteremo al debutto di <b>Marco Armiliato</b>.</p>
<p>Il <b>cast </b>dei principali interpreti e personaggi prevede nei mesi di gennaio e febbraio <b>Marina Rebeka</b>, nel complesso ruolo di Violetta Valéry, i tenori <b>Francesco Meli</b> e <b>Benjamin Bernheim</b> ad alternarsi come Alfredo Germont, e il baritono noto alla Scala, <b>Leo Nucci</b>, interpreterà Giorgio Germont; nelle date di marzo vedremo, invece, <b>Sonya Yoncheva</b> (Violetta), Francesco Meli (Alfredo), <b>Placido Domingo</b> (Giorgio Germont).</p>
<h3>Myung-Whun Chung e Marco Armiliato, i verdiani del Ventunesimo Secolo</h3>
<p>Il noto direttore d’orchestra e pianista sudcoreano <b>Myung-Whun Chung</b> non è la prima volta che porta la sua maestria alla Scala, anche se con non pochi cambi di rotta. Stando a quanto riportato da magazine musicali, aveva annunciato il suo addio al medesimo Teatro in quanto non ancora ricevuto chances per la direzione musicale, il cui posto era ancora vacante dopo le dimissioni di Riccardo Muti.</p>
<p>Non da meno <b>Marco Armiliato</b>, classe 1967, è tutt’ora uno dei principali direttori d’orchestra italiani apprezzati in tutto il mondo. Entrambi si portano dietro un bagaglio di esperienza di noto rilievo, e con l’opulenta regia di Liliana Cavani e le scene di Dante Ferretti riusciranno senza dubbio a portare sul palcoscenico uno spettacolo dal fascino inqualificabile.</p>
<p>Tra le numerose opere di Giuseppe Verdi, La Traviata (appartenente all’eminente Trilogia Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata) è quella che creò più scalpore, rappresentando un’<b>emancipazione della donna</b> e della società che la circondava. Quando compose quest’opera, Verdi prese ispirazione da <b>La Dame aux camélias</b> di Alexandre Dumas figlio, della quale fu rimasto folgorato. Lo colpì soprattutto la storia d’amore di questa bella cortigiana parigina e l’aitante Armando Duval. Verdi fu talmente entusiasta che impiegò pochi giorni a comporla, ma tanti che furono sufficienti a renderla unica.</p>
<h3>La Traviata (Libretto di Francesco Maria Piave; Regia di Liliana Cavani)</h3>
<p>La Traviata, <b>melodramma</b> composto in tre atti, ci mostra l’<b>evoluzione interiore</b> della protagonista Violetta Valéry, interpretata da Marina Rebeka (nelle rappresentazioni dirette da Myung-Whun Chung) e da Sonya Yoncheva (in quelle di Armiliato), due delle più conosciute in questo ruolo. La cosa ardua è la scelta dell’interprete di questo personaggio, in quanto deve far emergere le due anime di Violetta, la frivolezza e la profondità interiore.</p>
<p>Questa donna era una prostituta <b>abituata a vivere nel lusso</b>. Quando però si scoprì affetta da una grave malattia, per cercare di dimenticare, invita degli amici a cena, ed è proprio il famoso brindisi “Libiam né i Lieti Calici” che le consente di iniziare una nuova vita con Alfredo Germont. I due amanti decidono di trasferirsi al di fuori dello sfarzo e dei lussi, <b>rifugiandosi in campagna</b> nella casa di Violetta, dove quest’ultima si trova costretta a vendere i suoi beni per mantenere lei e Alfredo.</p>
<p>All’inizio tutto sembrava comunque florido, sino a quando il padre del ragazzo, Giorgio Germont, certo che lei si stesse approfittando dei soldi della loro famiglia, <b>costringe la giovane a lasciarlo</b> (pur avendo compreso i sentimenti reciproci dei due e l’innocenza di Violetta) mettendole in testa che tra loro non avrebbe mai funzionato a causa delle differenze sociali, e perché il suo passato era talmente scandaloso da mettere in crisi la celebrazione del matrimonio della sorella di Alfredo.</p>
<p>La protagonista non può fare altro che autoconvincersi di tali parole e, con una semplice lettera ed un invito ad un ricevimento a Parigi, per Alfredo torna alla sua vecchia vita. Dal momento in cui il giovane avrebbe fatto qualunque cosa pur di riaverla, decide di recarsi all’evento e, vedendola con colui che era il suo protettore, arriva anche a compiere il gesto inconsulto di gettarle addosso delle banconote, esclamando a tutti che fosse stata pagata per essere lì.</p>
<p>Questa mossa, non approvata nemmeno da suo padre, causa uno svenimento dell’amata. In seguito a quest’ultimo accadimento, Violetta si rende conto che la sua fine sta arrivando, ma per fortuna crollerà nel profondo solo dopo aver ascoltato, ed accettato, il perdono e la <b>dichiarazione di amore eterno</b> da Alfredo.</p>
<h3>Amore e Morte: i due cardini de La Traviata</h3>
<p>È sulla base di due cardini fondamentali, <b>amore e morte</b> per la vita di ciascun individuo, che Verdi costruisce una storia tanto nuova quanto legata al passato. Nella prima fase di Violetta troviamo l’esempio di <b>donna eroica</b>; dai lussi di una prostituta non esita a cambiare vita, inizialmente preservando l’amore che prova verso l’altro con tutta se stessa, sino poi a rinunciarvi per non creare scompigli in famiglia e ulteriori sofferenze.</p>
<p>In un crescendo di turbinii di emozioni si arriva alla fase conclusiva dell’evoluzione: il <b>diventare un angelo</b>. Tutte le fasi, grazie soprattutto alla lodevole interpretazione di Marina Rebeka e Sonya Yoncheva, lasciano spazio all’alternarsi di<b> tre voci diverse</b>: nel I atto agile e dotata di virtuosismo belcantistico, nel II intensa e drammatica, nel III sofferente.</p>
<p>L’opera trasporta lo spettatore in un universo parallelo dove si può commuovere, riflettere e sospirare, con la consapevolezza che è stata comunque una storia d’amore degna di nome. Per informazioni su date, orari e ticket, è possibile consultare il Link: <a href="http://www.teatroallascala.org">www.teatroallascala.org</a> o contattare il numero: 02 72003744</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>L’Attila di Giuseppe Verdi apre la stagione del Teatro alla Scala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 19:24:57 +0000</pubDate>
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<p>Il <b>Teatro alla Scala</b> apre la <b>Stagione 2018/2019</b> con un omaggio al compositore più rappresentativo del panorama italiano, <b>Giuseppe Verdi</b>. Il <b>7 dicembre</b>, data iconica di inaugurazione e <b>festa patronale</b>, andrà in scena <b>Attila</b>, nona opera di Giuseppe Verdi con libretto di <b>Temistocle Solera</b>. La direzione è stata affidata a <b>Riccardo Chailly</b>.</p>
<p>Chailly con questo spettacolo non solo festeggia i suoi 40 anni di attività, ma si conferma anche come maggior custode delle opere verdiane. <b>Davide Livermore</b> si occuperà dell’allestimento, insieme alla squadra di <b>Giò Forma</b> per le scene. Il tutto arricchito dai video di <b>d-Wok</b>, dalle luci di <b>Antonio Castro</b> e dai meravigliosi costumi di <b>Gianluca Falaschi</b>. Come interprete di questo personaggio complesso, la scelta è ricaduta su <b>Ildar Abdrazavok</b>, che calcherà il palco del 7 dicembre per il terzo anno consecutivo.</p>
<h3>L’opera firmata Giuseppe Verdi</h3>
<p><b>Attila</b> andò in scena per la prima volta nel 1846 al <b>Teatro la Fenice di Venezia</b>, con poche aspettative da parte dei critici. Nonostante tutto, il pubblico la consacra come una delle migliori opere di Giuseppe Verdi. Tratto dalla tragedia “<b>Attila, Konig der Hunnen</b>” (1809) di <b>Zacharias Werner</b>. Il libretto dell’opera presenta una versione semplificata del dramma, senza però eliminare la contraddizione fra la crudeltà e l’integrità di Attila.</p>
<p>Contraddizione che lo rende un personaggio degno di rispetto e visto positivamente. Intensa la figura di <b>Odabella,</b> figlia del signore di Aquileia, che decide di rinunciare alla sua libertà e al suo amore per vendicare la famiglia. A tratti ambigua invece la figura di <b>Ezio</b>, generale romano, che cercherà per tutta la tragedia il compromesso.</p>
<h3>Giuseppe Verdi: il libretto e l’importanza dell’opera</h3>
<p>Interessante è analizzare le penne che si sono alternate nella stesura del <b>libretto</b>, fenomeno che denota quanto Giuseppe Verdi tenesse a questa particolare opera. Inizialmente il libretto venne affidato a <b>Francesco Maria Piave</b>, e poi a <b>Temistocle Solera</b>. Solera però, non solo non riuscì a soddisfare il Maestro, ma tardò anche la consegna della versione definitiva a causa del trasferimento a Madrid. Giuseppe Verdi decise quindi di richiamare Piave, che rivide i versi e scrisse interamente l’ultimo atto.</p>
<h3>La novità</h3>
<p>Il coinvolgimento così sentito del Maestro, non solo nei <b>componimenti </b>ma anche e soprattutto nell’<b>allestimento</b>, fa capire come quest’opera si sia guadagnata l’appellativo di <b>novità</b>. Giuseppe Verdi indicò personalmente l’inserimento di particolari <b>effetti di luce</b> in corrispondenza della scena della tempesta e del sorgere del sole alla fine del <b>Prologo</b>.</p>
<p>Giuseppe Verdi decise inoltre di sviluppare con grande attenzione le <b>scene di massa</b>, cercando di trovare soluzioni <b>scenografiche</b> diverse per rendere più spettacolare la tragedia. Una scelta che <b>Livermore </b>rispetterà appieno in questa rappresentazione, accogliendo il volere del Maestro.</p>
<p>Giuseppe Verdi è figlio del suo tempo, e il più grande interprete di esso. È riuscito a rendere ogni sua opera un <b>viaggio</b>, in terre e tempi lontani, che però ancora oggi ci sembrano vicini. Il teatro milanese non poteva fare scelta più saggia per l’apertura di questa grande <b>stagione lirica</b>, che si preannuncia spettacolare come l’opera che andrà in scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Eleonora Valente</i></b></p>
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