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		<title>Il bacio di Doisneau in mostra a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 15:46:39 +0000</pubDate>
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<em>“Per tutta la vita mi sono divertito, ho fatto il mio piccolo teatro”, </em>amava ripetere <strong>Robert Doisneau</strong>, fotografo francese di straordinario talento, esponente della cosiddetta<em> “fotografia umanista”</em>, pioniere del fotogiornalismo insieme a Henri Cartier-Bresson. Divenuto famoso per il celebre scatto <strong><em>“Bacio all&#8217;Hotel del Ville”</em></strong>, in cui immortale due giovani che si baciano appassionatamente in mezzo alla strada, Doisneau ha legato la sua arte alla sua Parigi. Quella città che con le sue vie del centro, i vicoli e la sua periferia, i suoi angoli più nascosti e al tempo stesso curiosi, lo ha sempre considerato come figlio suo, gli ha regalato spunti per la sua arte, materiale “umano”per i suoi scatti.<br />
Scatti che ora Milano è pronta ad accogliere nella <strong>mostra </strong>dal titolo<strong> <em>&#8220;Paris en liberté&#8221;</em></strong>, che sarà allestita dal<strong> 20 febbraio</strong> al<strong> 5 marzo</strong> presso lo<strong> Spazio Oberdan </strong>in viale Vittorio Veneto, 2. Nell&#8217;esposizione sono esposte oltre <strong>200 fotografie originali, scattate da Doisneau (1912-1994) nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991</strong>.<br />
Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, ripercorre i soggetti a lui più cari, e conduce il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese. I soggetti prediletti delle fotografie di Doisneau in bianco e nero sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.<br />
Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è <em>l’immagine della Parigi più vera</em>, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella <em>dei bistrot, dei clochard,</em> delle antiche professioni; quella <em>dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés,</em> punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori.<br />
In mostra si possono ammirare alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui il Bacio dell’Hotel de Ville, divenuta l’icona più riconoscibile della sua arte. La foto, scattata nel 1950, ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta. L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui.<br />
La mostra giunge allo Spazio Oberdan di Milano, dopo essere stata presentata a Parigi all’Hotel de Ville, in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto e a Roma, al Palazzo delle Esposizioni. Durante tutto il periodo di apertura, l’esposizione sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali dedicati a Parigi e alla fotografia, a partire da una inedita rassegna cinematografica a cura della Fondazione Cineteca Italiana e altri incontri culturali. Il programma vede la proiezione di alcuni capolavori firmati da grandi maestri della settima arte, in cui la capitale francese è protagonista assoluta. Si andrà dalla Parigi stravagante di Zazie nel metro (L. Malle) a quella romantica di Ninotchka (E. Lubitsch), dalle atmosfere cupe, già prebelliche, di Albergo Nord a quelle dell’amore tragico di Mentre Parigi dorme (entrambi di Marcel Carné), dagli ambienti eleganti e raffinati di Cenerentola a Parigi (S. Donen) e Miss Europa (A. Genina), ai quartieri equivoci di Questa è la mia vita (J.-L. Godard) e Perfidia (R. Bresson), dal mondo piccolo borghese de I 400 colpi (F. Truffaut) al sottobosco di una malavita balorda ma irresistibile di Fino all’ultimo respiro (J.-L. Godard).<br />
&nbsp;<br />
<em><strong>ROBERT DOISNEAU. Paris en liberté</strong></em><br />
Milano, Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2)<br />
20 febbraio &#8211; 5 maggio 2013<br />
martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 –19.30; lunedì chiuso<br />
Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381<br />
<a href="www.provincia.milano.it/cultura">www.provincia.milano.it/cultura</a></p>
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		<title>A Mantova FAI racconta la storia della moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 11:58:07 +0000</pubDate>
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<p>Giappone e Occidente si fondono e vengono messi a confronto attraverso il lavoro di due artisti di fama internazionale come <strong>Issey Miyake e Ulla + Martin Kaufmann</strong>. Negli spazi dello store più prestigioso di <strong>Mantova</strong>, il <strong><em>Bernardelli</em></strong>, vengono celebrate queste personalità di spicco del mondo della moda e del design con una mostra che si inserisce nell’ambito del ciclo di conferenze organizzate dal <strong>FAI</strong> sulla storia del costume.</p>
<p>Un filo rosso associa i protagonisti: il lavoro estetico d’impronta minimalista, d’incorruttibile purezza, di consapevole unione tra passato e moderno, d’innegabile eccellenza. Tutto ciò si nasconde in un gesto, un movimento delicato, in forma di piega o curva, in stoffa, oro, argento.</p>
<p><strong>Issey Miyake</strong> con la sua moda ha fatto arte. L’esponente più longevo della moda giapponese, che ha fatto del plissè il suo marchio, si è fatto promotore del dialogo tra Oriente ed Occidente per creare realtà espositive museali nel campo del Costume. Le sue opere sono confrontate con quelle di <strong>Ulla + Martin Kaufmann</strong>, celebri e premiati orafi tedeschi e quasi coetanei col maestro giapponese. La loro arte è semplicità calcolata, messaggio programmato, e si colloca tra arte, design e oggetto odierno di bellezza eterna e funzionale. La connessione tra Miyake e i Kaufmann avviene nell’espressione e nell’approccio alla materia.</p>
<p><strong><em>Il 17 febbraio alle 16, nella sala convegni dell’Associazione Industriali, si parlerà di Burberry</em></strong>: mille trame, per mille quadri, per un corpo in umido vento. Burberry, casa di moda britannica di fama mondiale, realizza vestiti, accessori e cosmetici, ha fatto del “tartan” il suo motivo grafico più rappresentativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Info:<br />
Delegazione di Mantova del FAI<br />
338.9801188<br />
delegazionefai.mantova@fondoambiente.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Chiara Ferretti</em></strong>)</p>
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		<title>The Girl with the broken nose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 16:49:01 +0000</pubDate>
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Ricercato, ma senza perdere la carica sconcertante e naturale che lo contraddistingue, <strong>Teller</strong> è lontano dalla fotografia patinata e perfetta: i difetti sono parte integrante del suo linguaggio. La nudità non è mai provocazione, ma solo sguardo disincantato e privo di imbarazzo in momenti di vita quotidiani. <strong>Teller</strong> si svela in questa mostra nel suo carattere più intimo, come in <strong><em>Louis XV No.9</em></strong>, o in un <strong><em>ritratto di</em></strong><em>&nbsp;</em><strong><em>William Eggleston</em></strong>. Ci mostra i boschi della sua infanzia: scatti semplici ma crudi, veri, autentici e disarmanti. Non c’è scandalo o sensazionalismo nelle sue immagini, solo voglia di scoprire il mondo con uno sguardo puro.<br />
Il carattere artistico di <strong><em>Teller</em></strong> emerge anche grazie a un allestimento inaspettato ma d’effetto: una foto per sala, per uno sguardo attento e una riflessione puntuale.<br />
La mostra prende posto negli&nbsp;<strong>appartamenti di riserva </strong><strong>di Palazzo Reale,</strong><strong>&nbsp;</strong>caratterizzati da alti soffitti affrescati e parquet, un ambiente elegantemente d’altri tempi, che contrasta in maniera perfetta con la presenza di immagini a grandissimo formato, appese alle pareti con dei fili trasparenti e fermate tramite grandi pinze di metallo. Un contrasto tra contemporaneo e antico che sottrae la mostra da un contesto altrimenti scontato, aggiungendole valore anche per la sola possibilità di passeggiare tra queste inedite sale.<br />
La mostra, curata da&nbsp;<strong>Francesco Bonami</strong>, è un piccolo ma interessante scorcio nel lavoro di un grande fotografo di moda che qui si fa conoscere anche nei suoi lati più intimi mantenendo però intatta la cifra stilistica della sua arte.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Juergen Teller</strong> – <strong><em>The Girl with the broken nose</em></strong><br />
a cura di <strong>Francesco Bonami</strong><br />
<strong><em>Fino al&nbsp;4 novembre presso Palazzo Reale</em></strong>, Milano<br />
lunedì 14.30 -19.30<br />
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30<br />
<strong><em>Ingresso Gratuito</em></strong><br />
&nbsp;<br />
(di<strong><em> Eleonora Casu</em></strong>)</p>
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		<title>Gli occhiali ti donano? Lo dice l&#8217;Avatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 21:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="600" height="212" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1.jpg 600w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1-480x170.jpg 480w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p>Un'App per indossare virtualmente le montature direttamente sull'iPhone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="212" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1.jpg 600w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/App-Salmoiraghi-Viganò-2-600x212-1-480x170.jpg 480w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p>Se il mondo dell’eyewear è la tua passione, la nuova&nbsp;<strong>App </strong>per<strong> iPhone</strong>&nbsp;di <em><strong>Salmoiraghi &amp; Viganò</strong></em> fa al caso tuo! La nuova applicazione digitale creata dall’agenzia <strong>Ideolo</strong>, specializzata in proximity e digital marketing per il settore retail, rende unica la customer experience dell’utente, che avrà la possibilità di <em><strong>creare il proprio&nbsp;Avatar&nbsp;o di scattarsi una&nbsp;foto</strong></em>, per indossare virtualmente gli occhiali da sole e da vista che più gli piacciono, direttamente dal suo iPhone.</p>
<p>È,&nbsp;inoltre, possibile condividere le proprie foto con amici e familiari sui social network, per avere commenti e giudizi sul modello prescelto prima dell’acquisto.<br />
Poi, grazie all’area <em><strong>news</strong> </em>sarà possibile avere a portata di mano tutte le informazioni sui negozi della catena e rimanere costantemente aggiornati su promozioni, moda e tendenze tramite Twitter.&nbsp;Infine, la sezione negozi permetterà di <em><strong>trovare facilmente lo store più vicino e il percorso per raggiungerlo</strong></em> e <em><strong>gli utenti Foursquare</strong></em> potranno fare direttamente il check-in e accedere agli special dedicati.</p>
<p><em>“Vogliamo essere sempre più vicini ai nostr clienti anche attraverso le nuove tecnologie mobili –</em> ha dichiarato&nbsp;<strong>Francesco Iovine</strong>, Direttore marketing e acquisti di Salmoiraghi &amp; Viganò – <em>e da oggi le nostre collezioni potranno essere sfogliate e provate con un moderno ed innovativo servizio alla portata di tutti, dai più piccoli agli adulti”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>www.salmoiraghievigano.it<br />
</em></p>
<p>(di&nbsp;<strong><em>Federica Livio</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lady Dior: as seen by!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 20:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
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<p>Creata nel 1995, <strong><em>Lady Dior</em></strong> diventa subito icona grazie appunto a <strong>Lady Diana</strong>, che la portò sempre con sé e ne ordinò una di ogni foggia. La trasformò in un vero e proprio mito, che vive ancora oggi. La <em>it-bag,</em> davvero inconfondibile con la sua <strong>impuntura cannage, i cerchi dorati</strong> (omaggio alla passione di <strong>Christian Dior</strong> per i ciondoli) <strong>e il corpo rettangolare</strong>, è diventata oggetto cult della maison francese, grazie anche all’interpretazione di <strong>Marion Cotillard</strong>, musa di artisti di tutto il mondo.</p>
<p>Fotografi, artisti visivi, video artist e registi di spicco hanno, infatti, raccontato la storia di una misteriosa <strong><em>Lady Dior</em></strong>, impersonata dalla <strong>Cotillard</strong>, nelle capitali del mondo, proiettando la borsa ai vertici del patrimonio culturale della <strong>Maison Dior</strong>.&nbsp;Da <strong>David Lynch</strong> a <strong>John Cameron Mitchell</strong>, da <strong>Patrick Demarchelier</strong> a <strong>Arne Quinze</strong>, per passare attraverso i lavori di <strong>Wen Fang, Maarten Baas, Olympia Scarry </strong>e <strong>Recycle Group</strong> e approdare a quelli degli italiani, <strong>Luca Trevisani</strong> e il duo <strong>Vedovamazzei</strong>. Chiudono <strong>Alessandro Carano </strong>e<strong> Davide Stucchi</strong>, vincitori del concorso indetto tra i giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Sono <strong><em>oltre settanta</em></strong> le eccezionali <strong><em>opere d’arte</em></strong> che onorano, ognuna a suo modo, l’icona dello stile <strong>Dior</strong>.</p>
<p>Moda e design si incontrano in questa sede per ricordare anche la grande passione del giovane <strong><em>monsieur Dior</em></strong>, che prima di diventare couturier fu un gallerista appassionato e esperto. A <strong>Parigi</strong> fu il primo a esibire le opere di <strong>Calder, Dalì, Mirò e Giacometti</strong> ed espose anche lavori di <strong>Picasso</strong>, <strong>Dufy, Ernst e Klee</strong>.&nbsp;Una passione per l’arte che è fondazione stessa dell’identità più profonda della maison.</p>
<p>(<strong>Ndr</strong>. La maison riapre la sua boutique al civico 12 di via Montenapoleone, rinnovata e ampliata, per ospitare in quasi 500 metri quadri, disposti su due livelli, tutti i must delle sue collezioni e offrire il miglior comfort alla sua clientela).</p>
<p><strong>Triennale di Milano</strong><br />
via Alemagna, 6<br />
Martedi – Domenica 10.30 &#8211; 20.30<br />
Giovedi fino alle 23.00<br />
<strong><em>Ingresso gratuito</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di<em> <strong>Chiara Giordano</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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