Roberto Rossellini torna a Venezia: “Viaggio in Italia” rinasce in 4K e conquista il mondo

Viaggio in Italia di Roberto Rossellini torna restaurato in 4K a Venezia 83, prima tappa della retrospettiva che arriverà a Los Angeles e New York.

a cura della Redazione

Ci sono film che appartengono alla storia e altri che continuano a riscriverla. Viaggio in Italia di Roberto Rossellini appartiene decisamente alla seconda categoria. Il capolavoro del 1954 con Ingrid Bergman e George Sanders torna sul grande schermo in una nuova versione restaurata in 4K da Cinecittà, presentata il 5 settembre alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Venezia Classici, in Sala Corinto. Ma il Lido è soltanto la prima tappa: il restauro inaugura idealmente un viaggio che porterà Rossellini da Venezia a Los Angeles e New York per celebrare i 120 anni dalla nascita del Maestro.

Da Venezia parte un nuovo Viaggio in Italia

Settantadue anni dopo la sua uscita, Viaggio in Italia conserva intatta quella modernità che inizialmente lasciò spiazzato proprio il pubblico italiano. Rossellini racconta la crisi di Katherine e Alex, ricca coppia inglese arrivata a Napoli per vendere una casa ereditata. Il paesaggio campano, gli scavi di Pompei e l’incontro con una realtà distante dalla loro quotidianità diventano progressivamente lo specchio di un matrimonio attraversato dalla freddezza.

Poi, tra la folla di una processione religiosa, qualcosa cambia. I due si ritrovano e si abbracciano, come se il viaggio geografico avesse lentamente scardinato le loro certezze emotive. Una narrazione apparentemente essenziale che avrebbe finito per cambiare profondamente il modo di concepire il cinema moderno.

Il film che fece innamorare la Nouvelle Vague

Se in Italia Viaggio in Italia non fu immediatamente compreso, in Francia trovò alcuni dei suoi più appassionati sostenitori. I critici dei Cahiers du Cinéma, con François Truffaut in prima linea, si mobilitarono per difendere il film e favorirne la circolazione nella versione integrale. Jacques Rivette ne riconobbe immediatamente la forza innovativa, arrivando a sostenere che, dopo la sua apparizione, tutti gli altri film sembrassero improvvisamente invecchiati.

Rossellini diventò così un riferimento fondamentale per quella generazione destinata a dare vita alla Nouvelle Vague. Non a caso la retrospettiva internazionale che accompagna le celebrazioni prende il titolo di Roberto Rossellini Prefers Real Life, citazione del celebre saggio scritto da Truffaut nel 1963, nel quale il cineasta francese rendeva omaggio al regista italiano riconoscendone l’influenza rivoluzionaria.

Rossellini vola da Los Angeles a New York

Dopo Venezia, le celebrazioni attraverseranno l’Atlantico. Dal 4 novembre, Roberto Rossellini Prefers Real Life arriverà all’Academy Museum di Los Angeles, dove proseguirà fino alla fine del mese e sarà inaugurata alla presenza di Isabella Rossellini. Dal 20 novembre, la rassegna si sposterà invece al Film Forum di New York, con la collaborazione di Bruce Goldstein.

Il programma attraversa alcuni dei titoli più importanti della filmografia rosselliniana: da Roma città aperta a Paisà, passando per Germania anno zero, Stromboli, Europa ’51, Francesco, giullare di Dio, La paura e naturalmente Viaggio in Italia. A questi si affiancano documentari come My Dad Is 100 Years Old di Isabella Rossellini, Viva Ingrid! di Alessandro Rossellini e Rossellini visto da Rossellini di Adriano Aprà. Molte delle opere proposte sono state restaurate proprio da Cinecittà, trasformando la retrospettiva anche in un grande progetto di conservazione e riscoperta.

Centoventi anni dopo, Rossellini è ancora contemporaneo

Celebrare Rossellini significa inevitabilmente interrogarsi sull’eredità lasciata al cinema contemporaneo. Viaggio in Italia, terzo capitolo del fondamentale sodalizio artistico tra il regista e Ingrid Bergman, è forse uno degli esempi più evidenti della sua capacità di anticipare linguaggi che sarebbero diventati centrali soltanto negli anni successivi.

Ed è proprio questo il senso del ritorno a Venezia: non semplicemente restaurare un classico, ma rimetterlo in circolazione e permettergli di dialogare con una nuova generazione di spettatori. Da Venezia alla California, fino a New York, il viaggio di Rossellini continua così a seguire la stessa traiettoria del suo cinema: partire dall’Italia per cambiare lo sguardo del mondo.

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