Tinto Brass apre Venezia 83: “Col cuore in gola” torna sul grande schermo in 4K

Tinto Brass apre Venezia 83 con Col cuore in gola: il cult del 1967 torna al Lido il 1° settembre in una nuova versione restaurata in 4K.

a cura della Redazione

Prima del red carpet, delle star internazionali e dei film in concorso, Venezia 83 sceglie di guardare alla propria storia. Questa sera, 1° settembre 2026, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica celebra Tinto Brass affidando la serata di preapertura a Col cuore in gola, il suo thriller pop del 1967. Il film torna al Lido 59 anni dopo la sua presentazione Fuori Concorso, questa volta in una versione restaurata in digitale 4K che sarà mostrata in anteprima mondiale alle 21:00 in Sala Darsena. Un ritorno che riscopre il Brass sperimentale, irriverente e profondamente immerso nell’estetica della Swinging London.

Prima dell’erotismo, c’era il pop

Dimenticare per un momento il Tinto Brass diventato celebre per il cinema erotico significa ritrovare uno dei registi più anticonformisti del nuovo cinema italiano degli anni Sessanta. Col cuore in gola appartiene proprio a quella fase: un thriller pop girato a Londra, diretto e montato dallo stesso Brass e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin.

Liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, il film intreccia crime, attrazione e sperimentazione visiva. La sceneggiatura porta le firme di Brass, Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti, mentre le musiche sono di Armando Trovajoli e la fotografia di Silvano Ippoliti. Presentato proprio a Venezia nel 1967, il titolo diventa oggi una finestra su un autore precedente alla svolta di La chiave, quando il suo cinema dialogava apertamente con le rivoluzioni estetiche e culturali dell’Europa degli anni Sessanta.

Swinging London incontra Guido Crepax

Il fascino di Col cuore in gola passa soprattutto attraverso la sua estetica. Il film nasce nella fase londinese di Brass e assorbe l’energia della capitale britannica dell’epoca: pop art, fumetto, montaggio sperimentale e cultura underground entrano nell’inquadratura trasformando il thriller in qualcosa di molto più vicino a un collage visivo.

A rendere ancora più riconoscibile questo universo è Guido Crepax, chiamato da Brass come consulente grafico. Il celebre fumettista realizzò anche illustrazioni a colori utilizzate dal regista come storyboard per alcune sequenze d’azione. Cinema e graphic art si contaminano così in un’opera che, osservata quasi sessant’anni dopo, sembra anticipare quella libertà di mescolare moda, illustrazione, musica e immagini che oggi definiremmo semplicemente multidisciplinare.

Un cult del 1967 rinasce in 4K

Per Venezia 83, Col cuore in gola arriva in una nuova versione restaurata digitalmente in 4K dal CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca Nazionale, con il sostegno di Netflix e utilizzando i materiali messi a disposizione da Compass Film. Il film entrerà inoltre nel programma di Venezia Classici, la sezione della Mostra dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico.

La scelta non è puramente nostalgica. Il direttore artistico Alberto Barbera ha indicato proprio Brass come un autore a lungo incompreso e ostacolato, inserendo il suo film all’interno di una selezione che considera il cinema del passato materia ancora capace di alimentare quello futuro. E forse è questa la chiave migliore per rileggere oggi Col cuore in gola: non come una reliquia degli anni Sessanta, ma come un’opera che conserva intatta la propria voglia di rompere le regole.

Venezia comincia rendendo omaggio a un provocatore

La proiezione di questa sera precede di un giorno l’apertura ufficiale dell’83ª Mostra del Cinema, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Prima che il Festival entri nel vivo, Venezia sceglie quindi un regista che con la censura, le convenzioni e le aspettative del pubblico ha avuto un rapporto tutt’altro che pacifico.

Per Tinto Brass è anche un ritorno simbolico alle origini. Il suo debutto In capo al mondo, poi ribattezzato Chi lavora è perduto, era stato accolto a Venezia già nel 1963. Oggi il cerchio si chiude con un film che appartiene a un altro capitolo della sua carriera e che il restauro permette di osservare con occhi nuovi. Venezia 83 comincia così con un salto nel 1967, ma senza alcuna intenzione di restare nel passato.

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