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	<title>emergente &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Yadira Capote, l&#8217;emergente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 08:35:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="231" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-768x231.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-768x231.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-1024x307.jpg 1024w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote-1320x396.jpg 1320w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/10/visore_yadira_capote.jpg 1389w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Architettura, natura e passione: intervista a <strong>Yadira Capote Thondike</strong>, stilista emergente.&nbsp;Una collezione che prende ispirazione da architettura e natura, una stilista passionale e ambiziosa: sono questi gli ingredienti del brand <em><b>Yadira Capote Thondike</b>,</em> nonché nome della vulcanica designer cubana che ha accolto Gilt Magazine nello showroom milanese per raccontarci la sua storia e la sua passione per moda e sartoria.</p>
<p><strong>Da dove arriva la tua passione per questo lavoro?<br />
</strong>Sono sempre stata attratta da tutto ciò che è arte: musica, danza, architettura e moda. A Cuba ho iniziato a farlo per guadagnare. Di giorno facevo la maestra d’asilo e la sera sfilavo con i miei modelli di costumi da bagno fatti a uncinetto. Ho iniziato così, poi sono passata a realizzare abiti da sera per eventi particolari e alla fine ho scelto di spostarmi, e sono andata in Svizzera a cercare lavoro.</p>
<p><strong>Qui cosa hai trovato?</strong><br />
Nonostante cercassi anche altri lavori, le offerte che ricevevo erano sempre come sarta. Quindi ho lavorato per alcune sartorie e atelier a Lugano. Non ero soddisfatta al cento per cento e ho così deciso di iscrivermi ad una scuola di moda, l’Istituto di Moda Burgo a Milano, per perfezionare la tradizione familiare che ho acquisito da mia nonna e imparare le rifiniture.</p>
<p><strong>Quando hai capito che volevi realizzare un tuo marchio?</strong><br />
Già a metà del secondo anno avevo le idee chiare su quello che sarebbe stato il mio percorso e i progetti che volevo intraprendere. Così appena diplomata mi sono messa subito all’opera per realizzare la collezione. E dopo due anni, tanta fatica, eccomi qua!</p>
<p><strong>A cosa ti ispiri quando crei? E cosa ha ispirato in particolare questa collezione?</strong><br />
Per creare mi ispiro ad architettura e agli elementi, sfumature e forme della natura. Voglio creare movimento sui miei abiti. Sono quasi delle opere d’arte in seta. Per questa collezione mi sono ispirata ai Caraibi, ai colori del mare e dei pesci. Ho scelto i colori in base alle emozioni che mi davano. Se non mi batte il cuore allora non è quello giusto. Un dettaglio che è presente spesso nella collezione sono le spine, puntano verso l’altro, verso la vittoria. Sono un segno di ambizione.</p>
<p><strong>Che rapporto hai con i tuoi abiti?</strong><br />
Gli abiti sono come delle persone. Devono emozionare, non sono solo stoffa da indossare. Quando creo a volte parlo con loro, mi relaziono. Come tutte le cose ci deve essere feeling e passione. E i miei abiti hanno questo: mio lavoro, la mia ricerca e il mio amore.</p>
<p><strong>Come definiresti la collezione per la prossima primavera estate?</strong><br />
Elegante, futurista, contemporanea e sensuale.</p>
<p><strong>Cosa ti ha mosso finora e cosa alimenta oggi il tuo lavoro?</strong><br />
La passione, l’amore, la ricerca. Ne ho fatta molta per dare vita a questa linea. Ricerca nei tessuti, nei colori, nelle finiture. I tessuti sono 100% Made in Italy. Ricerco la qualità e la perfezione per ogni capo che realizzo.</p>
<p><strong>Ti senti un esempio?</strong><br />
Si, non mi sento di avercela fatta ancora. Sono in continua evoluzione e aspiro sempre a qualcosa di più, ma mi sento di essere sulla buona strada. Mia nonna diceva sempre di non ascoltare nessuno tranne te stesso. Io ho dei sogni e sono sulla via giusta per poterli realizzare. Trovo che non si possa vivere senza sogni o ambizioni. Sono un motore. Consiglio di sognare e fare di tutto per poter realizzare i propri sogni e progetti. Bisogna perseverare.</p>
<p><strong>Chi è un esempio per te?</strong><br />
Quelle persone che non ce l’hanno fatta subito. Se tutto succede subito e in maniera facile si perde il gusto delle cose. Ci vuole lavoro, determinazione e qualche caduta, ma bisogna sempre risalire in sella e continuare. Basti pensare a Coco Chanel,&nbsp; Henry Ford o Walt Disney. Hanno tutto dovuto affrontare avversità nella vita e nel lavoro e ora sono personaggi famosi in tutti il mondo.</p>
<p><strong>Sei stata a Parigi per la fiera del lusso, che cosa hai provato?</strong><br />
In realtà non ci credo ancora. Ho realizzato cosa stava davvero succedendo quando ho visto appesi i miei capi sugli stand. È stata un’emozione incredibile.</p>
<p><strong>Che progetti hai per il futuro?</strong><br />
Sto realizzando la collezione invernale del mio pret-a-porter di lusso, ho in mente una linea di accessori e punto a creare della vera e propria haute couture.</p>
<p><strong>Cosa fa una stilista emergente passionale come te nel tempo libero?</strong><br />
Ballo! Sono cubana e ballare è una cosa che mi è sempre piaciuta. Nel tempo libero mi sfogo così o uscendo con mio marito e gli amici a bere un buon bicchiere di vino e facendo due chiacchiere o leggendo i miei amatissimi gialli di Ellery Queen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Gaia Uboldi&nbsp;</strong></em></p>
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		<title>“ OUTLOOP ”, made in Italy “eco-green”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 14:08:49 +0000</pubDate>
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<p><em><strong>“Break Habits”</strong></em>. Questo il <strong>motto dei due giovani marchigiani Emanuele e Marco</strong>, che con entusiasmo hanno deciso di intraprendere la sfida di lanciare un brand di t-shirt tutto loro. <strong>OUTLOOP</strong> nasce dal bisogno di cambiamento rivolto alle nuove generazioni, dalla necessità di dare spazio a nuove occasioni e nuovi modi di vedere il mondo, restando comunque nel mood del made in Italy.</p>
<p>Le<strong><em> T-shirt sono in cotone organico</em></strong>, rispettando il <em>100% eco-green</em>, la manifattura è totalmente artigianale e le stampe sono realizzate in <em>tre linee diverse</em> in collaborazione con <em>artisti emergenti come <strong>Stefano Ortega</strong></em>, fotografo italo-argentino che lavora a New York dove ha sviluppato la collezione<strong> Untitled</strong>, <em><strong>Elisabetta Lugari</strong></em>, anche lei fotografa free-lance fra Milano e Parigi che ha dato vita alla linea<strong>&nbsp;In Bloom</strong>&nbsp;e, infine, <em><strong>Marina Cinciripini e Giovanna Carati</strong></em>, giovani designer che vivono a Milano e hanno chiamato la collezione per Outloop <strong>Back to the Roots</strong>.</p>
<p>Questi giovani artisti hanno una visione a 360° del panorama internazionale e del suo sviluppo rimanendo sempre in linea con i canoni di sviluppo del brand e incrementandolo a sua volta. Come i più moderni designer, per ora, il canale di vendita è on- line su www.outloop.com, ma siamo sicuri che a breve conquisteranno le vetrine dei più famosi shops di Streetwear.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Benedetta Gandini</em></strong>)</p>
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		<title>Helen Yamark Fur&#8217;s Queen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 19:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Proposte irriverenti, tagli superlativi: la pelliccia è lusso puro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Helen-Yamark-Fur’s-Queen_11.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Le mezze stagioni non esisteranno pure più, quel che è certo però è che l&#8217;inverno rimane sempre l&#8217;inverno. Rigido, bianco, con l&#8217;aria frizzante a combattere la monotonia di giornate spesso bigie e grigie. Scaldare e ravvivare con il giusto caldo vitaminico è il&nbsp;<em>must have</em>&nbsp;di stagione, una&nbsp;<strong><em>Fur Theraphy</em></strong>&nbsp;a tutti gli effetti.<br />
Sdoganata dal&#8217;<em>&#8220;intoccabilità&#8221;</em> e non più necessariamente impegnativa come un tempo, la pelliccia risulta un capo indispensabile, utile ed rinunciabile ormai da qualche fredda stagione.</p>
<p>Corta come uno&nbsp;<em>spencer</em>&nbsp;o in versione&nbsp;<em>gilet oversize</em>&nbsp;risolve outfit e abbinamenti all day long.&nbsp;In volpe, lapin, visone, zibellino, cincillà, la preferenza va per lo più nuances naturali dal vago sapore seventies strizzando l&#8217;occhio a&nbsp;<strong>Bianca Jagger</strong><strong>&nbsp;</strong>o alla&nbsp;<strong>Hutton</strong><strong>&nbsp;</strong>indimenticabili icone dello&nbsp;<strong>Studio 54</strong>.&nbsp;Portabilità perfetta, studio nei tagli, leggerezza superiore a un cappotto, idrorepellente alla stregua di un&nbsp;<em>duvet</em>, la pelliccia si indossa su uno skinny come su un vestito da sera.&nbsp;Sportiva e chic &amp; glam insieme esprime carattere e personalità.</p>
<p>Tanti gli stilisti che hanno puntato su questo <em>capospalla</em><em>&nbsp;</em>inserendo dei flash nelle collezioni autunno inverno, e c&#8217;è chi invece ne ha fatto un&nbsp;<strong>marchio extra lusso</strong>, come&nbsp;<strong>HELEN YAMARK</strong>&nbsp;.&nbsp;Stilista ipercontemporanea di origini russe, ma cittadina del mondo. Le sue collezioni sono tra le più celebri e ricercate nel panorama della&nbsp;<strong><em>Fur Couture</em></strong>.&nbsp;Sebbene si parli di capi&nbsp;<em>pret à porter</em>, la preziosità delle pelli, l&#8217;avanzata ricerca nelle tecniche di colorazione, per altro brevettate, e i tagli consacrano&nbsp;<em>Mme Yamark</em><em>&nbsp;</em>regina del settore worldwide, con show-room e boutiques a New York, Mosca, Odessa, Kiev, Zurigo e Milano.</p>
<p>Intervistandola in esclusiva esce l&#8217;inaspettato che però in fondo in fondo vorresti sentire, un po&#8217; come una favola natalizia, il cuore dentro il lavoro, la passione a servizio della ragione.<br />
Lei, Helen Yamark, ha una storia che non si nutre di coincidenze, ma di volontà di amore viscerale per la moda.&nbsp;Matematica pluripremiata con la passione per il fashion system da sempre, inizia con la lingerie.<br />
<strong>I tempi sono quelli della Perestrojka, ciò che vedeva non la soddisfaceva, la sua immaginazione era ben più viva e vivida di ciò che il regime lasciava intravedere e permetteva.<br />
</strong><em>&#8220;Volevo qualcosa per stupire mio marito e mi sono creata qualcosa da sola&#8221;</em></p>
<p><strong>Così inizia l&#8217;avventura di questa donna, stilista: volendo.</strong><br />
<em>&#8220;Nulla fu facile, la sola ricerca di connections e partners a quei tempi era complicatissima, non potevo nemmeno far capire che fossi russa. Ma volevo, volevo…. Avevo un disegno davanti a me e l&#8217;ho solo seguito&#8221;.</em></p>
<p>Aveva ragione, oggi i suoi capi scaldano le Celeb più famose di Hollywood, le sue collezioni hanno fatto impazzire le donne più potenti del mondo.&nbsp;Irriverente nelle proposte, superlativa nei tagli, mai accondiscendente con i dettami modaioli,&nbsp;<strong>Helen Yamark</strong>&nbsp;la tendenza la crea.</p>
<p>E chiedendole come fosse passata dalla lingerie alle pellicce, stupisce nella semplicità e logicità di risposta:<br />
<em>&#8220;Ho sempre amato il bello, il prezioso, il senso estetico del lusso.&nbsp;Vengo dalla terra fredda, e ho vissuto un&#8217;epoca storica in cui nulla sembrava esserti concesso nemmeno se te lo guadagnavi… La lingerie era un desiderio di avere qualcosa che dentro sapevo esistere ma che non potevo vedere o acquistare, pellicce e gioielli però sono il vero emblema del lusso, creato, visto e vissuto come sano esibizionismo. La mia donna ha carattere, forza, sicurezza, indossa i miei capi con disinvoltura sapendo e apprezzando ciò che indossa&#8221;</em></p>
<p>Texture inimitabili, brevettate, così sfacciatamente glam e all&#8217;avanguardia nei colori e nella scelta dei pellami che&nbsp;<strong>Patricia Field</strong>&nbsp;(stylist Newyorkese incontrastata) non se l&#8217;è fatta sfuggire e ha letteralmente riempito la&nbsp;<em>fitting room</em>&nbsp;del movie Sex and the City con le creazioni&nbsp;<strong>Helen Yamark</strong>&nbsp;.</p>
<p><a href="http://www.helenyarmak.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.helenyarmak.com/</a></p>
<p>(di <em><strong>Federica Piacenza</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/helen-yamark-furs-queen/">Helen Yamark Fur&#8217;s Queen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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