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	<title>Anna Magnani &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Anna Magnani &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Monica Guerritore, nei panni di Anna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:31:27 +0000</pubDate>
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<p><strong>Il film su Anna “Nannarella” Magnani</strong></p>



<p>Monica Guerritore sta attraversando una fase particolarmente intensa e significativa: negli ultimi anni ha saputo muoversi con misura tra il teatro, la televisione e il cinema, scegliendo ruoli e progetti che riflettono la sua sensibilità, la sua esperienza e la sua urgenza artistica.</p>



<p>Guerritore sfida se stessa, quindi, con “Anna”, opera prima alla regia cinematografica, in cui interpreta e dirige la vita della mitica Anna Magnani. Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025, il film uscirà nelle sale il 6 novembre.</p>



<p>La scelta è ricaduta proprio su di lei perché incarnava autenticità, forza e autonomia; ha anche affermato che, come con lei, Anna Magnani ce l’ha fatta, nonostante nessuno credesse in lei. Il focus della pellicola è la vittoria del premio l’Oscar per “La Rosa Tatuata” nella notte del 21 marzo 1956, scavando la sua dimensione intima fatta di attese, ferite, relazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>I lavori recenti tra televisione, cinema, teatro</strong></p>



<p>Negli ultimi anni Guerritore ha interpretato ruoli significativi e diversificati.</p>



<p>In televisione è accanto a Verdone nella serie “Vita da Carlo”, dove interpreta Sandra, l’ex moglie del protagonista. Ha poi fatto parte del cast di “The Good Mothers”, miniserie prodotta per Disney+ sulla ’ndrangheta al femminile, nel ruolo dell’avvocato Dalia. In “Inganno”, su Netflix, poi, è stata Gabriella, una donna sulla sessantina che intraprende una relazione con un uomo molto più giovane.</p>



<p>Sul fronte cinematografico, nel 2024 ha lavorato in “Girasoli” di Catrinel Marlon, che esplora una vicenda ambientata nel ’63 in un ospedale psichiatrico.</p>



<p>Nel teatro, porta avanti anche il progetto “Ginger &amp; Fred”, una rilettura del capolavoro di Federico Fellini che firma in adattamento, regia e interpretazione. Ma anche lo spettacolo “La sera della prima”, in cui Guerritore si racconta, ripercorrendo figura e carriere, in un rapporto diretto con il pubblico.&nbsp;</p>



<p>Ciò che emerge distintamente nel percorso di Monica Guerritore è una linea coerente: la scelta di ruoli che mettono al centro la soggettività femminile, l’età matura, le ferite e le conquiste della vita.</p>



<p>Anna segna un punto di svolta, ma non è l’ultimo capitolo: è piuttosto l’apice di un percorso che la vede impegnata a tutti i livelli; la conferma che la carriera non è solo un elenco di ruoli, ma un progetto di vita.</p>
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		<title>L&#8217;Età in mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 23:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Magnani]]></category>
		<category><![CDATA[Anosh Kapoor]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Golinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/03/TriennaleMilano_Visore2-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Alla Triennale di Milano un'esposizione di artisti sulle tre fasi umane della vita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/03/TriennaleMilano_Visore2-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Vecchio non è solo un aggettivo poco elegante. E oggi, forse, è del tutto sbagliato. “Le rughe non coprirle che ci ho messo una vita a farmele venire”. <strong>Anna Magnani</strong> aveva prima di tutti capito che le età della vita non sono una semplice successione delle fasi della nostra esistenza, ma costruiscono, fino alla totalità, la nostra persona. Quali sono, quindi, i momenti principali della vita umana? La mostra <em>Da&nbsp; Zero a cento</em>: le nuove età della vita, in programma alla<strong> Triennale</strong> di Milano fino al <strong>1 aprile</strong>, cerca di spiegare proprio la nuova concezione della vita umana, per uscire dalla tradizionale scansione nelle<strong> tre età umane</strong>, raccontata splendidamente da <strong>Gustav Klimt</strong> nel dipinto <em>Le tre età della donna</em> (1905). L’esposizione è stata ideata dalla <strong>Fondazione Golinelli</strong> e curata da<strong> Giovanni Carrada</strong> e <strong>Cristiana Perrella</strong>. Oggi le fasi della vita sono sei: pre-nascita, infanzia, adolescenza, gioventù, maturità, vecchiaia e vengono indagate con un dialogo tra arte e scienza. In ogni ambiente espositivo è confrontata l’opera di un artista contemporaneo con percorsi e scoperte&nbsp; scientifiche. I dati, le ricerche, le statistiche sono affiancate a opere come la bolla d’aria chiusa nel <em>plexiglass</em> di <strong>Anosh Kapoor</strong>, simbolo della vita, altri artisti come <strong>Evan Baden</strong>, <strong>Guy Ben-Ner</strong>, <strong>Nicola Pellegrini</strong> e molti altri. Tutta la mostra spiega la nuova condizione&nbsp;&nbsp; della vita umana colta sia a livello scientifico e genetico sia nell’essenza più profonda dell’arte e delle emozioni. L’uomo è più forte, più libero e pieno di vita in più.</p>
<p><em><strong>Ilaria Forastieri</strong></em></p>
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