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	<title>Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Gilt Magazine</title>
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		<title>Kimi Antonelli nella storia: vince a Monza partendo 19° e riporta l’Italia sul gradino più alto dopo 60 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Formula uno Monza]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Kimi Antonelli entra nella storia della Formula 1 vincendo il GP d'Italia 2026 a Monza dalla 19ª posizione: è il primo italiano a trionfare sul circuito brianzolo dopo Ludovico Scarfiotti nel 1966.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/attualita/kimi-antonelli-nella-storia-vince-a-monza-partendo-19-e-riporta-litalia-sul-gradino-piu-alto-dopo-60-anni/">Kimi Antonelli nella storia: vince a Monza partendo 19° e riporta l’Italia sul gradino più alto dopo 60 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/kimi-antonelli.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Sessant&#8217;anni dopo, un italiano torna a vincere a Monza. E lo fa nel modo più incredibile possibile. Andrea Kimi Antonelli conquista il Gran Premio d&#8217;Italia 2026 al termine di una rimonta destinata a entrare nella storia della Formula 1: partito dalla 19ª posizione, il giovane pilota della Mercedes attraversa praticamente l&#8217;intero schieramento, raggiunge la testa della corsa e supera nel finale il compagno di squadra George Russell. Sul podio, davanti al pubblico di Monza, torna così a suonare l&#8217;Inno di Mameli.</p>



<p>Era dal <strong>1966</strong>, dalla vittoria di <strong>Ludovico Scarfiotti al volante della Ferrari</strong>, che un pilota italiano non riusciva a conquistare il Gran Premio d&#8217;Italia a Monza. Sessant&#8217;anni di attesa cancellati in 53 giri da un ragazzo che, alla vigilia della gara, sembrava avere davanti a sé una missione quasi impossibile.</p>



<p>Antonelli partiva infatti dalla <strong>19ª posizione</strong> dopo la penalizzazione legata alla sostituzione di componenti della power unit. Davanti a lui quasi tutta la griglia. Alla fine, davanti a lui, non è rimasto nessuno.</p>



<h2>Dalla 19ª posizione alla vittoria: la rimonta impossibile</h2>



<p>Il Gran Premio d&#8217;Italia di Kimi Antonelli comincia dal fondo, ma bastano pochi giri per capire che quella di Monza non sarà una domenica normale.</p>



<p>La gara viene sconvolta quasi immediatamente dall&#8217;incidente di <strong>Charles Leclerc</strong>, finito contro le barriere dopo aver perso il controllo della Ferrari. La bandiera rossa interrompe la corsa e, quando le monoposto tornano a schierarsi, Antonelli ha già recuperato sette posizioni ed è 12°.</p>



<p>Alla ripartenza inizia un&#8217;altra gara.</p>



<p>Kimi attacca, supera, recupera. Al decimo giro è già sesto, al tredicesimo terzo, al sedicesimo secondo. Una progressione impressionante che lo porta, al <strong>18° giro</strong>, addirittura davanti a George Russell e per la prima volta al comando del suo Gran Premio di casa.</p>



<p>Da quel momento Monza diventa il teatro di una battaglia tra le due Mercedes. Antonelli e Russell si scambiano la leadership, mentre alle loro spalle Max Verstappen resta in agguato.</p>



<p>Poi arriva il momento strategico che cambia nuovamente la corsa: durante la Virtual Safety Car provocata dallo stop di Lance Stroll, Antonelli rientra ai box e monta pneumatici più freschi. Russell sceglie invece di rimanere in pista sulle gomme hard.</p>



<p>Una scelta che sembra inizialmente favorire il britannico. Ma Kimi comincia a recuperare.</p>



<p>Giro dopo giro.</p>



<p>Secondo dopo secondo.</p>



<p>Fino a tornare negli scarichi della Mercedes numero 63.</p>



<h2>L&#8217;errore, la ghiaia e poi il sorpasso che vale Monza</h2>



<p>Mancano ormai pochissimi giri alla bandiera a scacchi quando Antonelli tenta l&#8217;attacco.</p>



<p>Al giro 49 prova a superare Russell alla prima variante. Per un attimo sembra essere il momento decisivo, poi Kimi finisce nella ghiaia. Riesce a controllare la monoposto e a rientrare, ma Russell resta davanti.</p>



<p>Per molti sarebbe il momento in cui pensare all&#8217;occasione perduta.</p>



<p>Per Antonelli dura soltanto qualche curva.</p>



<p>Il pilota italiano torna immediatamente all&#8217;attacco e, al giro successivo, trova lo spazio per completare il sorpasso decisivo nel tratto che porta verso la variante Ascari. Questa volta Russell non può rispondere.</p>



<p>Antonelli scappa.</p>



<p>Dopo essere partito diciannovesimo, dopo aver attraversato il gruppo, dopo la bandiera rossa, i duelli, le strategie e persino un&#8217;escursione nella ghiaia quando la vittoria sembrava ormai a portata di mano, <strong>Kimi Antonelli taglia per primo il traguardo di Monza</strong>.</p>



<p>George Russell arriva secondo a <strong>3,857 secondi</strong>, mentre <strong>Max Verstappen</strong> completa il podio. Lando Norris chiude quarto davanti a Oscar Piastri; <strong>Lewis Hamilton è sesto</strong> con la Ferrari. Per Maranello è invece una domenica amarissima, segnata dal ritiro di Leclerc.</p>



<h2>Da Scarfiotti ad Antonelli: sessant&#8217;anni dopo l&#8217;Italia torna a vincere</h2>



<p>Per comprendere davvero il peso della giornata bisogna tornare indietro fino al <strong>4 settembre 1966</strong>.</p>



<p>Quel giorno Ludovico Scarfiotti vinse il Gran Premio d&#8217;Italia al volante della Ferrari. Da allora nessun pilota italiano era più riuscito a salire sul gradino più alto del podio di Monza in Formula 1.</p>



<p>Fino al 6 settembre 2026.</p>



<p><strong>Sessant&#8217;anni e due giorni dopo</strong>, un altro italiano ha attraversato per primo il traguardo dell&#8217;Autodromo Nazionale.</p>



<p>Ma c&#8217;è un particolare che rende l&#8217;impresa ancora più significativa: Antonelli non lo ha fatto partendo davanti. Lo ha fatto dalla <strong>19ª posizione</strong>. Una rimonta che entra direttamente tra le più straordinarie della storia della Formula 1 e che rende questa domenica qualcosa di molto più grande di una semplice vittoria.</p>



<p>È anche il <strong>50° successo ottenuto da un pilota italiano nella storia del Campionato Mondiale di Formula 1</strong>, iniziato nel 1950.</p>



<p>E, soprattutto, arriva in un momento in cui Antonelli non è più soltanto la grande promessa italiana del futuro.</p>



<p>Il futuro è già arrivato.</p>



<h2>Sette vittorie e un Mondiale che comincia a parlare italiano</h2>



<p>Quella di Monza è infatti la <strong>settima vittoria stagionale</strong> di Antonelli. E il successo assume un peso enorme anche nella corsa al titolo mondiale.</p>



<p>Il principale rivale è proprio George Russell, il compagno di squadra che Kimi ha inseguito e superato oggi. Dopo tredici appuntamenti, Antonelli porta il proprio vantaggio sul britannico a <strong>66 punti</strong>.</p>



<p>Numeri che trasformano una storia già straordinaria in qualcosa di potenzialmente ancora più grande.</p>



<p>Perché l&#8217;Italia aspetta un proprio campione del mondo di Formula 1 da ancora più tempo di quanto abbia aspettato un vincitore italiano a Monza.</p>



<p>L&#8217;ultimo è stato <strong>Alberto Ascari nel 1953</strong>.</p>



<p>Settantatré anni fa.</p>



<p>Antonelli ha ancora una lunga stagione davanti e in Formula 1 nulla può essere considerato acquisito. Ma il ragazzo italiano della Mercedes oggi non sta semplicemente guidando il Mondiale: sta inseguendo la possibilità di diventare il <strong>più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1</strong>.</p>



<h2>Kimi e Monza: quando una vittoria diventa un&#8217;immagine</h2>



<p>Ci sono vittorie che valgono venticinque punti. E poi ce ne sono altre che diventano immagini.</p>



<p>Antonelli che parte dal fondo. Antonelli che risale il gruppo. La Mercedes numero 12 che si avvicina giro dopo giro alla testa della corsa. L&#8217;errore nella ghiaia quando tutto sembra poter sfumare. Il nuovo attacco. Il sorpasso. La bandiera a scacchi.</p>



<p>E infine <strong>l&#8217;Inno di Mameli che torna a risuonare sul podio di Monza per un pilota italiano</strong>.</p>



<p>Antonelli, una volta sceso dalla monoposto, non ha nascosto l&#8217;emozione. Ha definito quella vittoria un sogno diventato realtà, ammettendo di non aver immaginato alla partenza che una giornata cominciata dalla penultima fila potesse terminare sul gradino più alto del podio.</p>



<p>Forse è proprio qui che questa vittoria supera i numeri.</p>



<p>Per decenni l&#8217;Italia della Formula 1 ha identificato Monza soprattutto con il rosso Ferrari. Questa volta la macchina vincente è una Mercedes, ma sotto il casco c&#8217;è un ragazzo nato a Bologna, cresciuto sui kart e arrivato giovanissimo nel più importante campionato automobilistico del mondo.</p>



<p>Il pubblico lo ha capito.</p>



<p>E alla fine il colore della monoposto è diventato quasi secondario rispetto a quello delle bandiere sulle tribune.</p>



<p><strong>Verde, bianco e rosso.</strong></p>



<p>Sessant&#8217;anni dopo Scarfiotti, Monza ha finalmente un nuovo vincitore italiano.</p>



<p>Si chiama <strong>Andrea Kimi Antonelli</strong>. E quella del 6 settembre 2026 potrebbe essere ricordata come la domenica in cui una promessa ha definitivamente smesso di essere tale.</p>
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		<title>TASCHEN Summer Sale 2026: quattro giorni per portarsi a casa arte, moda e icone della cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 18:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Taschen]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 3 al 6 settembre il TASCHEN Summer Sale porta arte, moda, fotografia, cinema, musica e cultura pop in offerta fino al 75%: da Warhol e Basquiat a Newton, Lindbergh, Bowie, Kubrick, Star Wars e Marvel.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/foto-taschen-summer-sale.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Dal genio tormentato di <strong>Vincent van Gogh</strong> all’universo di <strong>Andy Warhol</strong>, passando per <strong>Frida Kahlo, Jean-Michel Basquiat, Caravaggio e Leonardo da Vinci</strong>. E poi la fotografia di <strong>Helmut Newton e Peter Lindbergh</strong>, David Bowie, i Beatles, Marilyn Monroe, Star Wars, James Bond, Stanley Kubrick, Disney e Marvel. Per chi considera un libro non soltanto qualcosa da leggere, ma un oggetto da conservare, sfogliare e mostrare, settembre comincia con un appuntamento decisamente interessante.</p>



<p>Dal <strong>3 al 6 settembre 2026</strong> torna infatti il <strong>TASCHEN Summer Sale</strong>, quattro giorni durante i quali nei TASCHEN Store e online su taschen.com sarà disponibile un&#8217;ampia selezione di volumi dedicati ad arte, fotografia, moda, architettura, design, cinema, musica, lifestyle e cultura pop, <strong>con riduzioni dal 25% fino al 75%</strong>. Un&#8217;occasione particolarmente interessante per avvicinarsi all&#8217;universo della casa editrice tedesca o per aggiungere alla propria collezione uno di quei grandi volumi che normalmente finiscono inevitabilmente nella wishlist.</p>



<h2>Da Caravaggio a Basquiat: l&#8217;arte entra in biblioteca</h2>



<p>Scorrere il catalogo del Summer Sale significa attraversare secoli di storia dell&#8217;arte nel giro di poche pagine. Tra i titoli presenti troviamo monografie e raccolte dedicate ad alcuni dei nomi che hanno definito il nostro immaginario: <strong>Caravaggio, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Rembrandt, Vermeer, Monet, Gustav Klimt, Salvador Dalí, Vincent van Gogh, Frida Kahlo, Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol</strong>.</p>



<p>È proprio questa capacità di far dialogare epoche lontanissime a rendere il catalogo TASCHEN così riconoscibile. Si può partire dalla potenza drammatica di <em>Caravaggio, Complete Works</em>, passare attraverso Leonardo e i suoi dipinti, entrare nell&#8217;universo intimo e simbolico di Kahlo e arrivare alla New York di Basquiat e Warhol. Nel catalogo della promozione compaiono anche titoli come <em>Warhol and Basquiat</em>, <em>Warhol, Polaroids</em> e i volumi dedicati ai suoi disegni e libri illustrati: diverse porte d&#8217;accesso a una delle figure che più di ogni altra ha trasformato il confine tra arte, celebrità, comunicazione e cultura pop.</p>



<p>E per chi guarda più a Oriente, non mancano <strong>Hokusai</strong>, Hiroshige e le stampe giapponesi: mondi visivi che hanno attraversato i secoli influenzando profondamente anche l&#8217;arte e il design occidentali. Accanto ai grandi maestri trovano spazio protagonisti della contemporaneità come <strong>David Hockney e Ai Weiwei</strong>, confermando la vocazione enciclopedica di un catalogo capace di passare dalla storia alla cultura visiva del presente.</p>



<h2>Newton, Lindbergh e le immagini che hanno costruito la moda</h2>



<p>Se l&#8217;arte rappresenta uno dei pilastri di TASCHEN, la fotografia è probabilmente uno degli ambiti in cui i suoi libri diventano maggiormente degli oggetti da collezione. E il Summer Sale offre diversi nomi che hanno letteralmente costruito il nostro modo di guardare la moda e le celebrity.</p>



<p>A partire da <strong>Helmut Newton</strong>, presente con titoli come <em>Newton, Legacy</em>, <em>Polaroids</em>, <em>Berlin</em>, <em>Gun for Hire</em> e il monumentale <em>SUMO</em>. Immagini provocatorie, eleganti e immediatamente riconoscibili che hanno contribuito a trasformare la fotografia fashion in un linguaggio autonomo.</p>



<p>Al suo fianco c&#8217;è <strong>Peter Lindbergh</strong>, altro gigante dell&#8217;immagine contemporanea, con <em>Fashion</em>, <em>Untold Stories</em>, <em>Shadows on the Wall</em> e soprattutto <em>Lindbergh, Dior</em>: un incontro tra fotografia e haute couture che attraversa decenni di storia della Maison. E ancora Mario Testino con <strong>Kate Moss</strong>, uno dei volti simbolo della moda tra anni Novanta e Duemila.</p>



<p>Per chi vuole invece una visione più ampia della storia dello stile, <em>Fashion Designers A–Z</em> attraversa protagonisti, linguaggi e trasformazioni che hanno definito il fashion system. Sono libri che funzionano contemporaneamente come documentazione, fonte d&#8217;ispirazione e oggetti da esporre: esattamente quella zona di confine tra editoria e design nella quale TASCHEN ha costruito negli anni una parte importante della propria identità.</p>



<h2>Bowie, Beatles, Kubrick, Star Wars e Marvel: quando la cultura pop diventa storia</h2>



<p>Ma sarebbe riduttivo pensare al Summer Sale come a una promozione dedicata esclusivamente agli appassionati d&#8217;arte. Una parte particolarmente divertente del catalogo è quella riservata alle <strong>icone della cultura pop, della musica e del cinema</strong>.</p>



<p>David Bowie compare attraverso diversi progetti, tra cui <em>The Man Who Fell to Earth</em> e i volumi fotografici a lui dedicati; i <strong>Beatles</strong> sono raccontati attraverso l&#8217;obiettivo di Harry Benson, mentre i <strong>Rolling Stones</strong> diventano protagonisti di un&#8217;altra importante pubblicazione fotografica. Compare persino Marilyn Monroe attraverso <em>Marilyn &amp; Me</em>: tasselli di una memoria collettiva che TASCHEN trasforma in grandi racconti per immagini.</p>



<p>Per il cinema, la scelta diventa ancora più ampia. Gli appassionati di <strong>Stanley Kubrick</strong> possono ritrovare <em>The Kubrick Archives</em>, i suoi lavori fotografici e volumi dedicati a capolavori come <em>2001</em> e <em>The Shining</em>. Chi preferisce gli universi cinematografici diventati fenomeni globali può invece puntare su <strong>Star Wars</strong> o immergersi nel mondo di <strong>James Bond</strong>, fino all&#8217;edizione degli Archives aggiornata a <em>No Time To Die</em>.</p>



<p>E poi c&#8217;è la cultura pop nella sua forma più pura: <strong>Disney, Mickey Mouse, Disneyland e Marvel</strong>. Il catalogo comprende volumi dedicati alla storia dei film Disney, a Topolino e a personaggi che hanno attraversato generazioni, accanto a pubblicazioni sull&#8217;età d&#8217;oro Marvel e su <strong>Spider-Man, Avengers, Fantastic Four, Hulk, Silver Surfer e X-Men</strong>. Libri che dimostrano come fumetto, cinema e intrattenimento siano ormai parte integrante della storia visiva contemporanea.</p>



<h2>Non solo libri: piccoli mondi da portare a casa</h2>



<p>È forse questo il vero fascino di TASCHEN: riuscire a trasformare argomenti apparentemente lontani in esperienze visive. Nel catalogo si passa infatti dall&#8217;arte alle automobili, dall&#8217;architettura ai viaggi, dal design alla natura.</p>



<p>Ci sono <strong>Gaudí</strong>, Tadao Ando e le leggendarie <em>Case Study Houses</em> per gli appassionati di architettura; <em>Homes For Our Time</em> e <em>Interiors Now!</em> per chi cerca ispirazione nell&#8217;interior design; i volumi <em>Living in Japan</em>, <em>Living in Bali</em>, <em>Living in Mexico</em>, <em>Living in Morocco</em>, <em>Living in Provence</em> e <em>Living in Tuscany</em> per viaggiare attraverso case, luoghi e culture.</p>



<p>E ancora le immagini della <strong>NASA</strong>, le automobili Porsche, le motociclette e le sports car, la graphic design, le copertine dei dischi rock, jazz, funk &amp; soul. Centinaia di possibili percorsi diversi che fanno del Summer Sale qualcosa di più interessante della classica vendita promozionale: è un invito a curiosare.</p>



<p>Del resto, è proprio dalla curiosità che nasce la storia di TASCHEN. Fondata da <strong>Benedikt Taschen nel 1980</strong>, la casa editrice è diventata una delle realtà internazionali più riconoscibili nel mondo dei libri d&#8217;arte grazie alle collaborazioni con artisti, fotografi, musicisti, designer e protagonisti della cultura contemporanea. Dalle edizioni più accessibili ai monumentali volumi XL e alle limited edition, l&#8217;obiettivo dichiarato è rimasto lo stesso: creare libri capaci di essere belli tanto nel contenuto quanto nella forma.</p>



<p>A Milano quell&#8217;universo ha anche un indirizzo preciso. Il <strong>TASCHEN Store Milan</strong>, inaugurato nel 2015, si sviluppa su 120 metri quadrati e due livelli, con uno spazio dedicato a novità e bestseller e una galleria per limited edition e stampe. Anche gli interni meritano una visita: dagli scaffali progettati da <strong>Marc Newson</strong> ai pavimenti di <strong>Jonas Wood</strong>, fino agli arredi provenienti dalla collezione personale di Benedikt Taschen, tra cui una lampada disegnata da <strong>Gio Ponti</strong> per l&#8217;Hotel Parco dei Principi e un lampadario di <strong>Flavio Poli per Archimede Seguso</strong> del 1954.</p>



<p>Per quattro giorni, dal <strong>3 a domenica 6 settembre</strong>, il Summer Sale diventa quindi una buona scusa per entrarci — fisicamente oppure online — e perdersi tra centinaia di immagini e storie.</p>



<p>Il problema, semmai, sarà scegliere soltanto un libro.</p>
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		<title>ORBITA, il progetto che trasforma le dimore private in nuove destinazioni della cultura contemporanea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 10:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>ORBITA, il nuovo progetto di ETEREO, apre le porte di residenze private trasformandole in esperienze immersive tra architettura, arte contemporanea e collectible design.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/orbita-etereo-venezia-architettura-arte-collectible-design/">ORBITA, il progetto che trasforma le dimore private in nuove destinazioni della cultura contemporanea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>L&#8217;architettura non è soltanto uno spazio da abitare, ma può diventare un luogo di scoperta, dialogo e ispirazione. Da questa visione nasce <strong>ORBITA</strong>, il nuovo progetto internazionale ideato dallo studio ETEREO, che apre le porte di straordinarie residenze private trasformandole in esperienze culturali immersive. Il debutto avverrà a Venezia, dove uno storico palazzo affacciato sul Canal Grande diventerà il palcoscenico di un percorso che intreccia architettura, arte contemporanea e collectible design, ridefinendo il concetto stesso di esposizione.</p>



<h2><strong>Una nuova idea di esperienza culturale</strong></h2>



<p>Più che una mostra, ORBITA si presenta come una piattaforma curatoriale itinerante capace di restituire nuova vita a luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Ogni residenza coinvolta diventa uno spazio narrativo in continua evoluzione, dove installazioni site-specific, opere d&#8217;arte e design da collezione dialogano con la storia dell&#8217;edificio che le ospita. L&#8217;obiettivo non è semplicemente esporre oggetti, ma creare un&#8217;esperienza immersiva in cui il visitatore possa vivere gli ambienti come un racconto fatto di memoria, creatività e sperimentazione.</p>



<h2><strong>Venezia inaugura il primo capitolo</strong></h2>



<p>La prima edizione prende vita a Palazzo Ca&#8217; Donà, storica dimora veneziana attualmente interessata da un importante progetto di restauro. Prima del suo ritorno a residenza privata, il palazzo apre eccezionalmente le proprie porte trasformandosi in un laboratorio culturale dove il fascino della storia incontra il linguaggio contemporaneo. Il percorso espositivo si ispira al ruolo di Venezia come crocevia di popoli e culture, accompagnando il pubblico attraverso ambienti che evocano paesaggi, tradizioni e suggestioni provenienti da diverse parti del mondo.</p>



<h2><strong>Arte, design e alto artigianato in un unico racconto</strong></h2>



<p>A dare forma all&#8217;universo di ORBITA contribuisce una selezione di protagonisti del panorama artistico e del design internazionale. Nilufar costruisce un dialogo tra design storico e contemporaneo, Brun Fine Art affianca opere che attraversano epoche differenti, mentre lo scultore Massimiliano Pelletti e il progetto artistico Another View ampliano il percorso con installazioni e opere che riflettono sui temi della memoria, del viaggio e della trasformazione. Il risultato è un ecosistema creativo in cui discipline diverse convivono armoniosamente, offrendo una lettura inedita dello spazio domestico.</p>



<h2><strong>Il lusso come esperienza da vivere</strong></h2>



<p>Con ORBITA, ETEREO propone una nuova interpretazione del lusso contemporaneo, dove esclusività significa accesso a luoghi normalmente invisibili e possibilità di vivere esperienze culturali autentiche. Il progetto non si limita a valorizzare il patrimonio architettonico, ma costruisce un dialogo tra passato e presente, trasformando ogni dimora in un punto d&#8217;incontro tra arte, design e ricerca. Venezia rappresenta soltanto il primo capitolo di un percorso internazionale destinato a evolversi, portando questa visione in nuove città e in nuove residenze iconiche.</p>
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		<title>Il Malloppo: Diego Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni a caccia di un tesoro dimenticato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[il malloppo]]></category>
		<category><![CDATA[Mago Forest]]></category>
		<category><![CDATA[Max Angioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il Malloppo porta al cinema Diego Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni in una crime comedy tra lingotti scomparsi, vecchi criminali e detective decisamente improvvisati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-9.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Un investigatore privato più esperto di “corna e gattini” che di grandi casi criminali, un ex rapinatore con qualche fantasma di troppo nell&#8217;armadio e un tirocinante decisamente improbabile. Sono gli ingredienti di <em><strong>Il Malloppo</strong></em>, la nuova <strong>crime comedy diretta da Volfango De Biasi</strong>, che arriva nelle sale italiane <strong>dal 3 settembre con Vision Distribution</strong>. Protagonisti <strong>Diego Abatantuono, Michele Foresta – in arte Mago Forest – e Max Angioni</strong>, chiamati a inseguire un misterioso bottino di lingotti d&#8217;oro scomparso negli anni Ottanta. Tra vecchi complici, equivoci e indagini fuori controllo, il crime incontra così la commedia italiana.</p>



<h2><strong>Un detective decisamente fuori allenamento</strong></h2>



<p>Al centro della storia c&#8217;è <strong>Michele Ragusa</strong>, interpretato da Mago Forest: investigatore privato senza soldi e, soprattutto, senza una carriera particolarmente gloriosa. La sua quotidianità è fatta di piccoli incarichi e casi ben lontani dalle grandi indagini da cinema. Quando può, trova rifugio nell&#8217;osteria dell&#8217;amico <strong>Diego Viani</strong>, interpretato da Abatantuono.</p>



<p>Peccato che Diego non sia esattamente un oste come gli altri. Prima di cambiare vita è stato un rapinatore e il suo passato torna improvvisamente a bussare alla porta quando riemerge la storia di un <strong>bottino di lingotti d&#8217;oro scomparso negli anni Ottanta</strong>. Per Michele è finalmente l&#8217;occasione di confrontarsi con un vero mistero. O, forse, di finire in guai molto più grandi di lui.</p>



<h2><strong>Mago Forest e Max Angioni, detective per caso</strong></h2>



<p>A complicare ulteriormente l&#8217;indagine arriva <strong>Alex</strong>, interpretato da Max Angioni, improbabile tirocinante di Michele che lavora, per di più, senza essere pagato. Il risultato è una squadra investigativa lontanissima dall&#8217;immaginario impeccabile dei detective tradizionali.</p>



<p>Tra inseguimenti, vecchi complici, segreti rimasti nascosti per oltre trent&#8217;anni e continui colpi di scena, l&#8217;indagine diventa così il terreno perfetto per costruire la componente più surreale del film. Il mistero c&#8217;è, il malloppo pure. Quello che manca, almeno inizialmente, sembra essere qualcuno davvero qualificato per ritrovarlo.</p>



<h2><strong>Diego Abatantuono e un passato che ritorna</strong></h2>



<p>A dare peso alla componente crime è proprio il personaggio di <strong>Diego Abatantuono</strong>, costretto a confrontarsi con una vita che credeva ormai archiviata. Il suo ex rapinatore diventato ristoratore diventa il punto di contatto tra presente e passato, mentre la ricerca dell&#8217;oro riporta in scena persone e segreti che sembravano dimenticati.</p>



<p>Accanto al trio protagonista troviamo <strong>Maria Amelia Monti, Irene Girotti, Antonio Catania, Paola Sambo e Bebo Storti</strong>, in un cast che mescola differenti generazioni e linguaggi della comicità italiana. Ed è proprio dall&#8217;incontro tra il mistero criminale e l&#8217;inadeguatezza dei suoi protagonisti che <em>Il Malloppo</em> costruisce la propria identità.</p>



<h2><strong>Il crime italiano cambia registro</strong></h2>



<p>Volfango De Biasi firma anche la sceneggiatura insieme a <strong>Herbert Simone Paragnani, Gianluca Belardi, Irene Girotti e Salvo Di Paola</strong>. La fotografia è affidata a Roberto Forza, la scenografia a Ivana Gargiulo, i costumi a Giovanni Schiera e il montaggio a Stefano Chierchiè.</p>



<p>Prodotto da <strong>Attilio De Razza e Nicola Picone per Tramp Limited</strong>, in associazione con Vision Distribution e in collaborazione con SKY, il film sceglie quindi di prendere gli ingredienti classici del crime — un bottino scomparso, un passato criminale, un&#8217;indagine e una serie di sospetti — per portarli nel territorio della commedia. Perché a volte, per diventare eroi, non serve essere detective impeccabili. Basta riuscire a sopravvivere alla propria indagine.</p>
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		<title>Carlo Forcolini in mostra: il design come visione, impresa e responsabilità culturale</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/carlo-forcolini-mostra-adi-design-museum/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[ADI Design Museum]]></category>
		<category><![CDATA[carlo forcolini]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>L'ADI Design Museum dedica una mostra a Carlo Forcolini, ripercorrendo il suo contributo al design italiano tra progetto, impresa, formazione e cultura.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/08/Progetto-senza-titolo-23.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Il design non è soltanto la creazione di oggetti, ma un linguaggio capace di interpretare il presente e immaginare il futuro. È da questa prospettiva che prende forma la nuova mostra dell&#8217;<strong>ADI Design Museum</strong>, dedicata a <strong>Carlo Forcolini</strong>, una delle personalità più autorevoli del design italiano contemporaneo. L&#8217;esposizione racconta un percorso che attraversa creatività, imprenditoria, formazione e impegno civile, offrendo uno sguardo completo su una figura che ha contribuito a ridefinire il significato stesso del progetto.</p>



<h2><strong>Un protagonista che ha segnato il design italiano</strong></h2>



<p>La mostra ripercorre le molteplici esperienze di Carlo Forcolini, evidenziando la sua capacità di muoversi con naturalezza tra discipline diverse. Designer, imprenditore e promotore culturale, Forcolini ha costruito una carriera in cui ricerca progettuale e visione strategica si sono costantemente intrecciate, contribuendo alla crescita del design italiano ben oltre la dimensione del singolo prodotto.</p>



<h2><strong>Oggetti che raccontano un modo di pensare</strong></h2>



<p>L&#8217;esposizione non si limita a presentare una selezione di lavori iconici, ma costruisce un racconto più ampio fatto di oggetti, idee, relazioni ed esperienze. Ogni elemento esposto diventa il punto di partenza per comprendere il metodo progettuale di Forcolini, dove innovazione, cultura d&#8217;impresa e attenzione verso la società convivono in un equilibrio che ha influenzato generazioni di progettisti.</p>



<h2><strong>Un allestimento che invita alla scoperta</strong></h2>



<p>Curata da <strong>Luciano Galimberti</strong> con il progetto espositivo firmato da <strong>Valentina Fisichella</strong>, la mostra accompagna il visitatore in un percorso fluido che mette in dialogo materiali, testimonianze e opere. Il risultato è un&#8217;esperienza immersiva che restituisce la complessità di una carriera costruita sulla continua contaminazione tra creatività, industria e ricerca culturale.</p>



<h2><strong>Il valore di un&#8217;eredità che guarda al futuro</strong></h2>



<p>Più che celebrare una carriera, l&#8217;iniziativa dell&#8217;ADI Design Museum invita a riflettere sul ruolo del design nella società contemporanea. Attraverso il percorso di Carlo Forcolini emerge una visione in cui progettare significa assumersi una responsabilità nei confronti delle persone, del territorio e della cultura. Un messaggio che conferma quanto il design possa essere, ancora oggi, uno strumento di cambiamento e innovazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/carlo-forcolini-mostra-adi-design-museum/">Carlo Forcolini in mostra: il design come visione, impresa e responsabilità culturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>Sony BRAVIA 6: il cinema entra in salotto con il nuovo OLED 4K</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/sony-bravia-6-oled-4k-google-tv-gemini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[gemini]]></category>
		<category><![CDATA[google tv]]></category>
		<category><![CDATA[oled 4k]]></category>
		<category><![CDATA[sony bravia 6]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Sony amplia la gamma BRAVIA con il nuovo OLED 4K BRAVIA 6, combinando qualità cinematografica, Triluminos Pro, audio immersivo e Google TV con Gemini.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/sony-bravia-6-oled-4k-google-tv-gemini/">Sony BRAVIA 6: il cinema entra in salotto con il nuovo OLED 4K</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-8.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Neri profondi, colori intensi e un’intelligenza artificiale sempre più presente nell’esperienza di visione. <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.sony.it/?utm_source=chatgpt.com">Sony</a> amplia la famiglia BRAVIA con il nuovo <strong>TV OLED 4K BRAVIA 6</strong>, disponibile in alcuni Paesi selezionati. Un modello che punta a portare il linguaggio cinematografico direttamente nel living, combinando <strong>tecnologia OLED, Triluminos Pro™, Dolby Vision®, Dolby Atmos® e DTS:X®</strong> con <strong>Google TV e Gemini integrato</strong>. Il risultato è un televisore pensato non soltanto per guardare contenuti, ma per renderli sempre più immersivi.</p>



<h2><strong>OLED, il nero diventa protagonista</strong></h2>



<p>Il cuore di <strong>BRAVIA 6</strong> è la tecnologia OLED, che permette di ottenere <strong>neri profondi e colori vivaci</strong>, elementi essenziali quando l&#8217;obiettivo è avvicinare l&#8217;esperienza domestica a quella cinematografica.</p>



<p>A questa si affianca <strong>Triluminos Pro™</strong>, tecnologia sviluppata per valorizzare la resa cromatica. Film, serie e contenuti d&#8217;intrattenimento possono così contare su un&#8217;immagine che punta sulla ricchezza dei colori e sulla profondità, proseguendo la ricerca di Sony sulla qualità visiva della gamma BRAVIA.</p>



<h2><strong>Dolby Vision e Dolby Atmos: l’effetto cinema è completo</strong></h2>



<p>Ma una bella immagine non basta. BRAVIA 6 mette insieme <strong>Dolby Vision®</strong> sul fronte video e <strong>Dolby Atmos® e DTS:X®</strong> per il comparto sonoro, costruendo un ecosistema audiovisivo orientato all&#8217;immersione.</p>



<p>È proprio nell&#8217;incontro tra immagine e suono che il nuovo OLED vuole esprimere la propria identità: il televisore non viene più pensato come un semplice schermo al centro della stanza, ma come il fulcro dell&#8217;intrattenimento domestico. Una filosofia particolarmente coerente con l&#8217;evoluzione del living contemporaneo, dove tecnologia, interior design e fruizione dei contenuti convivono ormai nello stesso spazio.</p>



<h2><strong>Gemini arriva dentro Google TV</strong></h2>



<p>La componente smart compie un ulteriore passo avanti grazie a <strong>Google TV con Gemini integrato</strong>. L&#8217;intelligenza artificiale entra così nell&#8217;esperienza BRAVIA, affiancandosi alla piattaforma che organizza e rende accessibili contenuti e servizi direttamente dal televisore.</p>



<p>Una direzione che racconta bene come stia cambiando il concetto stesso di smart TV: non soltanto più app e piattaforme, ma sistemi sempre più evoluti con cui interagire. L&#8217;AI diventa quindi un ulteriore tassello di un prodotto che prova a combinare qualità cinematografica e nuove modalità di utilizzo.</p>



<h2><strong>BRAVIA amplia il suo universo OLED</strong></h2>



<p>Con l&#8217;arrivo di <strong>BRAVIA 6</strong>, Sony aggiunge una nuova alternativa OLED alla propria offerta, ampliando le possibilità di scelta all&#8217;interno della famiglia BRAVIA. L&#8217;obiettivo dichiarato resta quello di sviluppare televisori capaci di rispondere a differenti esigenze di visione e intrattenimento, continuando a investire tanto sull&#8217;immagine quanto sul suono.</p>



<p>BRAVIA 6 si inserisce così in una nuova idea di lusso tecnologico domestico: meno legata all&#8217;esibizione e sempre più alla qualità dell&#8217;esperienza. Perché il vero spettacolo, almeno questa volta, può cominciare senza uscire di casa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/sony-bravia-6-oled-4k-google-tv-gemini/">Sony BRAVIA 6: il cinema entra in salotto con il nuovo OLED 4K</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>TAG Heuer Monza compie 50 anni: il cronografo nato dalla Formula 1 torna in edizione limitata</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/jewels/tag-heuer-monza-flyback-chronograph-50-anni-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jewels]]></category>
		<category><![CDATA[50 ANNI]]></category>
		<category><![CDATA[chronograph]]></category>
		<category><![CDATA[flyback]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-7-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-7-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-7-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-7-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-7.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>TAG Heuer celebra i 50 anni del Monza con un nuovo Flyback Chronograph in carbonio forgiato, prodotto in soli 500 esemplari e profondamente legato alla storia della Formula 1.</p>
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<p>Cinquant’anni di velocità, precisione e adrenalina condensati in 42 millimetri. <strong>TAG Heuer celebra il mezzo secolo del Monza</strong> riportando sulla linea di partenza uno dei cronografi racing più riconoscibili della Maison. Il nuovo <strong>TAG Heuer Monza Flyback Chronograph</strong> guarda direttamente al modello nato nel 1976, ma lo traduce attraverso carbonio forgiato, meccanica contemporanea e dettagli ad alte prestazioni. Presentato alla vigilia del <strong>Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza</strong>, arriva in appena <strong>500 esemplari numerati</strong>: un anniversario che profuma di asfalto, storia e collezionismo.</p>



<h2><strong>Tutto comincia con Ferrari e Niki Lauda</strong></h2>



<p>Per capire il Monza bisogna tornare agli anni Settanta, quando orologeria e motorsport iniziano a parlare una lingua comune. Nel <strong>1971 Heuer diventa Cronometrista Ufficiale della Scuderia Ferrari</strong>, prima Maison orologiera a stringere una partnership con un team di Formula 1. Quattro anni più tardi, <strong>Niki Lauda conquista il Mondiale Piloti</strong>, riportando il titolo alla Ferrari dopo undici anni.</p>



<p>È per celebrare quel successo che, nel <strong>1976</strong>, nasce il Monza: un cronografo dal carattere immediatamente riconoscibile, dominato da un&#8217;estetica scura e da un&#8217;identità profondamente racing. Dopo essere uscito di scena nei primi anni Ottanta e aver fatto ritorno all&#8217;inizio del nuovo millennio, il modello è stato reinterpretato più volte senza perdere il proprio legame con le competizioni. Oggi quella storia raggiunge il traguardo dei cinquant&#8217;anni.</p>



<h2><strong>Carbonio, nero e rosso: il racing diventa lusso</strong></h2>



<p>Il nuovo Monza non prova a replicare semplicemente il passato. Ne conserva l&#8217;attitudine e cambia il linguaggio. La protagonista è una <strong>cassa da 42 mm in carbonio forgiato</strong>, materiale leggero e resistente strettamente legato al motorsport contemporaneo. La sua texture marmorizzata rende inoltre ogni esemplare visivamente diverso dagli altri.</p>



<p>Sul quadrante nero tornano invece i codici cromatici che hanno costruito l&#8217;identità della collezione: <strong>nero, bianco e accenti rossi</strong>, con lancette di ore e minuti trattate con Super-LumiNova bianca. Il contatore cronografico dei minuti è posizionato a ore 3, i piccoli secondi a ore 6 e la data inclinata a ore 9. A completare l&#8217;estetica racing arriva il cinturino in <strong>pelle di vitello nera traforata con cuciture rosse</strong>, un dettaglio che sembra uscito direttamente dal paddock degli anni Settanta.</p>



<h2><strong>Il Flyback trasforma ogni secondo in performance</strong></h2>



<p>Dietro l&#8217;estetica dark si nasconde il cuore tecnico dell&#8217;orologio. Attraverso il fondello in vetro zaffiro è visibile il <strong>Calibro di Manifattura TH20-12 certificato COSC</strong>, dotato della funzione cronografo Flyback. Con una sola pressione è possibile azzerare e riavviare immediatamente il cronografo, senza interrompere prima la misurazione: una complicazione perfettamente coerente con un segnatempo che continua a pensare come uno strumento da corsa.</p>



<p>Sul réhaut trovano posto sia la <strong>scala tachimetrica sia quella pulsometrica</strong>, mentre la cassa garantisce un&#8217;impermeabilità fino a 100 metri. Heritage e innovazione non vengono quindi trattati come due universi opposti: il Monza prende l&#8217;estetica della propria storia e la porta dentro l&#8217;orologeria sportiva contemporanea.</p>



<h2><strong>Solo 500 esemplari per celebrare mezzo secolo</strong></h2>



<p>Il nuovo <strong>TAG Heuer Monza Flyback Chronograph</strong> sarà disponibile da <strong>settembre 2026</strong> in un&#8217;edizione limitata a <strong>500 pezzi numerati</strong>, ciascuno identificato dall&#8217;incisione sul fondello. Il prezzo indicativo per l&#8217;Europa è di <strong>13.350 euro</strong>.</p>



<p>Una scelta che trasforma il cinquantesimo anniversario in qualcosa di più di una semplice operazione celebrativa. Perché il Monza nasce da un momento preciso della storia della Formula 1 e, mezzo secolo più tardi, torna proprio durante uno dei weekend simbolo del calendario automobilistico. Cambiano materiali, tecnologia e prestazioni, ma resta la stessa ossessione: <strong>misurare il tempo quando ogni frazione di secondo conta</strong>.</p>
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		<title>The Runner: Gal Gadot corre contro il tempo nel nuovo thriller ad alta tensione di Prime Video</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/the-runner-gal-gadot-prime-video-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 17:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[gal gadot]]></category>
		<category><![CDATA[prime video 2026]]></category>
		<category><![CDATA[the runner]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Gal Gadot torna all’action in The Runner, il thriller psicologico di Kevin Macdonald che trasforma una corsa attraverso Londra in una lotta contro il tempo per salvare un figlio rapito.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-6.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Londra, una corsa mattutina e una telefonata capace di trasformare pochi secondi in un incubo. <strong>Gal Gadot</strong> torna all’action con <em><strong>The Runner</strong></em>, il nuovo thriller psicologico diretto da <strong>Kevin Macdonald</strong>, disponibile da <strong>oggi, 2 settembre 2026, su <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.primevideo.com/-/it/detail/0MHL3PDMP9F9YY88VUUWRW1A4W?utm_source=chatgpt.com">Prime Video</a></strong>. Questa volta niente superpoteri: al centro della storia c’è Maia Marten, brillante avvocata londinese costretta a correre attraverso la città dopo il rapimento del figlio. Una regola soltanto: continuare a muoversi e obbedire agli ordini della misteriosa voce dall’altra parte del telefono.</p>



<h2><strong>Una telefonata e l’incubo comincia</strong></h2>



<p>Maia Marten è abituata a stare un passo avanti agli altri. Professionista affermata ai vertici del mondo legale londinese, vede però ogni certezza crollare durante quella che dovrebbe essere una normale corsa mattutina. Suo figlio è stato rapito e chi lo tiene prigioniero detta condizioni tanto semplici quanto spietate: <strong>non fermarsi, eseguire gli ordini e non fidarsi di nessuno</strong>.</p>



<p>Da quel momento Londra si trasforma in un enorme percorso a ostacoli. Il film costruisce la propria tensione intorno al movimento e alla pressione del tempo, seguendo Maia mentre viene trascinata sempre più profondamente in un gioco nel quale ogni scelta può avere conseguenze irreversibili.</p>



<h2><strong>Gal Gadot senza mantello</strong></h2>



<p>Dopo anni trascorsi tra blockbuster e grandi produzioni action, Gadot affronta qui un personaggio molto più vulnerabile. Maia non parte come un’eroina invincibile: è una donna che deve reagire a una situazione estrema affidandosi al proprio istinto, alla resistenza fisica e soprattutto alla determinazione di una madre.</p>



<p>E il set si è rivelato particolarmente impegnativo anche nella realtà. Gadot ha raccontato di essersi allenata nella corsa con un coach olimpico e di essersi infortunata ai piedi durante le riprese, arrivando a terminare il film con le stampelle. Una preparazione fisica che riflette la natura stessa di un progetto costruito quasi interamente sull&#8217;idea della corsa.</p>



<h2><strong>Londra diventa parte del thriller</strong></h2>



<p>Dietro la macchina da presa c’è <strong>Kevin Macdonald</strong>, regista premio Oscar per il documentario <em>One Day in September</em> e autore di titoli come <em>The Last King of Scotland</em>. Per <em>The Runner</em>, su sceneggiatura di <strong>Mark Gibson</strong>, il filmmaker trasforma la capitale britannica in qualcosa di più di una semplice ambientazione.</p>



<p>Strade, metropolitana e spazi urbani diventano parte della pressione esercitata sulla protagonista, mentre il racconto procede con il ritmo di una gara contro il tempo. Dall’altra parte del telefono troviamo <strong>Damian Lewis</strong>, che interpreta l&#8217;uomo responsabile degli ordini che guidano la corsa di Maia.</p>



<h2><strong>Un action thriller che non vuole fermarsi</strong></h2>



<p>Con una durata di circa <strong>85 minuti</strong>, <em>The Runner</em> sceglie una struttura compatta, costruita per immergere rapidamente lo spettatore nella situazione della protagonista. È un cinema di movimento, smartphone, sorveglianza e adrenalina, dove una città iperconnessa può trasformarsi improvvisamente in una trappola.</p>



<p>Al centro, però, rimane una domanda molto più elementare della tecnologia che circonda Maia: <strong>fino a dove può spingersi una madre per salvare suo figlio?</strong> È su questa tensione che il film costruisce la sua corsa. E dal 2 settembre, il cronometro è ufficialmente partito.</p>
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		<title>Apple accelera sul futuro: Mac mini e Mac Studio diventano ancora più potenti con M6 e M5 Ultra</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/apple-mac-mini-mac-studio-m6-m5-ultra-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[m6]]></category>
		<category><![CDATA[Mac Mini]]></category>
		<category><![CDATA[mac studio]]></category>
		<category><![CDATA[ultra]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Apple rinnova Mac mini e Mac Studio con M6, M5 Pro, M5 Max e M5 Ultra, puntando su prestazioni superiori, AI on-device e connettività professionale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/apple-mac-mini-mac-studio-m6-m5-ultra-2026/">Apple accelera sul futuro: Mac mini e Mac Studio diventano ancora più potenti con M6 e M5 Ultra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-5.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Più potenza, più intelligenza artificiale e dimensioni che continuano a sfidare l’idea tradizionale di desktop. <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.apple.com/it/?utm_source=chatgpt.com">Apple</a> rinnova <strong>Mac mini e Mac Studio</strong>, mettendo al centro della nuova generazione i chip <strong>M6, M5 Pro, M5 Max e M5 Ultra</strong>. L’obiettivo è chiaro: trasformare due dei computer più compatti della gamma in workstation capaci di accompagnare creator, developer e professionisti nei flussi di lavoro più complessi, con un&#8217;attenzione particolare all&#8217;<strong>AI on-device</strong>. E questa volta il salto tecnologico parte anche dai 2 nanometri.</p>



<h2><strong>Mac mini: piccolo fuori, decisamente meno “mini” dentro</strong></h2>



<p>Il nuovo <strong>Mac mini</strong> conserva la filosofia che ne ha fatto uno dei desktop più riconoscibili di Apple: occupare pochissimo spazio senza rinunciare alle prestazioni. La vera novità è all’interno, dove arrivano il <strong>nuovissimo M6</strong> e, per chi cerca una configurazione ancora più professionale, <strong>M5 Pro</strong>.</p>



<p>Con M6, Apple dichiara <strong>prestazioni AI fino a quattro volte più veloci</strong>, una grafica fino a due volte più reattiva e prestazioni CPU superiori fino al 40%. M5 Pro alza invece l&#8217;asticella per i workload professionali più impegnativi, dalla produzione video allo sviluppo di videogiochi. A completare il pacchetto arrivano <strong>Wi-Fi 7, Bluetooth 6 ed Ethernet 2,5Gb</strong>, configurabile fino a 10Gb.</p>



<p>Il prezzo parte da <strong>1.079 euro</strong> per Mac mini con M6, che scendono a 959 euro per il settore Education, mentre la versione con M5 Pro parte da <strong>2.029 euro</strong>, o 1.909 euro con prezzo Education.</p>



<h2><strong>Mac Studio porta l’AI sulla scrivania</strong></h2>



<p>Se Mac mini punta sull&#8217;equilibrio tra compattezza e potenza, <strong>Mac Studio</strong> guarda direttamente al territorio delle workstation. La nuova generazione arriva con <strong>M5 Max e M5 Ultra</strong>, mantenendo il caratteristico design compatto ma portando le prestazioni AI e grafiche a un livello superiore.</p>



<p>Secondo i dati comunicati da Apple, il nuovo Mac Studio raggiunge <strong>prestazioni AI fino a 4,3 volte superiori</strong>, archiviazione fino a due volte più veloce, grafica fino a 1,8 volte più scattante e una CPU fino a 1,3 volte più rapida. Numeri pensati soprattutto per <strong>creator, developer, data scientist e team impegnati nella ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale</strong>, che possono contare anche su una maggiore banda di memoria.</p>



<p>Sul fronte della connettività troviamo fino a <strong>sei porte Thunderbolt 5</strong>, Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e la possibilità di gestire fino a <strong>otto monitor</strong>. Mac Studio con M5 Max parte da <strong>3.049 euro</strong>, mentre per la configurazione con M5 Ultra si sale a <strong>6.699 euro</strong>.</p>



<h2><strong>M6 inaugura l’era dei 2 nanometri</strong></h2>



<p>Dietro l&#8217;evoluzione dei nuovi Mac c&#8217;è soprattutto <strong>M6</strong>, indicato da Apple come il suo primo chip realizzato con una tecnologia produttiva a <strong>2 nanometri</strong>. L&#8217;architettura comprende una <strong>CPU a 12 core</strong>, una GPU a 12 core con Neural Accelerator, un <strong>Dual Neural Engine a 16 core</strong> e una banda di memoria unificata fino a 170 GB/s.</p>



<p>Il risultato racconta bene la direzione intrapresa dal computing contemporaneo: l&#8217;intelligenza artificiale non è più soltanto un servizio esterno al dispositivo, ma diventa parte integrante dell&#8217;architettura hardware. Mac mini assume così un ruolo particolarmente interessante, portando capacità AI più avanzate all&#8217;interno del desktop più compatto della famiglia.</p>



<h2><strong>M5 Ultra, la potenza diventa estrema</strong></h2>



<p>All&#8217;estremità opposta della gamma troviamo <strong>M5 Ultra</strong>, presentato come il chip Apple più potente mai realizzato per i flussi professionali e l&#8217;intelligenza artificiale. Attraverso una nuova generazione della tecnologia <strong>UltraFusion</strong>, Apple introduce un&#8217;architettura quad-die inedita per un SoC della serie M.</p>



<p>Le specifiche arrivano fino a una <strong>CPU a 36 core e una GPU a 80 core</strong>, accompagnate da <strong>1,2 TB/s di banda di memoria unificata</strong>, il 50% in più rispetto a M3 Ultra. È qui che Mac Studio mostra definitivamente la propria vocazione: non semplicemente un computer più veloce, ma una macchina costruita per chi lavora con video, grafica, sviluppo e modelli AI particolarmente esigenti.</p>



<p>Con Mac mini e Mac Studio, Apple continua così a seguire una formula ormai distintiva: <strong>ridurre lo spazio fisico e aumentare quello creativo</strong>. Due desktop molto diversi per pubblico e prezzo, ma accomunati dalla stessa idea di lusso tecnologico contemporaneo: prestazioni estreme, design essenziale e sempre meno compromessi.</p>
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		<title>Roberto Rossellini torna a Venezia: “Viaggio in Italia” rinasce in 4K e conquista il mondo</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/viaggio-in-italia-rossellini-restauro-4k-venezia-83/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[restauro 4k]]></category>
		<category><![CDATA[rossellini]]></category>
		<category><![CDATA[venezia 83]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-4-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-4-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-4-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-4-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-senza-titolo-4.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Viaggio in Italia di Roberto Rossellini torna a Venezia restaurato in 4K da Cinecittà, inaugurando le celebrazioni internazionali per i 120 anni dalla nascita del Maestro.</p>
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<p>Ci sono film che appartengono alla storia e altri che continuano a riscriverla. <em><strong>Viaggio in Italia</strong></em> di <strong>Roberto Rossellini</strong> appartiene decisamente alla seconda categoria. Il capolavoro del 1954 con <strong>Ingrid Bergman e George Sanders</strong> torna sul grande schermo in una nuova versione <strong>restaurata in 4K da Cinecittà</strong>, presentata il <strong>5 settembre alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</strong>, nella sezione <strong>Venezia Classici, in Sala Corinto</strong>. Ma il Lido è soltanto la prima tappa: il restauro inaugura idealmente un viaggio che porterà Rossellini da Venezia a Los Angeles e New York per celebrare i <strong>120 anni dalla nascita del Maestro</strong>.</p>



<h2><strong>Da Venezia parte un nuovo Viaggio in Italia</strong></h2>



<p>Settantadue anni dopo la sua uscita, <em>Viaggio in Italia</em> conserva intatta quella modernità che inizialmente lasciò spiazzato proprio il pubblico italiano. Rossellini racconta la crisi di <strong>Katherine e Alex</strong>, ricca coppia inglese arrivata a Napoli per vendere una casa ereditata. Il paesaggio campano, gli scavi di Pompei e l&#8217;incontro con una realtà distante dalla loro quotidianità diventano progressivamente lo specchio di un matrimonio attraversato dalla freddezza.</p>



<p>Poi, tra la folla di una processione religiosa, qualcosa cambia. I due si ritrovano e si abbracciano, come se il viaggio geografico avesse lentamente scardinato le loro certezze emotive. Una narrazione apparentemente essenziale che avrebbe finito per cambiare profondamente il modo di concepire il cinema moderno.</p>



<h2><strong>Il film che fece innamorare la Nouvelle Vague</strong></h2>



<p>Se in Italia <em>Viaggio in Italia</em> non fu immediatamente compreso, in Francia trovò alcuni dei suoi più appassionati sostenitori. I critici dei <em><strong>Cahiers du Cinéma</strong></em>, con <strong>François Truffaut</strong> in prima linea, si mobilitarono per difendere il film e favorirne la circolazione nella versione integrale. <strong>Jacques Rivette</strong> ne riconobbe immediatamente la forza innovativa, arrivando a sostenere che, dopo la sua apparizione, tutti gli altri film sembrassero improvvisamente invecchiati.</p>



<p>Rossellini diventò così un riferimento fondamentale per quella generazione destinata a dare vita alla <strong>Nouvelle Vague</strong>. Non a caso la retrospettiva internazionale che accompagna le celebrazioni prende il titolo di <em><strong>Roberto Rossellini Prefers Real Life</strong></em>, citazione del celebre saggio scritto da Truffaut nel 1963, nel quale il cineasta francese rendeva omaggio al regista italiano riconoscendone l&#8217;influenza rivoluzionaria.</p>



<h2><strong>Rossellini vola da Los Angeles a New York</strong></h2>



<p>Dopo Venezia, le celebrazioni attraverseranno l&#8217;Atlantico. Dal <strong>4 novembre</strong>, <em>Roberto Rossellini Prefers Real Life</em> arriverà all’<strong>Academy Museum di Los Angeles</strong>, dove proseguirà fino alla fine del mese e sarà inaugurata alla presenza di <strong>Isabella Rossellini</strong>. Dal <strong>20 novembre</strong>, la rassegna si sposterà invece al <strong>Film Forum di New York</strong>, con la collaborazione di Bruce Goldstein.</p>



<p>Il programma attraversa alcuni dei titoli più importanti della filmografia rosselliniana: da <em>Roma città aperta</em> a <em>Paisà</em>, passando per <em>Germania anno zero</em>, <em>Stromboli</em>, <em>Europa ’51</em>, <em>Francesco, giullare di Dio</em>, <em>La paura</em> e naturalmente <em>Viaggio in Italia</em>. A questi si affiancano documentari come <em>My Dad Is 100 Years Old</em> di Isabella Rossellini, <em>Viva Ingrid!</em> di Alessandro Rossellini e <em>Rossellini visto da Rossellini</em> di Adriano Aprà. Molte delle opere proposte sono state restaurate proprio da <strong>Cinecittà</strong>, trasformando la retrospettiva anche in un grande progetto di conservazione e riscoperta.</p>



<h2><strong>Centoventi anni dopo, Rossellini è ancora contemporaneo</strong></h2>



<p>Celebrare Rossellini significa inevitabilmente interrogarsi sull&#8217;eredità lasciata al cinema contemporaneo. <em>Viaggio in Italia</em>, terzo capitolo del fondamentale sodalizio artistico tra il regista e <strong>Ingrid Bergman</strong>, è forse uno degli esempi più evidenti della sua capacità di anticipare linguaggi che sarebbero diventati centrali soltanto negli anni successivi.</p>



<p>Ed è proprio questo il senso del ritorno a Venezia: non semplicemente restaurare un classico, ma <strong>rimetterlo in circolazione e permettergli di dialogare con una nuova generazione di spettatori</strong>. Da Venezia alla California, fino a New York, il viaggio di Rossellini continua così a seguire la stessa traiettoria del suo cinema: partire dall&#8217;Italia per cambiare lo sguardo del mondo.</p>
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