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	<title>Amy Whinouse &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Amy Winehouse: il film documentario è arrivato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_amy-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_amy-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_amy-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_amy-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_amy.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Film documetario di Asif Kapadia, sulla vita di Amy Winehouse, scomparsa prematuramente.</p>
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<p style="text-align: justify;">Il regista è <strong>Asif Kapadia</strong>, noto al grande publico per il film documentario <strong>SENNA</strong>, uscito nel 2013. Il regista inglese ha voluto&nbsp; raccontare la vita di&nbsp; Amy Winehouse, morta il 23 luglio 2011, &nbsp;attraverso i testi delle sue canzoni e le parole di chi veramente l&#8217;ha conosciuta come <strong>Yasiin Bey, Mark Ronson ,Tony Bennett e Pete Doherty.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il film non racconta solo la storia di Amy Winehouse ma ci accompagna dentro la sua vita,i suoi momenti intimi e privati. È<strong>&nbsp;una pellicola che rispecchia perfettamente lo spirito voyeuristico dei nostri tempi ed il desiderio morboso di entrare dentro la vita dei nostri idoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il montaggio mostra una serie di filmati inediti e privati, intersecati alle immagini più note della cantante per farci assaporare il suo mondo, distruttivo e tormentato come la sua figura. Questa è la figura di una donna soggiogata dalla fama, dall&#8217;amore e dalle dipendenze a tal punto da venirne divorata. Nel film l&#8217;artista viene dipinta&nbsp; dai suoi cari e dalle persone che l&#8217;hanno amata in modo sincero e questo regala toni sia&nbsp;toccanti ed allo stesso tempo crudeli.</p>
<p style="text-align: justify;">Amy non viene idealizzata&nbsp; e neppure raccontata. Amy viene descritta con tutti i suoi difetti e&nbsp; che non possiamo non amare perché questi , più di tutti&nbsp; ci rendono umani , mortali e fragili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il film uscirà nelle sale italiane &nbsp;il 15, 16,17 settembre,</strong> proprio in occasione del compleanno di Amy Winehouse, nata il 14 settembre.</p>
<p><em><strong>di Vittoria De Marco</strong></em></p>
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		<title>Good bye, Amy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 22:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Amy Whinouse]]></category>
		<category><![CDATA[Back to Black]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/visore-amy-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Addio alla regina del soul contemporaneo: Amy Whinouse.</p>
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Una breve vita spezzata e vissuta senza vie di mezzo, in nessun senso. L’esagerazione nel suo carattere, nel suo look, le spinte a volte dark nelle parole delle sue canzoni lo hanno dimostrato. Amori vissuti al limite, concerti indimenticabili, altri cancellati all’ultimo secondo per la sua indole e per il suo “brutto” carattere.<br />
Uno stile inconfondibile, fatto di tanti elementi contrastanti mescolati tra loro. Un carattere e una sregolatezza assimilabili alle rockstar anni ’70. Una voce nera che colpisce dritto al cuore e alle orecchie. Una pettinatura, sempre la stessa, che richiama i volumi degli anni ’60 con bandane e grandi fiori, ma senza quel tocco di bon ton che non faceva parte della personalità della Winehouse.. non era raro trovare una pinza per capelli o una forcina nelle sue acconciature.&nbsp; Il trucco pesante su occhi e labbra, i tatuaggi rockabilly sulle sue braccia. Questa era Amy, senza mezzi termini nemmeno nel look:&nbsp; passava dalle ballerine ultra flat a stiletti vertiginosi con naturalezza. Un giorno l’abbiamo vista in camicia preppy, l’altro era di nuovo con i suoi cortissimi shorts che sottolineavano l’eccessiva magrezza delle sue gambe, abbinati a corpetti stretti con biancheria a vista, maxi cinture e tocchi animalier.<br />
Avrebbe potuto cambiare forse, ma la sua scelta è rimasta la coerenza con se stessa. Un personaggio unico, impertinente ma non costruito. Una scelta coraggiosa nel mondo della discografia, che a volte cambia i cantanti secondo i gusti e le mode del momento. Lei no, fino alla fine è rimasta la Amy di <strong>Back to Black</strong> dallo sguardo laconico e con la sigaretta in bocca.<br />
La sua vita fin troppo chiacchierata, sta trasformando anche la sua prematura morte in una corsa all’ultimo gossip fatto di lacrime vere, di speculazioni e di fan dell’ultima ora e di chi vuole associarla al famoso <strong>Club 27</strong>, di cui fanno parte leggende della musica rock: Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain.<br />
La verità della sua fine, come è giusto che sia, non la sapremo mai. La verità, in fondo, è che era una ragazza di 27 anni, 28 il prossimo settembre, che amava l’amore (come ricordano i suoi genitori, <em>ndr</em>) e che si è lasciata morire nei suoi eccessi. Una giovane donna che a 27 anni è riuscita a scrivere un pezzo di storia della musica con le sue parole e con la sua voce.</p>
<p><em>Good bye Amy…</em></p>
<p><em><strong>Luana Lupacchini</strong></em></p>
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