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	<title>craig green &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Moncler Genius Building: dopo un anno l’evoluzione prosegue</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 14:19:51 +0000</pubDate>
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<p>I tunnel di via Ferrante Aporti, scoperti da Ventura Project in occasione del FuoriSalone 2017, sono ad oggi centro di esposizione per <b>Moncler Genius</b>, che ha scelto questa location rinominandola <b>Moncler Genius Building</b>, luogo in cui ha anche presentato la sua nuova <b>collezione Autunno/Inverno 2019-2020</b>. La casa di moda è inoltre promotrice della riqualificazione culturale della zona limitrofa alla stazione Centrale di Milano.</p>
<p>Così come il Salone del Mobile, la <b>Settimana della Moda</b> meneghina consente di scoprire tesori nascosti che nel giro di poco tempo vengono trasformati in set-up perfetti per ospitare le collezioni moda. Un mondo sotterraneo che mixa fashion, design, architettura, performance, scenografia e musica. Niente di più giusto per interpretare il progetto che <b>Remo Ruffini</b>, CEO di Moncler, vuole portare in auge. Si tratta di un’innovazione a favore della multietnicità, della tecnologia e, come vuole precisare Ruffini, “l’intento è quello di creare un modello di comunicazione e di business nuovo, all’avanguardia, che non si spaventi di fronte all’era digitale in cui stiamo vivendo oggi”.</p>
<h3>Moncler Genius: one house, different voices</h3>
<p>Ruffini ha ben pensato di arricchire il suo progetto avvalendosi dell’aiuto di nuovi designer, dando quindi voce a dodici collezioni che, alternandosi ogni mese, verranno presentate nel Moncler Genius Building. Ad illuminare l’exibition quest’anno saranno Pierpaolo Piccioli &amp; Liya Kebede, Sergio Zambon e Veronica Leoni per Moncler 1952 (che prende il nome dall’anno di nascita del brand), Sandro Mandrino per Moncler Grenoble, Simone Rocha, Craig Green, Matthew Williams di 1017 ALYX 9SM, Richard Quinn, Fragment Hiroshi Fujiwara, Palm Angels Francesco Ragazzi e Poldo Dog Couture.</p>
<h3>I designer e la loro concezione di Moncler Genius</h3>
<p><b>Richard Quinn</b></p>
<p>Da un estroso come Quinn non è difficile immaginare una capsule colorata e simpatica, che sprizza energia. Infatti, ad accoglierci un tripudio di fiori e stampe che per un secondo fanno sorgere il dubbio se essere ad un’esposizione di Andy Wahrol.</p>
<p><b>Pierpaolo Piccioli e Liya Kebede</b></p>
<p>Nylon laqué e richiami africani per il duo di designer che puntano a creare sontuosità con piumini dalle nuances calde, che sembrano danzare all’interno di un’architettura più che essenziale. Un bel connubio, maxi proporzioni ed essenzialità. La scelta di chiamare accanto a sé Liya Kebede, sostenitrice di artigiani africani, sta a dimostrare quanto l’arte di Piccioli sia espressione di multiculturalità.</p>
<p><b>Veronica Leoni e Sergio Zambon</b></p>
<p>La coppia di designer della collezione 1952 propone una versione pop eclettica in un’atmosfera ispirata alla vicina discoteca, il Tunnel Club di via Sammartini. I modelli infatti sono all’interno di gabbie vetrate in cui sono ricreati vari ambienti. Anche qui il nylon occupa buona parte dei materiali usati, mescolandosi a rete, lana bouclé e stampe tartan. Per il menswear, Zambon afferma di volere un uomo poliedrico, uno scalatore cool del XXI secolo. Se non è innovazione questa!</p>
<p><b>Moncler Grenoble</b></p>
<p>Ecletticità e patchwork per Sandro Mandrino, che ha l’onore di avere una scenografia curata da Hrafnhildur Arnardottir, artista islandese meglio conosciuta come Shoplifter. Al termine dell’esposizione, l’installazione andrà alla Biennale di Venezia. Ispirazioni allo ski-wear degli anni Settanta, ma con introduzioni di frange e tie-dye per Moncler Grenoble.</p>
<p><b>Simone Rocha </b></p>
<p>Romanticismo interpretato da capi in pizzo sangallo che creano una delicata visione all’interno di un candido bosco di betulle. C’è amore e rispetto verso la natura in questo tunnel.</p>
<p><b>Craig Green </b></p>
<p>Il designer promuove l’heritage di Moncler e la sua voglia di innovarsi con un bilanciato mix di volumi tra il corpo e lo spazio circostante.</p>
<p><b>Matthew Williams per Moncler 1017 Alyx 9SM </b></p>
<p>Qui la tecnologia è espressa ai massimi livelli attraverso sacchi a pelo che indicano la funzionalità e fanno combaciare il mondo di 1017 Alyx 9SM con il voler puntare all’eternità di Moncler per i suoi capi e accessori.</p>
<p><b>Hiroshima Fujiwara</b></p>
<p>Esistono infiniti modi di comunicazione, e in questa collezione, ispirata allo stile aviator, troviamo una mescolanza di vintage e urban che trasmette messaggi ben precisi attraverso delle maxi scritte.</p>
<p><b>Francesco Ragazzi Palm Angels</b></p>
<p>Provocatoria è la sua indole, e Francesco Ragazzi non perde mai occasione per esprimerla. In occasione della collaborazione con Moncler Genius, ha creato una silhouette urban dall’animo punk, lasciando pure le linee dei capi.</p>
<p><b>Poldo Dog Couture per Moncler Genius </b></p>
<p>Il nostro fedele amico a 4 zampe non poteva esimersi da indossare dei veri capi di tendenza. Questa collezione si arricchisce di diversi accessori e propone il gilet in piumino in nuovi materiali (come il nylon laqué) e nella variante effetto maglia.</p>
<p>In occasione della Milano Fashion Week è stato deciso di aprire al pubblico, <b>domenica 24 Febbraio</b>, il Moncler Genius Building, dove tutti potranno ammirare queste differenti concezioni di moda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>British Fashion Awards 2018: tutti i vincitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 10:04:03 +0000</pubDate>
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<p>Il red carpet del 10 dicembre al <b>Royal Albert Hall </b>di <b>Londra </b>è stato infatti vicinissimo a quello di cerimonie hollywoodiane quali Oscar e Golden Globes, con una parata di star internazionali che non si sono tirate indietro dallo sfoggiare look audaci (vedi alla voce: <b>Kendall Jenner</b>) e creazioni haute couture.</p>
<p>Una kermesse vip culminata con un’ospite inattesa quanto gradita: la Duchessa di Sussex <b>Meghan Markle</b>, sul palco per consegnare il premio <b>British Designer of the Year Womenswear </b>a<b> Clare Waight Keller </b>e con il pancione (il royal baby nascerà in primavera) ammantato da un lungo abito monospalla nero firmato Givenchy e disegnato proprio dalla Keller.</p>
<h3>I vincitori dei British Fashion Awards: Gucci uber alles</h3>
<p>Ad aggiudicarsi il premio come <b>Brand of the Year</b> è stato il marchio che forse più di tutti sta rivoluzionando il mondo del fashion negli ultimi anni: <b>Gucci</b>. Un sorridente <b>Alessandro Michele </b>in completo cammello anni ‘70 ha ritirato il premio indossando addirittura una corona d’alloro in versione gold. Un tocco sopra le righe al quale le commistioni di stili, epoche e mood che sempre porta in passerella ci hanno abituato.</p>
<p>Gucci ha vinto anche nella categoria <b>Business Leader</b>, conferendo l’onore al CEO <b>Marco Bizzarri</b>, trascinatore dei fatturati del gruppo Kering del quale la Maison fiorentina fa parte.</p>
<h3>L’Italia dei big sul podio</h3>
<p>Altri due giganti della moda nostrana si sono aggiudicati nel corso dei British Fashion Awards la vetta del podio dei BFA 2018. Il primo è <b>Pierpaolo Piccioli</b>, insignito del premio come <b>Designer of the Year</b> per il suo lavoro da <b>Valentino</b>. Lavoro che è stato riconosciuto anche dalle star che hanno scelto le sue creazioni per il red carpet della serata: dalla cover girl di Vogue <b>Fran Summers</b>, ammantata di ruches nell’iconico rosso della Maison, a <b>Kristin Scott Thomas</b>, monumentale in un abito-bomboniera rosa.</p>
<p>La seconda stella italiana della serata è stata <b>Miuccia Prada</b>, premiata addirittura nella categoria speciale <b>Outstanding Achievement</b>, una delle più alte onorificenze della serata. Come si legge in una nota ufficiale riportata dalla maison Prada: “<i>Il riconoscimento celebra l’apporto creativo dato al settore da singoli individui che nel corso della loro carriera, abbiano plasmato e rimodellato il mondo della moda grazie al loro spirito innovativo e alla loro creatività. Il British Fashion Council ha riconosciuto in Miuccia Prada un originale approccio pionieristico per aver saputo sin dagli inizi mescolare diverse discipline creative come la moda, l’arte, l’architettura e il cinema</i>.”</p>
<h3>I migliori fashion designer (britannici e non) dell’anno</h3>
<p>Pur riconoscendo il lavoro dei designer internazionali, i British Fashion Awards rimangono sempre legati alla celebrazione dei talenti Made in UK. Anche quest’anno, dunque, i premi per <b>British Designer of the Year</b>, sia per il <b>Menswear </b>che per il <b>Womenswear</b>, sono stati vinti da personalità britanniche in fortissima ascesa.</p>
<p>Per l’uomo è salito sul podio <b>Craig Green</b>, creatore dell’omonima linea di capi tendenti al genderless. Per la donna il premio è andato invece a <b>Clare Waight Keller</b>, da poco direttrice artistica di <b>Givenchy </b>e responsabile del ritorno sulle passerelle dell’haute couture della Maison parigina.</p>
<p>Londinese è anche il vincitore del <b>Trailblazer Award</b>: <b>Kim Jones </b>per <b>Dior Homme</b>, considerato al top in quanto a creatività e innovazione. Insieme ai giganti e ai creativi già affermati, i British Fashion Awards  2018 non si sono dimenticati di premiare i talenti emergenti inglesi. <b>Samuel Ross </b>si è infatti aggiudicato il premio <b>British Emerging Talent Menswear</b> per la sua <b>A-Cold-Wall*</b>, commistione riuscita fra street style urbano e gusto per il dettaglio dell’upper class.</p>
<p>La categoria <b>British Emerging Talent Womenswear</b> ha visto invece trionfare l’appena 28enne <b>Richard Quinn </b>e il suo omonimo brand, la cui sfilata durante la London Fashion Week di febbraio aveva visto la partecipazione niente di meno che della <b>Regina Elisabetta II</b>. Uscendo poi momentaneamente dai territori di Sua Maestà, il premio per <b>Accessories Designer of the Year</b> è andato al georgiano <b>Demna Gvasalia</b> per <b>Balenciaga</b>, un marchio che è ripartito proprio da accessori iconici come le <b>sock shoes </b>da lui ideate.</p>
<h3>I premiati da non perdere su Instagram</h3>
<p>La fama di alcuni dei premiati li precede su Instagram, dove i loro profili sono seguiti da milioni di persone in attesa del nuovo look, della nuova collezione, del nuovo scatto. Fra questi spicca <b>Kaia Gerber</b>, eletta <b>Model of the Year </b>a soli 17 anni e degna erede della mamma, la supermodella <b>Cindy Crawford</b>.</p>
<p>Altri profili seguitissimi sono quelli di <b>Virgil Abloh</b> e del suo <b>Off-White</b>, brand per il quale si è aggiudicato il premio <b>Urban Luxe</b>. E, se si parla di foto, è impossibile non nominare i vincitori del <b>I</b><b>sabella Blow Award for Fashion Creator</b>: il duo <b>Mert &amp; Marcus</b>, i cui componenti, <b>Mert Alas </b>e <b>Marcus Piggott</b>, spopolano tanto su Instagram quanto sulle cover di Vogue e Numéro.</p>
<h3>La moda che salva il pianeta ai British Fashion Awards</h3>
<p>La moda non è poi solo spettacolo, ma può diventare anche esempio da seguire. A dimostrarlo sono i premi speciali riservati a brand e personalità che lottano per la salvaguardia della società e del mondo che ci circonda. Proprio come <b>Parley for the Oceans</b>, la holding che racchiude marchi del calibro di Nike e Stella McCartney per reinventare in termini green la produzione e il consumo del fashion, e che si è aggiudicato lo <b>Special Recognition Award for Innovation</b>.</p>
<p>O infine come <b>Vivienne Westwood</b>, premiata dal partner ufficiale della serata dei British Fashion Awards 2018 con lo <b>Swarovski</b> <b>Award for Positive Change</b>. Da sempre grande attivista per la tutela del pianeta, la Westwood ha commosso e a tratti scioccato la platea dichiarando: “<i>Ho un piano per cambiare il mondo, ma ho davvero bisogno dell’aiuto di tutti voi. Non posso farcela da sola. Niente funzionerà finché non ci sbrigheremo a cambiare il sistema. Il sistema è totalmente andato ed il tempo sta finendo</i>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Faralli</i></b></p>
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