Smart Working: la commedia che ride del lavoro da remoto e racconta le contraddizioni del nostro tempo

Al cinema dal 4 giugno, Smart Working è la nuova commedia con Maccio Capatonda che trasforma il lavoro da remoto in una satira brillante sulla società contemporanea.

a cura della Redazione

Lo smart working avrebbe dovuto semplificare la vita. Più tempo libero, meno traffico, maggiore equilibrio tra lavoro e famiglia. Ma cosa succede quando la casa si trasforma improvvisamente nell’ufficio più caotico d’Italia? Da questa domanda prende vita Smart Working, la nuova commedia diretta da Svevo Moltrasio, che arriva al cinema con una satira brillante capace di raccontare, tra ironia e assurdo, una delle più grandi rivoluzioni sociali degli ultimi anni. Con Maccio Capatonda, Sara Lazzaro e Maurizio Nichetti, il film osserva il mondo del lavoro con leggerezza, senza rinunciare a una riflessione sorprendentemente attuale.

Quando il salotto diventa un open space

Il protagonista Giuliano è convinto di aver finalmente trovato il perfetto equilibrio tra carriera e vita privata. Lavora da casa, trascorre più tempo con la moglie Laura, in attesa del loro secondo figlio, e sogna un futuro sereno. Tutto cambia quando l’azienda decide di rimettere in discussione lo smart working a causa della scarsa produttività dei dipendenti. Nel tentativo di salvare il lavoro da remoto, Giuliano prende una decisione destinata a trasformare la sua quotidianità in un incubo esilarante: aiutare personalmente i colleghi. Peccato che questi finiscano, uno dopo l’altro, per trasferirsi direttamente nel suo appartamento.

Una commedia che racconta molto più del lavoro

Dietro le situazioni paradossali e la comicità surreale si nasconde uno sguardo lucido sulla società contemporanea. Svevo Moltrasio utilizza il pretesto dello smart working per raccontare il difficile dialogo tra mondi diversi: da una parte una borghesia colta e progressista, dall’altra una realtà più spontanea, popolare e istintiva. L’invasione dei colleghi nella casa dei protagonisti diventa così la metafora di un’incomunicabilità sempre più diffusa, affrontata con i toni leggeri della migliore commedia italiana.

Torino diventa il palcoscenico del caos

Girato interamente a Torino, il film sfrutta la città come elemento narrativo, alternando ambientazioni eleganti a interni sempre più affollati e claustrofobici. Anche il linguaggio cinematografico segue questa trasformazione: da una prima parte raffinata e quasi alleniana, la storia evolve gradualmente verso una comicità più fisica, corale e imprevedibile. Il risultato è un ritmo crescente che accompagna lo spettatore in una spirale di situazioni tanto assurde quanto sorprendentemente riconoscibili.

Maccio Capatonda torna a raccontare le fragilità contemporanee

Con un cast guidato da Maccio Capatonda, affiancato da Sara Lazzaro, Alessandro Tiberi e dalla partecipazione speciale di Maurizio Nichetti, Smart Working dimostra come la commedia possa ancora essere uno strumento efficace per osservare i cambiamenti della società. Tra equivoci, convivenze impossibili e dinamiche familiari fuori controllo, il film invita a sorridere di una realtà che milioni di persone hanno vissuto negli ultimi anni, ricordando che, a volte, il confine tra casa e ufficio può essere molto più sottile di quanto immaginiamo.

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