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	<title>Donnafugata vino rosso &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Le Mille e una storia di Donnafugata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 08:33:48 +0000</pubDate>
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<p>In un’era non troppo lontana, maggio si sarebbe concluso con una calda domenica sotto il sole luminoso e cocente della Sicilia, e il libeccio proveniente dal Mar Mediterraneo che soffia da Ovest verso una storica cantina. La cantina è quella di <b>Donnafugata</b>, nel trapanese, più precisamente a <b>Marsala</b>, dove tutto ebbe inizio nel 1851.</p>
<h3>Date e cenni storici</h3>
<p>Le radici di<b> Donnafugata </b>affondano nei territori siculi e argillosi con la prima generazione della <b>famiglia Rallo nel 1851</b>. Sulle orme degli imprenditori inglesi, costruiranno le cantine dall’impianto a baglio tipico siciliano, che diventerà cuore pulsante di un’attività imprenditoriale giunta alla quinta generazione. Ma <b>Donnafugata</b> nasce dalle menti innovative di <b>Giacomo Rallo e la moglie Gabriella</b> nel 1983 sulle colline dell’entroterra dell’isola, ovvero a <b>Contessa Entellina</b>, in provincia di Palermo.</p>
<p>Ma l’amore per la propria terra si estenderà anche oltre. Nel 1989, dai preziosi terrazzamenti cinti da muretti a secco (Patrimonio dell’<b>UNESCO</b> dal 2014) di <b>Pantelleria</b>, nascerà il loro Passito più famoso al mondo, il <b>Ben Ryé</b>. L’anno seguente entreranno in società <b>i figli Josè e Antonio</b>, che con la loro creatività e il loro spirito imprenditoriale cambieranno la percezione del vino nel mondo. Cinque anni dopo nascerà il vino rosso che leverà alta la bandiera del <b>Made in Italy</b> nel mondo, il <b>Mille e una Notte</b>. Nome di araba memoria che conferma la sensibilità artistica di <b>Donnafugata</b>.</p>
<h3>Il vino come filo conduttore di arte, socialità e musica</h3>
<p>La connessione tra cultura vitivinicola e l’arte arriverà oltreoceano. <b>José Rallo</b>, AD della società, amante della musica e creativa come la mamma Gabriella, porterà le degustazioni in giro per il mondo accompagnate dalla sua voce. Indimenticabili le esperienze del <b>Blue Note di New York</b> e <b>Atene</b>, e le performance locali del <b>Donnafugata Music&amp;Wine</b>, dal 2002. La figura femminile si è sempre contraddistinta in azienda, a confermarlo il logo iconico nato dalla collaborazione tra <b>Gabriella</b> e l’artista <b>Stefano Vitale</b>.</p>
<p>C’è lui dietro la donna coi capelli al vento onnipresente sulle etichette dei loro vini più famosi come <b>Anthilia, Sedara, Lumera, La Fuga </b>e <b>Damarino</b>, per citarne alcuni. Tutte figlie di quella regina, raccontata dalle pagine del <b>Gattopardo</b>, di <b>Giuseppe Tomasi di Lampedusa</b> nel 1958. Maria Carolina, in fuga da Murat durante la Repubblica di Napoli, si rifugiò nelle terre dove ancora oggi sorgono i vigneti dell’azienda. Da qui questa donna coi capelli al vento, divenne logo e simbolo della storia dell’arte siciliana, dei suoi colori e del suo vino.</p>
<h3>Non solo vino</h3>
<p>Altra eccellenza di produzione <b>Donnafugata</b>, l’olio extra vergine d’oliva. Della tenuta di Contessa Entellina il <b>Milleanni</b>, dal blend di Nocellara, Cerasuola, Biancolilla e Pidicuddara. A Pantelleria da terrazze da 5 ettari di ulivi centenari nasce il <b>Biancolilla</b>. Dalla raccolta manuale degli ulivi dei terreni vulcanici dell’Etna nasce l’olio monocultivar da <b>Nocellara Etnea</b>.</p>
<p>Da queste terre dalla particolare composizione lavica, derivante dalle eruzioni del 1614-1624 dell’Etna, nasce anche il cru (francesismo che indica un determinato tipo di terreno e/o vino pregiato <i>ndr</i>) <b>Fragore Etna Rosso DOC</b>. Da Ovest a Est, si scende più a sud, nella culla del Barocco dove nasce <b>il primo DOCG della Sicilia, </b>il loro rosso<b> Floramundi Cerasuolo </b>di Vittoria, nel ragusano. Dove grazie al clima tipicamente mediterraneo, vengono alimentate le uve dei più antichi e famosi Nero d’Avola e Frappato.</p>
<h3>Un’eterna storia d’amore</h3>
<p>Come ogni relazione che si rispetti, bisogna prendersi cura l’uno dell’altro, è così che fa <b>Donnafugata </b>con la propria terra. In termini di <b>sostenibilità e valorizzazione del territorio</b>. In vigna non vengono utilizzati diserbanti e concimi chimici, grazie al monitoraggio dei parametri climatici viene ridotto al minimo l’utilizzo di fitofarmaci. In difesa invece dagli insetti presenti come la tignola, vengono utilizzate trappole e feromoni. È ridotto al minimo l’impatto ambientale grazie alla ricorrenza di tecniche come <b>il sovescio, la concimazione organica, l’irrigazione di soccorso e i diradamenti</b>.</p>
<p>Inoltre la bellezza della <b>barricaia sotterranea di Marsala</b>, scavata nel tufo, dona una temperatura ottimale, riducendo il consumo di energia elettrica. Dallo stesso principio nacque nel 1998 la <b>vendemmia notturna</b> delle uve Chardonnay. Sfruttando l’escursione termica tra giorno e notte fu possibile evitare il raffreddamento delle uve, conservandone il corredo aromatico e <b>riducendo le emissioni di CO2.</b></p>
<p>Una storia d’amore lunga oltre 160 anni, fatta di dedizione, sacrifici e conquiste, che porta alto il nome della Sicilia e dell’Italia in tutto il mondo. Grazie <b>Donnafugata</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Pamela Romano</i></b></p>
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