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	<title>De Chirico mostra &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>De Chirico a Palazzo Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 15:42:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/De-Chirico-3.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="De Chirico" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Dal 25 settembre 2019 al 19 gennaio 2020 è possibile ammirare negli eleganti spazi di Palazzo Reale la splendida mostra di De Chirico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/De-Chirico-3.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="De Chirico" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><h3>Palazzo Reale omaggia De Chirico</h3>
<p>Dal 25 settembre 2019 al 19 gennaio 2020 è possibile ammirare negli eleganti spazi di <b>Palazzo Reale</b> la splendida mostra di <b>De Chirico</b>, che corona le celebrazioni internazionali dedicate a uno dei più geniali e controversi protagonisti dell’arte del Ventesimo Secolo. Le sale di Palazzo Reale a Milano, a distanza di quasi cinquant’anni dalla personale del 1970, tornano a ospitare l’opera di De Chirico in una straordinaria retrospettiva curata da <b>Luca Massimo Barbero</b>, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio e da Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.<br />
Le opere in mostra sono provenienti dai più prestigiosi musei internazionali, tra i quali la <b>Tate </b><b>Modern</b> di Londra, il <b>Metropolitan Museum</b> di New York, il <b>Centre Pompidou</b> e il <b>Musée d’Art </b><b>Moderne </b>de la Ville di Parigi, la <b>Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea</b> (GNAM) di Roma, la <b>Peggy Guggenheim Collection</b> di Venezia, <b>The Menil Collection di Houston</b> e il <b>MAC USP</b> di San Paolo in Brasile. Numerose sono anche le istituzioni milanesi: il <b>Museo del Novecento</b>, la <b>Casa Museo</b> <b>Boschi di Stefano</b>, la <b>Pinacoteca di Brera</b> e <b>Villa Necchi Campiglio</b>.<br />
L’esposizione offre la chiave d’accesso a una pittura ermetica, che affonda le sue radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, dà vita alla Metafisica che strega i surrealisti e conquista Andy Warhol e, infine, getta scompiglio con le sue irriverenti quanto ironiche rivisitazioni del Barocco. Sono circa 100 i capolavori esposti a Palazzo Reale, e attraverso un unico percorso espositivo ricostruiscono l’irripetibile carriera il grande fascino delle opere del “<b>Pictor Optimus”</b>.</p>
<h3>Il  <i>fantasmico</i> mondo di de Chirico</h3>
<p>La mostra in omaggio a Giorgio De Chirico illustrerà le tappe fondamentali che hanno contraddistinto la sua evoluzione pittorica e l’influenza che hanno avuto diverse culture nella sua vita. Quella tedesca, che gli ha permesso di appassionarsi alla filosofia; quella francese di conoscere i grandi poeti, e quella italiana che lo ha ispirato nell&#8217;elaborazione della teoria riguardante la pittura metafisica. L’esposizione ripercorre tutte le tappe della sua spettacolare storia tramite <b>otto sale tematiche</b> in cui il visitatore potrà, usando le parole dell&#8217;artista, “superare i limiti dell’umano” ed evadere dalla realtà. Un percorso espositivo fatto di <b>accostamenti inediti</b> e confronti irripetibili che svelano il “<i>fantasmico mondo”</i> di una delle più complesse figure artistiche del XX secolo.</p>
<h3>Il viaggio nella complessità dell’opera</h3>
<h3>SALA 1 &#8211; La mitologia familiare</h3>
<p>Il viaggio ha inizio nella Grecia dell’infanzia, dal Centauro morente del 1909, un dipinto nel quale è ancora ravvisabile l’apprendistato accademico e che al contempo svela <b>l’importanza della famiglia </b>nella costruzione dell’iconografia dechirichiana, aspetto messo in evidenza anche dagli splendidi <b>ritratti della madre</b>. In questa sala fa anche la sua comparsa il tema della piazza d’Italia, che avrà ampio sviluppo negli anni ferraresi.</p>
<h3>SALA 2 &#8211; La Metafisica</h3>
<p>È la <b>prima rivoluzione pittorica</b> messa a punto da De Chirico, che trasforma i dipinti in veri enigmi. La monumentale Arianna del 1913 – straordinario prestito del MET di New York – assomma tutti i caratteri della Metafisica, approcciati dall’artista fin dagli anni parigini e sviluppati a partire dal 1914 a Ferrara, dove nasceranno grandi capolavori, tra cui L’inquiétude de l’amie ou L’astronome (1915), conservato alla The Menil Collection di Houston.</p>
<h3>SALA 3 &#8211; Il quadro nel quadro</h3>
<p>La terza sala è dedicata al quadro nel quadro, alla scatola nella scatola, ovvero ai <b>giochi di prospettiva</b> che fanno di De Chirico l’acclamato antesignano del Surrealismo. Se da un lato Le printemps de l’ingénieur (1914, Milano, Pinacoteca di Brera) e Interno metafisico (con faro) del 1918 (Torino, Castello di Rivoli) riportano il visitatore in un universo familiare, dall’altro Malinconia ermetica (1918-19, Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris) segna la fine del suo soggiorno ferrarese con un insieme di scatole e di oggetti dall’equilibrio instabile, che ancora una volta diventano metafora di uno stato d’animo incerto.</p>
<h3>SALA 4 &#8211; Il Pictor Optimus</h3>
<p>La quarta sala è un <b>puro omaggio alla pittura dechirichiana</b>, con temi pressoché iconici come l’autoritratto, la natura morta e il mito. De Chirico ritrae se stesso con una versatilità e una irriverenza senza precedenti, fino alla trasfigurazione nei panni di Ulisse (1921-22, collezione privata).</p>
<h3>SALA 5 &#8211; Il manichino</h3>
<p>Tema principe della poetica dechirichiana, il <b>manichino</b> è presentato in questa sala secondo differenti declinazioni: è fantoccio metafisico ne Il figliol prodigo (1922, Milano, Museo del Novecento), mentre assume le fattezze di Ettore quando stringe tra le braccia Andromaca (Ettore e Andromaca, 1924, Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea); è un essere pensante quando veste i panni dell’archeologo o del filosofo alla metà degli anni Venti.</p>
<h3>SALA 6 &#8211; La stanza</h3>
<p>La sesta sala, di più ridotte dimensioni, si concentra sul<b> tema degli interni</b>: stanze dai pavimenti che fuggono in prospettiva, templi divenuti giocattoli, grandi nudi sovradimensionati e trasfigurati, insieme a pinete che crescono nella camera stessa dell’artista come in Ma chambre dans le midi (1927-28, collezione privata), che tocca altissimi vertici di qualità pittorica ed è immagine di una visione dell’artista.</p>
<h3>SALA 7 &#8211; I gladiatori</h3>
<p>I <b>gladiatori </b>eccezionalmente raccolti in questa stanza facevano parte di un ciclo pittorico che il mercante Léonce Rosenberg commissionò a De Chirico tra il 1928 e il 1929. Tele misteriose quanto il tema stesso: “Gladiatori! Questa parola contiene un enigma”, scriveva l’artista nel suo romanzo Ebdòmero (1929). La sala offre inoltre un piccolo, quanto intenso, omaggio alla serie dei Bagni misteriosi del 1935: degli ermetici arcani che solo l’intuizione dell’artista può sciogliere.</p>
<h3>SALA 8 &#8211; La neometafisica</h3>
<p>L’ultima sala funziona come una grande summa della parabola dechirichiana, con la<b> ripresa della pittura pastosa degli anni Trenta</b> – il “Ben dipingere”, come lo definiva l’artista stesso – fino alla rimeditazione della metafisica che, nell’idea di ripresa e replica delle Muse inquietanti, folgorò Andy Warhol come una rivoluzione. “L’ho incontrato così tante volte a Venezia e pensavo che amavo moltissimo il suo lavoro [&#8230;] Ripeteva i suoi dipinti di continuo [&#8230;] Ciò che lui replicava regolarmente, anno dopo anno, io lo ripetevo lo stesso giorno nello stesso dipinto” (Andy Warhol).<br />
Questa mostra si presenta come una narrazione costruita per andate e ritorni, e indissolubilmente legata alla vicenda biografica quanto a una vasta produzione letteraria e a una profonda speculazione filosofica: un <b>viaggio nelle immagini</b>, nella mitologia e nella sontuosità pittorica del genio che ha rivoluzionato la cultura visiva del XX secolo.<br />
Siete pronti ad evadere dalla realtà e superare i limiti dell’umano? Non perdete questa mostra, che vi farà perdere nell’esattezza dell’inesattezza di un sogno, quello di Giorgio De Chirico.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Daniela Carusone</i></b></p>
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