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	<title>diego abatantuono &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Tutto il mio folle amore: un viaggio alla riscoperta dei sentimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 08:36:25 +0000</pubDate>
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<h3>Il cast</h3>
<p><b>Gabriele Salvatores</b> come interprete del suo personaggio femminile, <b>Elena</b>, ha scelto <b>Valeria Golino,</b> attrice italiana già protagonista di altre quattro pellicole del regista. Anche <b>Diego Abatantuono</b> non è alla sua prima esperienza con Salvatores, e in questo caso interpreterà <b>Mario</b>, compagno di Elena, che farà le veci di padre per Vincent, un ragazzo difficile affetto da autismo.</p>
<p><b>Claudio Santamaria</b> invece, interpreterà <b>Will</b>, padre biologico del ragazzo che in un momento di coraggio e lucidità si metterà alla ricerca di suo figlio. Ma la vera rivelazione di questa pellicola è <b>Giulio Pranno</b>, interprete di <b>Vincent</b>, che alla sua prima esperienza sembra aver tutte le carte in regola per entrare nel cuore del pubblico italiano.</p>
<h3>La trama</h3>
<p><b>Vincent</b> è un ragazzo di soli sedici anni che vive in un mondo tutto suo, essendo affetto dalla sindrome di <b>autismo</b>. Vincent non è solo, condivide la sua vita con la madre <b>Elena</b>, con la quale ha un <b>rapporto</b> <b>complicato</b>, costernato da una sensazione di disagio, e il suo compagno, Mario, che ha deciso di adottare il frutto dell’amore di un’unione precedente della sua compagna.</p>
<p><b>Will</b>, il <b>padre biologico</b> del ragazzo, alla nascita del figlio abbandona la famiglia per inseguire il suo sogno da artista, forse perché non ancora pronto ad assumersi certe responsabilità. L’uomo dopo sedici anni, una sera in preda ad un colpo di coraggio, decide di presentarsi finalmente a suo figlio, che scapperà con lui in un viaggio lungo i <b>Balcani</b> durante il quale padre e figlio avranno la possibilità di conoscersi, scoprirsi e imparare a volersi bene. Anche Mario ed Elena faranno parte di questo viaggio e, partiti per inseguire il figlio, si ritroveranno ad affrontare un <b>viaggio dentro se stessi.</b></p>
<h3>L’idea</h3>
<p>La pellicola è ispirata al romanzo <b>“Se ti abbraccio non avere paura”</b> di <b>Fulvio Ervas</b>, a sua volta ispirato ad una <b>storia vera</b>, quella di <b>Anna</b> e <b>Andrea</b>. Come il regista ha tenuto a sottolineare, Anna e Andrea hanno un rapporto più risolto rispetto a quello che verrà mostrato sul grande schermo; il ragazzo ha quasi raggiunto la sua totale indipendenza e la madre, conscia dei limiti del figlio, è una donna molto forte che nel suo percorso di genitore ha cercato di ridurre al massimo la diversità tra Andrea e i suoi coetanei.</p>
<h3>Il rapporto padre-figlio</h3>
<p><b>Tutto il mio amore folle</b> è una pellicola che mostra due <b>rapporti padre e figlio</b> completamente differenti l’uno dall’altro. Quello con Mario, padre adottivo, un rapporto pieno di tenerezza e d’amore con un uomo che ha deciso di prendersi consciamente una responsabilità notevole; e poi c’è quello con Will, il padre biologico. In questo caso ci si trova davanti ad un rapporto molto più spensierato ed istintivo, con un padre che conosce ben poco suo figlio e i suoi problemi. Il ragazzo si ritroverà a dover affrontare un viaggio accompagnato dai tre adulti più importanti ed influenti della sua vita, e li costringerà a fare i conti con se stessi e con l’amore che sono stati in grado di conservare.</p>
<h3>L’acqua</h3>
<p><b>L’acqua</b> in questa pellicola ha un’importanza fondamentale, soprattutto associato al personaggio interpretato da Valeria Golino. La prima scena in cui appare il suo personaggio si trova in acqua, l’ultima si trova su un traghetto in mezzo al mare. Elena è una donna che vive grandi difficoltà, e l’acqua vuole simboleggiare un <b>secondo parto</b>, una <b>rinascita</b>. L’acqua non è soltanto il simbolo <b>dell’inconscio</b>, ma anche una rappresentazione del <b>liquido amniotico</b>.</p>
<p><b>Tutto il mio folle amore</b> non è solo un viaggio per i Balcani, ma soprattutto un viaggio per strade senza nome dove sentimenti ed emozioni trovano spazio per volare. Dal 24 ottobre anche il pubblico potrà volare insieme ad Elena, Vincent, Mario e Will.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alice Bonalumi</i></b></p>
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		<title>Un Nemico che ti vuole bene, il film che fa riflettere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 07:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/un-nemico-ti-vuole-bene-film-riflettere/">Un Nemico che ti vuole bene, il film che fa riflettere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Questo il tema alla base di <b>Un Nemico che ti vuole bene</b>, la nuova “Black Comedy” diretta da <b>Denis Ramaglia</b> e trasmessa nelle sale cinematografiche italiane dal 4 ottobre. Tra i protagonisti alcuni nomi d’eccezione del cinema italiano, <b>Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Antonio Catania </b>e<b> Sandra Milo</b>. É la storia di un uomo che, in seguito all’incontro con un sicario mafioso, gradualmente, si scopre circondato da nemici che non credeva di possedere, portandoci a riflettere su tematiche pericolose e moralmente delicate:</p>
<h3>Siamo davvero capaci a riconoscere la cattiveria nei nostri confronti?</h3>
<p>Se lo chiede anche il professore <b>Enzo</b> Stefanelli (Diego Abatantuono) che, in una notte di pioggia, salva la vita al giovane <b>Salvatore</b> (Antonio Folletto). Questi presto si rivelerà un <b>killer</b> di professione, il quale, come estremo gesto di ringraziamento e riconoscenza, prometterà ad Enzo di trovare e uccidere un suo qualunque nemico. Il professore inizialmente esiterà, poi rifletterà, infine dubiterà persino di sua madre (la grande <b>Sandra Milo</b>) e di sua moglie (<b>Gisella Donadoni</b>). Tolto il filtro dello scetticismo dai propri occhi, Enzo acquisisce una nuova visione chiara e capovolta della sua vita e delle persone che lo circondano.</p>
<h3>Tra commedia italiana e thriller nordico</h3>
<p>Dalla scrittura di <b>Luca de Benedittis</b>, Un Nemico che ti vuole bene rimanda ad un nuovo e rovesciato “<b>Whodunit”</b> in stile Agatha Christie, che porta lo spettatore a chiedersi quale sia il vero nemico della vicenda. Nonostante i temi trattati, una nota divertente e ironica accompagna l’intera pellicola, merito indiscusso degli attori.</p>
<p>Un’attenzione particolare ai due protagonisti: da un lato il “colosso con i piedi di argilla” <b>Diego Abatantuono</b> che, con il suo unico senso dello humor, rende le scene vive e piene di ritmo; dall’altro la rivelazione <b>Antonio Folletto</b>, ambiguo, felino, seduttore, enigmatico, solare ma che ci fa commuovere. Una <b>Puglia</b> dai toni invernali fa da sfondo alla vicenda, un look da <b>thriller nordico</b>, qualcosa di molto diverso dalla solita commedia solare. Un viaggio da Sud a Nord che termina con il contrasto della neve di <b>Gstaad</b> che aggiunge al tutto un tocco di esotico.</p>
<p>Un nemico che ti vuole bene ribalta e reinterpreta in una nuova chiave ironica e ambigua l’eterno dualismo tra bene e male, in cui veri amici si trasformano in nuovi &#8211; ma datati &#8211; nemici. Ci invita a meditare sulle intenzioni e sui sentimenti delle persone che ci circondano. Ma chi conosciamo veramente?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Francesca Mileti Nardo</i></b></p>
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