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	<title>ceramiche &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Santopeccatore: incubatore d’arte e amplificatore della creatività italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 11:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/santopeccatore-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/santopeccatore-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/santopeccatore-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/santopeccatore-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/02/santopeccatore.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Quando la bellezza nasce dal contrasto: un progetto artistico che fonde luce e oscurità in opere di design uniche e affascinanti.</p>
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<h4>L’anima di Santopeccatore: tra sacro e profano</h4>



<p><em>&#8220;Creati da malelingue e buone mani&#8221;</em>: con questa frase provocatoria e intensa, Santopeccatore racconta la sua essenza, unendo armoniosamente opposti come luce e oscurità, santità e peccato. Nato in Puglia, questo progetto artistico celebra il Made in Italy attraverso ceramiche artigianali dal forte impatto emotivo, che rendono omaggio alla tradizione con un tocco contemporaneo.</p>



<p>Santopeccatore non è solo un marchio, ma un’esperienza sensoriale che unisce cultura, bellezza e arte, incarnando la dualità dell’animo umano. Ogni creazione celebra la nostra umanità e i nostri peccati, trasformando gli archetipi della cultura rurale italiana in oggetti di design esclusivi.</p>



<h4>La nascita di un’ispirazione: la dualità dell’essere umano</h4>



<p>Il progetto prende vita nel 2020 dall’unione di due anime affini che hanno scelto l’anonimato, lasciando che fossero le opere a raccontare la storia di Santopeccatore. La missione è ambiziosa: diventare un incubatore di arte contemporanea e design, un amplificatore dell’eccellenza creativa italiana che dia spazio ai talenti emergenti.</p>



<p>Il nome stesso, Santopeccatore, racchiude l&#8217;essenza della dualità umana. Si ispira ai racconti dei contadini pugliesi che, dopo aver imprecato nei campi, pregavano devotamente in chiesa. Un richiamo alla contraddizione insita in ognuno di noi, tra purezza e tentazione, tra santità e peccato.</p>



<h4>Il debutto con la ceramica: omaggio alla tradizione italiana</h4>



<p>Nel 2024, Santopeccatore ha fatto il suo debutto nel mondo dell’arte con una collezione di ceramiche artigianali ispirate alle forme iconiche della tradizione pugliese, rivisitate con un design moderno. Realizzate in collaborazione con Domenico De Palo, talentuoso designer pugliese, queste opere uniscono antiche tecniche artigianali a un&#8217;estetica contemporanea.</p>



<p>Ogni pezzo celebra l’incontro generazionale tra maestri ceramisti e giovani artigiani, mantenendo viva la tradizione italiana. Le ceramiche sono frutto di un processo produttivo delicato e complesso, portato avanti con passione e maestria, in piena sintonia con la filosofia del brand di unire tradizione e innovazione.</p>



<h4>La prima collezione: ceramiche come esperienza umana</h4>



<p>La collezione di debutto comprende quattro pezzi iconici, ognuno carico di simbolismo culturale e spirituale:</p>



<ul><li><strong>Quartara</strong> – Con manici scultorei che evocano la bellezza femminile, racconta una storia d’amore imperfetta e intensa, incarnando il peccato originale.</li><li><strong>Giara</strong> – Simbolo di protezione e fertilità, ha linee morbide e sinuose. La sua forma accogliente rappresenta la divinità creatrice e il dolore dell’abbandono.</li><li><strong>Do&amp;Da</strong> – Esplorano l’identità e la sessualità attraverso forme audaci e intriganti, richiamando il peccato di lussuria con un design provocatorio.</li><li><strong>La Mela del Peccato</strong> – Un’opera d&#8217;arte in ceramica rossa che rappresenta il piacere proibito, sigillando l’unione tra corpo e anima.</li></ul>



<h4>Successo internazionale e prospettive future</h4>



<p>Santopeccatore ha presentato questa prima collezione alla fiera Maison&amp;Objet di Parigi, evento di riferimento per il design e il lifestyle, riscuotendo grande successo. Il brand tornerà all’edizione autunnale nel 2024, puntando a conquistare i mercati internazionali, in particolare Stati Uniti e Oriente.</p>



<p>Il futuro è ricco di progetti ambiziosi: nuove collezioni e collaborazioni esploreranno materiali come pietra, ferro, vetro e leghe nobili, espandendo ulteriormente il repertorio artistico di Santopeccatore. L’obiettivo è consolidarsi come incubatore italiano di eccellenza artistica e innovazione.</p>



<h4>Un viaggio tra arte, cultura e animo umano</h4>



<p>Santopeccatore rappresenta una fusione perfetta tra arte, design e filosofia. Ogni pezzo racconta storie universali di amore, peccato e redenzione, trasformando la dualità umana in opere d&#8217;arte dal fascino senza tempo. Un marchio che ha già conquistato i cuori dei cultori del bello e che promette di lasciare un segno indelebile nel panorama del design contemporaneo.</p>
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		<title>Le ceramiche di Antonio Marras e Kiasmo alla MDW 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Marras" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Per la Milano Design Week 2019, l’accoppiata Marras + Kiasmo si dedica al linguaggio espressivo della ceramica e del “fatto a mano”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Marras" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/Marras-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Marras + Kiasmo, l&#8217;accoppiata fa il suo ritorno alla Milano Design Week</h3>
<p>Avevamo già incontrato l’accoppiata <b>Marras + Kiasmo</b> con il progetto <b>Nonostante Marras</b>, realizzato per la Milano Design Week 2018. Per l&#8217;edizione 2019, <b>Circolomarras </b>continua nel segno della collaborazione, questa volta dedicandosi al linguaggio espressivo della <b>ceramica</b> e del “<b>fatto a mano</b>”. E le mani in questione sono ancora quelle dello stilista <b>Antonio Marras</b> e <b>Vincenzo D&#8217;Alba</b>, designer di <b>Kiasmo</b>.</p>
<h3><b>“Perdersi a Eudossia” tra argilla e divinazione</b></h3>
<p>Quest’anno il duo creativo ha dato forma a <b>tre collezioni </b>sotto il nome “<b>Perdersi a Eudossia</b>”: <b>oggetti domestici</b> tra cui piatti, vasi, piastrelle, tazze, candelabri e vassoi, <b>sculture</b> realizzate a partire da scarti di ceramica recuperati o modellate da zero, e imponenti <b>tavoli</b> con maioliche. Oggetti diversi per forma e funzione formano una collezione evocativa, con un passato condiviso che unisce Puglia e Sardegna, che trasforma gli spazi di Via Cola di Rienzo in una <b>Wunderkammer di ceramiche</b>, una vera e propria camera delle meraviglie.</p>
<p>Un rinnovato incontro tra questi due artisti, complementari e legati da comprensione reciproca e sensibilità affini, trova nuova voce attraverso un dialogo silenzioso, atti raffinati e riflessivi bilanciati da un certo gesto divinatorio. Questa successione di sperimentazioni, correzioni, sovrapposizioni, intuizioni e adattamenti ha dato vita a un corpo di oggetti composto da quasi <b>300 pezzi unici</b>.</p>
<p>Nella loro imperfezione e ambiguità, con riferimenti alla <b>tradizione</b> e ad un&#8217;<b>innocenza</b> <b>perduta</b>, queste opere sembrano riaffiorare dalla stratificazione del tempo come frammenti di una lontana memoria, quasi come reperti archeologici riportati alla luce. Il materiale è trattato con <b>sentimentalismo artigianale</b> e le forme, situate tra l’<b>arcano </b>e <b>l’arcaico</b>, sono generate da una sorta di bisogno primario: il desiderio infantile di <b>giocare</b> e il bisogno di atti di fantasia, che nella loro ingenuità e purezza rivelano le ansie gioiose e tormentate di Antonio e Vincenzo.</p>
<p>I due hanno lavorato ininterrottamente per giorni, in un processo continuo e costante, per creare manufatti ceramici prodotti in serie e pezzi rifiniti con decorazioni dipinte a mano. Iniziando con argilla fresca e modificando, modellando, mutando, tagliando, mescolando e lavorando per ore, il materiale diventa qualcosa di nuovo, cambiando forma e volume.</p>
<p>Negli spazi del concept store è presente una <b>limited edition</b> &#8220;couture&#8221; di <b>divani</b> e <b>poltrone</b> realizzate con raffinate tecniche sartoriali a partire dai tessuti dell’archivio di Marras: damaschi, jacquard, fiori, quadri e pois, stampe abbinate secondo accordo e contrasto. Due nuove stampe sono state inoltre realizzate in esclusiva per <b>Saba</b>, brand di arredamento interni che in occasione del <b>Fuorisalone 2019</b> collabora nuovamente con lo stilista.</p>
<p><b>Design</b>, <b>moda</b>,<b> arte </b>e<b> cibo</b>: anche quest’anno nella parte finale dell’atelier è stato allestito solo per questa settimana il <b>temporary bistrot</b>. Un luogo magico e inaspettato riccamente decorato con ceramiche dipinte a mano, rose rosse, luci e drappeggi di stoffe.</p>
<h3>Kiasmo di nome e di fatto</h3>
<p>Tutto questo è stato realizzato sotto il segno di <b>Kiasmo</b>, un nome che rievoca alla mente la figura retorica che crea incroci tra parole concettualmente affini: Kiasmo rappresenta l’unione tra differenti discipline – <b>arte</b>, <b>design</b>, <b>moda</b> – generando contaminazioni culturali nei suoi progetti, caratterizzati dall’uso di <b>materiali naturali</b> e reinterpretazione della <b>tradizione artigianale</b> tipica del <b>Made in Italy</b> con sfumature contemporanee.</p>
<p>L’obiettivo, anche in questo caso, è stato quello di costruire una vera e propria trama comune, dalla fase di ideazione a quella di realizzazione, per dare ad ogni oggetto un senso di equilibrio e armonia all’interno di una collezione coerente e condivisa dai due designer Antonio Marras e Vincenzo D’Alba.</p>
<p>“<b>Perdersi a Eudossia”</b> è aperto al pubblico <b>dal 9 al 14 aprile 2019</b> (10:00-19:00) presso <b>Spazio Marras</b>, dove ogni anno lo stilista sardo sperimenta nuove strade inedite mettendole in scena in uno degli spazi più suggestivi del <b>Fuorisalone</b> da sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sofia Balbino</i></b></p>
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