A Visual Diary: il racconto poetico e struggente della scena queer newyorkese degli Anni ’80

A Visual Diary di Fabio Cherstich porta in scena la memoria della scena queer artistica newyorkese degli Anni ’80 attraverso teatro, immagini e archivio visivo

a cura della Redazione

Un viaggio nella memoria, nell’arte e nella fragilità dell’esistenza. A Visual Diary – A Journey into the 1980s New York Queer Art Scene, scritto, diretto e interpretato da Fabio Cherstich, arriva il 26 e 27 maggio 2026 alla Sala A2A come una potente esperienza immersiva che intreccia teatro, archivio visivo e racconto autobiografico. Uno spettacolo capace di riportare alla luce le storie dimenticate di artisti underground travolti dall’epidemia di AIDS, trasformando il palcoscenico in uno spazio di memoria collettiva ed emozione contemporanea.

La New York queer degli Anni ’80 rivive sul palco

Attraverso documenti d’archivio, video originali e materiali inediti, Cherstich ricostruisce l’atmosfera vibrante e drammatica della scena artistica queer newyorkese degli Anni ’80. Le vite di Patrick Angus, Larry Stanton e Darrel Ellis emergono come frammenti poetici di una generazione segnata dalla libertà creativa e dalla tragedia dell’AIDS, restituendo voce a esistenze rimaste troppo a lungo ai margini della narrazione ufficiale.

Tra spettacolo, mostra e memoriale

Fedele alla propria ricerca artistica, Fabio Cherstich costruisce una pièce che supera i confini tradizionali del teatro. A Visual Diary diventa un’esperienza stratificata, sospesa tra performance, installazione visiva e memoriale contemporaneo. Le immagini raccolte durante i viaggi del regista negli Stati Uniti si intrecciano a testimonianze e riflessioni intime, creando un linguaggio scenico profondamente emotivo e immersivo.

L’arte come gesto di memoria

Al centro del progetto emerge un’urgenza personale e universale: preservare il ricordo di vite e comunità spesso dimenticate. Lo spettacolo affronta temi come identità, perdita, amore e memoria collettiva, trasformando il racconto storico in una riflessione attuale sul valore degli affetti e della testimonianza artistica. Un invito a guardare al passato con uno sguardo nuovo e profondamente umano.

Una produzione internazionale tra ricerca e contemporaneità

Commissionato da FOG Triennale Milano Performing Arts Festival e prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, il progetto nasce in collaborazione con Visual Aids NYC e con il supporto di La MaMa NYC. Un lavoro che conferma la centralità della scena performativa contemporanea come spazio di ricerca culturale, dialogo e sperimentazione artistica.

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