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	<title>ALTALUNA &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>“ALTALUNA” il silenzio che illumina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ALTALUNA]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Bertinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Articolo-jo-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Articolo-jo-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Articolo-jo-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Articolo-jo-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Articolo-jo.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>“Altaluna” di STONA è una versione intima con quartetto d’archi che parla di perdono verso sé stessi e accettazione, simbolizzata dalla luna come guida, e chiude l’album Ci faremo bastare i ricordi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/altaluna-il-silenzio-che-illumina/">“ALTALUNA” il silenzio che illumina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Ci sono canzoni che non chiedono di essere capite, ma ascoltate.</p>



<p>E poi ci sono brani come Altaluna, che arrivano in silenzio, come fa la luna stessa, e restano lì a lungo, a illuminare ciò che spesso evitiamo di guardare.</p>



<p>Da venerdì 23 gennaio, è disponibile in radio e in digitale “ALTALUNA (SINGLE EDIT)”, la nuova versione del brano di STONA, riarrangiata con un intenso e delicato quartetto d’archi. Un epilogo naturale e necessario dell’album “Ci faremo bastare i ricordi” (Pirames, 2025), che qui trova una nuova forma, più intima, più sospesa, quasi fuori dal tempo.</p>



<p>Il brano si veste di archi grazie a Stefano Beltrami (violoncello), Gioele Pierro e Luca Madeddu (violini), Lara Albesano (viola), con la scrittura orchestrale e la produzione affidate a Lorenzo Morra, che durante la registrazione in presa diretta accompagna il tutto anche al pianoforte. Il risultato è un equilibrio fragile e potentissimo, dove ogni nota sembra respirare insieme alla voce.</p>



<p>Altaluna nasce in una notte silenziosa, sotto un cielo che non giudica. È proprio guardando la luna che STONA coglie una verità semplice e disarmante: non serve essere diversi da ciò che siamo per meritare di esistere. Tra errori già vissuti e possibilità ancora aperte, il brano diventa un invito a fermarsi, ad ascoltarsi, ad avere fiducia in un percorso che non è sempre lineare, ma autentico.</p>



<p>«Questa canzone racconta di quel raro momento in cui smetti di giudicarti e finalmente ti perdoni – dichiara Stona – Un lieto fine in cui la luna, protagonista, diventa un faro che non promette soluzioni, ma una direzione concreta».</p>



<p>Ed è proprio in questa assenza di risposte facili che Altaluna trova la sua forza: nel caos che, a un certo punto, smette di far paura e si rivela sorprendentemente armonico. Una resa gentile, mai rassegnata. Una tregua con sé stessi.</p>



<p>L’artwork della cover, firmato dall’artista grafico tedesco Spencer Robens – noto per le sue collaborazioni con Led Zeppelin e Deep Purple – accompagna visivamente questa dimensione sospesa, notturna e simbolica, rafforzando l’identità del brano.</p>



<p>STONA, all’anagrafe Massimo Bertinieri, originario di Novi Ligure, è una delle voci più autentiche della nuova canzone d’autore italiana. Premiato in numerosi festival nazionali, trova una svolta decisiva nell’incontro con Guido Guglielminetti, storico bassista e produttore di Francesco De Gregori, con cui pubblica “Storia di un equilibrista” (2018) ed “E uscimmo infine a riveder le stelle” (2022), contenenti brani che segnano profondamente il suo percorso artistico.</p>



<p>Con “Ci faremo bastare i ricordi”, prodotto da Lorenzo Morra, STONA esplora il presente con uno sguardo lucido e umano, tra crisi sociali, fragilità, libertà e storie di redenzione. Altaluna ne è la chiusura ideale: un ultimo sguardo al cielo prima di continuare il cammino.</p>



<p><strong>Altaluna parla di perdono verso sé stessi: quanto è stato difficile arrivare a scrivere una canzone così disarmata e sincera?</strong></p>



<p>In realtà il testo è arrivato molto naturalmente, ho lavorato sulle mie esperienze, i miei errori, ma non ho perso troppo tempo &#8220;a ragionare&#8221;, le parole sono venute fuori da sole in pochi minuti</p>



<p><strong>Il riarrangiamento con quartetto d’archi cambia profondamente il respiro del brano: cosa ti ha restituito questa nuova versione rispetto all’originale?</strong></p>



<p>Questa nuova versione, a mio avviso, ha portato maggiore attenzione al testo e al suo significato; gli archi amplificano l&#8217;onda emotiva del brano</p>



<p><strong>La luna nel brano non offre risposte, ma una direzione. Oggi, nella tua vita e nel tuo percorso artistico, qual è quella direzione?</strong></p>



<p>Ognuno ovviamente trova il proprio percorso, il mio è ben calibrato sulle cose per me importanti, dagli affetti alla musica stessa nella quale mi sto riconoscendo sempre di più</p>



<p><strong>Ci faremo bastare i ricordi racconta fragilità individuali e collettive: che tipo di dialogo speri si apra con chi ascolta il disco?</strong></p>



<p>Voglio far riflettere l&#8217;ascoltatore, prenderlo per mano e provare ad accompagnarlo in una sorta di viaggio all&#8217;interno di queste canzoni nelle quali spero possa riconoscersi e riflettere anche sulle storie che sto raccontando</p>



<p><strong>Dopo aver “chiuso il cerchio” con Altaluna, senti di essere arrivato a un equilibrio o stai già guardando verso una nuova instabilità creativa?</strong></p>



<p>L&#8217;instabilita&#8217; è l&#8217;anima di un artista credo, un movimento costante, una ricerca continua di dare firma a materia, suono o quant&#8217;altro, per cui ogni progetto mi porta in una direzione per poi perdermi nuovamente,&nbsp;chissà dove sarò musicalmente e cosa farò domani.. il bello è proprio questo.</p>
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