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	<title>cappelli &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>cappelli &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Il cappello: protagonista esclusivo delle collezioni SS21</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 12:11:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Di ogni forma e misura, i cappelli si riconfermano l’accessorio <strong>must-have</strong> di questa stagione.</p>



<p><strong>Tendenza cappelli SS21</strong></p>



<p>L’estate è alle porte e, insieme a lei, anche la voglia di liberarsi di cappotti, sciarpe e maglioni che ci hanno fedelmente accompagnati durante l’inverno. Il tempo scorre e, ormai, manca veramente poco al cambio armadio. È arrivato il momento quindi, per chiunque sia appassionato di moda, di fare i conti con i nuovi trend proposti dalle collezioni <strong>Spring/Summer 2021</strong>. Parlando di accessori, possiamo constatare che il <strong>cappello</strong> è un capo diventato ormai un articolo essenziale in tutte le collezioni. Cappelli a tesa larga, da pescatore, a bombetta, di ogni misura e dimensione, compaiono sulle passerelle dando quel tocco in più ad ogni outfit.&nbsp;</p>



<p><strong>Il bucket hat: il re dei cappelli&nbsp;</strong></p>



<p>Tra le maggiori tendenze per questa SS21, si conferma nuovamente una presenza costante, per il secondo anno di fila, il <strong>bucket hat</strong>, o cappello da pescatore. Questo stile è stato ripescato direttamente dagli anni ’90, durante i quali questo accessorio si è affiancato alla nascita dello streetwear. Il suo ritorno improvviso è stato possibile grazie a brand come <strong>Prada e Dior</strong>, che l’hanno rilanciato dando il via a una vera e propria moda. La forma e i materiali sono rimasti gli stessi, a volte viene proposto con pattern particolari o semplicemente con il logo del brand. Questo è il caso, per esempio, di <strong>Jacquemus</strong>. Il designer francese propone questo capo iconico in cotone, con uno stile essenziale e leggero caratterizzato solamente dal nome del brand sulla parte frontale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-1.jpg" alt="" class="wp-image-75451" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Dior e il basco con veletta</strong></p>



<p>A grande sorpresa, a differenza di altri trend già molto presenti nel panorama moda, troviamo anche un come-back dei <strong>cappelli con la veletta</strong>. Anche in questo caso è un brand di fama internazionale a farlo tornare in auge. Maria Grazia Chiuri infatti, ha presentato questa tipologia di copricapo come accessorio per la Spring Summer 2021 di <strong>Dior</strong>. Parliamo di un classico e tradizionale basco nero a la parisienne, a cui è stata applicata sulla superficie una veletta nera. Il risultato è una perfetta unione tra <strong>eleganza e mistero</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-2.jpg" alt="" class="wp-image-75452" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Baseball cap: accessorio versatile e contemporaneo</strong></p>



<p>Ultimo, ma non certo per importanza, è il <strong>baseball cap</strong>. Questo, tra tutti, potrebbe essere considerato l’articolo più commerciale ma, ciò che stupisce, non è in sé la tipologia di copricapo quanto il suo utilizzo. A differenza di quello che rappresenterebbe il suo scopo originale, ovvero quello di essere un articolo puramente sportivo, ora possiamo notare la sua presenza anche nelle passerelle. Il suo trasferimento nel mondo-moda ne ha cambiato anche il modo di indossarlo, rendendolo un accessorio molto versatile. Perfetto con i jeans o una tuta per un look confortevole, ma anche con un tailleur o un abitino così da sdrammatizzare anche gli outfit più seri.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-3.jpg" alt="" class="wp-image-75455" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/cappelli-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>L’esempio perfetto in questo caso lo troviamo nella collezione SS 21 di <strong>Céline</strong>, dove il baseball cap è una presenza costante, caratterizzato da colori basici. Lo stesso vale per il brand italiano <strong>The Attico</strong>, che ne propone una versione monocolore fucsia in semplice cotone, con il logo del brand di colore rosso sulla parte frontale. Proposto in diversi stili e colori e abbinato a capi diversi, il baseball cap si dimostra in tutta la sua <strong>semplicità e versatilità</strong>.</p>



<p>E voi? Quale preferite tra le tendenze di cappelli 2021? Fateci sapere il vostro parere nei commenti.</p>



<p><strong>Brand citati</strong></p>



<p><strong>Bucket hat: Dior, Prada, Jacquemus</strong></p>



<p><strong>Basco con veletta: Dior</strong></p>



<p><strong>Baseball cap: Céline, The Attico</strong></p>



<p><strong><em>di Carlotta Gasparato</em></strong></p>
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		<title>Federica Moretti Handmade torna in “ testa “</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2013 17:35:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_moretti2-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_moretti2-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_moretti2-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_moretti2-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_moretti2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dimmi che donna sei e la Moretti ti dirà quale cappello indossare.</p>
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<p>La giovane Designer non si risparmia in termini di creatività : il suo intento è quello di dare <b>un’identità a tutte le donne</b>, dalle più eleganti e chic alle più amazing e spiritose.&nbsp;La nuova collezione <b>Fall Winter 13/14</b> soddisfa tutti i gusti : le teste si ricoprono di <b>pellicce colorate</b>, <b>lana cotta e feltro</b>, soffici <b>pon pon</b>, linee classiche e decise ,che rievocano un elegante Angelina Jolie degli anni 20 nel film Changeling,&nbsp; e&nbsp; autentici “savoir faire” francesi.</p>
<p>Le stampe richiamano i giardini delle romantiche sognatrici : grandi <b>rose rosse</b> su fondo bianco.&nbsp;Anche l’intramontabile trama <b>pied de poul</b> fa capolino e stavolta viene accostata anche alla <b>proposta flat</b> della Moretti, che sceglie degli abbinamenti da capo a piedi per le fashion victim più esigenti.</p>
<p>La scelta di applicare delle <b>simpatiche orecchie</b> dona a questi cappelli una certo profilo e il successo che ne deriva porta la Moretti a inserirle anche nella collezione <b>Spring Summer 14.&nbsp;</b>Questa stagione permette di giocare un po’ di più sulla scelta dei materiali : <b>paglia, cotone, camoscio</b>.</p>
<p>A far da protagonisti sono sempre i dettagli : <b>nastri colorati, dolci fiocchi, orecchie spiritose e visiere doppie.&nbsp;</b><b>Stampe animalier</b> e alternanza di <b>nuances pastello</b> donano un tocco di equlibrio che denota una mirata scelta stilistica.</p>
<p><i>“Il mio gusto rimane sempre molto femminile, poi c’è sempre una parte infantile…anche la scelta dei colori non è a caso, non lascio mai molta scelta, in genere uso solo 3 colori e i neutri”</i> afferma felice la giovane Designer.</p>
<p>E voi? Che identità avete? Ditelo con un <b>Cappello</b>….meglio se della collezione di <b>Federica Moretti Handmade</b>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Vania Coniglio</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cannavacciuolo, l’erede di Gordon Ramsay</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/cannavacciuolo-lerede-di-gordon-ramsay/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 21:51:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>È&nbsp;italiano, più precisamente napoletano di Vico Equense, sposato e padre di due bambini; è lo <strong>Chef pluristellato di <em>Villa Crespi</em></strong> e in primavera lo vedremo su <strong><em>Fox Internationals Channels Italy</em></strong>, sul <em>canale 144</em> di <em>Sky</em>, a condurre <strong><em>Cucine da Incubo</em></strong>, proprio come <strong>Gordon Ramsay</strong> in <strong><em>Kitchen Nightmares</em></strong>. Anche se è il suo ‘<em>erede’</em>, in Italia, Antonio, meglio conosciuto come Antonino, non è certo glaciale come il collega scozzese, ma in tutto e per tutto partenopeo. Quindi, solare, carismatico, dalla ‘stazza’ possente e, a prima vista, un pizzico burbero. <em>“Qb”</em> potremmo dire, se burbero fosse l’ingrediente di una ricetta, con un&#8217;evidente sensibilità per il buon gusto.</p>
<p>Impossibile non entrare nella trappola dei doppi sensi, ma stiamo parlando di uno dei nomi dell’alta gastronomia italiana, di un uomo che giovanissimo, a soli 38 anni, è gestore insieme all’incantevole moglie Cinzia, di <strong><em>Villa Crespi</em></strong>, <em>Relais Chateau</em> tra più belli d’Europa, una residenza di fine ‘800 sulle sponde del Lago D’Orta.</p>
<p>E ora Antonio Cannavacciuolo, <em>dalle ‘stelle’ passerà alle ‘stalle’</em>, in cucine di ristoranti sull’orlo del precipizio che hanno bisogno non solo dei consigli esperti di uno chef come lui, ma di una bonifica generale; lo si vedrà infatti all’opera nel tentativo di risollevare le sorti dei ristoranti italiani in difficoltà. Nel frattempo e nonostante i suoi mille impegni, noi di <strong><em>Gilt Magazine</em></strong> siamo riusciti a intervistarlo, complice la moglie Cinzia&#8230;</p>
<p>E vi garantiamo che l&#8217;intervista è avvenuta davvero in via del tutto speciale!</p>
<p><strong>Antonino Cannavacciuolo, veniamo subito al dunque: qual è il suo piatto preferito? E perché?</strong><br />
Pasta e fagioli, innanzitutto perché ho mille ricordi di mia nonna in cucina che con i suoi cocci sul fuoco già di prima mattina cucinava questo piatto, e poi perché mi piace veramente tanto.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha portata al nord&#8230;sul Lago D&#8217;Orta?</strong><br />
Sono approdato al lago per amore (di Cinzia, <em>ndr</em>) e per dar vita a una grande scommessa. Prendere in gestione, da solo, con una buona dose di incoscienza, una struttura come Villa Crespi, senza essere famoso, per esprimere la mia cucina. Oggi posso dire di averla vinta quella scommessa!</p>
<p><strong>Dove ha imparato a cucinare?<br />
</strong>Ho avuto la fortuna di iniziare molto presto. Mio padre insegnava alla scuola alberghiera di Napoli. Già a 14 anni, dopo la terza media, sono riuscito a entrare in alberghi a 5 stelle come il Vesuvio a Sorrento, La Sonrisa, il Quisisana di Capri.</p>
<p><strong>Quando ha capito che sarebbe diventato il suo mestiere?<br />
</strong>La passione per la cucina è cresciuta con me fin dalla mia infanzia, da quando ammiravo le creazioni di mio padre e le tavole imbandite della tradizione campana. Da qui un percorso continuo, esperienze professionali, crescita interiore e sviluppo del gusto per la realizzazione di una cucina che riesca a parlare di me e che permetta di esprimermi.</p>
<p><strong>Alcuni criticano la cucina troppo elaborata, abbinamenti sofisticati dove i gusti a volte si confondono, e riescono ad apprezzarla solo alcuni&#8230;<br />
</strong>Per me non esistono un pensiero o una ricerca precisa, realizzare una nuova ricetta o un nuovo piatto significa permettere alle mie idee di fuoriuscire e prendere forma …</p>
<p><strong>Mozzarella di bufala e pasta di Gragnano, per Cannavacciuolo oltre a essere due ingredienti che identificano alcune delle sue ricette, cosa sono?</strong><br />
Il ricordo dei sapori e dei colori della tradizione campana, della mia infanzia.</p>
<p><strong>La cucina stellata deve rispettare molte regole per essere considerata tale, senza entrare troppo nel tecnico. Dei 5 sensi quale è il più importante per lei?</strong><br />
Penso che il visivo sia il primo e quindi il biglietto da visita.</p>
<p><strong>Stelle, Cappelli, Forchette: il suo ristorante li ha tutti. Che effetto fa essere così giovane e avere tutto ciò? E ora andare anche su Fox a condurre un programma.</strong><br />
Naturalmente mi fa piacere perché vuole dire che ho fatto e sto facendo bene il mio lavoro. Ed è uno stimolo a continuare così.<br />
<strong><br />
Quale chef le ha insegnato di più?</strong><br />
Mio padre, certamente. Più che insegnarmi, mi ha riempito di consigli, che ancora oggi uso con i miei ragazzi. Poi Nazzareno Menghini che mi ha fatto conoscere nuovi influssi, più europei, meno napoletani.</p>
<p><strong>Quale chef, oggi, è un innovatore?</strong><br />
Chef innovatore? Massimo Bottura.</p>
<p><strong>&#8216;La gavetta&#8217; abbiamo detto che ha avuto la fortuna di farla in alcuni dei più quotati ristoranti italiani e francesi. Chi vince tra Italia e Francia? C&#8217;é qualche altro Paese che per sapori e pietanze la ispira?</strong><br />
Durante la mia crescita vince la Francia per l’esperienza che mi ha donato nei miei anni di gavetta, mentre mi ispira molto il Giappone. L’Italia è fonte di ispirazione quotidiana per i prodotti, poi la tradizione e il grande patrimonio delle cucine regionali.</p>
<p><strong>La chiave del successo in cucina, in brigata e nella vita? Sembra che lei l&#8217;abbia trovata, o comunque è sulla buona strada&#8230;La svelerebbe a noi di Gilt Magazine?</strong><br />
Determinazione, costanza e passione sono gli elementi che mi hanno portato a raggiungere quanto fin ora ottenuto.</p>
<p><a href="http://www.hotelvillacrespi.it/">www.hotelvillacrespi.it</a><br />
<strong><em></em></strong></p>
<p>(di <strong><em>Marianna</em><em> Morandi</em></strong>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/cannavacciuolo-lerede-di-gordon-ramsay/">Cannavacciuolo, l’erede di Gordon Ramsay</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>DSquared2: dandy upperclass</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 12:20:12 +0000</pubDate>
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<p>Ma anche outfit all denim: jeans e giubbotti di jeans, sovrascritti con decine di spille d&#8217;oro, e ancora, cappotti rossi di lana o di black breitschwanz appoggiati sulle spalle. Immancabili le grandi borse di pelle. Sono gli stilosissimi giovani uomini vestiti dai fratelli Dean e Dan Caten all&#8217;ingresso dei club più esclusivi della Big City.</p>
<p>A tempo di swing e sulle note di Whatever Lola Wants di Les Baxter, gli uomini DSquared2 rappresentano a pieno quel senso di estetica iper-raffinata e cool, seguendo un&#8217;instancabile linea di dandismo che parte dagli anni &#8217;40 con cappelli Fedora di tutte le cromie e fino ai tardi nineties con l&#8217;esplosione dei super stylish rapper afroamericani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Federica Piacenza</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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