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	<title>Design made in italy &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Design made in italy &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Etro Home Interiors: abitare come costruzione culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 18:06:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Etro Home Interiors propone una visione dell’abitare che supera la dimensione funzionale per avvicinarsi a quella mentale. Gli ambienti non sono pensati come scenografie chiuse, ma come luoghi aperti all’interpretazione di chi li vive</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/etro-home-interiors-abitare-come-costruzione-culturale/">Etro Home Interiors: abitare come costruzione culturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>La nuova collezione Etro Home Interiors si colloca in quella zona di confine in cui il progetto supera la funzione e diventa linguaggio. La casa non è più soltanto uno spazio da arredare, ma un sistema di segni, riferimenti e stratificazioni visive che rimandano a un immaginario preciso. Etro trasporta nell’interior design la propria grammatica estetica senza semplificarla, trasformando l’abitare in un esercizio di continuità culturale, dove moda, memoria e progetto convivono in equilibrio.</p>



<p><strong>Dal codice al volume</strong></p>



<p>Il tratto distintivo della collezione risiede nella capacità di tradurre un patrimonio iconografico in struttura spaziale. Il paisley, emblema storico della Maison, viene liberato dalla dimensione puramente decorativa per assumere una funzione più sottile: diventa ritmo, accenno, talvolta traccia nascosta nelle geometrie degli arredi. Sedute, divani e imbottiti si impongono come presenze architettoniche, costruendo l’ambiente attraverso volumi pieni, proporzioni calibrate e una relazione costante tra forma e superficie. Non c’è nostalgia, ma una rilettura consapevole di un codice che continua a evolversi.</p>



<p><strong>Il colore come dispositivo narrativo</strong></p>



<p>In questa collezione il colore agisce come un vero e proprio dispositivo linguistico. Le tonalità scelte — intense, profonde, mai gridate — rimandano a paesaggi lontani, a tessuti antichi, a una memoria visiva stratificata. Non esiste contrasto fine a se stesso: ogni accostamento è pensato per generare continuità, per accompagnare lo sguardo piuttosto che catturarlo. Il risultato è una cromia che costruisce atmosfera, capace di definire lo spazio senza dominarlo, restituendo alla casa una dimensione emotiva e contemplativa.</p>



<p><strong>Materia, tempo, permanenza</strong></p>



<p>La selezione dei materiali rivela una precisa posizione culturale. Legni, tessuti e finiture non cercano l’effetto immediato, ma una relazione duratura con il tempo. Le superfici invitano al contatto, all’uso, alla sedimentazione dell’esperienza quotidiana. È un’idea di lusso che si manifesta nella qualità silenziosa della manifattura, nella precisione delle lavorazioni, nella capacità degli oggetti di attraversare le stagioni senza perdere significato. L’arredo diventa così testimonianza di un fare paziente, lontano dalla logica della sostituzione rapida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-1.jpg" alt="" class="wp-image-142315" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/Etro-Home-Interiors-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>La casa come spazio mentale</strong></p>



<p>Etro Home Interiors propone una visione dell’abitare che supera la dimensione funzionale per avvicinarsi a quella mentale. Gli ambienti non sono pensati come scenografie chiuse, ma come luoghi aperti all’interpretazione di chi li vive. Ogni elemento contribuisce a costruire un racconto personale, fatto di riferimenti culturali, suggestioni visive e memorie individuali. L’atto dell’abitare si trasforma in un processo continuo, in cui lo spazio riflette identità, sensibilità e tempo vissuto.</p>



<p><strong>Un progetto che resiste alla contingenza</strong></p>



<p>Con questa collezione, Etro Home Interiors ribadisce una posizione chiara nel panorama del design contemporaneo: non inseguire la tendenza, ma costruire un linguaggio riconoscibile e coerente.&nbsp;Il passaggio dalla moda all’arredo avviene senza semplificazioni, mantenendo intatta la complessità del progetto.&nbsp;</p>



<p>In un contesto dominato dall’omologazione visiva, la forza di Etro risiede nella capacità di pensare la casa come luogo culturale, dove il design non è decorazione, ma forma di pensiero.</p>
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		<title>Il soffio della laguna: nasce Lilla Menta, la nuova collezione Venini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 08:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Maison del vetro di Murano celebra la poesia della natura veneziana con una palette che intreccia delicatezza e vitalità</p>
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<p>Tra i riflessi sospesi della laguna veneziana, dove il tempo sembra rallentare e la natura svela la sua grazia segreta, Venini presenta Lilla Menta, la nuova collezione di vasi che rinnova il dialogo tra arte vetraria e paesaggio. Un tributo alla bellezza silenziosa delle isole della laguna, dove il lilla dei fiori di Limonium e la freschezza della menta si incontrano in una sinfonia di riflessi e colore.</p>



<p><strong>L’armonia della natura tradotta in vetro&nbsp;</strong></p>



<p>L’osservazione attenta del paesaggio lagunare diventa il punto di partenza di una ricerca estetica che trasforma la materia in armonia visiva: nasce Lilla Menta, una collezione che interpreta la natura come esperienze di equilibrio e luce.</p>



<p>Le trasparenze del vetro raccontano i movimenti impercettibili dell’acqua, la delicatezza dei fiori mossi dal vento, il respiro lento della natura. Il lilla e la menta sono i protagonisti di questa palette raffinata. Il lilla, tenue e romantico, richiama le fioriture del Limonium e il loro modo di catturare la luce con discrezione, quasi sospesa. È un colore che suggerisce introspezione, un invito alla calma e alla contemplazione. La menta, invece, spezza la quiete con un tocco brillante e vitale: una sfumatura fresca, cristallina, che illumina la superficie del vetro e ne amplifica la profondità.</p>



<p>Il risultato è un equilibrio visivo che alterna morbidezza e rigore, trasparenza e consistenza. I vasi della collezione sembrano modellati dal vento, le coppe riflettono l’acqua della laguna come specchi mobili, le clessidre racchiudono il tempo in un respiro di colore. Ogni creazione diventa una sintesi poetica di tecnica, arte e memoria. Qui la materia si fa luce e la luce diventa emozione tangibile.&nbsp;</p>



<p>In questa perfetta fusione di tecnica e poesia, Venini riesce ancora una volta a tradurre il paesaggio veneziano in una collezione che parla di eleganza e contemporaneità, mantenendo intatto il fascino del saper fare artigianale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-1.jpg" alt="" class="wp-image-139675" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/Venini-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Icone senza tempo in nuove sfumature&nbsp;</strong></p>



<p>Venini rilegge le proprie icone con una delicatezza nuova. Le creazioni della Art Glass Collection — da Deco di Napoleone Martinuzzi al celebre Fazzoletto firmato da Fulvio Bianconi e Paolo Venini — si vestono ora di tonalità che raccontano il ritmo lento dell’acqua, l’equilibrio tra tradizione e meraviglia contemporanea.</p>



<p>Anche le superfici lavorate dei Balloton e dei Balloton Fiori acquistano una nuova profondità tattile: la luce si insinua nelle micro trame del vetro, creando un gioco di ombre e riflessi che mutano a ogni sguardo.</p>



<p>Accanto a queste icone, la collezione accoglie anche le Clessidre e le Clessidre Sommerse, reinterpretate in chiave cromatica più luminosa e rigenerante. Le coppe da champagne Bollicine evocano la leggerezza di un brindisi sul mare, mentre il vaso d’autore Ritagli di Fulvio Bianconi e il capolavoro di Carlo Scarpa Battuto a Nido d’Ape riaffermano il legame profondo tra design e artigianato, materia e gesto.</p>



<p>Ogni creazione diventa così una piccola architettura di vetro, una scultura domestica che racconta la storia di un’arte antica e di una bellezza senza tempo.</p>



<p><strong>La poesia della luce</strong></p>



<p>Con questa collezione l’azienda rinnova il suo dialogo con la laguna veneziana, restituendole forma, colore e voce attraverso il vetro. Ogni oggetto della collezione è una piccola geografia emotiva: un paesaggio di riflessi, trasparenze e sfumature che raccontano la natura nel suo momento più silenzioso. C’è la leggerezza dei fiori sospesi sull’acqua, la brezza che increspa la superficie del mare, la memoria di una Venezia segreta e luminosa. Tutto si cristallizza in un equilibrio fragile e perfetto, dove la tradizione millenaria del vetro di Murano incontra un’estetica contemporanea fatta di sensibilità e misura.</p>



<p>Lilla Menta invita a riscoprire la bellezza dei dettagli, a concedersi il tempo di osservare e lasciarsi sorprendere dalla luce che abita ogni forma.</p>
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		<title>STRATA &#8211; Layers of matter. Traces of time</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/strata-layers-of-matter-traces-of-time/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 15:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Quando materia e colore si uniscono: l’alchimia creativa tra Colori Decora e RIPA</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Nel panorama del design contemporaneo la sperimentazione materica incontra la ricerca cromatica: nasce “STRATA &#8211; Layers of matter. Traces of Time” dalla collaborazione tra Colori Decora e Ripa. Un incontro di sensibilità e visioni che rimette al centro la sostanza.&nbsp;</p>



<p>Alla base del progetto c’è il desiderio di svelare ciò che abitualmente resta nascosto: porosità, vibrazioni, irregolarità. Quegli elementi, che la produzione industriale tende a cancellare in favore della standardizzazione, in STRATA diventano valore, carattere, identità.&nbsp;</p>



<p><strong>La materia come linguaggio&nbsp;</strong></p>



<p>STRATA è un’indagine sulle possibilità espressive della materia. Un ritorno consapevole alla verità del materiale, esposto nella sua autenticità e nelle sue irregolarità, senza mediazioni.</p>



<p>Il nome stesso &#8211; “Layers of matter. Traces of time” &#8211; racchiude la poetica del progetto: strati sovrapposti che non nascondono ma rivelano, generando letture mutevoli a seconda della luce, del punto di vista e del contatto. Ogni superficie è il risultato di un processo manuale, ripetuto e calibrato, che valorizza stratificazioni, densità e micro imperfezioni come tratti distintivi.</p>



<p>La texture non è decorazione, ma essenza; il colore non è un riempimento, ma un’esperienza visiva e tattile. L’accostamento controllato tra superfici più morbide e zone ruvide, tra saturazioni e trasparenze crea un ritmo che restituisce fisicità e profondità allo spazio. È un invito a osservare da vicino, a toccare, a leggere la materia.</p>



<p><strong>Colori che respirano, superfici che si trasformano&nbsp;</strong></p>



<p>La cromia scelta è frutto di un lavoro di ricerca congiunto: tonalità minerali e accenti polverosi che si ispirano al paesaggio naturale e ai suoi cambiamenti. Non colori patinati, ma pigmenti che vivono e si trasformano con la luce, rivelando sfumature diverse nelle varie ore del giorno.</p>



<p>Le stesure cromatiche non sono uniformi, ma volutamente sovrapposte, leggere o materiche, sovrapposte per far emergere densità e trasparenze. Si ottiene, quindi, una superficie che non è mai statica, ma dinamica. Un colore che non occupa lo spazio, ma lo costruisce.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-1.jpg" alt="" class="wp-image-139500" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/11/STRATA-Layers-of-matter.-Traces-of-time-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Metodo e ricerca</strong></p>



<p>STRATA è il risultato di un metodo costruito nel tempo, basato sull’osservazione e sull’ascolto.&nbsp;Il dialogo tra Colori Decora e RIPA ha permesso di unire competenze, tecniche e sensibilità, dando vita a un processo creativo condiviso in cui ogni passaggio diventa fondamentale.</p>



<p>L’approccio è sperimentale e artigianale al contempo. Le superfici vengono lavorate manualmente, stratificate con calce, terre naturali, polveri e pigmenti, poi levigate, incise, sfumate. È un procedimento che accetta l’imprevisto come opportunità progettuale. Variazioni e discontinuità diventano parte del risultato, testimonianza di una materia viva e di un gesto pensato, ma non meccanico. Tale metodologia fa della superficie un archivio di azioni e tempi, un diario visivo in cui ogni tratto racconta l’incontro tra controllo e spontaneità.</p>



<p>Questo è un esempio virtuoso di collaborazione nel panorama del design italiano contemporaneo, dove due realtà autonome scelgono di aprirsi, condividere processi e visioni e dare vita a un progetto che va oltre il singolo prodotto per diventare ricerca, linguaggio e cultura materiale.&nbsp;</p>



<p><strong>L’essenza come valore&nbsp;</strong></p>



<p>STRATA rappresenta l’espressione compiuta di un pensiero: la bellezza non nasce dall’immediatezza, ma dalla sedimentazione del tempo, dall’intreccio di gesti consapevoli, materiali autentici e idee che si stratificano fino a diventare forma.</p>



<p>In un panorama progettuale che spesso privilegia l’immagine alla sostanza, questa collaborazione ribadisce con forza il valore della materia come memoria e testimonianza. Non un esercizio estetico, ma una dichiarazione culturale: la verità risiede nella profondità, nella presenza fisica, nella capacità della materia di raccontare ciò che le immagini non possono trattenere.</p>



<p>È un invito a tornare al concetto di essenza come valore e a trasformare ogni superficie in un territorio di scoperta, contemplazione e meraviglia.</p>
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		<title>Alessi 2025: design tra funzione, poesia e nuovi rituali per la tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 08:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Alessi 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Alessi design]]></category>
		<category><![CDATA[alessi made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Alessi nuova collezione]]></category>
		<category><![CDATA[Design made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Alessi presenta nuove collezioni per la tavola 2025: oggetti poetici e funzionali che ridefiniscono i gesti quotidiani attraverso il design.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/06/alessi-gilt.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<h4><strong>Innovazione e narrazione: il design Alessi si rinnova</strong></h4>



<p>Alessi, storica eccellenza del design italiano e B Corporation dal 2020, torna a ridefinire il concetto di oggetto d’uso quotidiano. Le novità per la tavola del 2025 esplorano un dialogo tra artigianato e industria, tra estetica e funzione, con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e alla bellezza del gesto quotidiano.</p>



<h4><strong>Il Tornitore Matto: tre nuovi oggetti, tre visioni</strong></h4>



<p>Nel progetto “Il Tornitore Matto”, ideato da Giulio Iacchetti con la supervisione di Alberto Alessi, arrivano tre nuovi pezzi firmati da designer dalla forte identità creativa:</p>



<ul><li><strong>Discolo</strong>, di&nbsp;<em>Federico Angi</em>: un’alzata tornita in alluminio anodizzato verde, dalle forme ampie e stratificate, che richiama l’eleganza classica con spirito contemporaneo.</li><li><strong>Compressioni</strong>, di&nbsp;<em>Paolo Ulian</em>: un rinfrescatore in acciaio schiacciato, in cui ogni pezzo è unico e celebra l’imperfezione come valore estetico.</li><li><strong>Edges</strong>, di&nbsp;<em>Nika Zupanc</em>: un raffinato vassoio/sottopiatto dai bordi traforati, ispirati al pizzo vintage, dove nostalgia e design si incontrano in modo poetico.</li></ul>



<h4><strong>Patricia Urquiola: nuovi gesti per una tavola condivisa</strong></h4>



<p>Con due nuove creazioni in arrivo a luglio, Patricia Urquiola propone una riflessione profonda sulla convivialità:</p>



<ul><li><strong>Clivo</strong>: un set di posate dal design minimal ispirato al bambù e alla cultura giapponese, realizzate con modelli scolpiti a mano per un perfetto equilibrio tra forma ed ergonomia.</li><li><strong>Canale</strong>: un innovativo portaposate composto da sei tubi d’acciaio che si fondono in un unico centro tavola, trasformando l’uso quotidiano in un gesto collettivo di condivisione.</li></ul>



<h4><strong>Un futuro tra etica e bellezza</strong></h4>



<p>Fedele alla sua vocazione sperimentale, Alessi continua a esplorare nuove frontiere del design con un’anima responsabile. L’azienda si conferma infatti un laboratorio creativo capace di trasformare gli oggetti comuni in esperienze estetiche e relazionali.</p>
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		<title>ZENIT di Noorth: il nuovo archetipo dell’arredo bagno minimalista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 09:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Design made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[ZENIT]]></category>
		<category><![CDATA[zenit arredi]]></category>
		<category><![CDATA[zenit bagni]]></category>
		<category><![CDATA[zenit by noorth]]></category>
		<category><![CDATA[ZENIT noorth]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Con ZENIT, Noorth reinterpreta il bagno contemporaneo in chiave minimal: geometrie essenziali, materiali ricercati e design Made in Italy.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/zenit-noorth.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<h4>La&nbsp;collezione&nbsp;firmata&nbsp;Michele&nbsp;Marcon&nbsp;celebra&nbsp;il&nbsp;rigore&nbsp;geometrico,&nbsp;l’eleganza&nbsp;materica&nbsp;e&nbsp;la&nbsp;versatilità&nbsp;progettuale</h4>



<p>Con ZENIT, Noorth introduce un nuovo linguaggio nell’arredo bagno, fatto di essenzialità, precisione e raffinatezza. Disegnata da Michele Marcon, la collezione esprime un’idea di spazio puro, rigoroso, dove il design diventa strumento per valorizzare materiali e volumi in modo sofisticato ma discreto. Una proposta che interpreta perfettamente la filosofia di Noorth: creare soluzioni per una clientela cosmopolita ed evoluta, alla ricerca di bellezza senza tempo e funzionalità intelligente.</p>



<h4>Geometrie&nbsp;nette,&nbsp;estetica&nbsp;senza&nbsp;tempo</h4>



<p>Alla base di ZENIT c’è la forza della semplicità. Il sistema di contenitori sottolavabo, disponibili sia in versione monoblocco che componibile, si declina in moduli a terra o sospesi, offrendo la massima versatilità progettuale. Le forme pulite e le proporzioni calibrate si uniscono a dettagli sartoriali come il taglio a 45° gradi tra fianchi e frontali, che diventa elemento distintivo dell’intera collezione.</p>



<p>Il risultato è un arredo bagno contemporaneo che non cerca l’effetto, ma conquista per equilibrio e coerenza formale.</p>



<h4>Una&nbsp;gamma&nbsp;materica&nbsp;ampia&nbsp;e&nbsp;ricercata</h4>



<p>ZENIT si distingue anche per l’eccezionale ricchezza di finiture: laccati opachi, lucidi e metallizzati si affiancano a essenze pregiate dal sapore naturale, come rovere barrique, miele, tundra o noce canaletto. Le combinazioni cromatiche disponibili superano le 30 varianti, rendendo il sistema completamente personalizzabile. Nelle versioni in laccato opaco ed essenza, ZENIT è proposto anche nella variante Reki, caratterizzata da una raffinata lavorazione a micro-doghe che ne esalta la texture e la profondità visiva.</p>



<p>Ogni composizione può essere configurata con uno o due cassetti, ante a battente oppure moduli a giorno, con aperture a gola, superiori o centrali, anche sagomate, per una perfetta integrazione tra estetica e funzione.</p>



<h4>L’artigianalità&nbsp;italiana&nbsp;al&nbsp;servizio&nbsp;del&nbsp;progetto</h4>



<p>Con ZENIT, Noorth ribadisce la sua vocazione al design sartoriale Made in Italy, dove la tecnica si fonde con la ricerca stilistica in un equilibrio perfetto. L’intero progetto incarna un’idea di leggerezza visiva e rigore progettuale che si traduce in arredi capaci di dialogare con qualsiasi spazio, dal bagno residenziale alle soluzioni contract di alta gamma.</p>



<p>ZENIT è molto più di una collezione: è un manifesto di stile che riflette l’incontro tra architettura, artigianato e design. Un racconto fatto di superfici pure, dettagli curati e materiali autentici, pensato per chi fa del bagno un luogo di progettazione consapevole e di identità estetica.</p>
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		<title>Un’immersione nel Futuro e nella Storia del Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 16:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design italiano mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Design made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale di Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[Triennale di Milano mostra design]]></category>
		<category><![CDATA[triennale di milano mostre 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Innovativa, sostenibile e creativa: la Triennale di Milano 2024 apre le sue porte alla mostra del design italiano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Triennale-di-Milano.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Nel 2024, la Triennale di Milano celebra l’eccellenza del design italiano con una mostra straordinaria che non è solo un omaggio alla tradizione, ma un viaggio immersivo tra innovazione, sostenibilità e visione. Questo evento attesissimo presenta al pubblico i capolavori che hanno reso l’Italia un punto di riferimento globale nel design, insieme a opere nuove che anticipano i trend del futuro. In mostra si trovano oggetti, storie, idee e il genio creativo che da sempre definisce il Made in Italy.</p>



<p>All’interno della mostra, il visitatore è invitato a percorrere un viaggio tra le icone che hanno scritto la storia del design italiano e le creazioni più innovative dei talenti emergenti. Oggetti iconici di maestri come Gio Ponti, Achille Castiglioni e Ettore Sottsass si affiancano a progetti avanguardisti che esplorano nuove forme e materiali. Dalle sedute agli arredi, dalle lampade agli accessori, ogni pezzo esposto racconta un capitolo di design italiano, mostrando come si possa unire eleganza funzionale, estetica e sperimentazione.</p>



<p>Il tema della sostenibilità è protagonista assoluto della mostra, con un focus su materiali ecologici, processi di produzione a basso impatto e design circolare. I designer italiani stanno riscrivendo il concetto di ‘bello e funzionale’ per adattarsi alle sfide ambientali del nostro tempo. Tra i progetti esposti troviamo oggetti realizzati con materiali riciclati, arredi modulabili pensati per essere riutilizzati e smontati, e innovazioni tecnologiche che riducono sprechi e consumi. Questa sezione della mostra non è solo un’esposizione di prodotti, ma una visione di un futuro sostenibile in cui il design diventa strumento per migliorare la vita quotidiana e ridurre l’impatto ambientale.</p>



<p>In questa edizione, la Triennale espone alcuni dei pezzi più celebri dei grandi maestri del design italiano, includendo opere storiche di Gio Ponti, Achille Castiglioni, Vico Magistretti e Ettore Sottsass. I visitatori avranno l’occasione di vedere da vicino capolavori come: la sedia Superleggera di Ponti, Il Parentesi di Castiglioni, il sistema di sedute Maralunga di Magistretti e i vasi Carlton di Sottsass. Queste opere, insieme ad altre icone storiche, formano la spina dorsale della mostra, rivelando le radici e l’evoluzione del design italiano.</p>



<p>Un’altra parte importante dell’esposizione è dedicata ai giovani designer che stanno portando una ventata di freschezza e originalità nel panorama del design italiano. La Triennale, infatti, offre uno spazio dedicato ai progetti di talenti emergenti e startup del design, mettendo in luce idee che fondono tecnologia, artigianalità e una visione del design come strumento di cambiamento. Questi giovani creativi presentano oggetti che rispondono alle esigenze della società contemporanea, dal design interattivo alle soluzioni smart per l’arredamento urbano, offrendo una nuova prospettiva su come il design possa adattarsi alle esigenze in continua evoluzione.</p>



<p>L’allestimento della mostra è pensato per offrire un’esperienza immersiva, dove il visitatore può muoversi attraverso ambienti che evocano le atmosfere del design italiano, dai laboratori di progettazione alle case del futuro. Ogni stanza presenta installazioni interattive, proiezioni e tecnologie di realtà aumentata che permettono di esplorare le opere in modo coinvolgente e intuitivo. Grazie a questo approccio, la Triennale di Milano riesce a far vivere il design come un’esperienza totalizzante, in cui passato e futuro dialogano in perfetta armonia.</p>



<p>La mostra non si limita a celebrare l’oggetto in sé, ma esplora il design come linguaggio che dialoga con altri ambiti creativi, come l’arte, l’architettura, la moda e il cinema. In esposizione troviamo progetti interdisciplinari che mescolano materiali e idee in modo inedito, offrendo una visione ampia e sfaccettata di ciò che il design può rappresentare. Questo dialogo tra discipline diverse mostra come il design italiano sia sempre stato capace di evolversi e adattarsi, rimanendo un settore all’avanguardia che guarda al futuro con curiosità e apertura.</p>



<p>Questa edizione della mostra alla Triennale di Milano è anche un tributo al design italiano come patrimonio culturale da preservare e promuovere. Non è solo una questione di oggetti belli e funzionali, ma di una visione che unisce innovazione, qualità e un’attenzione meticolosa al dettaglio. La mostra invita il pubblico a riflettere su come il design sia parte dell’identità italiana, un elemento che ha contribuito a definire lo stile di vita italiano e a renderlo apprezzato in tutto il mondo. Guardando al futuro, l’esposizione offre uno sguardo su come il design possa continuare a evolversi, rimanendo fedele ai suoi valori e alla sua estetica.</p>



<p>La mostra del design italiano alla Triennale di Milano 2024 è molto più di un’esposizione: è un’immersione totale nella creatività, nella tradizione e nel futuro del Made in Italy. Con un percorso che coinvolge e ispira, questo evento celebra non solo il design italiano, ma anche la capacità di adattarsi e innovare per affrontare le sfide del domani. Per chiunque ami il design, la Triennale di Milano 2024 è un appuntamento imperdibile, un viaggio che racchiude il passato, il presente e il futuro del genio italiano.</p>
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		<title>Il nuovo Baule Fondaco Mascheroni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 13:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Baule Fondaco Mascheroni]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design d'interni]]></category>
		<category><![CDATA[Design made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Mascheroni]]></category>
		<category><![CDATA[Mascheroni design]]></category>
		<category><![CDATA[Mascheroni mobili]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La cura nei dettagli e la scelta dei materiali, uniti all’arte della manifattura artigianale, contraddistinguono questo pezzo di design</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Ludovica Mascheroni annuncia Baule Fondaco</strong></p>



<p>La novità annunciata da Ludovica Mascheroni prende il nome e l’ispirazione dallo storico omonimo palazzo di Venezia affacciato sul Canal Grande e usato come punto d’approdo delle merci trasportate dai mercanti tedeschi: si tratta dell’elegantissimo Baule Fondaco. La cura nei dettagli e la scelta dei materiali, uniti all’arte della manifattura artigianale, rimangono una costante per l’azienda brianzola, che da trent’anni punta a raggiungere con i propri prodotti dal design unico gli estimatori del bello e ben fatto. Non a caso, il baule è composto da una struttura in acero naturale rivestita in pregiato cuoio e rifinita con dettagli in metallo e antine con serrature elettriche.&nbsp;</p>



<p><strong>Lo scrigno per la conservazione di cognac, cioccolato e sigari</strong></p>



<p>Si tratta di un vero e proprio scrigno, i cui cassetti risultano scenografici e segreti. Tra il ripiano girevole &#8211; dedicato alla conservazione del cognac &#8211; e il cassetto (in questo caso apribile esclusivamente grazie ad un apposito badge) a doppia estrazione in legno di cedro contente sigari<sub>, </sub>non poteva che mancare la dotazione di posaceneri in marmo travertino. Così, attraverso la finezza, dedicarsi un momento di sosta serale può diventare non solo un momento di relax, ma una vera e propria celebrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-1.jpg" alt="" class="wp-image-124224" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/Baule-Fondaco-Mascheroni-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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		<title>Barbie x Kartell: l&#8217;intreccio perfetto tra gioco e design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 14:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[Barbie]]></category>
		<category><![CDATA[Barbie x Kartell]]></category>
		<category><![CDATA[Barbie x Kartell collezione]]></category>
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		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<category><![CDATA[mattel creations]]></category>
		<category><![CDATA[Philippe Starck]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La partnership nata per celebrare il 65° anniversario dell’azienda di bambole ha sorpreso tutti con l’arrivo della prima vera e propria collezione dedicata esclusivamente ai mobili in scala da bambola</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Barbie x Kartell Seating Collection</strong></p>



<p>Ad annunciare la collaborazione tra la nota casa di design Kartell e l’inconfondibile Barbie è stata l’azienda leader nel settore dei giocattoli Mattel Creations. La partnership nata per celebrare il 65° anniversario dell’azienda di bambole ha sorpreso tutti con l’arrivo della prima vera e propria collezione Barbie Signature dedicata esclusivamente ai mobili in scala da bambola. Si tratta infatti della produzione in versione doll size di cinque delle più iconiche sedie prodotte dall’azienda del milanese Giulio Castelli: Al, Venice, Louis Ghost, Masters ed Ero|S|.</p>



<p>Ma non finisce qui! Perché l’architetto e designer Philippe Starck non si è limitato a creare un prodotto così iconico (tanto da poter essere classificato da collezione) solo nella versione in miniatura. Due delle sedute sono infatti state riprodotte in edizione limitata nel modello Pantone 219C (l’inconfondibile rosa o Barbie Pink) anche a grandezza naturale proprio in occasione del Salone del Mobile di Milano di quest’anno. Stessa occasione nella quale è stato possibile esporre la mostra della nuova collezione in questione, presso il pop up di Mattel Creations all’interno di The Vogue Italia Closet di Condé Nast.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell.jpg" alt="" class="wp-image-120968" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Barbie-x-Kartell-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Tra eleganza e sostenibilità&nbsp;</strong></p>



<p>Oltre all’arte del design, all’eleganza dei prodotti e alla valorizzazione del Made in Italy c’è però insito in questo progetto anche il tema dello sviluppo sostenibile. Kartell ha infatti da tempo avviato un vero e proprio piano di sostenibilità, a partire dal manifesto Kartell loves the Planet, con cui s’impegna a raggiungere i Goals dell’Agenda 2030 più vicini alla realtà e ai valori della propria azienda. A rendere unico il tutto è infatti l’impegno con cui si è riusciti a mantenere alta la qualità e l’estetica dei prodotti, tutelando al contempo l’ambiente &#8211; soprattutto grazie all’utilizzo di carta (usata per il sofisticato packaging) e plastica riciclate.</p>
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		<title>Alessi x Diwergo: una collaborazione inedita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 12:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[alessi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessi nuova collezione]]></category>
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		<category><![CDATA[design d'interni]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L’inclusione viene promossa e rispettata in ogni sua forma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Un valore condiviso&nbsp;</strong></p>



<p>Queste due grandi realtà condividono il valore dell’inclusività, che viene comunicata, promossa e consolidata in tutte le sue forme nonché sfaccettature: diversità, equità, inclusione e appartenenza.</p>



<p>Ci si interroga sul reale significato di inclusione partendo dalla riflessione di Robert Venturi, il padre del Postmodernismo, sulla ricchezza dei significati e sulla ricerca profonda che predilige un significato intenso di inclusione intesa come difficile unità, piuttosto che come semplice contrario di esclusione.&nbsp;</p>



<p>Questa partnership sovrappone al design tutta la forza di significato della parola per amplificare la comunicazione sprigionata dall’oggetto; a ciò si sovrappone il significato sociale, con lo scopo di diffondere un pensiero inclusivo che si riferisce all’umanità in toto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-1.jpg" alt="" class="wp-image-113254" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/12/Alessi-x-Diwergo-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Il “girotondo” e i prodotti in vendita</strong></p>



<p>Se l’inclusione è un atto di condivisione e di partecipazione, questo termine rientra perfettamente nell’ideale di “Girotondo”, la collezione disegnata anni fa per Alessi. In questo senso, la parola volteggia, si amplia e si arricchisce di significato; si cerca e si insegue di continuo con tante altre.&nbsp;</p>



<p>I prodotti rappresentano tutti il tema dell’inclusione con l’obiettivo di promuoverne il significato e la pratica costante, nonché l’impegno condiviso.In vendita sul <a href="https://alessi.com/it">sito ufficiale</a> di Alessi, tutti i pezzi della linea possono essere personalizzati con un piccolo sovrapprezzo.</p>
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		<title>Il Design celebra l’avvento di Aprile</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/editoriali/il-design-celebra-lavvento-di-aprile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 08:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<category><![CDATA[design ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[design italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Philippe Starck]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Gilt nel nuovo numero di Aprile vuole omaggiare il Design e incorona in copertina il suo re indiscusso: Philippe Starck</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/04/visore_facebook.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Non c’è primavera senza sole, vento mite e alberi in fiore, e non c’è Aprile senza <strong>Design</strong>. Protagonista indiscusso di tutto il mese, soprattutto nella capitale meneghina, pronta più che mai ad accogliere tutti gli eventi e le esposizioni che ha in serbo la <strong>Milano Design Week</strong>, già carica ad invadere con i suoi distretti la città con il suo spirito di innovazione e di avanguardia, strizzando quest’anno più che mai l’occhio alla sostenibilità. Il calendario è fittissimo, e <strong>Gilt</strong>, nel nuovo numero, è pronto a svelarvi news ed esclusive attraverso focus specifici sulle diverse manifestazioni e una panoramica generale con un elenco dettagliato di cosa poter visitare nei vari distretti sparsi per Milano.</p>



<p>Un’ode, dunque, al Design, che incorona in copertina il suo re indiscusso: <strong>Philippe Starck</strong>. Francese, classe 1949, nato nella ricca banlieu occidentale di Parigi e formatosi nella capitale francese presso la Ecole Nissim de Camondoa, a partire dagli anni ’80 si afferma come il primissimo star-designer nella storia della sua professione, conquistando un posto nell’Olimpo del design. Basti pensare a una delle sue (tante) invenzioni: il concetto di “nondesign”. Nella sua professione è sempre mosso da due valori cardine, amore e desiderio, ben conditi da una visione inclusiva e ottimista. “Dobbiamo sostituire la bellezza, che è un concetto culturale, con la bontà, che è un concetto umanista”, per citare le sue parole. Nella sezione <strong>Interviews</strong>, Starck si racconta in un flusso di pensieri che spaziano dal design al concetto di sostenibilità applicato anche al suo settore.</p>



<p>Ad abbracciare la Milano Design Week, immancabile è la moda. Nella sfera del <strong>Fashion</strong>, infatti, andremo ad occuparci di tutti gli eventi e le presentazioni che si terranno nel corso della settimana più creativa dell’anno. Appaiono all’appello nomi illustri del fashion system: Dior, Karl Lagerfeld, Missoni, Giorgio Armani, Gucci, Max Mara, Elie Saab, per citarne alcuni, pronti a rivelarci le loro nuovissime collezioni home, alcuni dei quali facendo un vero e proprio, nonché primissimo, debutto.</p>



<p>Non resta che aprire la mente lasciandoci irradiare dall’accecante bagliore dell’estro creativo, perché come ben voleva ricordarci il grafico e designer italiano Massimo Vignelli: “<em>La funzione del design è di disegnare delle cose che durano sempre, non effimere. Quando qualcosa è effimero vale per quel che vale: niente</em>”.</p>
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