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	<title>alexander wang &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Alexander Wang SS26: The Matriarch incendia New York con un omaggio alla femminilità potente</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 08:46:00 +0000</pubDate>
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<p>Un ritorno che accende la città con energia e visione, intrecciando radici culturali e innovazione. La moda diventa manifesto di una femminilità potente, resiliente e autentica. The Matriarch non è solo una sfilata, ma un capitolo destinato a lasciare il segno.</p>



<p><strong>Un comeback che scrive la storia</strong></p>



<p>Il 12 settembre 2025 la New York Fashion Week ha visto uno dei momenti più attesi: il ritorno ufficiale di Alexander Wang nel calendario con la collezione Spring/Summer 2026. Il designer ha scelto di intitolarla The Matriarch, un tributo diretto alla madre Ying Wang, figura centrale nella sua vita e fonte inesauribile di ispirazione. È stata una dichiarazione chiara: la femminilità non ha bisogno di adottare codici maschili per affermarsi, perché la sua forza autentica nasce dall’interno, dalla resilienza, dalla grazia che diventa potere. La passerella si è trasformata in un manifesto, un inno visivo che ha ridato voce a quell’estetica provocatoria e sofisticata che ha fatto la storia del brand.</p>



<p><strong>Una location carica di simboli</strong></p>



<p>Non un luogo qualsiasi, ma un edificio storico di Chinatown, recentemente acquistato da Wang per essere trasformato in un hub culturale e creativo nel 2026. Una scelta che parla di radici e identità: riportare la moda nei quartieri che hanno plasmato la sua visione e celebrare le origini con un linguaggio universale. L’edificio, con la sua architettura imponente e i suoi rimandi alla comunità asiatica di New York, ha fatto da cornice perfetta a uno show che ha intrecciato memoria e futuro. Ogni dettaglio dello spazio, dalla luce ai suoni, sembrava raccontare un pezzo della storia personale di Wang, fondendola con la narrazione collettiva di una città che non smette mai di reinventarsi.</p>



<p><strong>L’innovazione incontra l’eredità</strong></p>



<p>La collezione SS26 non è stata solo un ritorno, ma anche un salto in avanti. Tra i momenti più fotografati, il debutto dello stivale “The Griphoria”, un modello a tacco sottile realizzato in 3D printing a zero sprechi, sviluppato grazie all’intelligenza artificiale in collaborazione con HILOS. Un dettaglio che racconta molto: Alexander Wang non vuole soltanto omaggiare il passato, ma riscriverlo con gli strumenti del presente. Le silhouette, pensate per una donna forte e indipendente, hanno spaziato tra linee rigorose e drappeggi fluidi, alternando giacche strutturate a abiti che sembravano scolpiti sul corpo. I tessuti hanno oscillato tra la matericità decisa del denim e la leggerezza di materiali tecnici e innovativi, creando un equilibrio che parlava di forza ma anche di movimento. È una collezione che celebra la donna contemporanea come leader naturale, capace di abitare la scena con autorità e sensualità senza mai doverla giustificare.</p>



<p><strong>La comunità come musa</strong></p>



<p>Uno degli elementi più distintivi dello show è stato il coinvolgimento diretto della comunità locale di Chinatown. Wang ha voluto che lo spettacolo fosse più di una sfilata: un’esperienza corale. Artisti e performer della diaspora asiatica hanno arricchito il racconto, trasformando la passerella in un evento culturale in cui moda, identità e appartenenza si sono intrecciate. È stato un atto di restituzione: riportare la moda nel cuore della comunità e celebrare la diversità come valore imprescindibile. Gli ospiti hanno percepito questo respiro collettivo, assistendo non solo a una presentazione di abiti, ma a un momento che fondeva linguaggi diversi in un unico racconto universale. The Matriarch è diventata così un’ode alla femminilità e insieme una celebrazione della città di New York, vibrante e multiculturale.</p>



<p><strong>Un futuro da protagonista</strong></p>



<p>Con The Matriarch, Alexander Wang non ha semplicemente segnato un ritorno: ha riaffermato la centralità del suo brand nel panorama della moda globale. Lo ha fatto attraverso una collezione che intreccia heritage e innovazione, intimità e spettacolo, tradizione e sperimentazione tecnologica. La sua visione non si limita a creare abiti, ma a costruire esperienze, a radicare la moda in un contesto vivo e reale. In un momento in cui il settore cerca nuove direzioni, Wang ha dimostrato che il futuro appartiene a chi sa parlare con autenticità, trasformando la moda in un linguaggio che unisce generazioni, culture e comunità.</p>
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		<title>White shirt: icona di semplicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 08:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Gilt-Wardrobe-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Gilt Wardrobe" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Gilt-Wardrobe-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Gilt-Wardrobe-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Gilt-Wardrobe-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/Gilt-Wardrobe-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Così semplice, basic e minimal, la white shirt non ha bisogno di altro per trasudare sex appeal, con una storia degna di nota!</p>
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<h3>Dalle trincee belliche agli schermi di Hollywood</h3>
<p>Minimalissima ed essenziale, eppure mai banale. <b>Iconica</b> nella sua estrema semplicità, la <b>t-shirt</b> <b>bianca</b> ha una storia tutta da invidiare. Direttamente dalle trincee belliche della <b>Seconda Guerra Mondiale</b>, fu la storica divisa dell’esercito americano. Così pratica e funzionale, divenne ben presto il capo prediletto dal genere maschile. Complici le difficoltà post-guerra, che richiesero la necessità di un abbigliamento più <b>casual</b>, semplice e a basso costo. Furono gli <b>anni ’50</b> a decretarla come uniforme indiscussa della <b>ribellione giovanile</b> e sinonimo di indiscutibile <b>sensualità</b>. Il mondo dorato ed influente della <b>Hollywood</b> del tempo ne garantì il successo. Dalla versione sexy e brutale di <b>Marlon Brando</b> nel film <b>“Un tram chiamato desiderio”</b>, a quella fragile e ribelle di <b>James Dean </b>in <b>“Gioventù Bruciata”</b>. Indossata sia sul set che fuori, le stelle del cinema dimostravano al mondo che bastava davvero poco per trasudare <b>sex appeal</b>.</p>
<h3>La maliziosa t-shirt bianca di BB</h3>
<p>La traduzione al femminile arriverà come un uragano di femminilità negli <b>anni ’60</b>, trasformandosi in una potente <b>arma di seduzione</b>. In <b>“Vita privata”</b>, una <b>Brigitte Bardot</b> pensierosa e sensualissima indossa una white shirt senza null’altro sotto, divenendo il sogno proibito del pubblico maschile. La maglia cade morbida sulle sue forme, in un mix di purezza e sottile malizia. Il capo sposa sin da subito il gusto delle donne, al punto che investire su una t-shirt bianca di cotone è ancora oggi la giusta mossa! <b>Versatile</b> e senza pretese, regala una femminilità semplice e raffinata. Abbinata al <b>total denim</b> o accostata ad un tailleur in tweed <b>Chanel</b>, è senza dubbio il capo della trasversalità. Amata dal mondo del fast-fashion ha, al contempo, affascinato anche quello dell’alta moda inaugurando il fenomeno della <b>logomania</b>.</p>
<h3>Estate 2020? Parola d’ordine: white tee</h3>
<p>Per l’estate 2020 la <b>white tee</b> si riconferma il passe partout di stagione, o forse non ha mai smesso di esserlo. Rivisitata e reinterpretata in audaci mood e varianti, è la protagonista delle passerelle. <b>Valentino</b> ne propone una versione esagerata e audace, rivestendola di <b>piume di marabou</b> tono su tono. <b>Lorenzo Serafini</b> la abbina a fasciatissimi corpetti in denim mentre <b>Alexander Wang</b> ad una morbida sottoveste in seta. Accostata a jeans morbidi o a gonne preziose, come la proposta iper luxury di <b>Balmain</b>. Candida, oversize o dal fit super basico, vige una sola regola: osare!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Eleonora Formicola</i></b></p>
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		<title>Alexander Wang, una capsule collection inedita per Bvlgari</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 09:55:26 +0000</pubDate>
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<p>Il celebre stilista <b>Alexander Wang</b> reinterpreta l’iconico motivo <b>Serpenti di</b> <b>Bvlgari</b> creando una nuova ed esclusiva capsule collection. La collezione mette in mostra il concetto di packaging di lusso, dando prestigio a quei materiali che normalmente vengono utilizzati per proteggere oggetti preziosi.</p>
<h3>Filosofia della collezione</h3>
<p>La maison di Roma Bvlgari ha affidato al designer Alexander Wang la collezione “<b>Serpenti Through the Eyes of</b>”, presentata durante la Settimana della Moda di New York di settembre. Lo stilista si è focalizzato essenzialmente sulla reinterpretazione della borsa <b>Serpenti Forever</b> attraverso il concetto di packaging come vero e proprio lusso. La Serpenti Forever coniuga un mix eclettico di forme innovative e una silhouette più tradizionale; inoltre si basa su contrasti dove <b>eleganza e imperfezione</b> si fondono tra loro.</p>
<p>Il designer ha dato un nuovo credito ai materiali normalmente utilizzati per proteggere oggetti preziosi, come la scatola dell’orologio, il sacchetto per la polvere o quello per fare la spesa. Ciò vuol dire che tutti gli elementi vengono realizzati con <b>materiali pregiati</b>, secondo standard di altissima qualità. La collezione, quindi, comprende elementi tradizionali di packaging, uniti e riadattati all’universo delle borse per una proposta più fresca e funzionale. Wang ha deciso di partire da oggetti del quotidiano che vengono normalmente trascurati, ma che in realtà sono essenziali.</p>
<p>Parla così della collezione: «Ho pensato a una madre e una figlia che potrebbero indossare lo stesso accessorio, certo, hanno giornate scandite da ritmi diversi. E mi piace l’idea di organizzare la loro giornata in queste tasche. La cui funzione, in pratica, è quella di evitare la sensazione di buttare tutto alla rinfusa in un borsone. Inoltre, il design acquista dinamicità̀ e dialoga meglio sia con il mio universo creativo sia con lo stile Bulgari, senza allontanarsi troppo dal dna della maison».</p>
<h3>Serpenti Forever Bag</h3>
<p>Il pezzo di punta della collezione è la <b>Serpenti Forever Bag</b>, reinterpretata in sei versioni diverse in una gamma di differenti colori: nero, bianco, tonalità pastello e stampe animalier. Alexander Wang ha inserito sul risvolto di chiusura alcune tasche, ciascuna con una sfavillante testa di serpente, e in questo modo ha trasferito la sua estetica street ed essenziale alla forma originaria della borsa. Quindi coniuga un mix eclettico di forme innovative a silhouette più tradizionali e rimane, come tutti gli accessori della maison Bvlgari, senza tempo.</p>
<p>I sei diversi modelli sono un vero must-have. Come <b>la Belt Bag</b>, una borsa a marsupio dotata di una doppia chiusura a serpente. Per un uso più quotidiano c’è la <b>Shopping tote</b>, disponibile in tre misure e dal design essenziale. La <b>Minaudière</b> è invece un riferimento a Bvlgari come gioielliere: la sua forma quadrata e strutturata evoca un astuccio per gioielli. Infine, la <b>Two-in-One</b> è una morbida borsa in pelle a forma di cartella.</p>
<p>Il <b>serpente</b> da sempre è considerato un animale misterioso, con movenze sinuose e molto sensuale; proprio questo concetto è stato trasmetto nella collezione Alexander Wang x Bvlgari. Lo stilista è noto per il suo approccio irriverente e per la sua continua evoluzione, e ha saputo donare un atteggiamento urban chic alla raffinata icona glamour di Bvlgari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Aureliana Santinato</i></b></p>
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		<title>L&#8217;evoluzione del blazer: da giacca destrutturata a capo seducente</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 22:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/blazer-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="blazer" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/blazer-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/blazer-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/blazer-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/blazer-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il blazer è un elemento indispensabile nel guardaroba di una donna: comunica prestigio, personalità, femminilità ma soprattutto seduzione</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/levoluzione-del-blazer-giacca-destrutturata-capo-seducente/">L&#8217;evoluzione del blazer: da giacca destrutturata a capo seducente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Il <b>blazer </b>è stato creato per la primissima volta in chiave di giacca destrutturata dal signore dello stile, <b>Giorgio Armani</b>, negli anni Ottanta, cavalcando l&#8217;onda del minimalismo e della maxi tendenza della figura della “donna in carriera”.</p>
<p>Le famose spalline in puro stile Eighties hanno fatto capolino nel mondo del fashion con prepotenza, inondando riviste e i guardaroba delle donne che volevano affermare la loro essenza nel lavoro e nella vita. Così, la giacca è rimasta nella storia per poi tramutarsi negli anni nel modello più rivisitato dai fashion designer: il blazer.</p>
<p>Nei colori basic e in tonalità pastello, le tendenze di quest’ultimo periodo hanno reinventato il blazer in diverse varianti. Da giacca classica a soprabito, fino ad arrivare ad oggi, presentato in versione <b>mini dress</b> composto da bottoni doppiopetto luccicanti in oro e argento. La chicca stilistica? Absolute noir con dettagli diamond e lamè.</p>
<h3>Le tendenze AI 2019 propongono il blazer dress, interpretato da vari brand in passerella</h3>
<p><b>Alexander Wang</b> lo presenta in total black con dettagli preziosi, <b>Ralph &amp; Russo</b> in versione abito smoking, <b>Emporio Armani</b> propone in passerella la <b>tuta</b> <b>blazer</b>, <b>Alexander McQueen </b>fa sfilare una lunga giacca <b>blazer </b>abbinata a una gonna. E ancora,<b> jumpsuit</b> <b>blazer</b> white con elementi in metallo per <b>Elie Saab</b>; giacca abito in pelle nera con frange è invece l&#8217;outfit targato <b>Philosophy</b>.</p>
<p>Il blazer è un elemento indispensabile nel guardaroba di una donna: comunica prestigio, personalità, femminilità ma soprattutto <b>seduzione</b>. In particolar modo, se indossato come mini dress smoking, esclusivamente <strong>effetto nude</strong> vedo non vedo. La commistione di stili e la libertà stilistica odierna hanno contribuito sicuramente all&#8217;affermazione del blazer come <b>capo evergreen</b>.</p>
<p>Infine, torna puntuale a Febbraio l&#8217;appuntamento mensile con lo shopping online dal tocco Gilt. Non perdete le novità sul mondo della moda e le ultime tendenze visitando i siti:</p>
<p><a href="https://www.luisaviaroma.com/it-it/shop/donna/abbigliamento/giacche/blazer?lvrid=_gw_i1_c3_y317">https://www.luisaviaroma.com/it-it/shop/donna/abbigliamento/giacche/blazer?lvrid=_gw_i1_c3_y317</a></p>
<p><a href="https://www.yoox.com/it/donna/shoponline/giacche%20e%20completi_mc#/dept=clothingwomen&amp;gender=D&amp;attributes=%7b%27ctgr%27%3a%5b%27cmplt%27%5d%7d&amp;season=E">https://www.yoox.com/it/donna/shoponline/giacche%20e%20completi_mc#/dept=clothingwomen&amp;gender=D&amp;attributes=%7b%27ctgr%27%3a%5b%27cmplt%27%5d%7d&amp;season=E</a></p>
<p><b><i>di Alessandra Capasso</i></b></p>
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		<title>Quando la seduzione è di moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 21:54:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="seduzione" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Seduzione, dal latino sedùcere: condurre via, portare fuori strada. La sua etimologia rende ancor più chiaro il suo significato, e ben si sposa con la moda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="seduzione" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/seduzione-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><b>Seduzione</b>, dal latino <b><i>sedùcere</i></b>: condurre via, portare fuori strada. L’etimologia della parola rende ancor più chiaro il suo significato. Quando veniamo sedotti, restiamo ammaliati dal nostro corteggiatore o da quell’oggetto del desiderio che può essere un abito in vetrina, la fetta della nostra torta preferita. La seduzione può essere ovunque.</p>
<h3>Moda e Seduzione</h3>
<p>Sin dalla creazione del Paradiso, la seduzione riguarda l’uomo e la donna e la loro interazione. La donna cerca nell’uomo quel senso di potere fisico o economico, e l’uomo, a sua volta, cerca debolezza, per questo i tacchi rendono la donna sensuale. Nel corso dei secoli la <b>moda</b> ci ha coperte per necessità, costrette e poi liberate dai corsetti, accorciato le gonne, mostrando prima le caviglie e poi la coscia; fasciate in guaine per modellare e in baby doll per deliziare, fino ai reggiseni push-up o sportivi di oggi. Ad ognuno il suo, perché niente ci rende più sicure di un completino intimo comodo e perché no, anche abbinato!</p>
<h3>L’intimo nella moda</h3>
<p>Il primo stilista che integrò l’intimo nelle proprie creazioni fu <b>Paul Poiret</b>. Lo stilista francese propose nel 1909 una donna senza corsetto, bensì con un antenato del reggipetto, e creò il primo modello di reggicalze che consisteva in una cintura con degli elastici che scendevano lungo le cosce. Qualche anno dopo, nel 1912, venne brevettato <b>il primo reggiseno</b> per la produzione di massa, in Germania. Negli anni Venti la <b>Flapper Girl</b> aveva un look androgino perché il reggiseno fasciava senza dare una forma. Più avanti, negli anni Trenta, l’introduzione della coppe decretò l’importanza del reggiseno, che alle donne arruolate negli anni Quaranta venne distribuito come biancheria d’ordinanza per protezione.</p>
<p>Le coppe negli anni Cinquanta assunsero diverse forme, e la propaganda di attrici come <b>Marilyn Monroe</b> e <b>Patti Page</b> venne abbattuta solo dalle controculture e il femminismo degli anni Sessanta. Ma dagli anni Ottanta in poi il reggiseno vide la sua crescita ed evoluzione, adattandosi a tutte le donne e alle loro esigenze, tranne a quelle delle fanciulle che preferivano sedurre senza indossarlo, perché più comode. Arrivando infine nel 2019, dove c’è chi lo indossa come top o persino sopra t-shirt e abiti, come nelle ultime sfilate Pre/Fall e Spring/Summer 2019 di <b>Acne Studios, Alexander Wang, Moschino, Fendi, Alberta Ferretti</b> e molti altri.</p>
<p>Con seduzione fa rima anche Febbraio, il mese dell’amore grazie a <b>San Valentino</b>. Non c’è amore se non c’è seduzione, e, per l’occasione, moda, design, beauty ed eventi convogliano in un unico fulcro. <b>Bulgari</b> presenta la nuova bag <b>Electro Love</b>, Re Giorgio propone una nuova collezione di praline al cioccolato firmata <b>Armani/Dolci</b>, <b>Seletti</b> aggiunge un tocco romantico alla sua <b>Mouse Lamp</b> e molto altro ancora.</p>
<p>Per non perdere queste e altre news, lasciati sedurre da Gilt Magazine!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Pamela Romano</i></b></p>
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		<title>Calendario Pirelli 2019: uno storytelling firmato Albert Watson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 19:19:42 +0000</pubDate>
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<p>I nostri sogni, i nostri timori, le nostre ambizioni e la nostra intimità, quest’anno, sono affidati all’obiettivo di <b>Albert Watson</b>. Uno storytelling cinematografico, per raccontare, attraverso la fotografia, il nostro tempo, nelle pagine dell’iconico “<b>The Cal</b>” 2019, firmato <b>Pirelli</b>.</p>
<p>Quattro storie, otto personalità e l’autentica e genuina visione del fotografo scozzese Albert Watson, sono gli elementi essenziali per mettere in scena le sfaccettature del XXI e la sua atmosfera. A raccontarle, nello storico <b>calendario Pirelli</b> in edizione 2019, il maestro scozzese, sempre fedele a se stesso nella sua filosofia fotografica di prospettive e tecnicismi. In un complesso progetto di <b>design e filosofia</b>, ha raccontato il punto di vista di chi, in 76 anni di vita, ha visto il mondo trasformarsi.</p>
<p>E l’ha fatto attraverso la storia di quattro magnifiche donne e dei loro sogni nel cassetto. Con un’allure quasi cinematografica, <b>Gigi Hadid</b>, <b>Julia Garner</b>, <b>Misty Copeland</b> e <b>Laetitia Casta</b> sono le protagoniste degli scatti, realizzati tra New York e Miami. Un vero e proprio film d’autore in versione fotogrammica: così da raccontare la natura del successo e l’intimità delle persone dietro la maschera della gloria. Destinato però soltanto a pochi eletti, appartenenti al mondo della moda e del cinema, oltre che a personalità eclettiche dello scenario mondiale.</p>
<h3>Il Calendario Pirelli 2019 e le sue quattro magnifiche donne</h3>
<p>Così <b>Gigi Hadid</b>, una donna ricca e realizzata, racconta la tristezza e la fragilità della solitudine interiore. Per riuscire a superarla, è necessario l’aiuto del suo mentore – <b>Alexander Wang</b> – che la spinge a ritrovare il senso ultimo della vita.</p>
<p><b>Laetitia Casta</b> invece, gioca il ruolo dell’artista che cerca uno spazio per la sua arte nello scorrere quotidiano e, spesso complesso, della vita. Una cameriera che con il sostegno del suo fidanzato – <b>Sergei Polunin</b> – supera i dubbi e le difficoltà del doversi mettere in discussione.</p>
<p><b>Misty Copeland</b>, poi, con le sue scarpette da ballo, sogna l’Opera di Parigi insieme al suo partner, <b>Calvin Royal III</b>. Tuttavia la vita è spesso fatta di compromessi, e per raggiungere e approdare alla sua grande occasione, è costretta a lavorare in un locale di striptease.</p>
<p>Infine, <b>Julia Garner </b>veste i panni di una fotografa botanica, che vede nella natura quella agognata possibilità di autorealizzazione nel fare ciò che si ama, e amare ciò che si fà. Accanto a lei <b>Astrid Eika</b>, amica e modella che posa nelle sue fotografie.</p>
<p>Ciò traspare è la complessità della modernità, accanto ad una buona dose di speranza. Nonostante la difficoltà di conciliare il proprio io, fragile e fluido, con l’alterità, spesso chiusa nei suoi schemi e nei suoi meccanismi spigolosi e rigidi, “<i>fai attenzione a ciò che desideri, potrebbe avverarsi</i>”.</p>
<p><b><i>di Alessandra Nuzzo</i></b></p>
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		<title>Il chiodo in pelle, indumento punk divenuto capo icona</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 17:28:25 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/chiodo-pelle-indumento-punk-divenuto-capo-icona/">Il chiodo in pelle, indumento punk divenuto capo icona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/chiodo-in-pelle-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="chiodo in pelle" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/chiodo-in-pelle-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/chiodo-in-pelle-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/chiodo-in-pelle-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/11/chiodo-in-pelle-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Il chiodo in pelle, sinonimo della leather jacket o biker jacket</h3>
<p>Il <b>chiodo in pelle </b>è nato nelle subculture punk come indumento simbolo di una ribellione socioculturale sfociata anche nel mondo della moda. Fu introdotto nel 1928 dalla Schott NYC con il nome commerciale di <b>Perfecto</b>. Capo diventato iconico grazie ai personaggi della serie tv Happy Days e ai due protagonisti di Grease.</p>
<p>Da un punto di vista stilistico, nella subcultura biker, il chiodo in pelle è sempre stato associato alle moto inglesi più che a quelle americane. Esempio lampante, la “banda” di Marlon Brando, i cui membri indossavano il chiodo in pelle e guidavano Triumph, BSA e Norton, mentre la banda di Chino, che aveva la prevalenza di moto americane quali Harley e Indian, non lo utilizzava.</p>
<h3>Il chiodo in pelle e le tendenze punk rock</h3>
<p>Il chiodo in pelle negli <b>anni Settanta</b> veniva decorato con borchie, catene e altri accessori che seguissero i dettami delle <b>tendenze rock</b>, punk e heavy metal. Da ciò si spiega il nome italiano “<b>chiodo</b>”, ad indicare appunto un giubbotto chiodato. Tra le band che fecero del chiodo in pelle il loro simbolo tra la seconda metà degli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta, vi erano i <b>Sex Pistols</b> e i <b>Ramones</b>. Negli anni Novanta e Duemila il chiodo in pelle diventa più sagomato e aderente per poter essere appetibile anche al <b>pubblico femminile</b>.</p>
<h3>Il chiodo in pelle e la reinterpretazione dei fashion designer in chiave eccentrica</h3>
<p>Il chiodo in pelle è un evergreen nel mondo della moda, e non può mai mancare nell’armadio di ogni donna. Quest&#8217;anno è stato riproposto da <b>Alexander Wang, Alexander McQueen, Balmain, Tod’s, Trussardi,</b> <b>Au Jour Le Jour, Christopher Kane, Jenny Packham</b><b>, Elie Saab, Fausto Puglisi, Hermes e Yves Saint Laurent. </b></p>
<p>Inoltre, torna puntuale come sempre l&#8217;appuntamento mensile con lo shopping dal tocco Gilt, che vi farà scoprire le ultimissime novità e tendenze in fatto di fashion:</p>
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<p><b><i>di Alessandra Capasso</i></b></p>
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