Una Porsche 911, il savoir-faire di una Maison nata per il viaggio e la precisione quasi ossessiva di un atelier californiano. Louis Vuitton incontra Singer in una collaborazione che porta l’Arte del Viaggio fuori dal guardaroba e direttamente sulla strada. Il progetto dà vita a due Porsche 911 reinterpretate da Singer secondo l’universo Louis Vuitton: una Classic nei colori zafferano e blu cobalto e una Classic Turbo cabriolet immaginata da Nicolas Ghesquière. Tra pelle, legni pregiati, alta orologeria, bauli e accessori realizzati su misura, l’automobile smette di essere soltanto un mezzo di trasporto per diventare un vero oggetto di Art de Vivre.
Tutto è cominciato da un orologio
Curiosamente, la collaborazione non nasce dalla carrozzeria, ma dal cruscotto. Il primo dialogo tra Louis Vuitton e Singer prende forma attorno alla richiesta di creare un segnatempo meccanico per un’auto reinterpretata dall’atelier californiano. A occuparsene sono i laboratori svizzeri de La Fabrique du Temps Louis Vuitton, partendo dal linguaggio estetico dell’iconico Tambour.
Da un dettaglio, il progetto si espande fino a coinvolgere l’intero abitacolo. Tachimetro, contagiri, indicatori, lancette e finiture vengono ripensati secondo i codici della Maison, in un processo che richiede circa un anno di lavoro. Il segnatempo, inoltre, può essere rimosso dall’auto e trasformato in orologio da tavolo, con movimento meccanico a carica manuale e una riserva di carica fino a otto giorni. Moda, design e alta orologeria finiscono così per condividere lo stesso cruscotto.
Una Porsche vestita Louis Vuitton
La prima protagonista è la Porsche 911 Reimagined by Singer – Classic, riconoscibile immediatamente dalla carrozzeria color zafferano attraversata dal blu cobalto. La scelta cromatica non è casuale: lo zafferano appartiene agli archivi Louis Vuitton da oltre un secolo e mezzo, mentre il dialogo con il blu recupera anche la storia dei bauli automobilistici realizzati dalla Maison per Citroën nel 1924.
All’interno, la 911 diventa quasi una borsa Louis Vuitton su quattro ruote. La pelle naturale richiama la VVT utilizzata storicamente per manici e finiture della pelletteria; le cuciture sono gialle, mentre il Malletage dei bauli della Maison viene reinterpretato sui sedili e sulle finiture. Persino gli occhielli di ventilazione sono rifiniti a mano con il fiore Monogram. Plastica ridotta al minimo, metalli lavorati artigianalmente e superfici studiate attraverso tecniche vicine all’orologeria trasformano l’abitacolo in un esercizio di haute craftsmanship.
Nicolas Ghesquière immagina la cabriolet perfetta
Se la Classic racconta l’heritage del viaggio, la seconda automobile porta il progetto direttamente nel territorio della moda. La Porsche 911 Reimagined by Singer – Classic Turbo nasce infatti dalla visione di Nicolas Ghesquière, Direttore Artistico delle Collezioni Donna Louis Vuitton, da sempre affascinato dal design automobilistico.
La cabriolet combina una carrozzeria bianco Calcaire Lutétien — riferimento alla pietra calcarea che caratterizza Parigi e la storica sede della Maison a Pont Neuf — con pelle naturale, dettagli dorati e superfici in legno. L’ispirazione arriva anche dai classici motoscafi: il vano posteriore rivela infatti un ponte ligneo che richiama i tradizionali deck in teak. Il risultato è sensuale e sofisticato, a metà strada tra Riviera, Parigi e California.
Dal guardaroba al bagagliaio, tutto è su misura
Naturalmente, un’auto Louis Vuitton non poteva viaggiare senza il proprio guardaroba. Per la Classic la Maison ha sviluppato una capsule coordinata in pelle e nelle tonalità zafferano, cobalto e giallo: giacca racing, denim, driving shoes LV Rally, LV Remix Derby, guanti da guida e persino un casco jet in fibra di carbonio e vetro. L’idea è precisa: ciò che indossa il pilota diventa una continuazione dell’abitacolo.
Poi arrivano i bagagli: Bisten, Keepall, Helmet Bag e borse sagomate appositamente per il vano anteriore. Sul portapacchi possono trovare posto persino una tavola da surf Louis Vuitton, realizzata a mano con intarsi in rovere e noce, oppure un paio di sci prodotti nelle Alpi francesi. Un richiamo contemporaneo a una storia che risale almeno al 1897, quando Georges Vuitton progettava già bauli specifici per le automobili.
Più che una semplice collaborazione, Louis Vuitton x Singer costruisce un universo completo attorno al viaggio. L’auto, gli abiti, l’orologio e il bagaglio parlano lo stesso linguaggio. E se il lusso contemporaneo cerca sempre più esperienze capaci di andare oltre l’oggetto, qui la destinazione sembra quasi secondaria: il vero privilegio è il modo in cui ci si arriva.
