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	<title>Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Gilt Magazine</title>
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		<title>DNA Jeep e trazione 4xe: arriva la nuova Avenger</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 16:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[jeep]]></category>
		<category><![CDATA[jeep avanger]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/jeep-foto-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/jeep-foto-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/jeep-foto-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/jeep-foto-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/jeep-foto.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Jeep Avenger 4xe, anche nella versione North Face Edition, unisce design, agilità urbana e vera trazione integrale Jeep grazie al sistema mild hybrid da 145 CV, confermando il DNA off-road del marchio</p>
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<p>Il suo segreto è uno solo: piace !! <br>Piace perché è eclettica, perché è giovane, per il suo design, per la sua agilità in città, per la gamma completa; insomma piace perché è una Jeep . <br>Oggi con la versione 4xe,  ( nel caso della nostra prova in versione limitata “North Face Edition” ) , aggiunge la versione che mancava, quella a trazione integrale , quella che caratterizza da sempre ogni Jeep. <br>E’ equipaggiata con un motore 1200 turbo a benzina mild hybrid da 136 cv, mentre tra le ruote posteriori è alloggiato un motore elettrico da 28 cv (21 kW) che porta la potenza massima a 145cv. <br>Più alta di 10mm rispetto alle versioni a due ruote motrici monta pneumatici specifici e sospensioni posteriori multilink più efficaci  di quelle semplicemente interconnesse e anche gli angoli di attacco sono stati modificati, per una resa migliore nell “off-road”.<br>Diverse le modalità di guida selezionabili (Auto, Snow, Sand &amp; Mud e Sport) che rendono più o meno presente la trazione posteriore a seconda delle necessità e del tipo di terreno che si andrà ad affrontare. <br>Internamente non ci sono differenze con le versioni a due ruote motrici anche se nella versione North Face Edition ( realizzata in collaborazione con il noto marchio di abbigliamento ) troviamo sedili rivestiti in un tessuto due volte più resistente, impermeabile e facile da pulire perché è antimacchia e antifango, per solcare anche i terreni più impervi. <br>Jeep dà sempre è un punto di riferimento per i fuoristrada e questa nuova Avenger 4xe sembra avere tutte le carte in regola per emulare le sorelle maggiori ( Wrangler e Grand Cherokee ). <br>Il motore, con parecchi cavalli in più, si fa sentire e risulta sempre pronto e brillante e se la batteria è completamente carica, ci si può muovere solo in elettrico per circa 1 km stando al di sotto dei 30 km/h, utile nei centri urbani per risparmiare carburante .<br>Ad Avenger piace vincere facile e  grazie a questa nuova verisione siamo sicuri aumenteranno ancora di più i numeri di vendita, aumentatando ulteriormente il distacco con le concorrenti. <br>Come già detto più volte se “nasci” Jeep non ti adegui alle mode ma al contrario le crei. <br>Se nasci Jeep parti in vantaggio perché nessuno ha il suo DNA.</p>



<p></p>



<p><strong>Foto : insta 360 5x</strong></p>
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		<title>INDA presenta RAGUSA+: lo specchio tondo di design che unisce luce, tecnologia ed eleganza</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/specchio-bagno-illuminato-ragusa-inda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 20:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[INDA]]></category>
		<category><![CDATA[ragusa+]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Con RAGUSA+, INDA trasforma lo specchio in protagonista del bagno: illuminazione uniforme, controllo della luce e finiture ricercate per un progetto che unisce estetica e funzionalità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa--480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/inda-ragusa-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>La nuova proposta della collezione Specchi&amp;Luci 2025 ridefinisce l’illuminazione nel bagno contemporaneo</strong><strong></strong></p>



<p>Nel bagno contemporaneo lo specchio ha assunto un ruolo centrale: non è più un semplice complemento funzionale, ma un elemento capace di definire l’identità dello spazio. È in questa prospettiva che si inserisce RAGUSA+, la nuova proposta firmata INDA, storico gruppo industriale italiano specializzato nell’arredo bagno e riconosciuto a livello internazionale per qualità e ricerca progettuale.</p>



<p>Pensato per la collezione Specchi&amp;Luci 2025, RAGUSA+ interpreta la forma tonda con un approccio contemporaneo, combinando pulizia formale, attenzione ai dettagli e tecnologia integrata.</p>



<p><strong>Illuminazione uniforme e resa estetica impeccabile</strong><strong></strong></p>



<p>Il tratto distintivo dello specchio è la cornice luminosa che ne definisce il profilo. L’illuminazione frontale si sviluppa lungo l’intero perimetro ed è progettata per orientare la luce verso l’interno, così da garantire una diffusione omogenea e priva di ombre. La superficie riflettente viene valorizzata da una luce equilibrata, ideale per le attività quotidiane come trucco, rasatura o cura della pelle.</p>



<p>L’effetto complessivo è quello di una luminosità avvolgente, capace di migliorare la percezione dello spazio e contribuire a creare un’atmosfera raffinata e accogliente.</p>



<p><strong>Tecnologia discreta per un comfort su misura</strong><strong></strong></p>



<p>La componente tecnologica è integrata con grande discrezione. Una mini tastiera frontale, coordinata alla finitura del telaio, consente di gestire accensione e spegnimento, oltre alla regolazione dell’intensità e della temperatura colore della luce. Questo permette di adattare la resa luminosa ai diversi momenti della giornata, scegliendo una luce più intensa e neutra al mattino oppure più calda e morbida nelle ore serali.</p>



<p>Un dettaglio che rende l’esperienza quotidiana più confortevole e personalizzata, mantenendo intatta la pulizia estetica del prodotto.</p>



<p><strong>Finiture ricercate e libert</strong><strong>à </strong><strong>progettuale</strong><strong></strong></p>



<p>Dal punto di vista stilistico, RAGUSA+ è proposto nelle finiture Bianco opaco, Nero opaco, Bronzo e Oro spazzolato, tonalità eleganti che dialogano con arredi, rivestimenti e rubinetterie di diversa ispirazione. La varietà delle finiture consente di inserirlo con naturalezza sia in ambienti minimalisti sia in contesti più sofisticati.</p>



<p>Disponibile nei diametri di 61, 81, 101 e 121 centimetri, lo specchio offre grande flessibilità progettuale, adattandosi a spazi di dimensioni differenti. È inoltre possibile integrare la retroilluminazione e il sistema anti-appannamento, soluzioni che aumentano ulteriormente praticità e comfort.</p>



<p><strong>Una visione evoluta dell’arredo bagno</strong><strong></strong></p>



<p>Con RAGUSA+, INDA conferma la propria capacità di coniugare estetica, innovazione tecnologica e qualità costruttiva in un progetto coerente. Lo specchio diventa così protagonista dell’ambiente bagno, un elemento capace di unire design e funzionalità in modo armonico. Una proposta pensata per chi desidera uno spazio contemporaneo, curato nei dettagli e progettato per offrire ogni giorno un’esperienza d’uso completa, efficiente ed elegante</p>
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		<title>FÒRA: il lavabo in plastica riciclata che ridefinisce il bagno contemporaneo</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/samo-linea-beta-joe-velluto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 20:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>FÒRA è il lavabo monoblocco firmato JoeVelluto Studio per SAMO LINEABETA che trasforma la plastica riciclata in un elemento di design versatile, pensato per vivere dentro e fuori il bagno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/samo-fora.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Un progetto firmato JoeVelluto Studio per SAMO LINEABETA che unisce forma essenziale, uso versatile e sostenibilit</strong><strong>à </strong><strong>concreta.</strong></p>



<p><strong>Un lavabo che parla da solo</strong><strong></strong></p>



<p>Ci sono prodotti che servono a una funzione e altri che diventano protagonisti dello spazio. FÒRA appartiene alla seconda categoria. È un lavabo freestanding monoblocco progettato da JoeVelluto Studio per SAMO LINEABETA, pensato per inserirsi nello spazio con identità propria. Le sue linee morbide ma decise ne sottolineano il carattere scultoreo, senza compromettere praticità e funzionalità.</p>



<p><strong>Materiale riciclato e scelta consapevole</strong><strong></strong></p>



<p>Il vero tratto distintivo di FÒRA è il materiale: plastica riciclata non verniciata. Questa scelta valorizza la materia nella sua autenticità, evitando sovrastrutture superflue e riducendo l’impatto ambientale. La superficie resta naturale, leggibile al tatto e alla vista, conferendo al lavabo una personalità immediata e coerente con un’idea concreta di sostenibilità.</p>



<p><strong>Indoor e outdoor: un lavabo versatile</strong><strong></strong></p>



<p>FÒRA è pensato per funzionare con naturalezza sia all’interno del bagno sia all’esterno. Grazie alla possibilità di collegamento diretto al tubo da giardino, diventa una soluzione originale per terrazze, giardini o spazi contract all’aperto. Questa doppia anima amplia le possibilità progettuali e lo rende un elemento unico, capace di integrarsi in contesti diversi senza forzature.</p>



<p><strong>Colore e carattere</strong><strong></strong></p>



<p>Le finiture disponibili – Azzurro, Grigio e Tortora – sono studiate per accompagnare diversi stili di interior design. Sobrie ma caratterizzanti, permettono di inserire il lavabo in ambienti minimal o più caldi, senza sacrificare armonia e leggibilità estetica. Il colore diventa così parte integrante del progetto, contribuendo a definirne l’identità.</p>



<p><strong>Design responsabile e concreto</strong><strong></strong></p>



<p>FÒRA non è un esercizio di stile né un manifesto ecologico dichiarato: è un oggetto concreto, ben progettato e versatile. La sua forza sta nell’equilibrio tra estetica, funzionalità e scelta responsabile dei materiali. Un lavabo capace di durare nel tempo e di inserirsi con naturalezza in qualsiasi contesto, confermando la capacità di SAMO LINEABETA di coniugare design contemporaneo e sostenibilità reale.</p>
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		<title>Penélope Cruz: le radici spagnole di un’anima internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:01:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Penélope Cruz conferma una traiettoria internazionale solida e curiosa, sempre pronta a esplorare territori diversi senza perdere la propria identità artistica</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/celebrity/penelope-cruz-le-radici-spagnole-di-unanima-internazionale/">Penélope Cruz: le radici spagnole di un’anima internazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/Penelope-Cruz.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Nel cast de “La sposa!”</strong></p>



<p>Penélope Cruz continua a muoversi con naturalezza tra produzioni internazionali e le sue origini spagnole, alternando progetti autoriali a film di grande richiamo. Il suo 2026 si preannuncia particolarmente intenso, tra ruoli visionari, drammi intimisti e collaborazioni con registi di primo piano.</p>



<p>Tra i titoli più attesi c’è “La sposa!” (regia di Maggie Gyllenhaal), rivisitazione in chiave contemporanea e gotica del mito della sposa di Frankenstein. Ambientato nella Chicago degli anni Trenta, il mostro di Frankenstein chiede alla dottoressa Euphronious di creargli una compagna e la scienziata accetta.</p>



<p>È un territorio narrativo che permette all’attrice madrilena di esplorare sfumature emotive profonde, in un contesto che unisce romanticismo oscuro e riflessione sull’emancipazione femminile. Sarà al cinema dal 6 marzo.</p>



<p><strong>Un futuro ricco di progetti</strong></p>



<p>Penélope Cruz torna poi al cinema spagnolo in ottobre con “La bola negra”, diretto da Javier Calvo e Javier Ambrossi. Ispirato all&#8217;omonima opera incompiuta di Federico García Lorca e all&#8217;opera teatrale “La pietra oscura” di Alberto Conejero, il film è ambientato nel 1932, 1937 e 2017, esplorando le vite interconnesse di tre uomini gay. Qui l’attrice riabbraccia un racconto più legato alla memoria e alla storia, lavorando su un registro drammatico che valorizza la sua intensità e la sua capacità di incarnare figure femminili complesse, spesso attraversate da conflitti interiori e tensioni sociali.</p>



<p>Sul versante internazionale spicca, ancora senza una data di uscita, “Day Drinker”, pellicola d’azione di Marc Webb; la storia segue due persone che si incontrano in modi inaspettati: una lavora al bar di una nave da crociera, mentre l&#8217;altra beve durante il giorno. Ancora una volta Cruz si colloca al centro di un intreccio che mescola seduzione e pericolo, dimostrando quanto il suo carisma funzioni perfettamente anche nei generi più dinamici. Accanto a lei, Johnny Depp.</p>



<p>Con “Bunker”, le cui riprese sono iniziate lo scorso dicembre, l’attrice affronta, invece, un contesto narrativo più claustrofobico e psicologico, in cui la tensione è costruita su relazioni ambigue e situazioni limite. Insieme al marito e collega Javier Bardem, Penélope Cruz è la protagonista della storia di matrimonio che viene messo a dura prova dopo che il coniuge architetto accetta il progetto di costruire un bunker per un miliardario.</p>



<p>Infine, c’è grande curiosità per il nuovo film di Nancy Meyers, ancora senza titolo, che la vedrà protagonista insieme a Owen Wilson, Scarlett Johansson e Michael Fassbender; la storia, a quanto pare, segue un giovane sceneggiatore/regista di talento che si innamora di una produttrice; la coppia finisce per realizzare diversi film di successo prima di troncare la relazione sentimentale e professionale. I due sono costretti a tornare insieme, tuttavia, quando nasce un nuovo grande progetto. La pellicola è prevista in uscita il giorno di Natale del 2027.</p>



<p>Con tutti questi progetti variegati, Penélope Cruz conferma una traiettoria internazionale solida e curiosa, sempre pronta a esplorare territori diversi senza perdere la propria identità artistica.</p>
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		<title>Bottega Veneta Winter 2026: il dialogo tra brutalismo e sensualità che riscrive l’eleganza milanese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Veneta fashion show]]></category>
		<category><![CDATA[fall winter 2026]]></category>
		<category><![CDATA[fall winter 26]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La collezione Bottega Veneta Winter 2026 fonde brutalismo e sensualità in un racconto di eleganza milanese che unisce artigianalità, memoria culturale e innovazione materica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/bottega-veneta-fall-winter-2026.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>C’è qualcosa di profondamente milanese nella nuova collezione <strong>Bottega Veneta Winter 2026</strong>: una sofisticata tensione tra rigore e seduzione, tra architettura e intimità. Presentata a Milano, la collezione mette in scena un racconto estetico che guarda al brutalismo ma lo addolcisce con curve sensuali, nostalgia e un’eleganza quotidiana fatta di gesti spontanei. Il risultato è un guardaroba che celebra la personalità di chi lo indossa, trasformando la moda in un dialogo continuo tra passato, presente e identità.</p>



<p><strong>Architetture morbide: quando la struttura incontra l’intimità</strong></p>



<p>La stagione invernale firmata Bottega Veneta si costruisce attorno a un’idea di <strong>struttura attenuata</strong>, dove la rigidità architettonica si piega alla dimensione più personale e sensuale dell’abito. Le linee sono pulite, quasi austere, ma rivelano un cuore morbido: come una facciata severa che nasconde una bellezza inattesa.</p>



<p>Curve studiate ridefiniscono gli archetipi del guardaroba da giorno, mentre i volumi dialogano con il corpo creando un legame intimo tra capo e persona. È una moda che non impone, ma accompagna. Una moda che lascia spazio all’espressione individuale e ai piccoli gesti di stile.</p>



<p>In questo scenario prende forma anche un interessante <strong>dialogo tra generi e generazioni</strong>, dove l’estetica contemporanea si intreccia con memorie familiari: la pochette da sera della nonna, le scarpe consumate del padre, simboli di una nostalgia affettuosa che diventa linguaggio stilistico.</p>



<p><strong>Pelle, artigianalità e illusioni tessili</strong></p>



<p>Al centro della collezione emerge l’abilità artigianale della maison. <strong>Pelle su pelle</strong>, lavorazioni sofisticate e materiali tecnici dialogano tra loro creando effetti visivi sorprendenti. Bottega Veneta gioca con l’illusione: tessuti in seta, fil coupé, maglieria e fibre innovative replicano l’aspetto della pelliccia senza esserlo.</p>



<p>Questo virtuosismo materico si estende a <strong>abiti, gioielli e calzature</strong>, costruendo un universo coerente dove la ricerca sui materiali diventa parte integrante del racconto estetico. L’essenzialità iniziale della collezione evolve gradualmente verso un registro più teatrale, quasi operistico.</p>



<p><strong>L’eco di Callas e Pasolini</strong></p>



<p>Nel sottofondo culturale della collezione si avvertono suggestioni profonde. L’intensità drammatica di <strong>Maria Callas</strong> e la visione radicale di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> emergono come riferimenti simbolici: due figure che hanno incarnato un’arte capace di rompere le convenzioni.</p>



<p>La moda, in questo caso, non è solo stile ma <strong>narrazione collettiva</strong>. La collezione Winter 2026 si presenta infatti come una celebrazione del lavoro condiviso: cuore, mente e manualità che si incontrano in un processo creativo corale.</p>



<p>Ed è proprio in questa dimensione comunitaria che la visione di Bottega Veneta trova la sua forza: un’eleganza che nasce dall’individualità ma si compone in una <strong>coreografia urbana</strong>, quella di Milano, dove vestirsi resta ancora un atto di orgoglio e appartenenza.</p>
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		<title>Genny A/I 26-27: il rigore del dandy incontra la fioritura scultorea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 14:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
		<category><![CDATA[Genny fashion show]]></category>
		<category><![CDATA[Genny MFW]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La collezione Genny A/I 26-27 unisce il rigore del dandismo a una femminilità scultorea che sboccia in volumi floreali, dettagli sartoriali e contrasti tra disciplina e leggerezza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/E2CC242F-2ABF-4D65-A8A3-8DB044EBAA36.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Disciplina e libertà, controllo e metamorfosi. Per l’Autunno/Inverno 2026-27 Genny costruisce una collezione che parte dalla precisione del guardaroba maschile per arrivare a una femminilità in piena espansione. L’ispirazione arriva da lontano, dall’eleganza radicale dei protagonisti del Direttorio francese, ma prende forma in silhouette contemporanee dove la sartoria si apre, letteralmente, come un fiore.</p>



<p><strong>Il rigore del dandismo rivisitato</strong><br>Il punto di partenza è l’estetica codificata di <em>Les Incroyables et les Merveilleuses</em>, figure iconiche della Parigi post-rivoluzionaria che, tra il 1795 e il 1799, trasformarono l’abbigliamento in un vero manifesto estetico. Genny riprende quel rigore formale e lo trasferisce sul corpo femminile con un approccio quasi architettonico. Blazer affilati, gilet strutturati, pantaloni impeccabili e camicie dal colletto alto costruiscono una silhouette verticale, composta, scandita da linee precise e proporzioni misurate.</p>



<p>È una disciplina sartoriale che richiama il linguaggio del dandismo, ma che qui trova una nuova espressione: elegante, controllata, eppure profondamente contemporanea.</p>



<p><strong>La fioritura della forma</strong><br>Da questa struttura rigorosa nasce però un gesto inatteso: la fioritura. Il fiore diventa il fulcro visivo della collezione, non come semplice decorazione ma come elemento plastico e tridimensionale. Petali scolpiti prendono forma in gonne-corolla che si aprono con volumi monumentali, quasi fossero architetture botaniche.</p>



<p>Il contrasto è netto e voluto: il busto rimane asciutto, trattenuto dalla precisione del tailoring, mentre la parte inferiore si espande con geometrie organiche che evocano il movimento naturale dei petali. La sartoria si trasforma così in un esercizio di equilibrio tra controllo e spontaneità.</p>



<p><strong>Dettagli, movimento e cromie</strong><br>Fiocchi e volant introducono un ulteriore livello di narrazione stilistica. I fiocchi diventano elementi sartoriali, sostituendo le allacciature di camicie bianche dal taglio maschile o posandosi sui revers di raffinate giacche da smoking come dettagli grafici. I volant, invece, ridefiniscono le linee delle giacche allungate e disegnano tute sensuali con pantaloni a sigaretta.</p>



<p>Anche le piume contribuiscono a rompere la rigidità della costruzione: leggere e teatrali, si adagiano su top strutturati o avvolgono cappotti creando un movimento fluido che introduce aria e dinamismo nella silhouette.</p>



<p>Sul piano cromatico il nero resta il fondamento della collezione, affiancato da un avorio luminoso. A interrompere questa base sofisticata arrivano accenti di fucsia vibrante, lilla polveroso e giallo pallido, come pigmenti sottratti a un giardino immaginario. L’animalier, presente in forma quasi istintiva, si dissolve in sfumature delicate che attraversano i tessuti, senza mai diventare aggressivo.</p>



<p>Ciabatte e mocassini sostituiscono i tacchi, alleggerendo la formalità dell’insieme. Il risultato è una figura femminile che avanza con la compostezza di un gentleman ma si espande, scena dopo scena, come una scultura in fiore.</p>
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		<title>Max Mara FW26: alla Milano Fashion Week un’eleganza senza tempo tra storia e modernità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
		<category><![CDATA[Max Mara fashion show]]></category>
		<category><![CDATA[Max Mara MFW]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La collezione FW26 di Max Mara, presentata alla Milano Fashion Week, reinterpreta suggestioni storiche e neo-medievali attraverso cappotti iconici, materiali preziosi e una visione contemporanea della femminilità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/fashion-shows/max-mara-fw26-milano-fashion-week/">Max Mara FW26: alla Milano Fashion Week un’eleganza senza tempo tra storia e modernità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/B74C001B-A9BD-4D0E-A0CE-971BA9508C5F.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Durante la <strong>Milano Fashion Week</strong>, <strong>Max Mara</strong> ha presentato la collezione Fall/Winter 2026-27 con una sfilata che intreccia suggestioni storiche e visione contemporanea. La Maison ha portato in passerella un racconto di femminilità forte e consapevole, dove il rigore delle linee incontra la morbidezza dei materiali e una narrazione estetica che guarda al passato per reinterpretarlo in chiave attuale.</p>



<p><strong>Il dialogo tra storia e contemporaneità</strong><br>Per questa stagione, il direttore creativo <strong>Ian Griffiths</strong> costruisce una collezione che richiama atmosfere neo-medievali e un immaginario quasi cavalleresco, evocando figure femminili di grande forza e carisma. I capispalla, da sempre simbolo del marchio, assumono un ruolo centrale: cappotti avvolgenti e strutturati ricordano mantelli e tuniche d’altri tempi, pur mantenendo un’eleganza essenziale e profondamente contemporanea.</p>



<p><strong>Materiali preziosi e silhouette fluide</strong><br>La proposta autunno-inverno si distingue per la qualità delle lavorazioni e per una ricerca materica che privilegia fibre nobili come cashmere, alpaca, suede e seta. Le silhouette sono morbide e scivolate, pensate per accompagnare il movimento del corpo con naturalezza. La palette cromatica si sviluppa attorno ai toni iconici della Maison — dal camel al beige, fino al cioccolato e al taupe — rafforzando l’idea di un guardaroba sofisticato ma versatile.</p>



<p><strong>Una passerella che guarda al presente</strong><br>Accanto alla dimensione storica e sartoriale, lo show lascia spazio anche a una riflessione più attuale sul concetto di identità e rappresentazione. Il casting, infatti, introduce una visione inclusiva della bellezza, portando in passerella modelli e volti che contribuiscono ad ampliare le narrazioni tradizionali della moda.</p>



<p>Con questa collezione FW26, Max Mara riafferma così la propria cifra stilistica: un equilibrio tra tradizione e innovazione, dove la forza del passato diventa punto di partenza per immaginare il guardaroba del presente.</p>
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		<title>“In un Batter d’Occhio”: un viaggio attraverso i millenni in esclusiva su Disney+</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/in-un-batter-docchio-disney-plus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>“In un Batter d’Occhio” di Andrew Stanton intreccia tre storie tra passato, presente e futuro, esplorando la connessione umana e la speranza, in uscita il 27 febbraio su Disney+.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/in-un-batter-docchio-disney-plus/">“In un Batter d’Occhio”: un viaggio attraverso i millenni in esclusiva su Disney+</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/IBE_00370_v1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>L’attesa è finita: dal 27 febbraio, il nuovo film Searchlight Pictures <strong>“In un Batter d’Occhio”</strong> debutterà in esclusiva su Disney+. Diretto dall’Academy Award® Andrew Stanton, il regista dietro capolavori come <em>WALL·E</em> e <em>Alla ricerca di Nemo</em>, il film intreccia tre storie distanti migliaia di anni, esplorando il desiderio universale di connessione e la fragile bellezza della vita.</p>



<p><strong>Dal passato remoto all’universo futuro</strong></p>



<p>Il film apre con una famiglia di Neanderthal, interpretata da Jorge Vargas e Tanaya Beatty, costretta ad abbandonare la propria casa e a lottare per la sopravvivenza. Tra la scoperta degli strumenti primitivi e la protezione dei figli, il racconto del passato ci avvolge in un mondo selvaggio e struggente. Nel presente, Rashida Jones veste i panni di Claire, giovane antropologa alle prese con antichi resti proto-umani e con un rapporto sentimentale incerto con Greg (Daveed Diggs). La storia si proietta poi due secoli avanti, a bordo di un’astronave diretta verso un pianeta lontano, dove Coakley (Kate McKinnon) e un computer di bordo senziente affrontano una misteriosa malattia che minaccia la sopravvivenza della loro missione.</p>



<p><strong>Un cast d’eccezione e un team creativo da sogno</strong></p>



<p>Accanto al talento di Stanton, il film vanta un cast stellare: Kate McKinnon (<em>Bombshell</em>, <em>Ghostbusters</em>), Rashida Jones (<em>On the Rocks</em>), Daveed Diggs (<em>Hamilton</em>), Jorge Vargas (<em>Snowpiercer</em>) e Tanaya Beatty (<em>Yellowstone</em>). La sceneggiatura di Colby Day (<em>Spaceman</em>, <em>For All Mankind</em>) intreccia con maestria storia, emozione e riflessione sull’umanità. Dietro la macchina da presa, la fotografia di Ole Birkeland, le scenografie di Ola Maslik e la montatrice Mollie Goldstein contribuiscono a creare un’esperienza visiva raffinata e immersiva, mentre i costumi di Mirren Gordon-Crozier e gli effetti visivi supervisionati da Jake Braver completano un progetto dal respiro cinematografico internazionale.</p>



<p><strong>Un racconto universale di connessione e speranza</strong></p>



<p>“In un Batter d’Occhio” non è solo un film, ma un invito a riflettere sul ciclo della vita, sulle nostre radici e sul futuro che ci attende. Attraverso epoche lontane e mondi sconosciuti, Stanton ci ricorda che, tra antichi retaggi e sfide interstellari, ciò che rimane invariato è la nostra innata necessità di connessione con gli altri e con il mondo che ci ospita. Un debutto imperdibile per chi ama cinema, emozione e storytelling visionario.</p>
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		<title>“Gli ultimi della lista”: un’avventura reale tra coraggio e speranza a Buchenwald</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Grégory Cingal]]></category>
		<category><![CDATA[libri in uscita]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MjAyNDEwZDE1ZmM2NDI4ZjA5N2IwOGNlZGE4YzlkMTNmNTg3NmY-768x461.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MjAyNDEwZDE1ZmM2NDI4ZjA5N2IwOGNlZGE4YzlkMTNmNTg3NmY-768x461.jpeg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MjAyNDEwZDE1ZmM2NDI4ZjA5N2IwOGNlZGE4YzlkMTNmNTg3NmY-300x180.jpeg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MjAyNDEwZDE1ZmM2NDI4ZjA5N2IwOGNlZGE4YzlkMTNmNTg3NmY-480x288.jpeg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/MjAyNDEwZDE1ZmM2NDI4ZjA5N2IwOGNlZGE4YzlkMTNmNTg3NmY.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>“Gli ultimi della lista” di Grégory Cingal racconta la fuga e la resistenza di tre ufficiali alleati condannati a morte a Buchenwald durante la Seconda guerra mondiale.</p>
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<p>Settembre 1944. Tre ufficiali dei servizi segreti alleati si trovano a Buchenwald, uno dei campi di concentramento più temuti della Seconda guerra mondiale. Condannati a morte insieme ad altri trentasette prigionieri, la loro sopravvivenza sembra impossibile. In <em>Gli ultimi della lista</em>, Grégory  Cingal racconta la storia di coraggio, ingegno e solidarietà che ha permesso loro di sfuggire a una fine certa, restituendo voce a un episodio storico straordinario, fino a oggi poco conosciuto.</p>



<p><strong>La corsa contro il tempo</strong><br>Il romanzo ricostruisce minuziosamente le settimane che precedono la condanna a morte dei protagonisti: il comandante Forest  Yeo‑Thomas, il capitano Harry  Peulevé e il tenente Stéphane  Hessel. Con l’aiuto della resistenza interna al campo, i tre ufficiali elaborano un piano rischioso per sopravvivere, sfidando la sorveglianza delle SS e dei kapò. Tra barraconi in cui si sperimenta un vaccino contro il tifo e tensioni costanti, ogni giorno diventa un atto di coraggio e ingegno.</p>



<p><strong>Un racconto di speranza in tempi oscuri:</strong><br>Cingal riesce a mescolare la precisione storica con la narrazione intensa, facendo vivere al lettore l’angoscia e la determinazione dei protagonisti. Non si tratta solo di una fuga, ma di una testimonianza sulla resilienza umana e sulla forza della solidarietà anche nei luoghi più disperati. Le recensioni sottolineano la capacità dell’autore di trasformare un episodio di terrore in una storia di speranza, rendendo <em>Gli ultimi della lista</em> un libro che affascina e commuove.</p>



<p><br>Con una scrittura avvincente e rigorosa, Grégory  Cingal restituisce al lettore non solo un pezzo di storia, ma anche un messaggio universale: anche nei momenti più bui, la determinazione e la solidarietà possono fare la differenza. <em>Gli ultimi della lista</em> si conferma così un’opera da leggere, non solo per gli appassionati di storia, ma per chiunque voglia riflettere sul coraggio e sull’umanità.</p>
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		<title>Paul Troubetzkoy alla GAM di Milano: il fascino vibrante della Belle Époque</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/paul-troubetzkoy-belle-epoque-gam-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
		<category><![CDATA[GAM Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Troubetzkoy]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/11_paul-troubetzkoy-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/11_paul-troubetzkoy-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/11_paul-troubetzkoy-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/11_paul-troubetzkoy-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2026/03/11_paul-troubetzkoy.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La GAM di Milano celebra Paul Troubetzkoy con una grande retrospettiva che ripercorre la vita, le sculture e i ritratti vibranti del maestro della Belle Époque.</p>
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<p>Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, la GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita <strong>“Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque”</strong>, grande retrospettiva dedicata a uno dei maestri più originali e cosmopoliti della scultura tra Otto e Novecento. Dopo il successo al Musée d’Orsay di Parigi, la mostra arriva a Milano con l’intento di celebrare la modernità e l’eleganza di un artista capace di incarnare lo spirito internazionale della Belle Époque.</p>



<p><strong>Un percorso tra città e cultura</strong></p>



<p>Nato nel 1866 sulle rive del Lago Maggiore e figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana, Troubetzkoy ha attraversato l’Europa e l’America con la sua arte, diventando protagonista della scena culturale internazionale. La mostra, curata da Omar Cucciniello, propone <strong>ottanta opere tra sculture e dipinti</strong> provenienti dalle collezioni più prestigiose di Italia, Europa, Regno Unito e Stati Uniti, organizzate in cinque sezioni che ricostruiscono il percorso umano e artistico dello scultore: dai primi successi milanesi alla consacrazione internazionale, fino alle grandi esposizioni americane.</p>



<p><strong>La scultura che vive</strong></p>



<p>Ciò che rende unica l’opera di Troubetzkoy è la capacità di catturare il <strong>carattere e la vitalità dei soggetti</strong> in modo rapido e vibrante. Senza disegni preparatori, i suoi bronzi mostrano parti appena abbozzate e altre perfettamente definite, creando un effetto di movimento e luce in continua trasformazione. La ritrattistica del maestro spazia dagli artisti come Giovanni Boldini e Joaquín Sorolla alle celebrità dell’alta società internazionale, passando per figure iconiche come Enrico Caruso, Giacomo Puccini e Gabriele D’Annunzio. Anche animali e cowboy trovano spazio in questa raffinata visione, a testimonianza della curiosità e della versatilità dell’artista.</p>



<p><strong>Modernità e dialogo con la pittura</strong></p>



<p>Oltre ai bronzi, la mostra include opere pittoriche, tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da Ilya Repin e alcuni capolavori di Boldini. Il dialogo tra scultura e pittura restituisce al pubblico la straordinaria modernità di un artista capace di vivere il suo tempo senza mai aderire a schemi precostituiti. Chi visita la GAM non solo incontra <strong>un maestro della Belle Époque</strong>, ma scopre anche un artista contemporaneo nello spirito, la cui energia e sensibilità continuano a sorprendere e incantare.</p>
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