Londra, una corsa mattutina e una telefonata capace di trasformare pochi secondi in un incubo. Gal Gadot torna all’action con The Runner, il nuovo thriller psicologico diretto da Kevin Macdonald, disponibile da oggi, 2 settembre 2026, su Prime Video. Questa volta niente superpoteri: al centro della storia c’è Maia Marten, brillante avvocata londinese costretta a correre attraverso la città dopo il rapimento del figlio. Una regola soltanto: continuare a muoversi e obbedire agli ordini della misteriosa voce dall’altra parte del telefono.
Una telefonata e l’incubo comincia
Maia Marten è abituata a stare un passo avanti agli altri. Professionista affermata ai vertici del mondo legale londinese, vede però ogni certezza crollare durante quella che dovrebbe essere una normale corsa mattutina. Suo figlio è stato rapito e chi lo tiene prigioniero detta condizioni tanto semplici quanto spietate: non fermarsi, eseguire gli ordini e non fidarsi di nessuno.
Da quel momento Londra si trasforma in un enorme percorso a ostacoli. Il film costruisce la propria tensione intorno al movimento e alla pressione del tempo, seguendo Maia mentre viene trascinata sempre più profondamente in un gioco nel quale ogni scelta può avere conseguenze irreversibili.
Gal Gadot senza mantello
Dopo anni trascorsi tra blockbuster e grandi produzioni action, Gadot affronta qui un personaggio molto più vulnerabile. Maia non parte come un’eroina invincibile: è una donna che deve reagire a una situazione estrema affidandosi al proprio istinto, alla resistenza fisica e soprattutto alla determinazione di una madre.
E il set si è rivelato particolarmente impegnativo anche nella realtà. Gadot ha raccontato di essersi allenata nella corsa con un coach olimpico e di essersi infortunata ai piedi durante le riprese, arrivando a terminare il film con le stampelle. Una preparazione fisica che riflette la natura stessa di un progetto costruito quasi interamente sull’idea della corsa.
Londra diventa parte del thriller
Dietro la macchina da presa c’è Kevin Macdonald, regista premio Oscar per il documentario One Day in September e autore di titoli come The Last King of Scotland. Per The Runner, su sceneggiatura di Mark Gibson, il filmmaker trasforma la capitale britannica in qualcosa di più di una semplice ambientazione.
Strade, metropolitana e spazi urbani diventano parte della pressione esercitata sulla protagonista, mentre il racconto procede con il ritmo di una gara contro il tempo. Dall’altra parte del telefono troviamo Damian Lewis, che interpreta l’uomo responsabile degli ordini che guidano la corsa di Maia.
Un action thriller che non vuole fermarsi
Con una durata di circa 85 minuti, The Runner sceglie una struttura compatta, costruita per immergere rapidamente lo spettatore nella situazione della protagonista. È un cinema di movimento, smartphone, sorveglianza e adrenalina, dove una città iperconnessa può trasformarsi improvvisamente in una trappola.
Al centro, però, rimane una domanda molto più elementare della tecnologia che circonda Maia: fino a dove può spingersi una madre per salvare suo figlio? È su questa tensione che il film costruisce la sua corsa. E dal 2 settembre, il cronometro è ufficialmente partito.
