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	<title>carriera &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Quando il gioco si fa rosa: in aumento il numero di donne nel settore iGaming</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 09:59:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Le donne stanno conquistando spazio nell’iGaming, sia come giocatrici che in ruoli di leadership, rendendo il settore più inclusivo e innovativo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Progetto-senza-titolo-8-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Negli ultimi anni, il settore dell&#8217;iGaming ha visto un aumento significativo della partecipazione femminile. Questa tendenza riflette non solo una maggiore inclusività nel mondo del gioco online, ma rappresenta anche un cambiamento culturale profondo, in cui le donne stanno rivendicando il loro spazio sia come giocatrici che come professioniste. Vediamo allora come tale evoluzione ha trasformato questo settore, portando a una maggiore rappresentanza e visibilità delle donne.</p>



<h2><strong>La crescita delle donne nei Casinò Online</strong></h2>



<p>Con l’avvento dei casinò online, si è notato che il numero di donne che si avvicinano ai giochi disponibili in questo settore è in continua crescita. La possibilità di giocare comodamente da casa ha reso i casinò più accessibili, favorendo una partecipazione femminile che in passato era limitata se non addirittura inesistente all’interno dei casinò fisici, spesso considerati ambienti poco accoglienti per le donne e più adatti a un pubblico maschile.</p>



<p>Oltre a ciò, bisogna considerare che la crescita del numero di donne che giocano ai casinò online è una diretta conseguenza non solo dell’ampliamento dell’offerta di gioco, ma anche della crescita esponenziale della qualità dei prodotti offerti dai nuovi portali e della loro estetica. Sono diversi, i nuovi siti di gioco online, che hanno ottenuto la licenza da ADM per poter operare su territorio italiano negli ultimi anni (<a href="https://time2play.com/it/casino/nuovi/">scopri di più</a> sull’argomento leggendo la guida di Time2Play appena linkata), che si distinguono dai portali già esistenti per interfacce più curate e design accattivanti. Questo contribuisce sicuramente a creare ambienti virtuali più inclusivi e attraenti per le giocatrici.</p>



<h2><strong>L’evoluzione del ruolo delle donne nei casinò: da accompagnatrici a giocatrici attive</strong></h2>



<p>In passato, le donne erano spesso presenti nelle sale da gioco come accompagnatrici degli uomini, più che come giocatrici attive e indipendenti. Tuttavia, con il progredire della tecnologia e grazie a una maggiore rappresentazione di personaggi femminili dal carattere forte presenti nei giochi online, le donne hanno iniziato a vedere il gioco come una forma di intrattenimento interessante, in grado di coinvolgerle direttamente. Oggi, le giocatrici sono una presenza regolare nei casinò online e offline, ribaltando i vecchi stereotipi che vedevano questa forma di intrattenimento come una passione esclusivamente maschile.</p>



<h2><strong>Lavoro e carriera femminile nel settore iGaming</strong></h2>



<p>Oltre alla partecipazione come giocatrici, le donne hanno conquistato anche ruoli professionali nel settore dei casinò. Dai ruoli operativi come croupier e staff di customer loyalty, fino ai ruoli più amministrativi, la loro presenza nel mondo dei casinò è sempre più diffusa. Questo cambiamento è fondamentale non solo per garantire una maggiore diversità sul luogo di lavoro, ma anche per portare prospettive diverse che possono migliorare l’esperienza di gioco. Infatti, l’ascesa delle donne nel settore iGaming riflette un’evoluzione culturale e sociale che non può più essere ignorata. Oggi, le donne non sono solo benvenute come giocatrici e professioniste, ma sono anche una parte fondamentale del futuro. In uno scenario mondiale che vede nuovamente <a href="https://www.giltmagazine.it/attualita/trump-trionfa-di-nuovo-i-possibili-scenari-per-lamerica-e-il-mondo/">l’America scegliere Trump contro Kamala Harris</a>, mostrando quanto ancora il potere maschile nell’ascesa alle carriere forti sia difficile da abbattere, questo trend legato all’ iGaming apre uno spiraglio di speranza, evidenziando l’importanza di un approccio inclusivo e diversificato, promuovendo una cultura di rispetto e uguaglianza.</p>



<h3><strong>Leadership Femminile nell’iGaming</strong></h3>



<p>Oggi, le donne non solo lavorano nei casinò, ma in molti casi hanno raggiunto posizioni di leadership. Questo rappresenta un cambiamento notevole rispetto al passato, quando le posizioni dirigenziali erano riservate quasi esclusivamente agli uomini. Ad esempio, lo scorso settembre 2024, il <a href="https://www.gioconews.it/news/esteri/uk-bgc-grainne-hurst-e-il-nuovo-amministratore-delegato.aspx">Betting and Gaming Council (BGC) ha assegnato alla talentuosa Grainne Hurst il prestigioso ruolo di CEO</a>. La leadership femminile nel settore iGaming porta benefici tangibili, come la creazione di ambienti di lavoro più inclusivi e l’introduzione di idee innovative. La diversità nei team dirigenziali è ormai riconosciuta come un vantaggio competitivo per le aziende, e le donne leader stanno contribuendo a rendere l’industria del gioco più equa e rappresentativa.</p>
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		<title>Pellizzari e Momo parlano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 14:45:33 +0000</pubDate>
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<p>Sguardo basso, passo deciso, rallenta leggermente per salutare con un cenno della mano e un timido sorriso, per poi riprendere la marcia. Si accomoda silenziosamente su di una sedia, dietro ad un tavolo. Questo è lui: <b>Andrea Pellizzari</b>, noto ai più per aver impersonato l&#8217;equivoco Mr. Brown, professore intenzionato ad insegnare l&#8217;inglese agli italiani nel programma televisivo <i>Le Iene</i>.</p>
<p>“<b>Camaleonti mediatici</b>”, questo è il titolo dell&#8217;intervento del conduttore, presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova. Tema inteso come <b>concetto di movimento attraverso i media</b>. Un&#8217;analisi dei <b>cambiamenti della comunicazione radiofonica e televisiva</b> nel tempo, <b>tramite il percorso professionale</b> di questo interessante ospite. Il tutto moderato da <strong>Marco Momo Bernar</strong>: dj e fonico, si occupa di musica dalla metà degli anni &#8217;90, a trecentosessanta gradi. Scrive, interviene in programmi radiofonici, webzine e riviste specializzate. Volto noto nel padovano e limitrofi per i suoi dj-set in importanti locali e manifestazioni.</p>
<p>La carriera di Andrea Pellizzari <b>iniziò come dj radiofonico</b>,<b> </b>nel 1982, presso una radio locale di Udine: Radio Canale 49. Scoprì la passione per la radio molto giovane, a nove anni, ascoltando quelli che erano i primi programmi radio di musica a richiesta. Come lui stesso testimonia : «&#8230;io alla sera non guardavo la televisione, ascoltavo la radio. Andavo a letto alle otto e mezza, nove, dopo cena, per ascoltare i programmi della sera&#8230;». Il suo interesse per questo mezzo di comunicazione era talmente smisurato che, all&#8217;età di quindici anni, decise di cercare dove effettivamente “si faceva” la radio.</p>
<p>Fu l&#8217;inizio del suo percorso.<b></b></p>
<p><b>Andrea Pellizzari</b>: «Al tempo le radio erano strutture molto piccole, una sorta di piccole aziende artigianali il cui proprietario gestiva quasi tutto. Da queste piccole aziende io <b>ho vissuto il passaggio da radio artigianale a</b> quelle che sono, invece, le aziende di adesso: le <b>radio Nazionali</b>, che ormai hanno perso l&#8217;identità di quella che era la radio privata. Sono diventate delle vere e proprie strutture aziendali acquisite da grossi gruppi come L&#8217;Espresso, Mondadori,&#8230; <b>Quando sono subentrati i grossi gruppi</b> è cambiato un po&#8217; tutto il mondo della radiofonia, <b>è stata persa</b> la parte principale, l&#8217;elemento vitale della radio: <b>la spontaneità</b>. Una volta era il dj o il tecnico che sceglieva la musica da mettere in onda. Da quando sono intervenute le grandi aziende, si è frapposto il <b>marketing</b>, introducendo meccanismi che hanno cambiato completamente il modo di fare radio: <b>è cambiato il linguaggio</b>, è cambiata la tipologia del prodotto che viene messo in onda. Oggi si parla di <b>Radio di Flusso</b>, ossia radio <b>composte da programmi tutti uguali</b>: le canzoni che ruotano sono grandi successi e sono predisposte tramite una playlist programmata da un computer. Secondo precisi parametri, il computer decide che canzone deve andare in onda e in che orario. Precedentemente vengono eseguite delle <b>ricerche di mercato</b>,<b> per cercare di accontentare il pubblico dando un prodotto</b> che, ovviamente, è <b>sempre meno personalizzato</b>. È molto professionale, ma ben lontano da quella che era la passione che ha generato le radio private. Dagli anni Duemila, gli <b>Editori Puri</b> rimasti in Italia sono solo tre, e con editori puri intendo coloro che hanno in mano e sono proprietari della loro radio. Parlo di RDS, RTL e Radio Italia».<b></b></p>
<p>Momo: <i><strong>«Con una maggiore standardizzazione della musica, la singolare intenzione dello speaker o dj diventa più importante. A parte il ruolo di intrattenitore che affronta specifici argomenti selezionati in base alla fascia oraria.»</strong><br />
</i><b>A.P.</b>: «Il prodotto radiofonico attuale è un prodotto marketing di flusso, quindi un prodotto che se fosse condotto da me, da te o da qualcun altro, non avrebbe molta differenza, in quanto la durata della conduzione all&#8217;interno di quello che è il flusso di musica e notizie è molto breve. In questo contesto la personalità del dj più forte è, meglio è, ma sono pochi i dj che riescono veramente a caratterizzarsi. La cosa importante della radio odierna è il mantenimento di un equilibrio tra ciò che è la parte parlata e la musica, creando una standardizzazione anche da parte dell&#8217;ascoltatore. C&#8217;è da dire, però, che stanno cambiando le cose: ad oggi il mezzo radiofonico, rispetto anche solo a cinque anni fa, è limitato ad un momento in cui si sta facendo una cosa ben precisa, come, per esempio, guidare la propria autovettura. Viene utilizzato all&#8217;interno di un periodo ben determinato. Di per sé non sta cambiando la radio, sta cambiando il modo di usufruire di un mezzo vecchissimo, che non ha saputo ancora trovare una strada nuova per rendere disponibili i contenuti. Il prodotto radiofonico sta perdendo terreno perché sembra non avere un appeal nei confronti di un pubblico molto giovane, che vive con il web. La radio, ancora, non è riuscita ad entrare nel mondo web con un certo tipo di linguaggio per riuscire a catturare l&#8217;attenzione dei giovani. Rispetto ai nostri tempi, che scoprivamo le canzoni attraverso la radio, i ragazzi d&#8217;oggi conoscono la musica tramite i social network. Avendo a disposizione tutta la musica del mondo, perché andare ad ascoltare la radio, che mi propone la peggiore musica che c&#8217;è sul mercato?»</p>
<p>M.: <i><strong>«Questo ruolo di voce fuori campo dello speaker, la voce della radio che accompagna nella quotidianità, è una caratteristica che hai tentato di portare nella carriera teatrale, dove hai quasi sempre recitato come voce narrante. C&#8217;è qualche legame con l&#8217;amore per la radio?»</strong><br />
</i><b>A.P.: </b>«La cosa bella di tutti i mezzi di comunicazione che ho utilizzato nella mia vita è quando ho la possibilità di raccontare delle storie e suscitare emozioni. È una trasmissione di sensazioni che viaggiano attraverso quello che potrebbe essere un palco, uno schermo, un microfono. Quello che si sta perdendo è proprio questo, nella radio di oggi: emozionare l&#8217;ascoltatore. Nella radio come in molte trasmissioni televisive, in quanto anche la televisione è diventata molto piatta. Per esempio, quando è stata trasmessa la prima edizione del Grande Fratello, è stato proposto un prodotto nuovo, con delle dinamiche mai viste, al tempo, per cui si è dimostrato un programma interessante e divertente. Poi tutto è cambiato: si è entrati nell&#8217;abitudine, è subentrata la standardizzazione che è ciò che succede abitualmente con tutti i media. Il mondo della radio, quindi, ha subito una trasformazione che si è rivelata un&#8217;involuzione, avrebbe dovuto trasformarsi in qualcosa di molto importante dal punto di vista dei contenuti e della qualità. È aumentata la professionalità, ma il contenuto è venuto a mancare. Stanno cambiando anche i programmi televisivi perché il pubblico non segue più la televisione con la stessa attenzione con cui la seguiva prima.</p>
<p>Le prime candid camera che ho girato in assoluto, interpretando Mr. Brown, risalgono al 2002. Durante la prima registrazione in assoluto tremavo come una foglia perché non sapevo cosa mi sarebbe potuto succedere. Prima di fare queste candid camera ero l&#8217;uomo più timido del mondo. Solo il pensiero di lasciare parcheggiata la macchina in doppia fila, dando di conseguenza fastidio a qualcuno, mi faceva stare male. Dopo cinque anni di candid camera, sono diventato una bestia, per cui posso testimoniare che la televisione cambia le persone.»<b></b></p>
<p>M.:<strong><i>«In tutti questi cambiamenti, tu sei nato dalla radio, che è il metodo di comunicazione più diffuso e più vecchio, dopo la stampa, ma sei approdato alla televisione tramite la parabola».<br />
</i></strong><b>A.P.</b>: «Sono un po&#8217; testimone e ho fatto parte di molte nascite. Quando è arrivato per la prima volta il satellite in Italia, nessuno lo sa, ma il primo programma in diretta del satellite l&#8217;ho fatto io con Fabio Volo: il programma si chiamava <i>Svegliati.</i> Da palinsesto doveva andare in onda alle sette del mattino, a livello pratico andava in onda alle nove. Perché? Alle sette in redazione non c&#8217;era nessuno, alle otto arrivavano i tecnici, caffè, accendi la parabola, insomma, si iniziava alle nove. In realtà io iniziavo alle nove, Fabio Volo alle nove e dieci, perché arrivava sempre in ritardo, ogni giorno con una scusa diversa. Era una sorta di reality perché avevamo una camera fissa sulla cucina, in cui facevamo colazione e le nostre cose. Questo era il programma. Tale conduzione ci ha portato grande fortuna, perché era il primo programma in diretta del satellite e ci guardava Fiorello. Fiorello si divertiva a tal punto che fece i nostri nomi al direttore di allora di Italia Uno (Giorgio Gori, ndr). <i>Le Iene</i> erano già andate in onda il primo anno, era il 1997, ma il programma non aveva avuto grande successo, era stato inizialmente concepito come programma pomeridiano. Giorgio Gori, credendo fermamente in tale concept, decise di apportare alcune modifiche. Al tempo, quando un direttore credeva in un progetto, lo portava avanti fin quando riusciva a farlo funzionare. Diversamente da adesso che, se dopo la messa in onda il programma non funziona, viene eliminato, senza alcun ulteriore tentativo. La modifica decisa da Gori, per cercare di far funzionare questo programma satirico, fu la modifica nella conduzione, e i nomi scelti per tale new edition furono i nostri: Fabio Volo e Andrea Pellizzari. Al tempo io e Fabio conducevamo un programma in diretta da Rimini, e l&#8217;unico modo per comunicare con noi, a differenza di adesso che ci sono le email, gli sms, twitter, facebook, erano il fax o la segreteria telefonica. Mediaset, dunque, ha tentato di mettersi in contatto con noi lasciando giornalmente, per una settimana, messaggi nella segreteria telefonica del programma. Da Rimini io e Fabio Volo ci siamo diretti a Milano per sostenere il famoso provino. Quella è stata la prima volta in cui abbiamo varcato la soglia degli studi di Mediaset. Di li ad un mese abbiamo iniziato la conduzione de <i>Le Iene</i>.»</p>
<p>M.: <strong><i>«Tutto questo, dunque, è arrivato in televisione, la televisione in cui tu hai contribuito e collaborato anche con persone piuttosto distanti dal tuo tipico modo di condurre.»<br />
</i></strong><b>A.P.</b>: «La televisione funziona così: ti dicono che farai una “figata”, ti dicono che hanno pensato esclusivamente a te, perché proprio tu sei la persona giusta per fare questo programma e questo programma sarà fantastico. Tu ci credi, vai alle prime riunioni e ti raccontano delle cose bellissime. Piano, piano scopri che le cose non sono proprio così, l&#8217;intero piano cambia. Gran parte dei progetti che vedete realizzati in televisione, non sono com&#8217;erano inizialmente sulla carta. Ciò perché quando vengono confermati, passano sotto l&#8217;osservazione di talmente tante teste e punti di vista, che il tutto viene stravolto. C&#8217;è da sottolineare che molti ragionano tramite una sorta di censura preventiva, sostenendo che alcune cose non vanno fatte perché “non vanno bene”. In Italia prevale proprio questo concetto, applicato ai programmi televisivi, alla pubblicità, alla radiofonia, quasi una mancanza di coraggio nel voler osare, nel proporre cose nuove. La paura è: “se poi non funziona?”. Ci sono, ovviamente, alcuni aspetti che è giusto discutere ed aggiustare, come è successo per la prima versione de <i>Le Iene</i>, ma poi, tramite quel programma, abbiamo modificato quella che è stata la storia della televisione, a livello di linguaggio. Avevamo moltissima libertà e questo era un aspetto che prima di allora non c&#8217;era. Introducendo, quindi, qualcosa di nuovo, nessuno poteva dire se andava bene o non avrebbe funzionato, perché prima di allora nessuno l&#8217;aveva fatto. Ad oggi nessuno può avere tale libertà, perché è stato proposto quasi tutto e si può prevedere una reazione da parte del pubblico. Più in dettaglio, quello che è veramente cambiato è il modo di affrontare tutti i progetti. I progetti non vengono più pensati grazie alla passione che c&#8217;era inizialmente, l&#8217;approccio non ha più l&#8217;entusiasmo che si viveva un tempo, ora vi è sempre un “freno a mano tirato”. All&#8217;interno di queste aziende di comunicazione non si può più fare, proporre, modificare perché secondo noi è giusto così. Ad oggi è tutto un calcolo dall&#8217;alto. Al vertice c&#8217;è qualcuno che decide se quella proposta è giusta o sbagliata. In realtà chi decide se è giusto o sbagliato siete voi, col telecomando. A priori, quindi, il problema dei progetti che nascono ora in Italia è che non c&#8217;è un riferimento più alto, rispetto al nostro, sul modo di fare televisione. Si tenta di guardare agli Stati Uniti, ma sono talmente lontani nel modo di vedere le cose ed hanno un modo talmente diverso di fare televisione, rispetto a noi, che è difficile fare un confronto. Se paragoniamo una fiction italiana ad una fiction americana, è palese che vi sia un abisso, qualitativamente, dal punto di vista produttivo, dal punto di vista delle idee e per il tipo di meccanismo. Ciò accade perché in Italia abbiamo la tendenza ad abbassarci, ad appiattirci, proprio come sta succedendo con la radio. Gli unici picchi di genialità, che risultano poi essere i programmi storici e di maggior successo, si riferiscono a coloro che hanno avuto la forza, il coraggio e la possibilità di contrapporsi all&#8217;attuale mentalità. Hanno avuto il coraggio di fare la loro battaglia. La mancanza di volontà nel lottare è ciò che secondo me manca in tutte le odierne strutture. C&#8217;è sempre meno la possibilità di lottare perché ci mettono nella condizione di non poterlo fare, siamo tutti ricattabili perché l&#8217;idea è che il posto di lavoro è importante, se lo si perde non si va da nessuna parte, non ci sono alternative. Questo ricatto morale ed economico ci impedisce di avere la forza di cambiare le cose. A scapito di tutto ciò, però, la forza che vedo mancare nella televisione e nella radiofonia, la vedo in Internet. Sul web c&#8217;è molta vivacità, il problema, però, è grande, perché ad oggi, in questo immenso mare, ognuno può mettere ciò che vuole: contenuti di alto livello, contenuti di bassissimo livello, contenuti finti,&#8230; pertanto viene difficile selezionare i prodotti. Io ad oggi non ho ancora la capacità, nonostante i vari motori di ricerca, di trovare qualcosa che mi piace, se non dopo una lunga ed estenuante ricerca tra molti contenuti di bassissimo livello.</p>
<p>Viviamo in un&#8217;anomalia, e l&#8217;anomalia italiana è legata ad una televisione che dovrebbe essere per i cittadini, ma in realtà non accontenta i cittadini, accontenta la politica, perché quello è il vertice che manovra. Si tratta di un mezzo che viene utilizzato ad uso e consumo della politica per quella che è la gestione del proprio business. Il pubblico, però, si sta staccando dalla televisione. Io stesso accendo la televisione solo per guardare qualche film, o cercare programmi che mi interessa guardare per la mia professione. Ma è diventato un momento che preferisco, quasi, non vivere. Io vivo con Internet, perché mi nutro di ciò che arriva dalla rete ed è diventato anche quello che è il nuovo mercato. Un problema, a cui si sta tentando di ovviare, è che ancora non tutti hanno la possibilità di accedere alla rete con facilità. Ciò che manca è una rete che permetta a tutti una connessione veloce, per usufruire dei contenuti&#8230;»<b></b></p>
<p>M.: <strong><i>«&#8230;e una vera alfabetizzazione nell&#8217;uso per smettere con la passività e prendere il coraggio.»</i></strong><b></b></p>
<p><b>&nbsp;</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Giovanna Giacomin</i></b></p>
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		<title>Amore &#8211; Il più completo dei sentimenti</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/letteratura/il-piu-completo-dei-sentimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 10:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Allende si riassume in una sola parola, Amore!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/Amore02.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><b></b><br />
<i>Mille sfaccettature solo per l’Amore, come un caleidoscopio di emozioni. La firma della Allende promette bene.</i></p>
<p>Trent’ anni di carriera letteraria e una galleria di personaggi vibranti e intensi, riscoperti all’insegna del tema universale per eccellenza: <b>l’amore</b>.&nbsp;Isabel Allende, autrice di pietre miliari della letteratura moderna (“La casa degli spiriti” o “Eva Luna”, ecc…) per il suo nuovo capolavoro si è impegnata nella raccolta dei brani più appassionati ed emozionanti delle sue opere già scritte. Una sorta di <b>diario della sua stessa intimità</b>, raccontata attraverso azioni, parole e pensieri delle sue eroine che, ognuna in modo diverso, godono, soffrono, vivono l’amore nelle sue varie fasi e manifestazioni.</p>
<p>Per stessa ammissione dell’autrice, le vicissitudini da lei narrate sono parte della sua stessa <b>esperienza</b>, ma in esse vi è anche tanta <b>ricerca e fantasia</b>. L’autrice dunque utilizza la vita dei suoi protagonisti per rileggere la propria, paragonando il suo vissuto sentimentale al personaggio che, in ogni singolo libro, meglio si adatta a incarnare l’autobiografico stato d’animo. Vediamo dunque Blanca alle prese con il <b>primo amore</b> per il proibito Pedro (La casa degli spiriti), la fremente <b>gelosia</b> di Aurora nei confronti del marito Diego (Ritratto in seppia), l’<b>amore duraturo</b> di Irene e Fransisco che permea corpo e anima (D’amore e d’ombra).</p>
<p>Il libro si struttura in brevi prologhi tematici, in cui l’Allende <b>ci confida le sue esperienze reali,</b> da cui hanno preso le mosse le svariate trame romanzesche, e ci regala così una pregevole inquadratura a campo lunghissimo sul tema che forse più ha coinvolto, travolto e sconvolto l’umanità intera dal primo giorno della sua esistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Amore</i></b><br />
di <b>Isabel Allende</b><br />
edito da Feltrinelli<br />
12,00 euro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <b><i>Costanza Ricciardo</i></b>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Eleganza e powerful. Ecco Joe Bastianich</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 20:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[agricola]]></category>
		<category><![CDATA[americano]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Imprenditore del mangiar bene, giudice di MasterChef e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Eleganza-e-powerful_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lui è l&#8217;imprenditore del mangiare bene. Il carisma e la sensualità, la passionalità e la riservatezza, il carattere e la determinazione. L&#8217;ironia e la sfacciataggine, ma condita con una buona dose di gentilezza. Un mix esplosivo di Italia e America (“Quando da bambino tornavo in Friuli”, ama ricordare, “sentivo un collegamento col territorio, con le persone e con la sensibilità Italiana”). L&#8217;eleganza tout cour. Powerful all&#8217;ennesima potenza. Lui è Joe Bastianich. Lo abbiamo conosciuto come giudice del talent show “MasterChef” (edizione italiana e Usa), ma lui è molto molto di più. Venticinque ristoranti tra i migliori al mondo, tre aziende vinicole nel Belpaese, una in Argentina. È stato coautore con David Lynch del libro Vino Italiano and Vino Italiano Buying Guide. Nel 2005 è stato riconosciuto come &#8220;Outstanding Wine and Spirits Professional&#8221; dalla James Beard Foundation e dalla rivista Bon Appétit. Nel 2008 è stato insignito con l&#8217;amico Batali del premio “Outstanding Restaurateur Award” dalla James Beard Foundation. Nel 2012 ha pubblicato la sua autobiografia, “Restaurant Man”, in cui si mette a nudo, raccontando gioie e dolori della sua professione.</p>
<p><strong>Imprenditore del mangiar bene. Si ritrova in questa definizione?<br />
</strong>Beh, non sono uno chef, non sono un cameriere, gestisco ristoranti, produco vino, scrivo libri e faccio MasterChef&#8230;</p>
<p><strong>Ci vuole parlare della sua azienda?<br />
</strong>La mia azienda agricola in Friuli si chiama Joe Bastianich; poi ci sono La Morra a Magliano, in Maremma Toscana, e la Brandini ad Alba in Piemonte.</p>
<p><strong>Lei vive negli Stati Uniti. Come mai aziende in Italia?<br />
</strong>Io sono figlio di immigrati italiani. Durante la seconda Guerra mondiale loro hanno lasciato indietro tutto, hanno abbandonato tutto: vigneti, ristoranti&#8230; i tempi erano così difficili. Io mi sento sempre molto legato alle mie origini italiane, che sto cercando di recuperare sin dai primi anni Novanta. Ecco perché ho scelto di aprire aziende qui in Italia.</p>
<p><strong>Quando è lontano dal nostro Paese ne sente la nostalgia?<br />
</strong>Io ho la più bella vita del mondo: abito quattro mesi in Italia, quattro mesi a New York, quattro a Los Angeles, poi faccio giri in Asia (<em>sorride,</em>&nbsp;<em>ndr</em>). Meglio di me, dunque&#8230; Detto questo, è proprio vero: quando sono a New York mi manca l&#8217;Italia e quando sono qui mi manca New York. È un classico.</p>
<p><strong>Ma lei si sente&#8230;<br />
</strong>100% americano.</p>
<p><strong>Ma cosa ha dentro di sé di italiano?<br />
</strong>Sicuramente la cultura del cibo e del vino fanno parte del mio vivere. L&#8217;artigianalità italiana la sento molto dentro di me. L&#8217;unica fregatura dell&#8217;Italia sono gli italiani, perché sono complessi.</p>
<p><strong>Ai suoi figli ha fatto conoscere l&#8217;Italia?<br />
</strong>Certo. Li porto qui ogni anno in vacanza.</p>
<p><strong>Crede che seguiranno le sue orme?<br />
</strong>(<em>sorride</em>) Il mio sogno sarebbe che diventassero uno viticoltore, uno ristoratore e un altro architetto&#8230;</p>
<p><strong>Lei è una persona molto determinata, ostinata, che sa il fatto suo. Si rispecchia nella definizione “il temibile/terribile Bastianich”?<br />
</strong>Non so. So che gestisco le cose in una maniera molto diretta, poco italiana, poco politica. Sono sicuramente vero, reale e per questo dico le cose in modo diretto; vado dritto. Per molti le cose che dico sono cattive, ma alla fine è solo la verità. E si sa, la verità fa male&#8230;</p>
<p><strong>A MasterChef quanto è terribile davvero e quanto recita?<br />
</strong>Io sono vero sempre. Se no sarei un attore del cinema a Hollywood, sarei Brad Pitt e sarei sposato con Angelina Jolie. Invece non sono un attore, sono il giudice di un reality format che si chiama MasterChef. Tutto ciò che si vede è vero al 100%.</p>
<p><strong>Lei è sempre elegante, non ha mai nulla fuori posto. È preciso, curato. Quasi perfetto&#8230;<br />
</strong>Mia mamma mi ha evidentemente insegnato bene (<em>ride</em>). Seguo quello che lei mi ha trasmesso: mi ha insegnato a ballare, a vestirmi bene e ad avere rispetto per gli altri. Con queste tre cose si va avanti&#8230;</p>
<p><strong>Lei si piace, vero? Se si guarda allo specchio, intendo&#8230;<br />
</strong>Si si, certo (<em>ride</em>). Lo dico seriamente, ma anche con una certa ironia, che poi l&#8217;ironia è la cosa più bella, fondamentale nella vita. Senza ironia saremmo sfiniti, finiti, sfottuti, perduti&#8230; Visto quanti termini? Ecco cosa ti puoi aspettare da MasterChef. Più vocabolario di Joe Bastainich (<em>sorride</em>): ogni anno aggiungo venti parole.</p>
<p><strong>Lei è un personaggio molto powerful, o sbaglio?<br />
</strong>Sì. Powerful: molto potente. Sì, mi sento così. Nel senso che se tu non ti senti una potenza personale nessuno ti vedrà mai così, ti prenderà sul serio. L&#8217;emozione deve venire da dentro, deve iniziare da se stessi. Io mi sento potente, competente, bravo. Voglio trasmettere tutto questo in tutte le cose che faccio: produco vino, gestisco un ristorante, faccio Master Chef. Senza quel sentimento&#8230;sarebbe tutto difficile, se non impossibile.</p>
<p><strong>Parliamo un po&#8217; di cucina: quale ingrediente non deve mai mancare in un piatto perché sia eccellente?<br />
</strong>Il sale. E l&#8217;amore.</p>
<p><strong>L&#8217;amore&#8230;ma per chi lo riceve o di chi fa il piatto?<br />
</strong>Tutti e due&#8230;deve essere un po&#8217; come fare l&#8217;amore&#8230;un mix così&#8230;</p>
<p><strong>Qual è il piatto che ritiene si sposi perfettamente con il suo vino?<br />
</strong>Il mio vino principale è il Vespa Bianco Friulano. Io vado sempre sui primi: gli agnolotti, i tortellini, insomma le paste italiane, molto fresche, molto ricche.</p>
<p><strong>Ultima domanda: conta di più aver studiato o aver talento?<br />
</strong>La cosa più importante nella vita è quando la preparazione incontra l&#8217;opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Silvia Tironi</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/eleganza-e-powerful-ecco-joe-bastianich/">Eleganza e powerful. Ecco Joe Bastianich</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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