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	<title>Adam Driver film &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Adam Driver: storie di fragilità e malinconia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 09:19:08 +0000</pubDate>
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<p><strong>Al cinema con “Father Mother Sister Brother”</strong></p>



<p>Adam Driver continua a essere uno degli attori più sorprendenti del cinema contemporaneo, capace di passare dal grande autore al progetto più intimo senza mai perdere identità. I suoi lavori più recenti e quelli in arrivo confermano una traiettoria precisa: personaggi estremi, racconti sul conflitto umano e una costante ricerca di profondità emotiva.&nbsp;</p>



<p>Il progetto più atteso è “Father Mother Sister Brother,” film che riporta Driver a collaborare con Jim Jarmusch. La struttura, già suggerita dal titolo, è quella di un racconto diviso in capitoli, ognuno incentrato su una diversa relazione familiare. Qui interpreta un fratello in visita all&#8217;eccentrico padre insieme alla sorella.&nbsp;</p>



<p>In questo contesto, Driver si muove in un cinema fatto di silenzi, sguardi e dialoghi essenziali, perfettamente in linea con l’universo di Jarmusch. È un ritorno a un cinema d’autore puro, che privilegia l’atmosfera e l’introspezione più che l’azione, e che sembra cucito su misura per la sua fisicità trattenuta e la sua intensità.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>I prossimi progetti</strong></p>



<p>Di tutt’altra natura è “Paper Tiger”, thriller psicologico che lo vede protagonista, insieme a Scarlett Johansson e Miles Teller, di una storia cupa e tesa, in cui il potere, la manipolazione e l’identità sono al centro del racconto; due fratelli inseguono il sogno americano, ma rimangono invischiati in un pericoloso piano della mafia russa che terrorizza la loro famiglia, mettendo a dura prova il loro legame, dato che il tradimento è dietro l’angolo. Un film che si inserisce nella sua galleria di personaggi inquieti e tormentati, confermando il suo talento nel rendere credibili figure difficili da decifrare.</p>



<p>Con “Misty Green” di Chris Rock, Driver si sposta ancora una volta, affrontando un racconto più intimo e malinconico. Il film esplora la vita di un&#8217;attrice, che cerca di ricostruire la sua giovane carriera dopo aver riallacciato i rapporti con una persona del suo passato.</p>



<p>A completare questo periodo particolarmente denso arriva “Alone at Dawn”, titolo che già suggerisce un’atmosfera di riflessione. Sotto la direzione di Ron Howard, il film vede nel cast anche Anne Hathaway e si basa sulla storia vera del controllore di combattimento dell&#8217;aeronautica militare statunitense John A. Chapman, un eroe che sacrificò la sua vita in Afghanistan per salvare 23 commilitoni, guadagnandosi la Medal of Honor postuma. Il film è l&#8217;adattamento del libro di Dan Schilling e Lori Longfritz, che racconta le eroiche azioni di Chapman durante l&#8217;Operazione Anaconda.</p>



<p>Nel loro insieme, quindi, questi progetti mostrano un Adam Driver sempre più distante dall’idea di star tradizionale e sempre più vicino a quella di interprete totale. Dopo aver attraversato blockbuster, saghe iconiche e collaborazioni con alcuni dei più grandi registi viventi, oggi sembra scegliere storie che parlano di relazioni, fratture interiori e identità in crisi. Un percorso coerente, rischioso e profondamente personale, che continua a renderlo una delle figure più interessanti del cinema contemporaneo.</p>
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