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	<title>film al cinema &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Norimberga: il processo nella mente firmato Vanderbilt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:52:14 +0000</pubDate>
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<p>Standing ovation di quattro minuti alla prima mondiale al Toronto International Film Festival e un’attesa che cresce anche in Italia: <em>Norimberga</em>, il nuovo film di James Vanderbilt, arriva nelle sale il 18 dicembre 2025 con Eagle Pictures.</p>



<p>Dimenticate però l’epica roboante dei grandi kolossal, qui il cinema sceglie una strada più sottile che scava, osserva e mette lo spettatore sotto processo: <em>Norimberga, </em>infatti, è un film che parla di responsabilità, di scelte irreversibili e di memoria. Un’opera che guarda al passato per colpire dritto il presente catapultandoci dentro il laboratorio umano delle azioni e dei pensieri, il tutto durante un vis-à-vis tra Russell Crowe e Rami Malek.</p>



<p><strong>Una trama che resta impressa</strong></p>



<p>Non è certo il classico film di guerra quello che ci si può aspettare se la regia è nelle mani di Vanderbilt. <strong>Norimberga</strong> prende forma durante i processi ai gerarchi nazisti post Seconda Guerra Mondiale e lo fa da una prospettiva insolita e sorprendentemente mentale: l’azione si consuma quasi tutta in un’aula, tra sguardi che pesano più delle parole, discorsi misurati e silenzi carichi di tensione.</p>



<p>Al centro della storia c’è il tenente colonnello <strong>Douglas Kelley</strong> (Rami Malek), psichiatra dell’esercito americano incaricato di valutare la sanità mentale di <strong>Hermann Göring</strong> (Russell Crowe) e degli altri imputati in attesa di giudizio. È proprio da questo confronto che nasce il vero motore del film: niente esplosioni o scene d’azione, ma una tensione interiore quasi claustrofobica che cresce scena dopo scena.</p>



<p><strong>Norimberga</strong> provoca e ci mette di fronte a una domanda scomoda: cosa significa davvero chiamare qualcuno “responsabile”? Quante forme può assumere il male e come giudicare gli errori?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Norimberga-1.jpg" alt="" class="wp-image-140956" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Norimberga-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Norimberga-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Norimberga-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Norimberga-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Regia, sceneggiatura &amp; tensione scenica: Vanderbilt indaga la mente</strong></p>



<p>L’atmosfera appare fin da subito densa, cupa, carica di una tensione costante: ogni dialogo è una lama, ogni silenzio pesa come una sentenza e la fotografia scura sottolinea ogni espressione dei personaggi. Il risultato? Pura tensione sotto pelle.</p>



<p>James Vanderbilt, – noto per il suo approccio al thriller psicologico, sceneggiatore di <em>Zodiac</em> e <em>Scream</em> – lascia nuovamente la sua firma dirigendo il film con precisione chirurgica. Evita consapevolmente l’enfasi spettacolare per concentrarsi su ciò che conta davvero: il confronto tra la razionalità della legge e l’abisso ideologico del nazismo.</p>



<p>Il faccia a faccia tra Crowe e Malek, ispirato al libro <em>The Nazi and the Psychiatrist</em> di Jack El-Hai, è dunque il cuore pulsante del film. Non siamo davanti a un’operazione didascalica, ma a un cinema che riflette su giustizia, memoria e responsabilità collettiva, senza mai offrire risposte facili.</p>



<p><strong>Cast in primo piano: Grandi attori, grandi responsabilità</strong></p>



<p>Ci sono nomi da Oscar, e le loro interpretazioni ci regalano emozioni in un viaggio sottile e carico di tensione.</p>



<p>Il vero baricentro emotivo di <em>Norimberga</em> è certamente Russell Crowe, protagonista di un’interpretazione intensa e tagliente. Il suo Hermann Göring è una delle prove più potenti e discusse della carriera recente dell’attore: magnetico, lucido, inquietante, l’attore non propone sul grande schermo una caricatura del male, ma un uomo capace di sedurre, manipolare e destabilizzare chi gli sta di fronte. Crowe riempie la scena con una presenza dominante e controllata regalandoci un personaggio responsabile di crimini indicibili dal&nbsp; fascino pericoloso.</p>



<p>Più divisiva la critica per la prova di <strong>Rami Malek</strong> nei panni di Douglas Kelley. L’attore premio Oscar opta per una recitazione nervosa e introspettiva che, se per alcuni restituisce con efficacia il peso morale dello scontro con il male, per altri risulta eccessiva rispetto al rigore del film. In ogni caso, è indubbio che Malek conferma nuovamente la sua versatilità, costruendo un personaggio complesso e tridimensionale.</p>



<p>Ottimo anche il cast di supporto, che rafforza l’impianto corale del film – spicca subito il nome di Michael Shannon (impeccabile nei panni del procuratore Robert H. Jackson) figura chiave nel dare al processo autorevolezza e gravità istituzionale.</p>



<p><strong>Un film che non assolve: perché <em>Norimberga</em> va visto?</strong></p>



<p><strong>Norimberga</strong> ha diviso la critica, ma difficilmente lascia indifferenti. Più che un film storico, è una sfida dello spettatore: una battaglia che si combatte nella mente, nella legge e nella coscienza, un invito a guardarsi dentro.<br>Non è il tipo di film che cerca scorciatoie morali o di definire “buoni” e “cattivi”, ma è quello che cerca di scavare nella storia e comprendere la complessità dell’essere umano, anche quando fa paura, scuotendo e stimolando la riflessione.</p>



<p>Perché va visto? Perché <em>Norimberga</em> è un promemoria potente di come la Storia non è “semplice passato”, ma un patrimonio che riguarda tutti noi, ogni giorno, anche a distanza di ottant’anni.</p>
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		<title>Amata: una storia di scelte</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 10:06:48 +0000</pubDate>
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<p>Un film ricco di coraggio che pone significato sul tabù della maternità. Sacrifici, coraggio e dolore sono ciò che trapela da questo film, diretto da Elisa Amoruso, in uscita nei cinema Italiani il 16 ottobre 2025.</p>



<p><strong>Il desiderio e la negazione: due storie di donne che si intrecciano</strong></p>



<p>Da una parte c’è Nunzia, una giovane studentessa fuori sede che affronta da sola una<strong> </strong>gravidanza indesiderata e tenuta segreta.<strong> </strong>Dopo il parto, per paura di non essere pronta a diventare madre,<strong> </strong>decide di lasciare la neonata, Margherita, alle cure dell’ospedale. Dall’altra parte c’è Maddalena, una donna adulta che, insieme a Luca, cerca da anni di diventare genitore, ma con tanti tentativi falliti. Quando un giorno, per loro si apre la possibilità di un’adozione. Nunzia e Maddalena due donne che non si incontrano mai ma legate da una scelta. La scelta di volere, mossa dal desiderio di Maddalena e la scelta di mandare via, mossa da Nunzia.</p>



<p><strong>Margherita, il filo che unisce</strong></p>



<p>La piccola Margherita è il filo del racconto. Un filo invisibile che unisce le due donne e la loro storia. Dieci giorni, sono il tempo di entrambe, il tempo di attesa e conto alla rovescia e il tempo di decisione e riflessione. Una bambina sospesa tra due mondi, tra chi l’ha messa al mondo e chi desidera accoglierla.</p>



<p><strong>La maternità raccontata nel film</strong></p>



<p>Oggi, la maternità viene ancora percepita come un percorso del tutto lineare, in cui vige solo desiderio e realizzazione. <em>Amata</em> mette in evidenza questo aspetto, dando voce a quelle donne che affrontano il percorso con difficoltà. Sia alle donne che vogliono essere madri ma non possono e sia alle donne che lo sono ma con difficoltà. <em>Amata </em>è dedicato a tutte quelle donne che si sentono sbagliate e sole e che forse, grazie a questo film potranno riavere voce.</p>
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		<title>The Conjuring: Last Rites; l’ultimo esorcismo dei Warren</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 08:42:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/8-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/8-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/8-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/8-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/8.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il capitolo finale della saga horror più amata chiude un cerchio tra brividi e nostalgia, ma senza la forza innovativa degli inizi</p>
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<p>La saga di <em>The Conjuring</em> è stata per oltre un decennio la colonna portante dell’horror moderno, capace di creare un vero e proprio universo narrativo fatto di demoni, possessioni e spin-off di successo. Con <em>Last Rites</em>, quarto e ultimo capitolo della serie principale, Warner e James Wan decidono di congedare Ed e Lorraine Warren con un film che punta tutto sull’emozione e sull’eredità, più che sul rinnovamento del terrore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites.jpg" alt="" class="wp-image-137211" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Ambientato negli anni Ottanta, <em>Last Rites</em> riprende il “caso Smurl”, tra i più discussi nella carriera dei Warren: una famiglia perseguitata da entità malevoli che trasformano la loro casa in un campo di battaglia spirituale. Vera Farmiga e Patrick Wilson tornano nei panni dei celebri demonologi, confermando ancora una volta la solidità del loro legame sullo schermo: la loro intesa è il vero cuore pulsante del film, più ancora dei colpi di scena paranormali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-1.jpg" alt="" class="wp-image-137212" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La regia di Michael Chaves sceglie una messa in scena fedele alla tradizione del franchise: atmosfere cupe, ambienti domestici trasformati in trappole, jump scare orchestrati con mestiere. Ma la sensazione, già percepita nei capitoli precedenti, è quella di una formula che inizia a girare a vuoto: il brivido è presente, ma meno sorprendente; il demone spaventa, ma non innova.</p>



<p>Ciò che rende <em>Last Rites</em> interessante è piuttosto il tono crepuscolare. Il film è costruito come un addio, e in questo senso funziona: i Warren non sono più soltanto cacciatori di demoni, ma una coppia che affronta insieme il peso degli anni, dei ricordi, e delle cicatrici lasciate da una vita passata a sfidare l’oscurità. La componente sentimentale, più accentuata che in passato, offre una dimensione nuova, che guarda agli spettatori affezionati e non solo agli amanti del terrore.</p>



<p><em>The Conjuring: Last Rites</em> non è il capitolo più spaventoso né il più originale, ma si fa ricordare per la dignità con cui chiude un’epoca del cinema horror. È un esorcismo finale non tanto contro i demoni, ma contro il tempo stesso: quello che passa per i personaggi, per il pubblico, e per un franchise che, pur con i suoi limiti, ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-2.jpg" alt="" class="wp-image-137213" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/The-Conjuring-Last-Rites-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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		<title>Material Love: quando il cuore si misura in carati</title>
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<p>Dopo l’intensità poetica di <em>Past Lives</em>, Celine Song torna al cinema con un film che sorprende: <em>Materialists</em>, distribuito in Italia come <em>Material Love</em>. Una commedia romantica solo in superficie, che in realtà scava nelle contraddizioni del nostro tempo.</p>



<p>La protagonista è Lucy (Dakota Johnson), una matchmaker di successo nell’elegante Manhattan contemporanea. Il suo lavoro è costruire legami perfetti, ma quando la vita le presenta due uomini radicalmente opposti, ogni certezza vacilla: Harry (Pedro Pascal), un uomo facoltoso e magnetico, simbolo di stabilità e fascino, e John (Chris Evans), ex attore in crisi economica ma autentico e vulnerabile.</p>



<p>La regia di Song abbandona i cliché della rom-com patinata per raccontare l’amore come terreno di scontro tra cuore ed economia. La fotografia, morbida e luminosa, incornicia ristoranti esclusivi, appartamenti di design e skyline dorati: luoghi che riflettono un lusso contemporaneo, scintillante ma fragile, dove i sentimenti sembrano merce tra le altre.</p>



<p>Pedro Pascal incarna il desiderio dell’ideale, la sicurezza che affascina e rassicura; Chris Evans è la controparte imperfetta, il passato che ritorna con il peso delle fragilità. Tra loro, Dakota Johnson disegna una donna divisa, elegante e ironica, che nasconde dietro il minimalismo del suo stile la vertigine delle scelte impossibili.</p>



<p><em>Material Love</em> non è una favola zuccherata, ma un film che interroga il pubblico: quanto siamo liberi di amare, e quanto invece condizionati dal potere del denaro, del successo, delle apparenze? In un’epoca in cui anche l’amore sembra diventare investimento, Song ci regala una storia che luccica come diamanti, ma sa lasciare il retrogusto amaro della realtà.</p>



<p>Un film da vedere non solo per il cast stellare, ma perché, dietro i sorrisi e i gesti romantici, ci ricorda che il lusso più raro resta sempre lo stesso: la possibilità di scegliere col cuore.</p>
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		<title>L’Étranger: il silenzio di Meursault, la voce di Ozon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 06:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film al cinema]]></category>
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<p>François Ozon affronta con coraggio una delle opere più dense e inafferrabili del Novecento: <em>L’Étranger</em> di Albert Camus. Portare sullo schermo un testo così centrale, così intriso di filosofia e di assenza, era un rischio evidente. Il risultato, presentato a Venezia, è un film che non cerca di adattare il romanzo in modo didascalico, ma di tradurne lo spirito, trasformando il distacco esistenziale di Meursault in immagini ipnotiche, fredde e penetranti.</p>



<p>Il bianco e nero scelto da Ozon non è semplice omaggio al passato, ma un linguaggio che riduce il mondo all’essenziale: luce e ombra, vita e morte, presenza e vuoto. Benjamin Voisin, nel ruolo di Meursault, è un corpo vivo e insieme già alieno: interpreta con sguardo impenetrabile e gesti minimi un uomo che non appartiene al suo tempo, né alle aspettative sociali, né alle convenzioni del giudizio. Il funerale della madre, la giornata al mare, l’omicidio senza ragione diventano atti meccanici, privi di pathos, ma proprio per questo carichi di significato.</p>



<p>Ozon insiste sul contrasto tra l’indifferenza del protagonista e il rumore della società che lo circonda: tribunali, folle, amici superficiali, tutto urla mentre Meursault rimane in silenzio. È qui che il film trova la sua forza, ma anche la sua debolezza: la freddezza radicale, il rifiuto di ogni empatia, possono lasciare lo spettatore spaesato, quasi respinto. Non c’è catarsi, non c’è speranza. Solo il vuoto, e l’eco di una giustizia che giudica non solo l’omicidio, ma l’incapacità di piangere, di conformarsi, di essere “come gli altri”.</p>



<p>La regia, rigorosa e geometrica, conferisce al film un’aura ipnotica, ma a tratti rischia di cadere in un formalismo che toglie respiro. Tuttavia, è proprio in questa scelta estrema che risiede il senso del lavoro: Ozon non cerca compromessi, ci consegna un Meursault scomodo, fedele allo spirito camusiano, un uomo che trova libertà solo accettando l’assurdità del mondo.</p>



<p><em>L’Étranger</em> non è un film che invita alla commozione, ma alla riflessione. È un’opera che si fa specchio, costringendo lo spettatore a confrontarsi con la propria estraneità, con il vuoto che ciascuno porta dentro. Un film necessario, duro e imperfetto, che conferma Ozon come autore capace di affrontare i classici con uno sguardo personale, anche a costo di dividere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/LEtranger-1.jpg" alt="" class="wp-image-137196" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/LEtranger-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/LEtranger-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/LEtranger-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/LEtranger-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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		<title>Enzo: il coraggio di scegliere la propria strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 09:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Enzo è prima di tutto un romanzo di formazione: la storia di un ragazzo che, nel momento più fragile dell’adolescenza, sceglie di andare controcorrente e trovare la propria strada lontano dalle aspettative familiari</p>
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<p>C’è un momento, nel percorso di crescita, in cui la sicurezza dorata delle mura di casa inizia a diventare una gabbia. È lì che nasce la ribellione, il bisogno di sporcarsi le mani per capire davvero chi si è. È questo lo spirito che anima <strong>Enzo</strong>, il nuovo film diretto da <strong>Robin Campillo</strong> e presentato in anteprima alla Quinzaine des cinéastes del <strong>Festival di Cannes 2025</strong>, pronto ad arrivare nelle sale italiane il <strong>28 agosto</strong> distribuito da Lucky Red.</p>



<p>Il progetto ha un valore simbolico fortissimo: si tratta infatti dell’ultima sceneggiatura di <strong>Laurent Cantet</strong>, autore di capolavori come <em>La classe</em> (Palma d’Oro a Cannes nel 2008), scomparso prematuramente nell’aprile 2024. Campillo, suo storico collaboratore, ha raccolto l’eredità creativa dell’amico e maestro portando a termine il film con delicatezza e rispetto, donandogli una nuova vita sul grande schermo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-1.jpg" alt="" class="wp-image-136873" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La trama: un ragazzo in cerca di libertà</strong></p>



<p>Il protagonista è <strong>Enzo</strong>, interpretato dal giovane <strong>Eloy Pohu</strong>. Ha appena sedici anni e vive nel lusso di una villa affacciata sul mare del Sud della Francia. I genitori – <strong>Paolo</strong> (Pierfrancesco Favino) e <strong>Marion</strong> (Élodie Bouchez) – hanno sempre circondato il figlio di affetto e aspettative, immaginando per lui un futuro brillante fatto di studi e successi.</p>



<p>Ma Enzo non riesce a riconoscersi in quella traiettoria già tracciata. Dotato di una sensibilità acuta, spinto dal desiderio di sentirsi utile in un mondo che sembra sopraffatto dalle ingiustizie, decide di rompere gli schemi: abbandona la scuola e sceglie un apprendistato come muratore in un cantiere locale.</p>



<p>È lì che incontra <strong>Vlad</strong> (Maksym Slivinskyi), un operaio ucraino segnato dalla guerra e dal peso delle proprie scelte. Tra i due nasce un rapporto profondo, fatto di sguardi, silenzi e una condivisione che diventa nuova bussola per Enzo. Attraverso la fatica fisica, l’amicizia e la scoperta di una solidarietà concreta, il ragazzo rilegge la propria idea di amore, famiglia e futuro.</p>



<p><strong>Favino nel ruolo del padre</strong></p>



<p>Il cuore italiano del film è <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, che interpreta Paolo, il padre di Enzo. Un uomo diviso tra l’orgoglio per un figlio brillante e la frustrazione nel vederlo rifiutare il percorso che lui e la moglie hanno faticosamente immaginato. Favino regala al personaggio profondità e sfumature: non è un padre-padrone, ma un uomo che deve fare i conti con la libertà del figlio, con la paura di perderlo e con la necessità di lasciarlo andare.</p>



<p><strong>Un film di formazione dal respiro universale</strong></p>



<p>Enzo è prima di tutto un <strong>romanzo di formazione</strong>: la storia di un ragazzo che, nel momento più fragile dell’adolescenza, sceglie di andare controcorrente e trovare la propria strada lontano dalle aspettative familiari. Ma è anche un racconto che parla a tutti: di <strong>classe sociale</strong>, di <strong>identità</strong>, di <strong>desiderio</strong>, di come le cicatrici della guerra e delle ingiustizie globali possano intrecciarsi con le piccole rivoluzioni individuali.</p>



<p>La regia di Robin Campillo, già autore de <em>120 battiti al minuto</em>, alterna poesia e realismo sociale, conferendo al film uno stile intenso, capace di mettere in scena tanto la bellezza luminosa della Costa Azzurra quanto la durezza del cantiere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-2.jpg" alt="" class="wp-image-136875" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Enzo-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Cannes e oltre</strong></p>



<p>Accolto con calore alla sua prima mondiale a Cannes, Enzo è stato descritto dalla critica come un’opera vibrante, attraversata da una tensione emotiva che nasce dal contrasto tra due mondi: il privilegio borghese e la dignità del lavoro manuale.</p>



<p>Non è solo un film sull’adolescenza, ma un’opera che parla di coraggio, di eredità e di scelte: quelle di Enzo, quelle dei suoi genitori, e quelle di chi ha voluto realizzare questa pellicola nonostante la perdita del suo autore originario.</p>



<p><strong>In conclusione</strong></p>



<p>Enzo è una storia di ribellione e ricerca, ma anche un inno alla vita e alla possibilità di cambiare strada. È il film che segna l’ennesima prova d’attore per <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, e insieme un omaggio all’eredità di Laurent Cantet. Un film che promette di emozionare, far discutere e restare a lungo nella memoria di chi lo vedrà.</p>
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		<title>Florence Pugh: cucina, amore e azione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 18:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Florence Pugh è al cinema dal 6 febbriao nel ruolo di protagonista in “We Live in Time – Tutto il tempo che abbiamo”, un film di John Crowley</p>
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<p><strong>In coppia con Andrew Garfield al cinema</strong></p>



<p>È al cinema dal 6 febbraio “We Live in Time – Tutto il tempo che abbiamo”, un film di John Crowley di genere dramedy romantico con protagonisti Florence Pugh e Andrew Garfield.</p>



<p>Apprezzata dalla critica e dal pubblico per la sua natura romantica ma priva di sentimentalismi, la pellicola segue le vicende di Almut (Pugh), una chef bavarese, e il rappresentante Tobias (Garfield); la loro relazione nasce da un vero e proprio scontro, quando la ragazza lo investe con la macchina. Per scusarsi, lo invita nel proprio ristorante e da lì nasce la storia d’amore tra i due. Il film non segue cronologicamente il loro rapporto e il suo sviluppo, bensì ne mostra le gioie e i dolori in un ordine non lineare.</p>



<p>“We Live in Time” è un’opera con una trama, però, non troppo forte, sostenuta invece molto bene dalla coppia Florence Pugh e Andrew Garfield, che dimostrano una grande chimica davanti alla telecamera.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-1.jpg" alt="" class="wp-image-131993" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Florence-Pugh-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Dove vedere prossimamente Florence Pugh</strong></p>



<p>Ma restiamo nel tema gastronomia. Inizierà infatti il 24 febbraio su Disney+ “Il Gusto di Casa”, una docuserie condotta dall’esperto culinario Antoni Porowski (“Queer Eye”), che conduce alcuni personaggi dello spettacolo alla scoperta delle loro radici gastronomiche ancestrali. Un viaggio davvero incredibile ed emozionante.</p>



<p>Bisogna invece attendere ancora qualche mese per “Thunderbolts*” di Jake Schreier, che uscirà al cinema il 30 aprile. Si tratta dell’ultimo film Marvel della fase cinque, iniziata con “Ant-Man and the Wasp: Quantumania”. La sesta fase, poi, inizierà quest’estate con “I Fantastici Quattro &#8211; Gli inizi”. Ma parlando dei Thunderbolts, si tratta di un gruppo di anti-eroi, creati dal governo americano, che ora si ritrova incaricato di compiere una missione davvero pericolosa.</p>



<p>Nel cast, oltre a Pugh nei panni di Yelena Belova, una nuova Vedova Nera, Sebastian Stan, che riprende il ruolo di James &#8220;Bucky&#8221; Barnes/Soldato d&#8217;Inverno; David Harbour, come Alexei Shostakov/Red Guardian (controparte russa di Captain America); Wyatt Russell, nel ruolo di John Walker / U.S. Agent e Julia Louis-Dreyfus, nei panni della Contessa Valentina Allegra de Fontaine.</p>



<p>Florence Pugh dimostra così di sapersi mettere in gioco, non solo spaziando da ruoli romantici a quelli più d’azione, ma anche permettendo al suo pubblico di conoscerla meglio al di fuori di un set cinematografico.</p>
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		<title>Strange Darling: un thriller da brividi per un San Valentino &#8220;bello da morire&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 09:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Darling]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Darling cast]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Darling cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Darling film]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Darling trama]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ambientato nelle desolate terre dell'Oregon, "Strange Darling" narra la storia di una donna ferita (interpretata da Willa Fitzgerald) che si ritrova a fuggire da un predatore implacabile (Kyle Gallner)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Il 13 febbraio, arriva nei cinema italiani &#8220;Strange Darling&#8221;, il thriller che promette di scuotere il pubblico con la sua trama adrenalinica e le sue inaspettate sfumature. Scritto e diretto da JT Mollner, il film si presenta come un&#8217;oscura rivelazione dell&#8217;anno, tanto da essere descritto da Stephen King come un &#8220;capolavoro geniale&#8221;.</p>



<p><strong>Un thriller che non si fa scrupoli</strong></p>



<p>Girato interamente in 35mm, &#8220;Strange Darling&#8221; è un film che gioca con le aspettative del pubblico, alternando i generi in modo sorprendente. Dal thriller all’horror, passando per il true crime, il film non esita a flirtare anche con il romance, creando un mix unico e destabilizzante. La narrazione si sviluppa in sei capitoli non lineari, portando lo spettatore a intraprendere un viaggio che, più si avvicina alla fine, più diventa inquietante e avvolgente. La corsa verso l&#8217;epilogo è vertiginosa, e ogni scena è un colpo al cuore, capace di lasciare senza fiato.</p>



<p><strong>Un&#8217;ambientazione da incubo</strong></p>



<p>Ambientato nelle desolate terre dell&#8217;Oregon, &#8220;Strange Darling&#8221; narra la storia di una donna ferita (interpretata da Willa Fitzgerald) che si ritrova a fuggire da un predatore implacabile (Kyle Gallner). Un gioco psicologico che esplora la tensione tra cacciatore e preda: il predatore ha una missione, e per la sua vittima sembra solo questione di tempo prima che il destino la raggiunga. Ma in questo gioco di sopravvivenza, niente è davvero come appare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-1.jpg" alt="" class="wp-image-131834" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/Strange-Darling-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Un&#8217;esperienza sensoriale unica</strong></p>



<p>Con la direzione di Mollner, &#8220;Strange Darling&#8221; è un&#8217;esperienza visiva e sensoriale che cattura l’attenzione del pubblico a 360°. La qualità della pellicola in 35mm amplifica l&#8217;atmosfera già tesa e cupa, rendendo ogni scena ancora più intensa e immersiva, per captare ogni dettaglio che potrebbe essere cruciale per comprendere il twist finale.</p>



<p><strong>Un San Valentino che non dimenticherete</strong></p>



<p>Con &#8220;Strange Darling&#8221;, Vertice360 offre un&#8217;opportunità unica per trascorrere un San Valentino fuori dagli schemi. Se siete pronti a un’esperienza che mischia il brivido e la suspense, non potete perdere questo thriller che è già pronto a diventare un cult per gli amanti del genere. Preparatevi a scoprire quanto può essere pericolosamente affascinante il lato oscuro dell’amore.</p>
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		<title>Captain America: Brave New World – Il primo trailer svela Anthony Mackie nei panni del nuovo Cap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 15:21:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[captain america]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film al cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/CABNW_TEASER_POSTER_ITALY-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/CABNW_TEASER_POSTER_ITALY-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/CABNW_TEASER_POSTER_ITALY-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/CABNW_TEASER_POSTER_ITALY-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/CABNW_TEASER_POSTER_ITALY-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Marvel Studios ha rilasciato il primo trailer di Captain America: Brave New World, con Anthony Mackie nel ruolo di Capitan America. Dopo aver ereditato lo scudo in The Falcon and The Winter Soldier, ora affronta nuove sfide in un mondo instabile. Il film arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio 2025</p>
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<p>Dopo aver ereditato lo scudo nel finale di <em>The Falcon and The Winter Soldier</em>, ora disponibile su Disney+, Mackie è pronto a raccogliere l’eredità di Steve Rogers e a guidare una nuova era per Captain America.</p>



<p>Insieme al trailer, è stato svelato anche il poster ufficiale del film, che anticipa un’avventura epica tra intrighi politici, azione mozzafiato e il ritorno di volti noti dell’universo Marvel. <em>Captain America: Brave New World</em> promette di ridefinire il mito del supereroe, esplorando il peso del simbolo che rappresenta e le sfide che lo attendono in un mondo sempre più instabile.</p>



<p>L’appuntamento è fissato: dal 12 febbraio <em>Captain America: Brave New World</em> arriverà nelle sale italiane, pronto a conquistare il pubblico con un mix esplosivo di adrenalina e emozione.</p>
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		<title>Itaca &#8211; Il Ritorno: un epico ritorno al mito di Odisseo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 16:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[il ritorno cinema]]></category>
		<category><![CDATA[itaca - il ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Itaca - Il Ritorno è una toccante reinterpretazione dell'epopea omerica che esplora il ritorno a casa di Odisseo, tra mito e profondità umana</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/itaca-il-ritorno-un-epico-ritorno-al-mito-di-odisseo/">Itaca &#8211; Il Ritorno: un epico ritorno al mito di Odisseo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Il grande classico della letteratura greca rivive sul grande schermo con&nbsp;<em>Itaca &#8211; Il Ritorno</em>, diretto da Uberto Pasolini. La pellicola, che esce nelle sale italiane il 30 gennaio 2025, ripropone gli ultimi canti dell&#8217;Odissea, concentrandosi sulla fase finale del leggendario viaggio di Odisseo e sul suo ritorno a Itaca dopo venti anni di avventure e pericoli. Con un cast d&#8217;eccezione, composto da Ralph Fiennes, Juliette Binoche e tanti altri volti noti, il film regala un&#8217;interpretazione intensa e appassionata della mitologia greca.</p>



<p><strong>Un ritorno a casa</strong></p>



<p>Nel film, Fiennes veste i panni di Odisseo, un eroe tormentato dalla nostalgia e dalle difficoltà incontrate nel lungo viaggio di ritorno a casa. Dopo vent&#8217;anni di lontananza, il suo approdo a Itaca segna l&#8217;inizio di un confronto decisivo con i Proci, i facoltosi pretendenti che hanno occupato il suo palazzo e che sono pronti a sfidarlo. Ma, al di là del conflitto, ciò che veramente risalta è la dimensione umana e familiare del ritorno di Odisseo, il cui ricongiungimento con la sua fedele moglie Penelope, interpretata da Juliette Binoche, è il cuore pulsante di questa storia epica. </p>



<p><strong>Un cast internazionale</strong></p>



<p>Il film vanta un cast internazionale che arricchisce il progetto con performance di grande intensità. Oltre a Charlie Plummer (Telemaco) e a  Marwan Kenzari (Antinoo) l&#8217;italiano Claudio Santamaria si cala nel ruolo di Eumeo, il fedele pastore che aiuterà Odisseo nella sua impresa. La presenza di attori di calibro internazionale conferisce al film una solidità narrativa e una profondità che non mancheranno di toccare il pubblico.</p>



<p><strong>Un viaggio tra mito e realtà</strong></p>



<p>La regia di Umberto Pasolini si distingue per la capacità di immergere lo spettatore in un viaggio che mescola mito e realtà. La trama si concentra non solo sugli eventi epici legati al ritorno di Odisseo, ma anche sulle sfumature umane di personaggi leggendari che, pur essendo intrisi di mitologia, diventano incredibilmente realistici e complessi. Con&nbsp;<em>Itaca &#8211; Il Ritorno</em>, Pasolini cerca di dar voce ai sentimenti universali di solitudine, speranza e desiderio di casa, temi che si intrecciano perfettamente con il contesto mitico della storia. Il film, infatti, si propone di esplorare come le esperienze umane, anche se elevate a livello mitologico, siano sempre radicate nei sentimenti più profondi e nelle dinamiche familiari.</p>



<p>Non perdere l&#8217;opportunità di rivivere il ritorno a casa di Odisseo, dal 30 gennaio nelle sale italiane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno.jpg" alt="" class="wp-image-131386" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/01/Itaca-Il-Ritorno-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/itaca-il-ritorno-un-epico-ritorno-al-mito-di-odisseo/">Itaca &#8211; Il Ritorno: un epico ritorno al mito di Odisseo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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