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	<title>belle arti di torino &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>I macchiaioli alla Gam di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 08:03:32 +0000</pubDate>
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<p>Debutta alla <b>Gam di Torino</b> il meglio della <b>pittura macchiaiola</b>: dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta. Le premesse, gli albori e la stagione iniziale e più felice del movimento sono i protagonisti della mostra <b>I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità</b>, per la prima volta alla Galleria Arte Moderna e Contemporanea di Torino, fino al 24 marzo 2019.<br />
<b>Firenze, Maggio 1861</b>: un gruppo di giovani artisti si ritrova al <b>Caffè Michelangiolo</b> dando vita a un nuovo concetto di sintesi pittorica, la “<b>macchia</b>”. Coniato dalla stampa in senso dispregiativo in occasione dell’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, il termine macchiaioli piacque tanto ai pittori che decisero di adottarne il soprannome. Un’ardita sperimentazione, tra i momenti più significativi del rinnovamento dei linguaggi figurativi, che porterà a un’arte italiana moderna, e che proprio alla <b>Promotrice delle</b> <b>Belle Arti di Torino</b> deve la sua affermazione.<br />
Proclamata Capitale del Regno d’Italia, la città visse nel <b>Risorgimento</b> una stagione di particolare entusiasmo culturale. Per documentare l’arte allora contemporanea è dovuta la nascita dell’attuale <b>Gam</b>, che rende omaggio ad artisti quali Antonio<b> Fontanesi</b>, i piemontesi della <b>Scuola di Rivara</b> e i liguri della <b>Scuola dei Grigi</b>, in dialogo per l’occasione con circa 80 opere firmate tra gli altri da Silvestro <b>Lega</b>, Giovanni <b>Fattori</b>, Cristiano <b>Banti</b>, Telemaco <b>Signorini</b> e Odoardo <b>Borrani</b>.</p>
<h3>I macchiaioli, un itinerario all’interno della mostra</h3>
<p>Il percorso <b>I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità</b> inizia dal racconto della <b>formazione dei protagonisti</b> con le prime <b>opere accademiche</b> rispettose della tradizione rinascimentale, di gusto romantico o purista. A introdurlo, anche una selezione di lavori scelti tra quelli proposti alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861. Sullo sfondo, la visita all’<b>Esposizione Internazionale di Parigi del 1855</b> e il <b>dialogo tra </b>alcuni<b> artisti di Piemonte, Liguria e Toscana</b> sulle <b>ricerche “sul vero”</b> <b>e sul colore-luce condotte en plein air</b> e sulla sperimentazione della macchia su nuovi soggetti storici e paesaggistici.<br />
Si prosegue con le scelte pittoriche del gruppo dall’Unità d’Italia a Firenze Capitale e agli ambienti in cui ne maturò il linguaggio figurativo, come <b>Castiglioncello</b> e <b>Piagentina</b>. A fine viaggio, pittura e critica si intrecciano in <b>due riviste</b> partecipi della rivoluzione ottocentesca dell’arte italiana<b>,</b> il “Gazzettino delle Arti del Disegno” e “Arte in Italia”. <b>Torino</b> inscena così una narrazione che restituisce non solo l’occasione per ammirare i capolavori dell’<b>arte dei Macchiaioli dalle origini al 1870</b>, ma che permette una più vasta comprensione del movimento, sottolineando il dialogo che ha unito artisti di varie aree d’Italia in una ricerca volta alla modernità pittorica.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Arianna Greco</i></b></p>
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